(OT) Calciopoli 3 - la TEMPESTA!!! (... di sabbia?)

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Inter e bilanci taroccati: come finirà?

Come sta già dicendo la Gazzetta... Nulla di fatto!!!
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Archiviazione, ecchecchè!
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Ma come ti permetti, ladro juventino? L'Inter è ONESTA!
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Ma cosa vuoi che sia? Moratti è ricco, se ha taroccato i bilanci, ripiana con i soldini, e finisce tutto in amicizia!!!
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Se l'anno scorso si è peccato di eccessiva severità, questa è la volta giusta per tornare a essere indulgenti!
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Daranno l'ergastolo a Moggi
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... e se magari, invece, Palazzi facesse il suo lavoro?
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Tufkad
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ziodave ha scritto:...contento te... :roll:
Tu pensa a messaggiare Oriali... Quello che è stato condannato in sede penale.

Lui sì che è un modello.
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Messaggio da ziodave »

Tufkad ha scritto:Tu pensa a messaggiare Oriali... Quello che è stato condannato in sede penale.

Lui sì che è un modello.
...ma pensi che io perda il mio preziosissimo tempo a mandare sms ad uno cui Ligabue ha dedicato pure un'orrida musichetta? :roll:

...preferisco massaggiare d'amore la Zia :wink:

ma tu,piuttosto...quanti altri cellulari di inquisiti hai?occhio che faccio la spia a Travaglio :lol: :wink:
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ziodave ha scritto:ma tu,piuttosto...quanti altri cellulari di inquisiti hai?occhio che faccio la spia a Travaglio :lol: :wink:
Ho Moratti, Tronchetti e Tavaroli... Ma questo resta fra me e te... Si sa che, a quanto risulta, gli Onesti non usano i telefoni...
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Messaggio da ziodave »

Tufkad ha scritto:Ho Moratti, Tronchetti e Tavaroli... Ma questo resta fra me e te... Si sa che, a quanto risulta, gli Onesti non usano i telefoni...
...nomini sempre gli stessi...
...guarda che chi disprezza di bocca (e di post) ama di cuore...
...sei un falso bianconero!
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Messaggio da Tufkad »

Chi ci capisce di Economia e di Finanza si faccia due risate...

Quanto vale Moratti in mutande?

Juventus, Milan e Roma fanno capo rispettivamente a Ifil, Fininvest e Italpetroli, cioè a delle holding (la prima quotata in borsa) che raggruppano anche partecipazioni in imprese manifatturiere e di servizi. In ogni esercizio il risultato economico di queste società calcistiche si somma a quello delle altre partecipazioni e finisce in quello complessivo della capo-gruppo. In generale sono risultati negativi che, in qualche caso, richiedono alla capogruppo interventi di sostegno. Il caso Inter però è diverso: sopra l'Inter c'è Moratti ma non le sue aziende, ci sono le sue disponibilità personali ma anche la voglia di spendere soldi veri il meno possibile. Per risanare il bilancio della Roma, Franco Sensi ha dovuto spogliare Italpetroli di alcune partecipazioni immobiliari e alberghiere ed è arrivato, addirittura, a cedere a Capitalia il 49% di Italpetroli con diritto di passare al 51%. Moratti è azionista della Saras tramite la Sapa di famiglia (e lì non può toccare niente se non con l'accordo di tutti) ed ha piccole partecipazioni in Pirelli, Camfim e Telecom, che tiene ben strette. Allora tutti gli anni i suoi strateghi finanziari devono inventarsi qualche plusvalenza: prima i giocatori, poi il marchio nel bilancio 2006, fino alla rivalutazione dell'Inter stessa nel bilancio 2007.
Tutte operazioni che hanno creato risorse solo sulla carta, a fronte di costi di gestione crescenti e, quindi, debiti bancari suoi personali, a livelli sempre più elevati, col contentino, ogni anno, di qualche decina di milioni di capitali veri versati con gli aumenti di capitale e largamente compensati dal probabile recupero fiscale di tasse non pagate, "grazie" alle perdite dell'Inter.
Secondo i calcoli del sole24Ore in dodici anni di gestione Inter, Moratti ha speso di suo 400 milioni; il giornale di Confindustria non dice quanto ha risparmiato di tasse, ma in compenso scrive che i debiti lordi hanno raggiunto i 385 milioni. Costi crescenti, acquisti di terzini sinistri a volontà, plusvalenze finte e debiti veri.
E qui ognuno di noi non può non pensare a Matarrese, quando raccomanda prudenza a Palazzi perchè Moratti ci mette dei gran soldi. Ci immaginiamo un deferimento per illecito da falso in bilancio (art. 7 comma 3 del CGS) e, per dire, una serie B? Chi pagherebbe a quel punto i 385 milioni di debiti che nel consolidato addirittura risultano di 420 milioni netti?
E non andando troppo indietro con i tempi, il giornalista Franco Ordine, si fece carico di una dichiarazione tutt'altro che leggera e indifferente nei confronti dell'allora numero uno della Figc, Franco Carraro, sempre sulla questione dei soldi di Moratti. E' evidente che quei soldi hanno un "valore" particolare.

A partire dalle competizioni della stagione 2008-09, gli organismi di controllo sui bilanci delle società di calcio (Commissione licenza Uefa e Covisoc) faranno le loro verifiche sui dati del bilancio consolidato. Così già dal 2006 le società, che in precedenza non erano obbligate a farlo, hanno dovuto redigere e approvare il bilancio complessivo della società che partecipa al campionato e di quelle che la stessa controlla. Sulla carta l'obiettivo dei controllori è chiaro: evitare i trucchi contabili relativi ad operazioni infragruppo com'è il caso, per fare il più classico degli esempi, della finta vendita del marchio messa in atto nel 2005 da parecchie società.
Quell'operazione era finta perchè a comprare era una società controllata da quella che vendeva. Agli occhi della Covisoc le società di calcio che vendevano il marchio registravano un ricavo e una plusvalenza; gli stessi occhi "non potevano vedere" che i soldi li metteva una banca che faceva il prestito alla società controllata. Tra tutte queste finte compravendite ha colpito in particolare quella dell'Inter perchè è subito risultata la più finta di tutte: Inter Brand srl che comprava è controllata al 100% da Internazionale SpA che vendeva. L'amministratore di Inter Brand era il figlio di Moratti (lo stesso che recentemente il Corsera ha nominato Moratti III, come futuro presidente dell'Inter); la garanzia sul prestito, per farsi prestare i soldi da Interbanca, non la dava il compratore ma il venditore (il papà per conto del figlio).

Nelle attese degli organismi di controllo, quindi, col bilancio consolidato le società dovevano essere "messe a nudo", un po’; dove c'erano delle magagne, tipo debiti troppo alti o patrimoni andati in fumo, queste non dovevano essere più nascoste.
Guardiamo allora cos’è successo col consolidato dell'Inter; ne ha dato notizia Quotidiano.net del 29 gennaio 2007 facendo risaltare questi dati riferiti al 30 giugno 2006: patrimonio netto Internazionale spa +27,4 milioni, patrimonio netto consolidato -122,9 milioni; indebitamento bancario Internazionale spa 89,1 milioni, indebitamento bancario complessivo 209 milioni; debiti complessivi netti nel consolidato 434 milioni.

Se lo scopo degli organismi di controllo era di mettere a nudo pecche e magagne non ci vuole molto a capire che la situazione dell'Inter al 30 giugno 2006 era da libri in tribunale. Se i dati complessivi patrimoniali e finanziari dovevano fotografare lo stato di salute di una società si può, senza ombra di dubbio, affermare che l'istantanea sull'Inter ci mostra letteralmente un "Moratti in mutande". Che poi questa foto non finiva sui quotidiani sportivi e neppure su quelli nazionali e prestigiosi è tutto un'altro discorso, che esula da questo articolo.
Qualcuno probabilmente ricorderà, negli annali l’asterisco lo riporta, di uno scudetto fittizio, di cartone e assegnato a tavolino, insomma, un campionato vinto grazie alla (in)Giustizia, quello della stagione 2005/06. La “manina” volenterosa e creditizia è quella di Guido Rossi (lo ritroveremo spesso), anche se qualcuno sostiene che nulla ha avuto a che fare. Una manina che mise anche a verbale (sempre la stessa notare) l’iscrizione di una società che non avrebbe avuto i requisiti per farlo, e questo a detta della Covisoc e del pm milanese Carlo Nocerino.
La “Via crucis” è datata, i bilanci sono quelli relativi al 30 giugno 2005, comprensivi di relazione semestrale al 31 dicembre e attestazione dei pagamenti verso il Fisco, Enpals e il Fondo di fine carriera al 31 marzo, "dies ad quem" entro il quale ogni debenza con i tesserati dovrà essere saldata. E osserviamo anche che, proprio secondo la Covisoc, i sopraccitati marchi ceduti saranno inesorabilmente bocciati. Insomma tutto da rifare. I piani di coloro che attraverso “scappatoie” alla Tom&Gerry si erano venduti, o meglio comprati, quello che già gli apparteneva, inscatolando all’interno di una scatola vuota un prestito di una banca, con la fiducia di chi vendeva e non di chi comprava, erano finiti dentro al formaggio, con trappola scattata. Tutto questo però non sarebbe accaduto all’Internazionale SpA.
La Coavisoc (notare la vocale in più, è importante). Spieghiamo: la Covisoc è la Commissione di vigilanza che controlla i conti delle società di calcio professionistiche e dal 1999 è stata esautorata di tutti i suoi poteri di controllo, non potendo svolgere esami approfonditi sui bilanci: il suo compito è stato limitato alla verifica dell’equilibrio finanziario per l’iscrizione ai campionati, senza poter entrare nelle valutazioni di merito dei documenti contabili, mentre la Coavisoc è la Commissione d'appello di vigilanza che da i verdetti.
Vogliamo dire chi era il rappresentante “esclusivo” della Coavisoc? Se qualcuno alza una “manina” è già a metà dell’opera. Si esattamente, Guido Rossi.
Il Professore, ex-CDA dell’Inter per quattro anni, non solo iscrisse l'Inter al campionato ma le riservò uno sconto (non vorremmo essere ripetitivi ma la manina è sempre la stessa) sulla ricapitalizzazione: solamente 40 milioni di euro e non 158, per un taglio netto del 75%. In tempi non sospetti, in data 14 luglio 2005 la stessa Coavisoc (sempre quella con la vocale) cita: “non verranno concessi sconti a nessuno”. Secondo gli organi che esaminano la congruità dei bilanci e quindi il rispetto dei parametri per l'iscrizione ai campionati, certi "salvataggi" sarebbero difficili da spiegare a chi ha rispettato le regole. E si, molto difficile spiegarlo. Anche per la Figc dell'allora Commissario Franco Carraro, la linea da perseguire era quella del rigore. Peccato che ad un anno di distanza, per ammazzare il caffè, dopo avere tranquillamente mangiato a sbaffo per un’intera stagione, ecco servito il “passito” di Giustizia: scudetto vinto a tavolino (sempre la manina), perché secondo alcuni, ma non proprio tutti, “era giusto così”. E ci mancherebbe pure: fatto 30 perchè non fare 31.
Ma tutto questo non basta, come sopra già citato: secondo la Commissione per la vigilanza sulle società calcistiche (Covisoc) la società di Massimo Moratti non aveva i requisiti per l'iscrizione al campionato 2005-2006, quello dello scudetto vinto "a tavolino" dopo la retrocessione della Juventus in serie B per "Calciopoli". Un parere, quello dell'organo di vigilanza, trasmesso al pm milanese Carlo Nocerino che ha approntato l'avviso di chiusura indagini (che di norma prelude alla richiesta di rinvio a giudizio) per Moratti(*), il vice presidente dell'Inter Rinaldo Ghelfi e l'ex manager nerazzurro Mauro Gambaro, accusati di falso in bilancio. Secondo l’organismo di controllo "L'equilibrio finanziario sarebbe saltato se la società avesse evidenziato le perdite connesse alle plusvalenze fittizie". Dunque i nerazzurri "non avrebbero superato i parametri chiesti dalla Covisoc per l'iscrizione al campionato 2005-2006".
E qui si fanno nomi e cognomi, da Simone Brunelli (condito da firme false sul contratto), a Hernan Crespo, Bernardo Corradi, Domenico Morfeo e molti altri.
In altre parole il valore degli atleti sarebbe stato gonfiato ad arte per ottenere delle plusvalenze e 'abbellire' i bilanci. Questo, ad avviso di Nocerino e sulla base delle indagini della Guardia di Finanza di Milano, "con l'intenzione di ingannare i soci e il pubblico e al fine di conseguire l'ingiusto profitto, di evitare di evidenziare perdite che avrebbero comportato l'obbligo di ripianare e/o di ridurre il capitale sociale entro il successivo esercizio, nonché di evitare di rappresentare alla Covisoc l'esatta situazione patrimoniale ai fini delle verifiche propedeutiche all'ammissione dei campionati di calcio 2004-2005 e 2005-2006 e di rientrare finanziariamente dai parametri richiesti dalla Figc per la regolare iscrizione al campionato di calcio 2005-2006". Sempre in base all'avviso di chiusura delle indagini, le presunte alterazioni di bilancio avrebbero "comportato la esposizione di un maggior patrimonio netto pari a 32.459.713,44 euro, che corrisponde a circa il 104% del patrimonio netto risultante dal bilancio (31.201.367,00 euro)".

Torniamo allora al 30 giugno 2006 ed a come avevamo lasciato l'Inter e Moratti, cioè in mutande. Un qualunque altro Moratti, in un paese serio, sarebbe subito corso a comprarsi da vestire per coprire le vergogne che quei dati mostravano. Non così in Italia, che purtroppo paese serio non lo è già da un pezzo, non così con Moratti che, l'abbiamo capito leggendo (non certo sulla Gazzetta dello Sport) le deposizioni di alcuni indagati nell'inchiesta sulla Telecom, si era nel frattempo attrezzato diversamente: invece dei bilanci si era preoccupato di "sistemare" la concorrenza; non aveva messo sotto controllo i talenti del calcio internazionale e i tassi sull'Euroribor ma, molto più all'italiana, si era messo a far spiare arbitri, dirigenti, e probabilmente la Juventus e la stessa Figc (dossier Como).

Cosa escogitano allora i registi finanziari dell'Inter, visto che i conti col consolidato bisogna comunque farli? Mettono in piedi fin da subito, da luglio 2006, quella che il sole24Ore del 24 aprile 2007 ha definito "una complessa manovra di fusioni e scissioni da cui è emerso un avanzo patrimoniale, utile ad assorbire, almeno sulla carta, future perdite". I giornalisti del sole24Ore queste manovre le spiegano ai lettori tutti i giorni ma di quella di Moratti e dell'Inter i dettagli sono rimasti sconosciuti: quasi ci volesse del "coraggio" a pubblicarli (a meno che non sia intervenuto un divieto a farlo). Ci rimane quel “manovra complessa" e quelle risorse create "sulla carta". Sentite anche voi odore di marcio, di plusvalenze di cartone?

Teniamoci per il momento questo dubbio, visto che i dettagli del consolidato, che spiegheranno appieno gli effetti di quella complessa operazione, saranno resi noti tra una ventina di giorni, quando i bilanci delle varie società del “pianeta” Inter, approvati verso fine dicembre, saranno resi disponibili. Per il momento, sappiamo che c'è una società (Inter Capital srl) nata il 4 luglio 2006 (quando erano visibili le vergogne...) e fatta confluire in Internazionale SpA nel gennaio 2007 e sappiamo che tra gennaio e giugno 2007 ci sono state complessivamente, nel mondo (virtuale?) Inter, quattro operazioni di fusione e/o scissione.

Per non lasciare delusi i nostri lettori, con l'immagine di Moratti in mutande e l'odore del marcio delle plusvalenze, proviamo a dire qualcosa in più sulla misteriosa Inter Capital srl, grazie alla paziente ricerca di prima. Inter Capital srl nasce il 4 luglio 2006 con un capitale di 10.000 euro e il 13 luglio delibera un aumento di capitale a 256,15 milioni. Questo aumento è programmato così: per 70 milioni si tratta di versamenti che Moratti si impegna a effettuare in futuro e per 186 milioni grazie al conferimento di azioni. Queste azioni sono formalmente conferite il 4 agosto 2006 e si tratta delle azioni di controllo dell'Internazionale SpA che prima erano da un'altra parte. Con questo numero di azioni Moratti, al 30 giugno 2006, controllava tutto il baraccone Inter con debiti per 434 milioni e patrimonio netto, in negativo, di 122 milioni, cioè, la famosa istantanea di Moratti in mutande.
Si dà il caso che uno del mestiere (la relazione di stima del valore di conferimento di Inter Capital srl è stata redatta dal Prof. Paolo Jovenitti (**) della Bocconi, mentre la Dott.ssa Magagna è l’esperto del Tribunale che si è espressa sulla congruità del rapporto di con cambio) ha periziato il valore di quel baraccone per 207,2 milioni, perciò la quota che Moratti conferisce in Inter Capital srl vale 186,1 milioni che sommati ai 70 milioni di futuri aumenti di capitale fa appunto quel 256 milioni di aumento di capitale deliberato il 13 luglio.

Questa mastodontica operazione, in larga parte di carta e in misura ridotta a futura memoria, è infine perfezionata il 3 novembre 2006, quando Moratti versa 17,5 milioni dei 70 deliberati, mentre la breve storia di Inter Capital finisce il 15 gennaio 2007, quando è fusa in Internazionale SpA che, per effetto della fusione, guadagna quelle famose riserve patrimoniali di carta che, come diceva il sole24Ore, sarebbero servite in seguito per coprire future perdite. In effetti, sul finire dello scorso anno, sul sito dell'Inter è comparso un comunicato per cui il rendiconto al 30 giugno 2007 della società che partecipa al campionato, a dispetto del precedente consolidato, aveva registrato una perdita di 206 milioni, coperta in larga parte con riserve preesistenti.
All'indomani dell'approvazione del bilancio, su Tuttosport, era possibile leggere (proprio vero che al peggio non c'è mai fine) di un dirigente dell'Inter che, al giornalista di turno che esprimeva la volontà di capire qualcosa in più su queste riserve, rispondeva: "Sono i risparmi degli anni precedenti, le riserve per questo si mettono da parte, per utilizzarle quando servono". Qui, invece, cercando di ragionare e con nessun dirigente a dirci come si fa, abbiamo provato a dimostrare che il merito è di quella famosa perizia, per cui il baraccone dell'Inter al 30 giugno 2006, quando Moratti era in mutande, valeva 207 milioni e grazie alla magica fusione di Inter Capital srl nell'Internazionale spa, realizzata nel gennaio 2007 lontano da occhi indiscreti.

Cercando di ragionare, insomma, è venuto fuori che Moratti in mutande dovrebbe valere tra i 150 e i 200 milioni di euro: neanche fosse la Bellucci (nuda).

Note:
*Attualmente la posizione di Massimo Moratti è stata stralciata dal pm Carlo Nocerino, a differenza degli altri due dirigenti nerazzurri, Mauro Gambaro e Rinaldo Ghelfi.
**Una consulenza dello stesso Professore Paolo Jovenitti, docente della Bocconi di Milano, in data 13 maggio 2002, si riferisce alla ricostruzione dei flussi finanziari della Fininvest escludendo ogni ipotesi di riciclaggio, depositata dalla difesa del sen. Marcello Dell'Utri, imputato a Palermo di concorso esterno in associazione mafiosa. La medesima difesa ha prodotto anche nuovi documenti contabili per provare la legittimità e la regolarità di ogni operazione contabile ed il pm si è riservato di esprimere il proprio parere.
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grassiniettore
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Messaggio da grassiniettore »

Ci ho messo un buon quarto d'ora per leggere tutto.

La prova dei magheggi di moratti. Ne vale la pena :wink:
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Tufkad
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Messaggio da Tufkad »

Dopo i magheggi di Moratti, un breve riassunto di quella che pare essere la Grande Nefandezza di MONNEZZEMOLO!

oramai i fatti sono ben delineati.

Montezemolo non avrà fatto scoppiare il bubbone calciopoli ma ci si è buttatto a capofitto per i suoi personali interessi.

il dado è tratto.

Giraudo e Moggi da anni progettano di costruire il club più forte al mondo, sia economicamente che sportivamente.

Per anni non hanno avanzato richieste economiche all'Ifil. la Juve è andata avanti con le proprie forse è la grandi capacità dei due.

Ma ad un certo punto occorrono i liquidi. Lo stadio, il centro commerciale, non si costruiscono con i gol di Ibra e Trezeguet.

Il piano è ambizioso. C'è chi parla di 400.000.000,00 di €uro. Danari da richiedere alle gonfie casse dell'Ifil. Sembra che non ci saranno problemi, ma improvvisamente tutto cambia.

Si intuisce che qualcosa non và quando Giraudo chiede a Gabetti una fidejussione a garanzia del pagamento di Ibrahimovic. Ma Gabetti rifiuta a poche ore dalla chiusura del calciomercato. Giraudo deve garantire con il suo personale patrimonio l'acquisto del futuro campione o non si fa nulla.

Qualcuno si chiederà quando entra in gioco Montezemolo. Subito. Luca Cordero è presidente della Fiat e della Ferrari.

Lui non può permettersi che la Fiat non produca ricavi e che la Ferrari non continui a vincere. Ne va del suo posto, ma soprattutto della sua reputazione. Anche nella prospettiva i un suo ingresso in politica deve ottenere vittorie su vittorie, sia in campo sportivo (Formula 1) che finanziario (Fiat).

Ma come conviene l'uomo nero l'Ifil è un rubinetto che se aperto verso una direzione poi svuota le casse delle altre società del gruppo.

400 mln di €uro alla Juve significano meno sostanze per i suoi pargoli.

Forte del suo potere inizia a rompere le uova nel paniere a Moggie e Giraudo e quando scoppia il caso calciopoli si sfrega le mani e ci si butta a capofitto infliggendo il colpo di grazia.

Non so se Cordero abbia avuto una partecipazione attiva alla realizzazione di quell'aborto giuridico, ma di certo ha girato e rigirato il coltello nella piaga.

Eliminare Moggi e Giraudo significava eliminare l'ambizioso progetto che avrebbe avuto ripercussioni negative soprattutto sulla Ferrari che non avrebbe goduto di forti finanziamenti per continuare a vincere anche nel dopo Schumacher.

Sappiamo tutti come Montezemolo abbia parlato con Blatter e sia riuscito a convincere la società a ritirare il ricorso al Tar e anon difendersi adeguatamente, svendendo tutto e tutti senza reinvestire adeguatamente in un club che per storia ed ambizioni meritava di più.

Chi tifa Juve en Ferrari da oggi dovrebbe fare una scelta. o una o l'altra. le vittorie di una significano il ridimensionamento dell'altra.


Forza Alonso! Alè McLaren!
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Messaggio da grassiniettore »

... mi sa che quasi quasi mi infiltro a maranello, fotocopio le schede della macchina e poi le spedisco a chiunque

La Juve non viene dopo niente e nessuno! (in ambito sportivo)
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Messaggio da lucaDM82 »

bisognerebbe ribattezzare il titolo del topic:
"calciopoli 3-me la canto e me la suono"
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Messaggio da Tufkad »

Invece lo ribattezzerei: "Calciopoli 3 - Vietato l'ingresso ai rintronati da gazzette & controcampi"
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Messaggio da lucaDM82 »

Tufkad ha scritto:Invece lo ribattezzerei: "Calciopoli 3 - Vietato l'ingresso ai rintronati da gazzette & controcampi"
avrò comprato una volta la gazzetta in vita mia e c'erano 15 pagine sulla juve e una riga sulla roma...per carità...per non parlare di quella specie di trasmissione-teatrino...salutami padovan
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Messaggio da grassiniettore »

chissà cosa c'era scritto in quelle 15 pagine :roll:


:wink:
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Messaggio da Tufkad »

Il diritto di sbagliare ... e il dovere di scusarsi!
di Antonio La Rosa

(questo è il testo integrale di una lettera che ho inviato al direttore di Tuttosport)

Egregio Direttore,

ho letto con stupore il suo editoriale di martedì 22 gennaio, dal titolo "Il diritto di sbagliare".

Con stupore perchè è un editoriale che nella sostanza condividerei e sottoscriverei, come penso tutti o quasi tutti i tifosi juventini, se non fosse che denota l’ennesima prova di doppiezza ed ipocrisia nel trattare le vicende del nostro calcio.

Io mi rendo conto che il Suo arrivo alla direzione del quotidiano sportivo torinese è gesto che ha un significato ben preciso, ossia normalizzare anche l’informazione sportiva di questo quotidiano, allineandolo a quello che ormai è, o vuole essere, la nuova "eminenza grigia" del calcio italiano, ossia il suo ex quotidiano milanese dal colore rosa.

Per questo ritengo ipocrita il Suo editoriale, perchè è un editoriale che viene scritto oggi, quando nell’occhio del ciclone ci sono l’onesta Inter e l’ex l’arbitro migliore del mondo, mentre mai venne scritto quando invece nell’occhio del ciclone c’erano altri, e per situazioni sicuramente meno gravi o altrettanto "gravi", se vogliamo usare questo termine.

Io mi rendo conto che Vi fa male verificare che quanto accade da due stagioni a questa parte è perfettamente identico, se non peggiore, rispetto a quanto accadeva nell’era pre calciopoli (o "Moggiopoli" per usare un termine ad Ella sicuramente più caro), e Vi fa male perchè adesso siete in difficoltà a spiegare che è solo frutto di errori, di buona fede, ma che il calcio adesso è pulito, quando in passato proprio su episodi, su errori anche meno gravi ed evidenti, avete costruito la teoria della cupola che comanda nel calcio.

Gervasoni ha tutto il diritto di sbagliare, vero, ma perchè lo stesso diritto non ebbe a suo tempo Ceccarini?

Eppure nessun elemento di prova avete mai indicato per dimostrare che Ceccarini fosse asservito ad un sistema marcio creato da Moggi e compagnia bella, nessuno di voi volle vedere quella famigerata e maledetta gara per quello che aveva espresso come dati tecnici, ossia una Juve sicuramente più forte e padrona del campo, ed un’Inter che riuscì ad entrare in area di rigore bianconera solo al 27’ della ripresa.

Avete dato di quella gara una descrizione come se fosse l’esempio paradigmatico di intrallazzo nel calcio, per un solo, singolo e peraltro ancora discutibile episodio: ma in quel caso nessuno ebbe a dire che Ceccarini aveva anche il diritto di sbagliare e di ritenere quel famigerato contatto come non punibile con il calcio di rigore.

Lo stesso avete fatto per Juventus - Parma del 7 maggio 2000, un fischio arbitrale arrivato prima di un gol, è diventato prova di asservimento di un arbitro, De Santis, alla cupola bianconera.

Eppure nessun contatto è mai stato accertato tra questo arbitro che avete letteralmente massacrato, e Moggi o altri, neppure una scheda svizzera vera o presunta, una intercettazione o un "pizzino", che potesse dare prova di ciò, ma De Santis non aveva il diritto di sbagliare, come Ceccarini.

Perchè chi sbagliava a favore della Juventus era per voi tutti, nessuno escluso o quasi, un disonesto, un asservito al potere di Moggi, vero?

Avete enfatizzato ogni episodio nel passato che potesse essere utilizzato per quel maledetto teorema, Juve ladrona e Inter povera vittima, cancellando scientificamente quelli opposti, e dunque se tutti si ricordano delle due gare che ho sopra citato, chi si ricorda, al contrario, del lago di Perugia se non noi juventini?

E potrei andare oltre, potrei ricordare che De Santis ha più errori a danno della Juventus, nel suo palmares (Atalanta - Juventus, ultima di andata 2000 - 01; Palermo - Juventus e Juventus - Inter, stagione 2004 - 05; Juventus - Inter, finale di supercoppa italiana 2005), che errori a favore, che in fondo si limitano solo a quel famoso episodio che tante volte ci avete sbattuto in faccia.

Sui centimetri di Turone avete costruito una epopea, sul gol di Bianconi avete fatto dissertazioni di qualunque genere, ignorando invece i gol fantasma assegnati anche dallo stesso arbitro di Empoli (Rodomonti), qualche anno prima a danno della Juventus; avete fatto una prima pagina lo scorso anno, "Juve non così" a proposito del gol di Zalayeta a Bologna, lo stesso non avete fatto per il gol di domenica scorsa contro la Sampdoria.

Nè avete mai scritto "Inter non così", o in passato al quotidiano rosa, o in presente nella Sua nuova veste, quando accadono reiterati episodi a favore dei nerazzurri.

E’ questo doppiopesismo che Vi rende poco credibili quando scrivete anche cose legittime, perchè noi juventini siamo i primi a sostenere che gli arbitri hanno il diritto di sbagliare, ma la cosa non inficia le vittorie dei più forti, specie se i più forti forniscono dieci giocatori alla finale dei mondiali di calcio in Germania.

Io invece vedo in Lei e nei "normalizzatori" dell’informazione sportiva in senso filomilanese, la preoccupazione che i fatti di questo campionato, smontino i vostri teoremi del passato.

Avete pubblicato tabelle per dimostrare che negli anni della Triade, la Juventus aveva un rapporto falli fatti -ammonizioni, troppo alto, per dimostrare che gli arbitri erano asserviti ai bianconeri: oggi gli stessi dati ci dicono di un Inter ancor più protetta rispetto alla Juventus degli anni scorsi; avete pubblicato dati su rigori concessi alla Juventus negli anni scorsi, scrivendoci addirittura un libro ("Nostra Signora dei rigori"): bene, questo libro per Voi sta diventando un vero boomerang, dato che, a rileggerlo, non è dato rinvenire una serie impressionante di rigori dubbi, come quelli di cui hanno beneficiato i nerazzurri, nel giro di poche gare consecutive, ben 4 su sei gare, tutti decisivi in quando tre utili a sbloccare il risultato ed il quarto utile per recuperare un risultato sfavorevole.

Ci avete spiegato che c’era un sistema di ammonizioni pilotate, per impedire a campioni del calibro di Petruzzi, Nastase, Simone Inzaghi e Mesto, di giocare contro i bianconeri: perchè non si va a rivedere CHI sono stati gli assenti eccellenti per ammonizioni "mirate", adesso che è l’Inter la squadra diciamo al centro del sistema calcistico?

Sta qui la vostra difficoltà e il vostro essere a corto di argomenti, ossia verificare, giornata dopo giornata, che tutto quanto in passato attribuivate ad una cupola funesta che avvelenava il calcio, adesso accade come e più di prima, e dovere adesso spiegare che mentre ieri si trattava di calcio sporco, oggi siamo di fronte a calcio pulito.

Eppure ne avreste argomenti per mostrare coraggio adesso, quel coraggio che un vero giornalista dovrebbe avere nel parlare chiaro ai propri lettori ed informarli sul serio.

Basta solo porre attenzione che questo calcio è figlio delle decisioni di un ex amministratore dell’Inter, Guido Rossi, che il nostro calcio oggi è sponsorizzato dal gruppo Telecom Italia - Tim, notoriamente vicino all’Inter: che dunque c’è l’interesse di potentati che investono nel calcio, ad avere "ritorni" dai loro investimenti, e dunque se questi investitori hanno la necessità di avere una squadra vincente per avere i loro "ritorni economici", questa squadra è proprio l’Inter, per cui la sponsorizzazione del calcio fatta in questo modo, è alquanto sospetta.

Non lo dite, come non direte queste ed altre cose, le occulterete, come Ella occulterà questa mia lettera, che comunque io pubblicherò in altri siti.

Quindi, egregio Direttore, prima di scrivere "il diritto di sbagliare", Lei avrebbe avuto l’obbligo di scrivere "il dovere di scusarci".

Verso la Juventus e i milioni di tifosi juventini, per tutto quello che avete scritto contro i bianconeri in passato.

Chiudo dicendoLe, che ci creda o no, io non sono stato mai un filo Moggi.

Distinti Saluti

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Articolo di Piero Ostellino sul Corriere della Sera di ieri, 26 gennaio:

Di fronte a qualche errore arbitrale di troppo, che sta facilitando la corsa dell'Inter verso lo scudetto, certo giornalismo sportivo ha inventato una doppia teoria sull'inclinazione degli arbitri a favorire la squadra più forte del momento. La «sudditanza psicologica» degli arbitri ci sarebbe. Ma quella nei confronti della Juventus era figlia del Maligno (Luciano Moggi), mentre quella nei confronti dell'Inter è compagna dell'Innocenza (Massimo Moratti). L'una vede nell'errore arbitrale una dolosa volontarietà — gli arbitri non sbagliavano, bensì favorivano la Juventus — l'altra, lo attribuisce a una colposa incapacità (gli arbitri sbagliano, ma non per favorire l'Inter). Se sapessero che cosa significa, i giornalisti in questione dovrebbero riconoscere che la prima interpretazione è teleologica (strumentale, a sostegno della tesi che la Juventus era colpevole e l'Inter è innocente); la seconda è teologica (l'innocenza dell'Inter come dogma). La doppia interpretazione sarebbe solo ridicola se non contenesse un salto logico. Si parte da una discutibile sentenza di condanna della Juventus — che, parole dei giudici, «ha interpretato un diffuso sentimento popolare» — per dimostrare che la doppia interpretazione è corretta in quanto fondata sulla stessa sentenza. Persino Moratti e Mancini ne sono imbarazzati.
La verità è che la Juventus ha vinto meritatamente 29 scudetti semplicemente perché era più forte, così come l'Inter ha vinto quello dell'anno scorso, e vincerà quello di quest'anno, per la stessa identica ragione. Che poi lo strapotere sportivo abbia certi riflessi «politici» anche nei Palazzi del calcio è un fatto incontestabile e persino realisticamente accettabile. Così come è umanamente comprensibile la «sudditanza psicologica» degli arbitri. Quando la Juve dominava sul campo ed era rispettata nel palazzo, gli arbitri, nel dubbio, fischiavano a suo favore. Oggi, che è debole sul campo e nel palazzo, nel dubbio, fischiano contro. Lo stesso è per l'Inter, in tempi invertiti. Grande interprete di tale universo è Pierluigi Collina. Che è stato un grande arbitro, soprattutto perché arbitrava con sottile senso politico — basti pensare alla partita da lui fatta giocare, e persa dalla Juventus, nell'acquitrino di Perugia, il 14 maggio 2000, che le è costato il campionato già vinto; una sorta di contrappasso dei supposti favori ottenuti in precedenza — e oggi è il designatore degli arbitri, nominato dai nuovi equilibri di potere nei Palazzi del calcio.
I miei lettori si chiederanno perché — su questa rubrica dove scrivo di politica — abbia parlato oggi di sport. Ma lo sport, qui, non c'entra. Questo è un articolo politico. E' la metafora dell'Italia a tutto tondo, compreso il suo giornalismo. I giornalisti sono italiani. Come gli arbitri. E', perciò, difficile distinguere fra un rigore regalato e un articolo in onore del «re di Prussia» dove si sostenga che «ciò che è reale è razionale, e ciò che è razionale è reale» (Hegel. Che non è un giocatore del Bayern-Monaco).

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Messaggio da onlywhen »

Due articoli di cui quoto ogni singola parola...
Tufkad ha scritto:Articolo di Piero Ostellino sul Corriere della Sera di ieri, 26 gennaio:

...... Che poi lo strapotere sportivo abbia certi riflessi «politici» anche nei Palazzi del calcio è un fatto incontestabile e persino realisticamente accettabile.....
Per l'inter è avvenuto il percorso inverso però: ha raggiunto potere sportivo solo dopo aver raggiunto quello politico e averne tratto i vantaggi(campionato farsa dell'anno scorso e scudetti a tavolino)...
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