depeche Come?
Moderatori: devotional, Miss Kaleid
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ecco, direi che sono molto d'accordo.iamyou ha scritto: Ma proprio perchè il loro mestiere riguarda il "gusto" la parola delusione dovrebbe far parte più che integrante della loro opera.
kibiusa ha scritto:o forse no... l'insoddifazione fa parte dell'umano pensiero e continueremo ad "arrovellarci il gulliver" pensando che la dissezione dei piani operata dalla svolta cubista sia stata praticata "a pane e pepeperoni"
Carissima, scherzo, ma una qualche alternativa va contemplata, non solo nel gusto del fruitore, ma anche nell'operato dell'artista.
Comunque, a questo proposito e giusto per non ripetermi, riporto quanto ho scritto qualche rigo fa
katullo ha scritto:I Mode sono un discorso a parte, e vorrei vedere.
Che poi sia stato impossibile che ci si evolvesse in maniera più coerente ne dubito molto, gli accenni ci sono, inediti quanto emblematici.
Nessuno può sapere come sarebbe andata, ma di dischi che piacciono sia a me che a te penso ce ne sia più di uno sullo scaffale![]()
In quella condizione, forse, gli scontenti sarebbero equivalsi a quella fetta di pubblico che i depeche Mode li adorava un po meno, perchè magari si era avvicinata da poco, o perchè attirata dalle assodate escursioni artistiche...
Secondo me quel tipo di scontento avrebbe fatto molta meno fatica ad accettarli evoluti ma non stravolti, o ad allontanarsi definitivamente.
E qualcosa mi dice che le defezioni nel caso dei depeche Mode sarebbero state talmente minime che anche in modalità terzetto avrebbero potuto assicurarsi pagnotta e dignità contemporaneamente, e senza provocare guerre puniche sui forum
best autoquote
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iamyou ha scritto:Ok quindi tu NON hai aspettative. Buon per te. Ma ti faccio notare che quella un po' particolare riguardo questa cosa sei proprio tu, non noi.
Ho delle aspettative, anche delle speranze se vuoi, ma la loro mancata realizzazione - in questo settore - non si trasforma in una delusione. Perché, tornando a quello che scrivevo prima, fa parte del gioco che il risultato di una certa scelta artistica possa non piacermi.
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Ma quello è tutto un'altro genere, il funky, il soul e simili si nutrono di allegria, gioia, amore, sole. E' tutto un'altro contesto che trasmette tutt'altre emozioni (che a me a volte piacciono molto).Hell'o ha scritto:se pain and suffering sono l'ingrediente x scatenare la genialità allora Pharrell è ancora più geniale visto che la sua musica convince pubblico e critica e lui non sembra torturarsi l'animo nel frattempo...
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Secondo me il meccanismo creativo prescinde dal genere e dalla forma d'arte attraverso la quale ti esprimi. Ti "scappa" qualcosa da dire e lo dici, nel modo che ti è più congeniale in quel momento.
Ultima modifica di unokonomiyaki il gio mag 22, 2014 3:45 pm, modificato 1 volta in totale.
tu non pensi che la faccende della sofferenza dell'artista sia anche un luogo comune cavalcato da molti? c'è stato un tempo in cui l'artista (scrittore, cantante etc..) emaciato e sofferente andava di brutto, diciamo pure che andava di moda, dunque critici e artisti a quella moda la hanno cavalcata perchè, si sa, in certi casi le onde è meglio cavalcarle così non si rischia di andare contocorrente e siamo tutti più tranquilliechoes ha scritto:Ma quello è tutto un'altro genere, il funky, il soul e simili si nutrono di allegria, gioia, amore, sole. E' tutto un'altro contesto che trasmette tutt'altre emozioni (che a me a volte piacciono molto).
poi sono convinto anche io che l'arte esiste per colmare-diciamo così- un vuoto, ma non è detto che quel "vuoto" si chiami sempre sofferenza.
Ultima modifica di Hell'o il gio mag 22, 2014 3:48 pm, modificato 1 volta in totale.
No, anche per esperienza personale, in periodi non sereni ed equilibrati e quando non si sta bene si provano sensazioni + forti.Hell'o ha scritto:tu non pensi che la faccende della sofferenza dell'artista sia anche un luogo comune cavalcato da molti? c'è stato un tempo in cui l'artista (scrittore, cantante etc..) emaciato e sofferente andava di brutto, diciamo pure che andava di moda, dunque critici e artisti a quella moda la hanno cavalcata perchè, si sa, in certi casi le onde è meglio cavalcarle così non si rischia di andare contocorrente e siamo tutti più tranquilli
Si ma la vedo dura scrivere canzoni con ritmo funky saltellante o canzoni come "Happy" se stai male dentro.unokonomiyaki ha scritto:Secondo me il meccanismo creativo prescinde dal genere e dalla forma d'arte attraverso la quale ti esprimi. Ti "scappa" qualcosa da dire e lo dici, nel modo che ti è più congeniale in quel momento.
Al contrario se sei felice e sereno la vedo dura prudurre dischi come "The downward spiral" o canzoni come "Something I can never have"....
E' logico che sonorità + dark vengano maggiormente ispirate da momenti tormentati, mentre sonorità + allegre o un po' mielosamente romantiche (tipo le canzoni d'amore di Stevie Wonder o Barry White) vengano ispirate da momenti felici e sereni.


