Ma forse non solo lui.
Insomma son "vivi" dall'87 ed hanno prodotto davvero buone cose. La critica con loro è particolarmente generosa:
E' tempo di ricordi. Il decennio '80-'90 (ri)torna in vita, grazie ai Wolfsheim, propondoci un lavoro che non risplende di luce propria, ma riaffiora dalla dolce oscurità dell'epoca electro dark/wave. E' affascinante pensare come queste sonorità siano riuscite ad riapprodare fino a noi: Depeche Mode, Cure, Duran Duran, A-Ha, vengono raccolti, citati e riproposti da un gruppo che non nasconde assolutamente la propria devozione.
Profeti in patria, dove sono già in classifica con il singolo Kein Zurück, il duo tedesco ha realizzato questo Casting Shadows, forse più commerciale del precedente Spectators, sussurato, triste ma che lascia spazio al miraggio della speranza. Assolutamente privo di urla o grida di disperazione ma solo dolci e lascive carezze che trovano nella caldissima voce di Peter Heppner un punto di riferimemento e nell'elegante lavoro svolto alle elettroniche di Markus Reinhardt la giusta atmosfera.
L'avvenente refrain di Underneath The Veil è forse il momento più bello, per un platter raffinato che, comunque, mantiene anche sprazzi di puro intrattenimento soft dance, come in Approaching Lighspeed.
Personalmente devo dire ke "Casting Shadows" è veramente un buon disco ( uscito durante i primi mesi del 2003, ma consiglierei sicuramente anke i precedenti ), la song iniziale che in parte da anke il titolo all'album "Everyone who casts a shadow" è uno dei brani + trascinanti che io abbia ascoltato e gradito durante l'anno.
Ed anke il nuovo EP "Find you're here" uscito mi sembra a Novembre ke contiene questa nuova traccia ( molto, molto carina ..)ke rifà il verso a quella presente nell'album "Find you're gone" ankessa contenuta in doppia versione ( di cui una strumentale ) nello stesso EP. Poi due live tracks di cui il primo singolo estratto da CS "Kein Zuruck".
Bravi Wolfsheim.
best regards






