Però ai de/V auguragli di tutto tranne che entrare nelle charts italiane, ti prego!
best gobackSatan
Moderatori: devotional, Miss Kaleid



Quoto tutto.unokonomiyaki ha scritto:Torniamo indietro per un attimo.
Quello che volevo dire è che quanto evidenziato da Kay non è una novità, e che anzi, una volta, PRIMA del periodo da te citato, forse era ancora peggio, perché praticamente non c'erano alternative (salvo sentirsi Radio Luxembourg come faceva qualche amico un po' più grande di me).
Quindi, la scoperta di generi diversi da quello biecamente canzonettaro propagandato dall'hit-parade di Luttazziana memoria era, allora come oggi, affidata alla curiosità ed iniziativa personale, che poteva essere agevolata dal buon consiglio dell'amico (= passaparola) o dell'ormai scomparso negoziante di fiducia.
L'avvento delle radio e delle tv private (e non parlo solo di Mediaset) ha ampliato le possibilità di conoscenza perché quelle prime entità "libere" potevano (e dovevano) occupare spazi che i canali tradizionali snobbavano. E sto parlando della seconda metà degli anni '70. Personalmente, il primo ricordo di una trasmissione musicale "alternativa" risale all'incirca al periodo '78/'79. Era un programma che trasmetteva video o spezzoni di concerti, e lì per la prima volta vidi - ad esempio - Bob Marley. E lo trasmetteva una piccola tv locale. Poi, e solo dopo qualche anno, sono arrivati i vari DJTV e Videomusic, e a seguire MTV. E questo perché nel frattempo il fenomeno video era esploso in tutta la sua potenza. Aspetto, questo, IMHO, non estraneo al successo di band come i DM (e non solo loro). Discoring assecondava le nuove tendenze solo in parte, rimaneva comunque un programma istituzionale e pertanto a forte rischio di "ospitate raccomandate" (si vedevano delle monnezze immonde a Discoring, diciamolo).
Programmi come Mister Fantasy o come il successivo D.O.C. di Arbore rimangono, televisivamente parlando, delle isolatissime eccezioni.
Il problema oggi, se vogliamo, è la polverizzazione dell'offerta unitamente alla profonda crisi del mercato musicale tradizionale. E si ritorna al punto di partenza ovvero alla necessità di una "mobilitazione personale" per sfuggire ai soliti martellamenti, con lo scoglio - però - di un imbarazzo nella scelta che può rendere vani i nostri tentativi.

Come minimo qualcosa di buono ci doveva finire dentro...unokonomiyaki ha scritto:Era in quantità maggiore perché era un mercato che tirava ancora, e parecchio. E nella quantità ci finiva anche la qualità...



forse è tutta qui l'amara verità.unokonomiyaki ha scritto:Se i DM nascessero oggi temo che avrebbero un seguito molto più limitato di quello che sono riusciti a consolidare nei loro primi dieci anni di vita.
