(OT) - Calciopoli

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violator88
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Messaggio da violator88 »

Nei post precedenti avevo parlato di Baldini che, nell'intercettazione del "ribaltone", tenta di raccomandare (l'incompetente) Castagnini per farlo diventare ds dell'Arezzo. Il presidente dell'Arezzo era un amico di Moggi, e spesso gli chiedeva consigli oltre che aiuti (vedi giocatori della primavera della Juve in prestito, ad esempio) sul mercato. Moggi gli sconsigliò di assumere Castagnini perchè non lo considerava uno capace e la carriera di Castagnini (cacciato pure a furor di popolo da Piacenza, tanto per citare l'esempio più eclatante :arrow: http://www.ju29ro.com/tutto-juve/25-tut ... ostui.html ) lo dimostra(va). Guardacaso poi fu assunto, come detto, dalla Juve nel 2008 come responsabile dello scouting (e i risultati si sono visti..). E sempre guardacaso l'Arezzo fu coinvolta in farsopoli, come una società collegata alla fantomatica cupola moggiana.
La verità però, prima o poi, emerge sempre.. e con essa tutti i nodi vengono al pettine.

L'ex patron dell'Arezzo chiede i danni alla Figc: "Voglio 13 milioni di euro"
La Nazione, 23/07/11

Se non fosse che sono passati cinque anni, che nel calcio equivalgono a una vita, ci sarebbe da imbracciare i forconi e discendere la flaminia fino a Roma. E una volta lì, di fronte al Palazzo, infilzare i burocrati e i capoccioni de noantri senza pietà. Qualcuno, decisamente più assennato e meno incline alla giustizia fai da te, sta pensando di promuovere una class action, che di solito vuol dire tutto e niente ma che stavolta avrebbe un suo perché, anche se i cinque anni di cui sopra, fra prescrizioni e cavilli vari, invaliderebbero probabilmente ogni tentativo di risarcimento.
Il fatto è che calciopoli, tra i cui tentacoli si è trovato invischiato pure l'Arezzo nell'ormai lontana estate del 2006, più passa il tempo e più si sta tramutando in una farsa extra large. Per molti osservatori (quasi tutti per la verità) il processone al pallone italiano è una diatriba tra Juve e Inter, Inter e Juve, Moggi e Moratti, Moratti e Moggi. Stop. In realtà c'è dell'altro e, ciò che interessa a noi, c'è una società messa all'indice, processata sommariamente e condannata con sentenze che sembrarono mostri giuridici già all'epoca e agli occhi dell'osservatore più neutrale. Quella società è l'Arezzo, bistrattata prima e beffardamente riabilitata adesso, un lustro più tardi. E' accaduto, infatti, che al processo penale di Napoli il legale della Federcalcio, avvocato Tito Lucrezio Milella, abbia rinunciato alla richiesta di risarcimento danni nei confronti dell'assistente di linea Titomanlio e del suo superiore Mazzei perché, leggete bene, dal dibattimento in corso sarebbe emersa l'assoluta regolarità di Arezzo-Salernitana. Quella gara, che gli amaranto vinsero 1-0 nel 2005, finì dentro calciopoli a causa di una telefonata, sccessiva alla partita, tra Titomanlio (guardalinee) e Leonardo Meani, addetto agli arbitri del Milan. I pubblici ministeri si convinsero che in quei botta e risposta emergesse l'illecito sportivo e inserirono la conversazione tra quelle considerate rilevanti. Il procuratore federale Palazzi, acquisiti gli atti, deferì l'Arezzo e allo pseudo processo arrivò la condanna con la famigerata penalizzazione di 6 punti che, sommata ad altre concause, cagionò la retrocessione in C1.
In quell'estate la giustizia sportiva avrebbe messo all'indice anche il Papa, se avesse potuto. Figurarsi l'Arezzo, che non disponeva né di potere mediatico né di migliaia di cristiani disposti a bloccare la stazione, il casello dell'autostrada e nemmeno l'aeroporto di Molin Bianco. Così i togati della Figc, ravvisando uno strambo illecito presunto, e sottolineiamo presunto, calarono la mannaia sul presente e, come si è visto, anche sul futuro dell'Arezzo. Tutto ciò senza il coinvolgimento di un tesserato, di un dirigente, di un portaborse amaranto. Summa lex, summa iniuria dicevano i latini e forse pensavano proprio a una roba del genere.
Comunque, oggi l'avvocato Milella ci viene a dire che per lui, dopo aver ascoltato i testi e riletto con attenzione le carte, dentro Arezzo-Salernitana non si ravvisano gli estremi della frode sportiva. Onore all'onestà di Milella, che sconfessa clamorosamente le sentenze partorite dagli organi giudicanti di quella Federcalcio che lui rappresenta. Ma a noi che ci abbiamo rimesso le penne, oggi girano le scatole più di ieri. Perché oltretutto emergono dettagli inquietanti, come l'errata trascrizione della telefonata tra Meani e Titomanlio. Cioè, chi ha ascoltato quell'intercettazione, l'ha messa su carta in modo sbagliato. E travisandone il senso, ha innescato il meccanismo perverso che ha portato alla condanna. Una cosa che ha del grottesco, che davvero potrebbe e dovrebbe verificarsi soltanto nella repubblica delle banane. Invece è accaduto da noi. E ora verrebbe voglia di chiedere al colonnello Auricchio, quello che archiviava i colloqui telefonici degli intercettati e li divideva tra rilevanti e non, a cosa pensava in quei giorni di super lavoro.
Piero Mancini ha detto che chiederà alla Figc un risarcimento di 13 milioni di euro. Fa bene e anzi dovrebbe chiederne di più, ma figuriamoci se otterrà anche solo un minimo di udienza. Qua siamo in mezzo a illeciti presunti che fanno scattare la ghigliottina, al protagonista principale dell'istruttoria che si chiama Auricchio come il commissario impersonato da Lino Banfi in Fracchia la belva umana, a un consiglio federale che, proprio sugli strascichi di calciopoli, si è dichiarato incompetente a prendere decisioni. E questa, in effetti, è l'impressione che si ricava da tutta la storia che ha coinvolto l'Arezzo. Incompetenza pura.


http://www.lanazione.it/arezzo/sport/20 ... ezzo.shtml
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Messaggio da violator88 »

Tufkad ha scritto:Il Processo di Napoli, lui sì fa emergere la VERA associazione a delinquere.

Una bestia grossa grossa...
Senza dubbio. C'è però un altro "aspetto singolare" che sfugge a tutti, anche a te che sei uno dei pochi davvero informato quì dentro su farsopoli... la questione Milan.
Perchè il Milan è stato coinvolto solo parzialmente, "di striscio"? Perchè hanno riportato solo una minima parte delle intercettazioni di Meani (e Galliani) mentre hanno occultato tutte le altre migliaia, alcune delle quali davvero pesanti, da art.6 (illecito sportivo), con arbitri (uno su tutti, Collina) e guardalinee (uno su tutti, Puglisi, detto "Puglia, l'ultrà del milan" :arrow: Link )?

Dato ormai per assodato che il Colonnello Auricchio (ai tempi Maggiore) aveva come "referenti":
- l'ambiente dei "diversamente onesti" (Moratti, Tronchetti);
Immagine :arrow: Video: Pm Narducci, Auricchio, Moratti: "scampagnata-riunione" di gruppo

- l'ambiente dei giallozozzi (Baldini, Roma, e tutto il carroccione dei politicanti e dei "salotti buoni" de Roma, sponda giallozozza come detto);
- parte dell'ambiente (marcio) di Torino (Montezemolo, Elkann, Gabetti, Grande Stevens).
Ergo si spiega l'occultamento totale delle intercettazioni di Inter e Roma, oltre che la squallida macchinazione su Moggi, Giraudo e la Juve. Tanto è vero che i primi giornali ad avere (illegalmente) e pubblicare le intercettazioni nel 2006 furono La Stampa (Torino), La Gazzetta (Milano) e Il Romanista.

Ma il Milan appunto?
Ho già detto, dimostrandolo, come Fiorentina, Lazio, Arezzo (ma anche la Reggina) furono tirate in ballo da "innocenti" solo perchè volevano far credere che fossero squadre costrette ad inchinarsi alla fantomatica cupola di Moggi.
Per il Milan (che di porcate vere, lui si, ne faceva) il discorso è simile, ma in parte.
Per la vicenda Milan, più (o meglio, oltre) che Auricchio, bisogna andare ad "osservare" il suo diretto superiore, il Colonnello Arcangioli, capo della caserma dei carabinieri che hanno effettuato "l'indagine".

Continuo nel post successivo.
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Messaggio da violator88 »

Avevo già parlato del passato "burrascoso" di Auricchio e Arcangioli, riepilogo brevemente quello di quest'ultimo: il Col. Arcangioli è stato accusato (con tanto di video e foto che lo ritraggono), ed è sotto processo, di aver trafugato nel 1992 la famosa agenda rossa di Borsellino dalla borsa di quest'ultimo, che presubilmente conteneva informazioni sull'omicidio di Falcone e sui rapporti-trattative tra Stato e mafia. Arcangioli era un uomo di fiducia del Generale Mario Mori, capo del servizio segreto italiano,il Sisde (Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Democratica).
Sul Gen. Mori ci torno dopo, perchè la chiave per districare la matassa sta proprio lì.

Dal processo di Napoli è emerso che, verso metà indagine, fra Auricchio e Arcangioli ci sono stati dei diverbi.. tanto è vero che mentre la prima dell 3 informative è firmata sia da Auricchio che da Arcangioli, la seconda e la terza sono firmate solo da Auricchio.
Perchè Arcangioli firma sola la prima informativa?
Il caso vuole che nella seconda informativa ci sono le prime tracce sul Milan, mentre la terza è proprio tutta dedicata al Milan.

Dedicata al Milan per modo di dire, perchè la maggior parte delle intercettazioni riportate riguardano Meani che, parlando con assistenti e arbitri, le spara grosse su Moggi e la Juve. La teoria delle ammonizioni mirate, ad esempio, è frutto dello stesso Meani, teoria smentita poi nel corso del dibattimento.
In ptratica il Milan non è coinvolto (seppur autore di vere porcate, come l'Inter e forse la Roma, a differenza della Juve e delle altre coinvolte) perchè sarebbe stato giusto farlo, ma lo è solo perchè serviva per far credere che Moggi fosse a capo della cupola, che il Milan si difendesse, ecc.. insomma per rendere più credibile la tesi, o meglio, la farsa.

Quella terza informativa del Gennaio 2006, infatti, si apre così:
Immagine

Ritorniamo ad Arcangioli.. perchè "litiga" con Auricchio quando decidono di tirare dentro (in minimissimaa parte, e per i motivi sopra elencati) il Milan, tanto da non firmare, come se volesse dissociarsi, l'informativa che "rigurdava" il Milan? A differenza di Auricchio, a chi è "legato" questo Arcangioli?

Come avevo detto, il Col. Arcangioli è un uomo di fiducia del Gen. Mario Mori.
"Il gen. Mori è attualmente sotto processo da parte del Tribunale di Palermo, insieme al colonnello Mauro Obinu, per favoreggiamento alla mafia, a causa della mancata cattura, nel 1995, di Bernardo Provenzano. Secondo il testimone d'accusa, colonnello Michele Riccio, smentito e querelato dai denunciati, furono Mori e Obinu ad avergli impedito di catturare Provenzano in un casolare di Mezzojuso (PA), indicato dal mafioso suo confidente Luigi Ilardo, poi assassinato da "cosa nostra" subito dopo aver accettato di collaborare con la giustizia. Nel processo si è poi aggiunta la testimonianza di Massimo Ciancimino, il quale riferisce di contatti, peraltro già ammessi in più sedi giudiziarie da Mori e da un altro ufficiale dei Carabinieri, con il padre Vito Ciancimino. Secondo il Ciancimino, per instaurare una trattativa con “cosa nostra” così da giungere ad una sospensione della strategia stragista attuata all’epoca, secondo Mori ed il suo dipendente, per acquisire notizie sull’organizzazione mafiosa e realizzare la cattura dei grandi capi mafia."
http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Mori

Sempre il caso vuole che il fratello di questo gen. Mori è nientepopodimenoche il capo della sicurezza di Mediaset, una specia di Tavaroli versione Milan, per intederci.

Col. Arcangioli :arrow: Gen. Mori :arrow: fratello Gen. Mori (Mediaset) :arrow: Berlusconi :arrow: Milan.

Ecco perchè il Milan è stato solo sfiorato per "forze di causa maggiore", un sorta di danno collaterale inevitabile ai fini della farsa e del suo obiettivo principale, la Juve.

ps: Tutte le intercettazioni occultate sul Milan emerse fino ad adesso :arrow: Link
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Messaggio da violator88 »

Credo e spero (se c'è un pò di giustizia in questo paese) che Dentimarci, dopo che da cinque anni a questa parte si è aggrappato a scudetti a tavolino, in segreteria, senza avversarsi e a champions letteralmente comprate, dovrà abituarsi ad aggrapparsi a qualcos altro.. magari a delle sbarre. E magari non sarà il solo, potrebbero fargli compagnia altri personaggini, a cominciare dal suo amichetto col. provolone.
La strategia è chiara: mettere spalle al muro il col. provolone, il quale, nel tentativo di difendersi e di dare spiegazioni, prima o poi sarà costretto a rivelare nomi e cognomi dei mandanti, che cmq sono già abbastanza evidenti.
E ancora devono pure uscire fuori i documenti in mano ai Della Valle...

Immagine
Foto: i documenti

DOSSIER CALCIOPOLI SPUNTANO DOCUMENTI CLAMOROSI
Le telefonate dell’Inter erano state segnalate!
I Carabinieri: carte di rilevanza assoluta. Ma non arrivarono ai pm

Il tecnico Penta: «Certe chiamate di Facchetti furono sottolineate come
quelle di Moggi, poi. . . ». E il vincolo di esclusività Juve?
di GUIDO VACIAGO (Tuttosport 27-07-2011)

TORINO. Per i Carabinieri le telefonate di Facchetti e di Moratti erano
rilevanti almeno quanto quelle di Luciano Moggi. E quelle stesse telefonate le
avevano segnalate. Fosse stato per chi era all’ascolto dei cellulari
intercettati, l’inchiesta di Calciopoli avrebbe avuto uno sviluppo piuttosto
diverso. Poi però alcune telefonate, rilevanti o rilevantissime, sono sparite,
altre no. E Calciopoli è diventata la tomba di Luciano Moggi e della Juventus,
oltre che di altre persone scaraventate all’inferno dalla giustizia sportiva
senza la possibilità concreta di difendersi. Oggi, grazie al lavoro del pool
difensivo di Luciano Moggi che a Napoli sta riscrivendo la storia di
Calciopoli con tutti i pezzi che mancavano nel 2006, sappiano come sono
scomparse e perché non sarebbero dovute scomparire. Grazie agli stessi
documenti di quella famigerata indagine, spulciati da Nicola Penta,
fondamentale consulente dei legali di Moggi, abbiamo la prova di come
l’inchiesta di Calciopoli fondata sulle intercettazioni telefoniche sia stata
indirizzata in un’unica direzione.
IL CATALOGO Perché quello che ha trovato Penta sono i file con cui le
telefonate intercettate venivano per così dire “catalogate” da chi per primo
le ascoltava, ovvero i marescialli dei Carabinieri della Caserma di via
Inselci a Roma, il cuore di quell’indagine. «Lì molte intercettazioni sono
state registrate. Prima irregolarità, perché secondo la legge le
intercettazioni vanno fatte solo in Procura e non in una caserma dei
Carabinieri», spiega lo stesso Penta. «Ed è lì che i marescialli dell’Arma
erano all’ascolto. In questi casi, durante l’indagine, si ascoltano gli
intercettati principali “in diretta”, mentre gli altri (nel caso di Calciopoli
gli intercettati erano 10) si registrano e si ascol­tano poi. Sia nell’uno che
nell’altro caso, il maresciallo al termine della telefonate deve redigere un
brogliaccio, ovvero un breve riassunto della stessa, e poi deve classificare
la telefonata secondo un grado di “rilevanza”. Il metodo è semplice e
intuitivo. Si usa una specie di semaforo: la telefonata non rilevante non è
contrassegnata in alcun modo, quella poco rilevante con un baffo verde, quella
rilevante con due baffi gialli e quella rilevantissi­ma con tre baffi rossi».
IL SEGNALE Insomma, per districarsi nel traffico di 180mila intercettazioni
c’è una segnaletica utile e immediata. Il problema è se la si vuole rispettare
o meno. Perché le telefonate di Facchetti, di Moratti, e pure quelle di Meani,
Campedelli, Governato, Cipollini, Spinelli, Corsi, Foschi, Cassingena… quelle
telefonate, insomma, che inqua­drano Calciopoli in uno scenario completamente
diverso da quello che portò alle condanne del 2006 erano tutte state segnalate
dai dodici marescialli dei Carabinieri che si alternavano all’ascolto. Tutte
avevano il loro semaforo: giallo o rosso, come quelle di Luciano Moggi. E
Penta fa notare: «La cosa incredibile è che le telefonate che abbiamo dovuto
ripescare noi della difesa di Moggi, con costi e lavoro notevoli, erano state
già “pescate” dai Carabinieri. Insomma, non siamo noi che per difendere Moggi
ci siamo inventati la rilevanza di quel­le chiamate come qualcuno può
sostenere».
I BAFFI Per intendersi, la telefonata con la quale Moggi di­scute della
griglia con Berga­mo è segnata con tre baffi rossi. Né più né meno come quella
con la quale Giacinto Facchetti, all’epoca presidente dell’Inter, discute con
l’allora designatore Paolo Bergamo dell’arbitro Bertini (che doveva arbitrare
Cagliari-Inter di Coppa Italia), fa pressioni e chiede garanzie al designatore,
aggiungendo la famosa battuta sul 5-4-4 (lo score di Bertini con l’Inter era
di 4 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte, Facchetti “preme” per farle diventare
5). Tre baffi rossi da una parte, tre baffi rossi dall’altra. Ma la seconda
telefonata sparisce dagli schermi radar dell’indagine e delle informative; la
prima telefonata diventa l’architrave per mandare in B la Juventus che,
ricorda Penta: «è stata condannata anche per quello che nella sentenza di
Sandulli è definito il vincolo di esclusività dei rapporti fra Moggi e i
desi­gnatori. Se fossero emerse anche le altre telefonate dalle informative,
addio vincolo di esclusività e addio associazione a delinquere…».
IL GIUDIZIO Già, ma perché quelle telefonate nelle informative non ci sono se
gli stessi marescialli le hanno contrassegnate con il doppio baffo giallo o
con il triplo rosso. Perché l’Inter scompare completamente dalle indagini?
Finora, la risposta che veniva fornita da chi voleva difendere l’Inter e
l’indagine è stata: «Perché le telefonate di Facchetti non erano rilevanti».
Eppure i marescialli che stavano conducendo l’indagine la pensavano
diversamente. E la pensa diversamente anche Stefano Palazzi, il procuratore
del pallone, che quando ha potuto mettere le mani su quelle telefonate,
seppure con colpevole ritardo, ha dato la stessa opinione. Penta: «E’ curioso
come Palazzi abbia tarato il suo giudizio, nelle famose 72 pagine con cui ha
archiviato per prescrizione tutti gli illeciti emersi con le nuove telefonate,
allo stesso modo dei Carabinieri. Un esempio: le telefonate di Zamparini e
Zanzi, per i Carabinieri, non sono rilevanti e anche per Palazzi non vi è
traccia di comportamento al di fuori dei regolamenti. Viceversa, il
procuratore federale è molto duro con alcune chiamate di Facchetti, per le
quali prevede anche l’articolo 6 (illecito sportivo), guarda caso le stesse
che i Carabinieri segnalano con il triplo baffo rosso».
MAGIA? Rimane inevasa la domanda: chi ha fatto sparire le telefonate?
«Bisogna spiegare come funzionano le indagini in questi casi. I marescialli
che ascoltano le telefonate, le devono, come già detto, brogliacciare e
classificare secondo la loro rilevanza ai fini dell’indagine che –
ricordiamolo – nell’ordinamento italiano non deve trascurare nulla che possa
dimostrare l’innocenza dell’indagato. A quel punto la palla passa al loro
superiore (nell’indagine di Calciopoli, l’allora Maggiore ora Tenente
Colonnello Auricchio) che deve poi redigere le informative». E’ in quel
passaggio che alcune centinaia di telefonate, tutte segnalate dai Carabinieri,
si perdono e con quelle la possibilità di raccontare una realtà diversa nella
quale sarebbero state quasi certamente diverse pure le sentenze. Una realtà
che sta emergendo ed emergerà a Napoli, dove il processo prosegue anche senza
i pm che l’hanno innescato e che, secondo Penta, di quelle “sparizioni” non
sapevano nulla: « Beatrice lo ha ammesso pubblicamente, ma penso che neppure
Narducci sapesse qualcosa, altrimenti non avrebbe pronunciato quella famosa
frase: piaccia o non piaccia non esistono telefonate di Moratti… che ora suona
assai stridente con la realtà». Ma la verità non si ferma a Napoli. Un altro
processo farà luce sull’indagine e a quel punto sapremo perché quel semaforo
rosso non è stato rispettato.



PARLA PRIORESCHI, IL LEGALE DI MOGGI
«Ora spiegateci cos’è successo...»
«Fatti inquietanti. Chiederò che si apra un’indagine e si verifichi se ci
sono reati.»

di ALVARO MORETTI (Tuttosport 27-07-2011)

ROMA. Cinque anni fa in queste ore, l’Inter e il suo presidente Moratti
festeggiavano lo scudetto assegnato a tavolino dal commissario Figc ed ex
consigliere d’amministrazione nerazzurro, professor Guido Rossi. Festeggiavano
qualcosa che la giustizia sportiva non ha potuto impedire, vittima della
prescrizione e soprattutto della selezione. Selezione di telefonate ascoltate
dai cosiddetti “magnifici 12 dell’operazione Offside”, carabinieri del Nucleo
Operativo di Roma, comandati dall’allora maggiore Auricchio (oggi braccio
destro del sindaco di Napoli De Magistris): le chiamavano irrilevanti, abbiamo
scoperto da aprile 2010 quanto lo fossero. L’avvocato Maurilio Prioreschi, uno
dei legali di Luciano Moggi, l’imputato principale di Calciopoli, quello che
ogni telefonata erano tre baffi rossi, non s’è fermato, come il consulente
Nicola Penta. Scoperto che le telefonate c’erano, ha letto della decrittazione
fatta dai consulenti e visto che l’attenzionamento da parte dei carabinieri
che sbobinavano c’era. E somigliava - nel giudizio dato in diretta nel
2005.. . - a quello dato da Palazzi - oltre i termini di prescrizione - il 1°
luglio 2011. Ora Diego Della Valle ha qualche elemento in più per richiedere
spiegazioni.

Avvocato Prioreschi, le telefonate di Facchetti, Moratti, Campedelli,
Governato, anche quelle che avrebbero fatto chiarezza sul caso del sequestro
di Paparesta, erano state segnalate agli ufficiali che coordinavano le
indagini come importanti o fondamentali.

«Una scoperta inquietante. I segni convenzionali usati sono inequivocabili:
si parla di brogliacci che sunteggiavano il contenuto a noi ancora ignoti, non
decrittabili, di ascolti effettuati e di giudizi dati sulla rilevanza. La
verità è che l’inchiesta vera su Calciopoli la sta facendo la difesa di Moggi:
e sarà un’indagine completa, totale. I cd si stanno rivelando, col passare dei
mesi, una fonte inesauribile di risposte».

Risposte agli interrogativi di Della Valle, Galliani, Lotito sull’inchiesta.

«Eh sì: è chiaro che c’è stato un filtro nelle segnalazioni che dal basso
arrivavano ai vertici dell’indagine. Della Valle ha un elemento pesante in più
per chiedere chiarezza ad Auricchio, ora. Le telefonate erano tutt’altro che
sparite: erano state ascoltate, brogliacciate e valutate».

Dal punto di vista tecnico cosa doveva succedere e non è successo?

«Abbiamo verificato che le telefonate da noi scoperte ad aprile 2010,
ritenute importanti da Palazzi, erano state segnalate dai “magnifici 12”, i
verbali di ascolto erano firmati dai vari Di Laroni, Ziino, Nardone etc. : è
mancato l’ordine di trascrizione alla polizia giudiziaria, che avrebbe portato
alla trasmissione ai pm, con inserimento nelle informative, come accaduto per
le telefonate di Moggi, Giraudo, Della Valle, Lotito, Carraro, Bergamo. . .
Qualcuno a livello superiore dei sottufficiali di via In Selci non le ha fatte
trascrivere».

Sarebbero finite nelle informative di aprile e novembre 2005, ossia il corpus
dell’indagine sportiva del 2006.

«Sì. E sarebbero arrivate in Figc nelle mani di Borrelli in tempo per il
processo sportivo che ha affossato la Juve, lambito il Milan, toccato
pesantemente Fiorentina e Lazio».

Cosa sarebbe successo se avessimo avuto anche le telefonate di Facchetti,
Moratti etc. nei faldoni trasmessi?

«Un processo sportivo, ma anche penale profondamente diverso, se ne è
lamentato anche Palazzi nella sua relazione: parlavano di associazione
esclusiva, ecco la prova provata che non era così».

In sede penale che accadrà?

«Il 27 settembre nella mia arringa voglio andare a fondo di questa storia. Lo
stop su alcune telefonate e il via libera su altre è incredibile. Chiederò
ufficialmente che si apra un’indagine: ci devono spiegare cosa è successo. E
chiederemo all’autorità giudiziaria competente di verificare se in tutto
questo siano ravvisabili fatto reato e in caso affermativo accertarne le
responsabilità».

Il pm Beatrice dice che non conosceva tutte le telefonate. Narducci si espose
col «piaccia o non piaccia» nell’ottobre 2008.

«Se non sono state fatte le trascrizioni, che i pm potessero ignorare ci sta.
Funziona così. Se lo dovrebbero chiedere pure loro, però, il perché di certe
trascuratezze ».

Che reazioni s’aspetta, ora?

«Credo proprio che a Della Valle e alla Juventus interessi vedere che ad
analoga segnalazione d’interesse investigativo, sono seguiti percorsi assai
diversi: chi è sotto processo, chi ha beccato squalifiche e danni, chi ha
avuto titoli etc. E ricordiamo che non c’è solo l’Inter: è segnalato Governato
che telefonava per il Brescia che chiede milioni di danni, il Chievo e
scopriremo anche gli altri, contateci. Andiamo fino in fondo nella nostra
controindagine: l’estate è lunga. Ma mi lasci dire un’altra cosa. Credo che
sapere tutto debba interessare anche quella Federazione che viveva quasi con
fastidio il fatto che sia stata la difesa di Moggi a portare alla luce il
tutto. Mi auguro che non ci si accusi di voler investigare troppo. Certo,
anche questa scoperta arriva come un macigno scagliato contro la decisione di
non cancellare l’assegnazione di quel titolo all’Inter».
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Baffo Verde, Baffo Giallo, Baffo Rosso: ecco come Auricchio ha "dimenticato" l'Inter!
Salvatore Cozzolino Mercoledì 27 Luglio 2011 16:58

Allegato :arrow: foto di quattro tabulati con segnalazioni di rilevanza

Per chi non lo sapesse, gli agenti di Polizia Giudiziaria hanno un sistema molto simpatico per evidenziare nei tabulati e sui supporti digitali le intercettazioni rilevanti ai fini di un'indagine. E’ il sistema dei “baffi”, dove per “baffo” si intende un segno di riconoscimento molto simile a quello che si usa sulla divisa per identificare il grado del soldato. Un baffo verde indica una telefonata poco rilevante. Due baffi gialli indicano una telefonata rilevante. Tre baffi rossi indicano una telefonata molto rilevante. Questo sistema è stato ovviamente utilizzato anche per l’indagine di Calciopoli e quindi noi siamo in grado di sapere, dall’analisi dei tabulati, quali siano state le telefonate che la Polizia Giudiziaria, nel caso di Calciopoli incarnata dai Carabinieri di Via In Selci, ha segnalato agli inquirenti come rilevanti ai fini dell’indagine che stavano conducendo.
A questo punto però dobbiamo fare un passo indietro e tornare al 30 marzo del 2010, data in cui al Processo di Napoli il Colonnello Auricchio rispose alle domande dell’Avv. Prioreschi:

Avv. Prioreschi: Io ricavo da questa intercettazione… da queste due intercettazioni che ci dovrebbero essere… i numeri di telefono erano sotto controllo, il periodo è lo stesso… ci dovrebbero essere delle intercettazioni tra Moratti e Bergamo, e Facchetti e Bergamo.
Auricchio: Perfetto. Allora, ho capito bene.
PM Narducci: Bergamo?!?
Avv. Prioreschi: Io ho chiesto a Lei se è in grado di dare una spiegazione…
Auricchio: No, non…
Avv. Prioreschi: …se è una mia mancanza, se è una mia, voglio dire…
Presidente Casoria: Ma partivano da un telefono che era sotto intercettazione?
Avv. Prioreschi: Sì, sì, sì.
Presidente Casoria: …sì. E vabbè non sa spiegare questo fatto…
Auricchio: No, io… cioè… se c’è la telefonata…
PM Narducci: Ma questo lo dice l’avvocato…
Presidente Casoria: …che non si trova…
PM Narducci: No, questo lo dice l’avvocato che partiva da un telefono sotto intercettazione. L’avvocato non è in grado di poter dimostrare nulla. Ci sono telefonate in cui due persone fanno riferimento a pregresse conversazioni, e non credo si possa credere conto…
Avv. Prioreschi: Dottore, Lei ha messo sotto intercettazione tutti i telefoni di Bergamo.
PM Narducci: No. Credo no, visto che qualcosa è sfuggito alla fine, insomma…
Presidente Casoria: Ah, vabbè, allora…
PM Narducci: …voglio dire, immagino, no?
Avv. Prioreschi: Se Lei è in grado… non le ha viste… cioè, non è una mia mancanza, non ci stanno queste intercettazioni, è così?
Auricchio: No, ma le rispondo nel senso che tutte le intercettazioni effettuate dai telefoni sotto controllo… per decreto della Procura di Napoli, del GIP della Procura di Napoli… sono state trascritte, registrate, riportate.
Avv. Prioreschi: Siccome io non le ho trovate…
Auricchio: Per cui, non è che le rispondo in maniera diversa. Le dico… se Lei non ha trovato, non è un problema… se… quelle che sono state intercettate sono state compendiate e riferite all’Autorità Giudiziaria.
Presidente Casoria: Eh, e allora Lei perché ha riferito di queste se non erano registrate?
PM Narducci: Non ha riferito lui…
Auricchio: No, no, no, Presidente, chiedo scusa. Ecco perché l’avvocato voleva…
Avv. Prioreschi: …parlano Bergamo e la Fazi, e Bergamo racconta di queste telefonate ricevute…
Presidente Casoria: …passate…
Avv. Prioreschi: No, passate, del giorno prima…
Presidente Casoria: Va bene, antecedenti.
Auricchio: No, cioè ho il testo, diciamo… poi parlano della cena di stasera con Facchetti… quindi il riferimento è riportato… non… in merito Grazia gli raccomanda di parlare poco e lasciare che il discorso lo guidi Facchetti. Grazia lo invita a ponderare bene le parole. Si salutano e si risentiranno domani.
Presidente Casoria: Va bene, abbiamo capito.
Auricchio: Questo è quello che è stato registrato. Poi, se Facchetti, etc. ha chiamato non risulta… avrà chiamato su un altro numero…
Presidente Casoria: …su un altro numero. E’ sfuggita l’intercettazione, abbiamo capito. Andiamo avanti. Non ci sono.
(Bergamo in sottofondo protesta)
PM Narducci: Volete Tavaroli, no? Chiedetelo a Tavaroli…
Presidente Casoria: Silenzio.
Avv. Prioreschi: Eh, Tavaroli è teste. Se non si appella al segreto di Stato…
PM Narducci: Ah!
Presidente Casoria: Silenzio. Poi vediamo, andiamo avanti.
Trofino (in sottofondo): Può darsi che facciamo un favore anche a voi…


Lo stralcio riportato evidenzia che sia Narducci che Auricchio, nel corso del dibattimento, e anche con una certa ironia, ipotizzano che qualcosa effettivamente possa essere sfuggito, che qualche intercettazione possa essere stata ritenuta non rilevante dagli agenti assegnati alle sale d’ascolto. Ebbene questa circostanza viene clamorosamente smentita proprio dall’analisi dei tabulati. I consulenti delle difese, infatti, hanno accertato che moltissime delle telefonate emerse nell’aprile del 2010 e, a torto, ritenute sfuggite o irrilevanti da Auricchio e Narducci, erano invece state segnalate come rilevanti e quindi contrassegnate con i "baffi" di cui abbiamo dato evidenza in apertura di pezzo.
Come si può osservare dall'immagine allegata, con quattro diversi tabulati delle sale di ascolto, accanto alla telefonata tra Facchetti e Bergamo del 4-4-4 c’è il triplo baffo rosso. La telefonata era quindi stata regolarmente segnalata dai carabinieri! Perché Auricchio non ne tenne conto? Perché le intercettazioni dell’Inter e di altre squadre furono cestinate? Nelle altre immagini potrete vedere i baffi gialli e rossi assegnati alle telefonate tra Moratti e Bergamo, tra Cellino e Bergamo e ancora tra Facchetti e Bergamo! Ma i baffi sono presenti praticamente su tutte le telefonate che le difese hanno segnalato dall'aprile del 2010 in poi e che qualcuno ha definito inspiegabilmente "dimenticate"!
E’ forte quindi il sospetto che Auricchio possa aver mentito non solo al Tribunale e all’avv. Prioreschi ma anche allo stesso Narducci il quale, nel corso della requisitoria del rito abbreviato di Giraudo, si era lanciato nel famoso “piaccia o non piaccia non ci sono telefonate di Moratti e Campedelli”.
Questo sospetto diventa ancora più evidente se esaminiamo un altro stralcio della deposizione di Auricchio a Napoli, quello riferito al controesame dell’avv. De Vita, della difesa di Bergamo:


Avv. De Vita: …… Nell’ambito di questo lungo periodo, oltre ai soggetti, insomma, che sono stati indicati come interlocutori nelle telefonate che voi avete selezionato, avete individuato altri dirigenti di società sportive, rappresentanti di società sportive o altri dirigenti federali, del mondo arbitrale che hanno intrattenuto rapporti telefonici con il Signor Bergamo?
Auricchio: Beh, sicuramente…
Avv. De Vita: O le altre telefonate riguardavano solo rapporti di famiglia, insomma, o di carattere amicale?
Auricchio: Cioè, il numero è consistente, quindi ora risponderle in termini numerici dovrei…
Avv. De Vita: Magari un dirigente che ha sollecitato la sua attenzione… un dirigente di una squadra di calcio in particolare… il Bologna, Inter, Genoa…
Auricchio: No, sicuramente ci sono state concentrazioni di auguri… Natale, Pasqua, insomma… diciamo le conversazioni da noi utilizzate sono state quelle ritenute utili investigativamente.
Avv. De Vita: Quindi avete fatto questo tipo di selezione…
Auricchio: Sì… sì… esattamente.
Avv. De Vita: Ma le avete ascoltate tutte, anche…
Auricchio: Su tutte le conversazioni ci sono i brogliacci.
Avv. De Vita: Ho compreso. Dico, perciò dico, avete fatto… brogliacci…
Auricchio: …dei quali ovviamente non mi chieda di risponderne personalmente perché…
Avv. De Vita: E’ ben evidente, insomma…
Auricchio: …ci sono degli Ufficiali di Polizia Giudiziaria.
Avv. De Vita: Brogliacci, nel senso il riassunto della conversazione?
Auricchio: Ehm… no. Ci sono…
Avv. De Vita: L'indicazione del contatto telefonico.
Auricchio: Esattamente.
Avv. De Vita: Ma non c’è il…
Auricchio: Beh, sono state tutte ascoltate.
Avv. De Vita: Ho compreso. Va bene, io allo stato non ho altre domande.


Come leggiamo, e come abbiamo ascoltato, Auricchio riferisce esclusivamente di auguri di Natale e Pasqua e conferma di aver ascoltato tutto quello che la Polizia Giudiziaria gli ha segnalato come rilevante, di cui peraltro testimonia di aver avuto il brogliaccio.
La cosa non ci meraviglia, e la testimonianza dell’assistente Coppola ci aveva dato sufficienti motivi per credere che l’indagine fosse stata fin dal primo momento indirizzata verso alcuni soggetti ben precisi. Le evidenze dei tabulati che oggi proponiamo rafforzano questa ipotesi fino a farla diventare quasi certezza. Abbiamo la conferma infatti che nulla era sfuggito all’ascolto, ma che qualcuno ha selezionato le telefonate e scartato alcune di quelle segnalate come rilevanti. Il prossimo passo è capire se questa selezione sia tutta farina del sacco di Auricchio oppure se qualcuno gli abbia dato una mano e in che modo.
Per chiudere una considerazione importante, su cui nei prossimi giorni potrebbero esserci importanti sviluppi. Ricordiamo infatti che le utenze interiste non erano intercettate e che il centinaio di intercettazioni che sono state rinvenute sono "di rimbalzo", ascoltate cioè su utenze di altri indagati. Cosa avremmo potuto leggere se anch'esse fossero state intercettate. al pari di quelle degli altri imputati a Napoli??


http://www.ju29ro.com/farsopoli/3306-ba ... inter.html
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Messaggio da violator88 »

Il tempo è galantuomo.. (cit.)
violator88 ha scritto: [...]
Fiorentina-Milan 1-2.. il Milan ha 3 diffidati: Nesta, Rui Costa, Seedorf.
La gara successiva è la famosa Milan-Juve 0-1 Trezeguet [...]
Nessuno dei tre venne ammonito, e questi sì che erano giocatori importanti.
Questo quello che ha detto Penta ieri a Tuttosport:
"Gli inquirenti sono stati troppo scientifici nella selezione delle telefonate,si volevano colpire solo alcune persone.Se c'è altro in pentola? certo:l'altra sera ho ascoltato una telefonara in cui Meani chiama De Santis pre Fiorentina-Milan e gli intima di non ammonire Nesta che diffdato avrebbe saltato Milan-Juventus"
violator88 ha scritto:http://www.youtube.com/watch?v=t2QeNlgiGak
[..]
Moggi: De Santis ha proprio rotto i co..., ha rotto!
Tosatti: Ormai gli arbitri ti pisciano... addosso a te....
Moggi: Oggi ci è proprio contro alla grande.
Tosatti: Ho detto in Federazione: avete fatto apposta a mandare De Santis, perché vada nel sedere alla Juve.
Moggi: Eh già, e questo quest'anno ci costa tra Palermo, Parma e questa qui (Juve–Inter 0-1, ndr), ci costa tranquillamente sei punti, è una cosa incredibile guarda.
Moggi: E' un figlio di p...
Tosatti: Sì, ma proprio alla grande.
Moggi: Ci ha creato un sacco di difficoltà, se noi perdiamo il campionato uno degli artefici è lui! Perché c'ha dato troppo contro; a Palermo non c'ha dato un rigore, a Parma c'era rigore e non ce l'ha dato, oggi deve cacciare Cordoba e non lo caccia!
Tosatti: Ed il rigore su Nedved? Non lo dà…
Moggi: E' un casino.
Tosatti: Non vede il fallo di Mihajlovic su Ibrahimovic.
Moggi: Non l'ho neppure salutato , non mi va di parlarci, manco l'ho cagato... Ha beccato tutti i giocatori diffidati.(Appiah e Ibrahimovic, ndr)[..]
E' uscita oggi..

Intercettazioni inedite
Da Calciopoli altre telefonate dimenticate
Meani a De Santis: «Non ammonire Nesta»
di LOTO (Libero 29-07-2011)
Immagine

Meani:Tutto bene?
De Santis: Sì, sì.
Meani: Mi raccomando per domani eh.. sai che io ti dico le cose da fratello, sai il rapporto che abbiamo.. dov'è la madre di tutte le battaglie. Noi domani abbiamo Nesta che è diffidato...
De santis: Eh, oh, non facesse lo scemo perchè io dopo quello che ho fatto a Torino non posso fare diversamente.
Meani: Certo, lui non deve fare lo scemo, però dico non inventare un cazzo perchè sennò li viene fuori un disastro.
De santis: Eh, oh, io a Torino c'avevano due diffidati (si parla di Juve-Inter 0-1 del 20 Aprile: Appiah e Ibrahimovic vengono ammoniti, lo svedese prenderà poi altri due turni con la prova tv), tutti e due glieli ho presi.
Meani: Certo, però domenica c'è la partita con la Juventus, è li il problema. Quindi se salta fuori che tu mi fai un'ammonizione, diciamo evitabile...
De santis: No, no, ma questo ma questo è fuori discussione.. no, no, che scherzi!
Meani: Hai capito... i nostri giornalisti, tutto l'ambiente, è li che aspetta che se viene fuori una cosina su Nesta ti ammazzano. Hai capito?
De santis: E certo..
Meani. E quindi, io mi auguro di no, se dovesse succedere che è una cosa inevitabile allora... oppure dare un segnale, che uno dice io posso essere comprensivo, se si va oltre basta, però, dopo un certo punto.
De santis: E' normale.
Meani: Va bene Massimo..
De Santis: Oh, va bene, ci vediamo domani allora.
Meani: Ci vediamo domani, in bocca al lupo e fai il bravo.
De santis: Porta un pò di roba, va...
Meani: E non facciamo cazzate, eh!
De santis: Ciao.
Meani: Ciao Massimo.


Nicola Penta, consulente sportivo della difesa Moggi, è l'uomo delle
telefonate, colui che cd alla mano (ogni utente controllato ne ha più di uno)
e cuffie in testa, da molti mesi sta spulciando le intercettazioni scartate
dal colonnello Auricchio e ignorate per motivi ancora da chiarire nella fase
istruttoria nei Processi relativi a Calciopoli, sia quello sportivo, sia
quello penale tuttora in corso a Napoli, sia quello in rito abbreviato dove è
stato condannato, fra gli altri, Antonio Giraudo. «Per me un processo da
annullare, i giudici erano al corrente solo di una piccolissima parte dei
contenuti», esclama Penta, «basta ragionare su alcuni numeri: delle 180mila
intercettazioni esistenti solo un centinaio, quelle che facevano comodo
all'accusa, sono state depositate. Finora, io e i miei collaboratori ne
abbiamo ascoltate 30mila ma non ci sarà tempo per sentirle tutte. Ci
vorrebbero due anni, e intanto il processo finirà».
Fra le telefonate registrate dai carabinieri, ce n'è una - inedita - che
riguarda Leonardo Meani, addetto all'arbitro del Milan, e il fischietto
Massimo De Santis. «È solo un esempio di quello che abbiamo trovato - dice
Penta - ma che chiarisce bene come l'intera faccenda sia stata mal gestita
dall'inizio. E se pensiamo che il pm Beatrice ha dichiarato che molte delle
telefonate da noi "ritrovate" non le ha mai sentite prima. . . ».
L'infografica a fianco riporta l'intercettazione inedita. Il 1° maggio 2005 è
in programma Fiorentina-Milan: il giorno prima Meani chiama De Santis e gli
domanda di evitare il più possibile di ammonire Nesta che era diffidato (al
pari di Seedorf e Rui Costa) in modo che il difensore non salti Milan-Juve
della settimana dopo (vittoria bianconera 1-0 con gol di Trezeguet). Il Milan
vince 2 a 1 e nessun diffidato viene ammonito. Dopo questa gara la Juve entra
in silenzio stampa, imposto dal direttore generale Luciano Moggi, come
protesta contro l'arbitraggio dello stesso De Santis e il lunedì 2 maggio
Meani richiama lo stesso arbitro per commentare la decisione. Ecco di seguito
stralci di quella conversazione:

Meani: «Ahò, allora, solo io ormai ti voglio bene».
De Santis: «Ormai niente, hai visto? Ho fatto fa' il silenzio stampa alla Juve,
non c'era mai riuscito nessuno nella storia del calcio».
M:«Ci sei riuscito te... i corsi, i ricorsi, e poi mi dicono che sei
juventino...».
D: «Ma ti rendi conto?».
M: «Sì però è una forzatura che non ha significato».
D: «Ma che scherzi, oh?»
(…)
M: «Ma io, sai, comincio a pensare, lui.. . non voglio sapere tu avrai un
rapporto anche magari come ce l'hai con me, ma lui sta perdendo la testa, il
direttore, eh... non deve dire certe cose perché vuol dire che stai perdendo
il controllo... ho l'impressione che lui stia perdendo... è un po'come quello
che sta perdendo potere e si attacca un po' a tutto. . . ».


Edit: aggiungo questo articolo di ju29ro.com del 24 Febbraio 2011, che cade a fagiolo visto ciò che ho postato sopra..

Telefonata Moggi- Lippi: quell'omissis del Col. Auricchio

Gli Omissis nelle informative di Auricchio hanno attirato la nostra attenzione sin dalla prima lettura di quelle relazioni sul lavoro investigativo. L'Omissis più clamoroso è quello in coda alla telefonata tra Paolo Bergamo e la Fazi, progressivo 15237 del 05.01.2005. La trascrizione, preceduta da un bel "Testo integrale della telefonata", inizia a pagina 407 dell'informativa dell'aprile 2005 e termina a pagina 410 ma, pur essendo lunga ben tre pagine, non è per nulla "integrale", è solo la trascrizione dei primi 13 minuti dei 22 che dura la telefonata. Subito dopo la parte trascritta i due interlocutori parlano lungamente della cena con Facchetti, parte ridotta nell'omissis a "Poi parlano della cena di stasera con FACCHETTI. In merito Grazia gli raccomanda di parlare poco e lasciare che il discorso lo guidi FACCHETTI. Grazia lo invita a ponderare bene le parole".
Questa parte sfugge a tutti i giornalisti escluso uno. Se Auricchio avesse trascritto anche le frasi successive, forse, molti se ne sarebbero accorti e non avrebbero immolato la mano sul fuoco, da novelli Muzio Scevola.
Altro particolare, che certamente non sarà sfuggito a chi ha letto quelle informative, è che molte telefonate sono ripetute più volte. Quando Auricchio tratta il condizionamento mediatico attraverso il Processo di Biscardi vengono ripetute ben dodici telefonate usate nei capitoli dedicati al caso Paparesta e al condizionamento degli arbitri. Addirittura la stessa telefonata è ripetuta e trascritta due volte nello stesso capitolo, come nel caso della telefonata con progressivo 11236 che troviamo sia a pagina 98 che a pagina 113 del capitolo "2.2 L’asservimento della macchina amministrativa: Francesco Ghirelli".
A volte hanno trascritto tanto, a volte poco, come evidenziato nell'articolo "Omissis", a volte hanno trascritto la parte che ritenevano utile per supportare la loro ipotesi e riassunto il resto della telefonata che non interessava in un Omissis.
Omissis che i giornalisti sembra abbiano saltato a piè pari, e che, invece, a volte sono molto interessanti. Vediamone uno.

Informativa aprile 2005, pagina 222 del capitolo "2.5 L’influenza sulla gestione della Nazionale Italiana":

Testo Integrale della telefonata prog. 36785 del 18.03 .05 utenza 335/54.... Moggi Luciano
…OMISSIS… i due parlano della Juventus messa in cattiva luce nella trasmissione "Striscia La Notizia" in onda sul canale della Mediaset, commentando questo un fatto negativo, iniziato da quando il Milan ha raggiunto in classifica la Juventus e dopo che Adriano GALLIANI è andato alla trasmissione sportiva "Controcampo", sempre della Mediaset, per dire di andare contro la Juventus come riferito a Luciano dal giornalista LIGUORI. Durante la conversazione incentrata sulla squadra bianconera, i due affrontano l’argomento DEL PIERO in merito alla sua convocazione in Nazionale, come di seguito riportato:
da 05.24…
LIPPI Marcello: …che mi dicevi ieri Luciano?...cosa mi dicevi di Del Piero?
E segue la trascrizione del dialogo dal minuto 05.24 in poi.

Anche in questo caso Auricchio scrive "Testo integrale", ma integrale non è, perché integrale vuol dire "intero, completo", e non una parte che inizia dopo 5 minuti.
I primi cinque minuti di conversazione vengono ridotti in quell'OMISSIS iniziale, che pure avrebbe dovuto suggerire qualcosa a proposito del potere mediatico del Milan, avrebbe dovuto incuriosire la notizia di pressioni su una trasmissione sportiva seguitissima, più del "Processo di Biscardi".
Invece, pur avendo ascoltato questa telefonata, riportata per metà in quell'Omissis, Auricchio rispose all'avvocato Prioreschi che non gli risultavano parentele tra Mediaset ed il Milan: "Non mi risulta che Mediaset sia controllata dal Milan".

La rendiamo noi un po' più integrale quella trascrizione e vediamo cosa dicono Moggi e Lippi in quei cinque minuti iniziali della telefonata:


Audio :arrow:
Di solito qui viene visualizzato un video da YouTube. Contatta un amministratore.
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Lippi: Hai letto anche...
Moggi: Adesso Marcello è un casino... io la fatica che faccio per reggere la Juve quest'anno non l'ho mai fatta in vita mia.
Lippi: Eh lo so, lo so,
Moggi: Mai successa una cosa del genere... sarà che c'è il duello col Milan, che ora ci sono le...
Lippi: Eh sì, sì. Ieri sera ho visto una cosa antipatica alla televisione a "Striscia la notizia", Ezio Greggio che ha fatto... te l'hanno detto no?
Moggi: Sì, ma tu pensa, persino Ezio Greggio...
Lippi: Ezio Greggio che è juventino, si vede che gli hanno detto di rompere i co...., evidentemente...
Moggi: (incomprensibile) hanno fatto un discorso del genere, no? Qui non lo so che è successo, non te lo so dire... ma è un po' una cosa generale eh, attenzione, non è che sia una... adesso, da quando siamo testa a testa col Milan, è successo di tutto, è successo di tutto... è successo persino, è successo persino, dopo la partita di Bologna, Adriano Galliani sia andato a Mediaset, a Controcampo, a dire: "Andate addosso alla Juventus", poi chiaramente a noi non ce lo dice perché è amico... però Paolo Liguori poi ha parlato e l'ha detto.
Lippi: Ah... è guerra completa, è guerra completa dicevo...
Moggi: Apparentemente no, ma poi dopo ce ne fanno di tutti i colori... noi poi siamo, perché dobbiamo essere anche onesti, i più deboli al 100%, perché noi siamo orfani di padre e di madre, viviamo perché la teniamo in piedi noi la situazione...
Lippi: Eh lo so, lo so, lo so.
Moggi: Mah... tanto noi andiamo avanti per la nostra strada.
Lippi: Vabbè, quello non c'è problema... anche quell'uscita che ha fatto Petrucci l'altro giorno che senso ha? Guarda...
Moggi: Ma no, ma ti rendi conto? Ma ti rendi conto?
Lippi: Ma che senso ha... ora io mi aspetto poi... piano piano, piano piano arriverà anche a me vedrai...
Moggi: Ma Marcello... l'altro giorno, l'altro giorno col Chievo, il segnalinee bisognava che andasse alla velocità del pallone, a 100 all'ora per arrivar su...
Lippi: No ma, Luciano, quello del Chievo è una sensazione che hanno tutti che è impo... è chiaramente una impossibilità del guardalinee di riuscire a vedere, perché era impossibile, no, però, è venuto, il problema è che è venuto dopo Roma, capito?
Moggi: Eh ma dopo Roma (Roma-Juve 1-2, ndr), ma a Roma ce ne hanno combinato di cotte e di crude in positivo ed in negativo.
Lippi: Eh lo so, lo so, ma vedi... tutto strumentalizzato, Roma lo sai com'è, è tutto strumentalizzato in funzione di quello no? E allora.. (incomprensibile) che c'è stato degli errori dei guardalinee a Roma, però è altrettanto evidente che c'era stata una preparazione di una partita in maniera da cannibali, no?
Moggi: A Roma non si può mica gioca'... poi le radio...
Lippi: Infatti, infatti, infatti... poi tutto il resto, loro per giustificare il loro lavoro fatto male... però è strumentalizzato tutto, no? Ed ora, piano piano, arrivano anche a me vedrai... m'hanno già detto che la prossima settimana a Milano ci saranno degli striscioni messi da tifosi dell'Inter nei miei confronti, eccetera, eccetera, eccetera.
Moggi: Marcello, te non rispondere mai a nessuno eh, tanto poi...
Lippi: Mai, mai , mai, io non te ne ho più parlato, hai visto...
Moggi: Perché, perché il problema... io non lo so che ca.. c'è nel calcio, chi sbaglia tutto si vuol giustifica'... (incomprensibile) ed offende gli altri.
Lippi: Lo so, è tutto strumentalizzato... per giustificare il lavoro sbagliato che fanno nei confronti della propria tifoseria, accusano gli altri... è così, no? Che mi dicevi ieri, Luciano, di Del Piero?

Sull'informativa la trascrizione definita "integrale" da Auricchio inizia dall'ultima parte della risposta di Lippi. Perché questa parte non è stata trascritta? Costava tanto farlo?
Per fortuna il collegio giudicante formerà il suo giudizio sulle trascrizioni davvero "integrali" effettuate dai periti del tribunale
.
Questa telefonata è riportata solo nel capitolo sulla Nazionale, perché Belzebù Moggi aveva allungato i suoi tentacoli anche su quella Nazionale che sarebbe diventata Campione del Mondo. Questa telefonata, secondo noi, non ci sarebbe stata male nel capitolo sul "Controllo mediatico", perché avrebbe aiutato a rappresentare meglio la realtà sulla vera situazione mediatica e su uno dei tanti conflitti di interesse noti nel mondo del calcio, del quale parlano i tifosi e che gli organi di stampa affrontano poco. Sul potere mediatico registriamo che proprio a Napoli, dopo la prova tv applicata per Lavezzi, si stanno facendo un'idea più aderente alla realtà.
Biscardi in un'intervista concessa a Panorama il 29 maggio 2006 ha dichiarato: "Sa qual è il problema? Che hanno intercettato il cellulare di Moggi. Se avessero intercettato il mio avrebbero scoperto che parlo così con tutti, che tutti mi chiamano per chiedere cose, «e fammi 'sto piacere», «e aiutami qui», «e m'hanno negato un rigore, dagli addosso con la moviola». E io a tutti dico: «Sì vabbè, poi vedo che posso fare» eccetera".
Eh già, per vedere se davvero Moggi fosse l'unico a chiamare e istruire Biscardi sarebbe stato utile ascoltare tutte le telefonate che riceveva il comandante del "Processo". Ma davvero c'è qualcuno che crede alla storia che Moggi fosse l'unico dirigente, nel mare mediatico, a cercare di orientare il peschereccio di Biscardi e che le corazzate mediatiche navigassero senza rotta?
Ora andate a pagina 112 dell'informativa dell'aprile 2005 e leggete la trascrizione della telefonata con cui Moggi invita a pranzo da "Tullio" l'amico giornalista Italo Cucci (che non ha mai diretto Tuttosport, ndr): cosa c'è di penalmente rilevante che la fa inserire nell'informativa? E' "rilevante" il fatto che Moggi ha "un pensiero" di Natale per l'amico?
Ed allora perché viene valutata diversamente la telefonata nella quale il designatore degli arbitri viene invitato ad andare a ritirare un "regalino" nell'ufficio di Moratti?

http://www.ju29ro.com/farsopoli/2876-qu ... campo.html
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Messaggio da Tufkad »

Tutto questo è SCAN-DA-LO-SO!

Alla fine di questa vicenda, tutto il calcio, tutto il sistema investigativo, tutta l'organizzazione dello sport italiani saranno ricoperti di MERDA fino al collo, e solo la Juve recupererà dignità e riabilitazione completa.

E' incredibile la nefandezza che è stata commessa nel 2006: nemmeno nelle mie pippe mentali più intense avrei immaginato una tale schifezza.
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Messaggio da violator88 »

Dal "memoriale" di Facchetti: “È necessario mettere in campo la forza e la credibilità del Presidente (Moratti, ndr), unita al potere del gruppo Tronchetti, dell’Unicredit, della Banca Popolare di Milano e di altri personaggi del mondo dell’imprenditoria e della finanza che ci dovrebbero mettere in grado di poter pretendere e ottenere molto di più nell’ambito federale della Figc e della Lega. Non dimentichiamo che è la Figc che sceglie i designatori“.
http://www.tuttosport.com/calcio/serie_ ... e+Galliani

Tanto è vero che..
[...]
Avv. Prioreschi: Torniamo un attimo al discorso del posto di lavoro che Le sarebbe stato offerto da Facchetti.. Mi fa la cronistoria dei colloqui che Le ha procurato Facchetti in banche, assicurazioni e quant'altro?
Nucini: Dott Paolillo (attuale AD dell'Inter ndr) presso la Banca Popolare di Milano.
Avv. Prioreschi: Dottor Paolillo, l’attuale Amministratore Delegato dell’Inter?
Nucini: Io mi riferisco a quel periodo, io non so che cosa faccia il dottor Paolillo in questo momento.
Avv. Prioreschi: Il dottor Paolillo Le ha dato il suo numero di cellulare? Quindi ci ha parlato?
Nucini: Ci ho parlato personalmente, ha voluto conoscrmi e basta, un primo approccio, mi ha chiesto cosa avevo fatto, cosa non faccio, le esperienze, queste cose qui. Poi UniCredit...

[..]

Unicredit.. Unicredit.. Unicredit.. ah vero, che stupido, me la stavo dimenticando.. Unicredit=As Riomma "parte lesa dal 1927". (senza dimenticare il "rapporto" Col.Auricchio-Baldini)

Diego Della Valle:"I magistrati di Napoli sono convinti che si sia trattato di una fuga di notizie fatta ad arte per evitare l'arresto di alcuni indagati. Io sono convinto, invece, che ci sia un filo conduttore con l'uscita della Roma dalla corsa alla Champions League. E non è un caso che le intercettazioni siano uscite sul Romanista proprio quando noi siamo entrati in Champions". (Repubblica, 5 Luglio 2006)

Immagine

Serie A 2005-2006
1.Juventus (B)
2.Milan (penalizzato)
3.Inter (scudetto di merda e di cartone a tavolino)
4.Fiorentina (penalizzata)
5.Roma (secondo posto e champions a tavolino)

Serie A 2006-2007
1.Inter
2.Roma

Serie A 2007-2008
1. Inter
2. Roma


Unicredit.. Unicredit.. Unicredit.. mhm, vero c'è ancora dell'altro..
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UniCredit è il nuovo sponsor ufficiale della UEFA Champions League, la competizione calcistica di club più importante a livello internazionale. A partire dalla stagione 2009/2010 fino alla stagione 2011/2012, il gruppo UniCredit avvia un entusiasmante e importante percorso di posizionamento del brand in Europa e nel mondo, sia per visibilità che per notorietà. http://www.unicreditgroup.eu/it/About_us/Sport.htm

Champions 2009/2010
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Non c'è che dire.. "un'operazione chirurgica perfetta" (cit. Col. Auricchio dalla docufarsa "offside" trasmessa da La7, di proprietà del gruppo Telecom)

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Messaggio da orgyporgy »

violator88 ha scritto:Unicredit.. Unicredit.. Unicredit.. ah vero, che stupido, me la stavo dimenticando.. Unicredit=As Riomma "parte lesa dal 1927".

io ti leggo sempre eh :wink:. e aspetto la riabilitazione definitiva della sslazio, e pure qualcos'altro di quegli altri lì..... però ci credo poco....




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Messaggio da violator88 »

orgyporgy ha scritto:io ti leggo sempre eh :wink:. e aspetto la riabilitazione definitiva della sslazio, e pure qualcos'altro di quegli altri lì..... però ci credo poco....
tibet libero
Tranquilla.. :wink:

Per quello che è letto e ascoltato in dibattimento al processo, ti posso assicurare che Lotito (e la lazio di riflesso) sarà assolto da tutto.
Ti consiglio, anche se forse ne sarai già a conoscenza, di leggere le arringhe degli avvocati della Lazio, sono a fondo pagina..Link.
Potrei pure andare a prendere le singole udienze nelle quali si sono discusse queste accuse nei vostri confronti, tutte smontate... ma le arringhe già bastano e avanzano per capire.

Per quanto riguarda le telefonate occultate della riomma, usciranno anche quelle.. Penta aveva detto settimane fa di Meani e De Santis, e sono uscite oggi.. a tempo debito faranno uscire anche quelle giallozozze.
Il fatto è che è tutta una questione di strategia processulae e mediatica, il 27 sett Priorechi e Trofino (legali di Moggi) faranno le arringhe, quindi non vogliono scoprire tutte le carte che hanno in mano..

Poi vabbè, sportivamente gli onesti e i parte lesa quasi sicuramente non li toccheranno.. ma spero nella giustizia ordinaria, sperando di trovare un giudice serio e non "malleabile" (per non dire di peggio..) come lo è, ad esempio, Teresa Casoria.. I dentimarci, i provoloni, i faccia da sorcio, ecc meriterebbero tutti la galera, perchè la loro è a tutti gli effetti un'associazione a delinquere. Spero che nei tribunali d'Italia ci siano tante Teresa Casoria, e che una di queste se la becchino proprio loro.. e li poi possono pure farsi il segno della croce.
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Tufkad ha scritto: [..]Gli arbitri non sono frati francescani, ma persone in carriera. Non devo dirlo io che la carriera è più rapida se ti fai "sponsorizzare" dai personaggi che contano nel tuo mondo. E' squallido a dirsi, ma il mondo funziona così ed è inutile scandalizzarsi (ricorda sempre le cene segrete fra Galliani e Collina...)[..]
Tuf, ti "utilizzo" per sfatare quest'altro mito, cioè che gli arbitri che "favorivano" la Juve erano tutelati, ecc.. Nel processo è stato dimostrato l'esatto contrario. E a dirla tutta gli arbitri tutelati erano quelli che sfavorivano la Juve, in particolare quelli che (vedi Collina e Paparesta :arrow: Meani-Paparesta:"Il dossier è nella mani di Gianni Letta" ) erano in "confidenza" col Milan.. anche perchè il Milan, attraversoi mezzi di informazione (vedi chiamata De Santis-Meani), aveva un'arma micidiale: potevano "ucciderti" mediaticamente quando e come volevano, ergo gli arbitri nel dubbio andavano contro la Juve e/o a favore delle avversarie della Juve , perchè sapevano che sbagliare a favore della Juve portava ad essere massacrati da giornali e tv.Ad esempio: Intercettazioni occultate, Juve-Milan: Bertini triturato da Controcampo Stessa cosa si potrebbe dire della Rai, piena zeppa di giornalisti e opinionisti ultrà sfegatati della riomma, dalla Sanipoli a Boniek.
Nell'intercettazione occultata fra Moggi e Tosatti, che disvela tutta farsopoli in pratica, i due parlano anche di questo:
[..]
Tosatti: “Persino la Stampa (il giornale di famiglia) è contro di voi, avete contro tutti i mezzi di informazione, persino a Torino…”.
Moggi: “De Santis, quel figlio di puttana ci ha fatto squalificare pure mezza squadra oltre a non darci un rigore sacrosanto. E prendi la Gazzetta dello Sport….”
Tosatti: “Si. Tutti i giornali lo trattano bene”
[...]
Moggi: “Tanto il campionato lo vinciamo lo stesso a dispetto di tutti questi figli di puttana”
Tosatti: “Io sono convinto che voi dobbiate andar via. In queste condizioni non ha senso, non c’è un intervento della proprietà che sia a vostro aiuto”.
[..]
Moggi: “E se Torino perde anche la Juventus e fanno di tutto per distruggerla la Juventus, in tutti gli ambienti.. quando ci saranno riusciti, azzereranno Torino in tutto”.
Tosatti: “Dovete riuscire a convincerli che devono vendere la Juve e trovare qualcuno che gliela compra”.
Moggi: "Ci stiamo provando Giorgio.."
[...]

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Metodo Auricchio - 7. Gli arbitri "amici"
Redazione Martedì 02 Novembre 2010 01:27

Gli arbitri "amici" del sodalizio, opportunamente sorteggiati per partite chiave, dovrebbero quindi garantire, nella ricostruzione accusatoria, la buona riuscita delle frodi sportive: arbitraggi faziosi con lo scopo di favorire la Juve, ammonizioni ed espulsioni comminate ai prossimi avversari dei bianconeri al fine di ottenerne la squalifica, strada sbarrata agli avversari in classifica della Vecchia Signora.
Sì, è vero: abbiamo appena mostrato come non ci sia alcun indizio - nemmeno a parlarne di prove - nel senso della manipolazione del sorteggio. Il Pm Maddalena della Procura di Torino, nel corso delle indagini mostrò anche come, incontrovertibilmente, non ci fosse alcun preparativo al sorteggio, tramite il meccanismo delle preclusioni, per assegnare alla Juve un arbitro gradito.
La Juve quindi si avvaleva dei favori degli arbitri amici, solo nel caso che la fortuna gli dicesse bene, e dall'urna uscisse un sodale della Cupola, pronto a fischiare rigori ed estrarre cartellini a comando.

Quali sono gli arbitri amici? Evidentemente quelli considerati integrali all'associazione a delinquere, imputazione contestata ai fischietti presunti possessori di scheda svizzera: i già assolti Gabriele e Cassarà, il condannato in primo grado con rito abbreviato Pieri, quindi De Santis, Dattilo, Racalbuto e Bertini. Inoltre vengono contestate singole frodi a favore della Juventus a Dondarini (già condannato) e Rodomonti.


Il vantaggio economico.
Quale il guadagno degli arbitri amici? Difficile pensare che questi arbitri "aiutassero" la Juve perché tifosi da curva: se non per il gusto di sentirsi dare di "cornuto", con quale moneta allora venivano pagati gli arbitri per assicurarsi le loro prestazioni amichevoli? Nessun passaggio di denaro, nè regalie di altro genere, nessun movimento di conto corrente sospetto, niente valigette, no orologi. Niente di tutto questo è emerso, dopo gli accertamenti degli inquirenti.
Gli inquirenti prefigurano quindi uno schema incentrato sui designatori: Bergamo e Pairetto premiano gli arbitri amici con avanzamenti di carriera e un più alto numero di partite che corrisponde a maggiori introiti, mentre puniscono severamente gli arbitri che si mostrano indipendenti e sbagliano contro la Juve, bloccandone la carriera e tenendoli fermi affinché imparino la lezione.
Una teoria, anche questa, che non ha bisogno di dimostrazione, a parere degli inquirenti. Non troviamo infatti, tra gli atti del processo, un'analisi che metta in luce i maggiori guadagni dei presunti sodali rispetto agli altri arbitri. Niente. Non c'è bisogno di riprova: basta la parola.


Gli arbitri "fermati".
Addentrandosi anche superficialmente nella questione, si scopre invece l'esatto contrario. Gioco facile per gli avvocati della difesa, mostrare alcune discrepanze più che significative.
La documentazione prodotta dai difensori illustra infatti che, anche fermandosi agli episodi cardine citati dall'accusa - l'arbitraggio di Paparesta in Reggina-Juventus, decisamente contrario ai bianconeri, e l'arbitraggio di Racalbuto in Roma-Juventus, ritenuto favorevole alla Juventus (abbiamo dimostrato come anche questo non sia vero, ma teniamolo per buono) -, le circostanze dicono il contrario.
Paparesta infatti, dopo un turno in Serie B, fu incluso nelle griglie per arbitrare nella massima serie, già dalla giornata successiva. Racalbuto rimase invece lontano dai campi di Serie A per ben 8 turni.
Dattilo, arbitro di Brescia-Udinese, che avrebbe espulso fraudolentemente Jankulovski, reo soltanto di aver sferrato un cazzotto a un avversario, al fine di provocarne la squalifica contro la Juve, fu anch'egli fermato per ben due mesi.
E queste sono le partite che più di tutte avrebbero dovuto dimostrare l'attività corruttiva della Cupola!
Come reagisce Auricchio alla produzione di questi dati? Dichiara di non sapere.

Avv. Prioreschi: Allora, passiamo a Roma-Juventus, il famoso 1-2. Le risulta che Racalbuto dopo aver favorito, tra virgolette, uso questi termini… dopo aver favorito la Juventus in Roma-Juventus è stato fermato dai designatori per 8 turni?
Auricchio: No. Non mi risulta.
Avv. Prioreschi: Vabbè… e Racalbuto è un arbitro che troviamo, secondo la prospettazione accusatoria… amico presunto del…
Auricchio: Sì.
Avv. Prioreschi: Tra l’altro, Lei su Racalbuto in Cagliari-Juve, no?, fa riferimento a tutte quelle vicende… allora, io dico: Cagliari-Juve si discute l’arbitraggio, ecc.… e Lei evidenzia che ci sarebbe questo tentativo di proteggere Racalbuto da parte di Moggi, no? …Che io poi, stamattina, Le ho detto Moggi cercava di proteggere la Juventus… E questo evidenzia. C’è un dato oggettivo che Racalbuto favorisce la Juventus e sta fermo 8 turni, e Lei questo non lo sa, non lo evidenzia. Io registro il modo di aver fatto l’indagine…
Auricchio: Va bene.
Avv. Prioreschi: Per contro, noi abbiamo Paparesta e Copelli, la terna di Reggina-Juventus, ed è un altro dato oggettivo, che sfavoriscono, insomma, danneggiano la Juventus, e a noi non risultano né che abbiano subito sospensione o… Copelli poi è andato tranquillamente ai Mondiali…
Auricchio: No, lo stesso Paparesta è tornato ad arbitrare la Juventus, quindi…
Avv. Prioreschi: Paparesta l’abbiamo sentito, ce l’ha confermato, non è stato fermato mai, insomma…


I compensi.
Non fermiamoci però alla superficie e penetriamo i numeri, andando a vedere i compensi arbitrali per quella stagione.
Auricchio, interrogato dall'avvocato Gallinelli, prima mostra di non ricordare il numero di gare dirette da De Santis nella stagione 2004-05, poi ascolta il legale snocciolare i dati del suo cliente e quelli di altri 5 arbitri non inquisiti, quindi, quando il Giudice Casoria gli chiede "Le risultano questi dati?", non può far altro che ammettere: "Si... non... beh... sono dati oggettivi".
Sulla base dei dati enunciati dall'avvocato Gallinelli e dei compensi per partita
[*], si ricava questa semplice tabella:
Collina: 28 partite di A e 4 di B = 154.920 €
Paparesta: 26 partite di A e 3 di B = 142.010 €
Rosetti: 25 partite di A e 3 di B = 136.846 €
Farina: 24 partite di A e 3 di B = 131.682 €
Trefoloni: 24 partite di A e 3 di B = 131.682 €
De Santis: 21 partite di A e 4 di B = 118.772 €

Tutti questi 6 arbitri erano "internazionali" e avevano, quindi, pari indennità. Tra i sei arbitri considerati, il solo De Santis è inquisito e, da arbitro "affiliato", guadagna meno di altri 5 colleghi non inquisiti. Ricordiamo che De Santis era l'arbitro designato per i Mondiali, non certo una mezza tacca che arbitra meno perché vale meno. Racalbuto, altro presunto affiliato, viene fermato per 8 turni dopo Roma-Juventus, e perde quindi oltre 45 mila euro per errori ascrivibili agli assistenti. Dattilo perde una cifra superiore ai 20 mila euro.

I teoremi investigativi quindi non hanno nemmeno bisogno di essere provati da numeri e circostanze fattuali: sono veri perché sono veri. Preesistono all'inchiesta, che sostanzialmente non esiste.
Non si va a controllare se i sorteggi vengano truccati, non ci si informa su compensi, premi e punizioni agli arbitri.
E' tutto vero, già prima di cominciare l'inchiesta.[/color]

Il capo degli arbitri.
Prescindendo dalle schede svizzere, argomento che andremo presto ad affrontare, non si riesce a comprendere dalle due informative - e la seconda è di novembre 2005, cinque mesi dopo la fine delle intercettazioni - quali possano essere i fatti che dimostrano il suddetto teorema.
Nelle informative non ci sono intercettazioni di Moggi che parla con arbitri, non c'è una sola intercettazione nella quale Moggi richiede ai designatori un determinato arbitro per una partita di campionato, non una dove i designatori chiedano ad un arbitro di favorire la Juventus, come ammette lo stesso Auricchio in aula, il 30 marzo:

Avv. Morescanti: Senta… tra tutte le intercettazioni in cui è stato intercettato il Bergamo Paolo, Lei ha mai intercettato, o chi per Lei, i suoi uomini, ha mai intercettato una telefonata nella quale Bergamo diceva ad un arbitro in modo esplicito o meno esplicito: ora vai, arbitra in questo modo, fai vincere questa determinata squadra…?
Auricchio: No.

Grottesco il tentativo, al fine di dare sostanza alla dimostrazione del potere di Moggi sul mondo arbitrale, di fargli addirittura superare i confini nazionali.

Avv. Prioreschi: Nell'informativa del gennaio è riportata una telefonata, progressivo 3477… mi pare che è pagina 8 dell’informativa però, ripeto, l’impaginazione non lo so se corrisponde… ed è una tele… io Gliela sintetizzo… una telefonata tra l’arbitro Morganti e Meani, che fanno riferimento alla designazione dell’arbitro per i quarti di finale di Champions tra la Juve e un’altra squadra che non me ricordo qual era… designazione dell’arbitro belga De Bleeckere. L’interlocuzione, grosso modo, in questi sensi: "De Bleeckere è un uomo di Pairetto… e che la dirigenza bianconera riesce ad influenzare pure le designazioni a livello europeo… Se fossi gli inglesi…" dice Meani "…avrei fatto un bel casino…" …questo è in sostanza. Allora, in riferimento a queste affermazioni che emergono dalle indagini tecniche, perché Lei c’ha detto, ormai da più udienze, che Lei ha operato con riferimento a quello che è emerso dalle intercettazioni, e quello che scriveva la Gazzetta dello Sport e il Corriere dello Sport… ha fatto indagini, d’iniziativa o Le sono state delegate indagini per verificare se questo arbitro in questa partita di Champions ha favorito la Juventus?
Auricchio: No.
Avv. Prioreschi: E allora, qual è… mi scusi, ma viene spontaneo, lo scopo di evidenziare un'intercettazione di questo… se poi non si fa nessuna indagine per verificare?
Auricchio: Ma l’intercettazione è contenuta nel dato…
Avv. Prioreschi: …cioè, diventa un dato sterile, Colonnello, no?
Auricchio: …sì, probabilmente ce ne sono tantissimi di dati sterili…
Avv. Prioreschi: Lei capisce… perché adesso l’accertamento l’abbiamo fatto noi, e quindi la Juventus viene eliminata in quella partita perché l’arbitro non gli... non gli dà…
Auricchio: Vabbè…

Eppure bastava consultare la preziosissima Gazzetta (Liverpool-Juve 2-1, 0-0 al ritorno e bianconeri eliminati):
Dalla Gazzetta del 6 aprile 2005, a firma Luca Curino:
ARBITRO E GUARDALINEE - DE BLEECKERE 5. Il ritmo è alto e l'arbitro belga lascia molto correre, senza estrarre un solo cartellino. Con il contributo determinante del guardalinee Simons, alla fine del primo tempo fischia a Del Piero un inesistente fuorigioco in occasione del suo gol di testa.

Avv. Prioreschi: Quindi, allora, Lei… cioè, voglio dire, il processo è una cosa seria, no? Allora, Lei evidenzia questo dato nell’informativa a dimostrazione dello strapotere di Moggi, che non solo riesce a controllare le designazioni del campionato nazionale, ma arriva a influenzare le designazioni… lo mette lì, lo scrive, chi si legge l’informativa… e non fa nessun accertamento in merito. E’ un modo questo corretto di procedere?
Auricchio: Mah, è un’ipotesi investigativa, tant’è vero che il nostro sistema…
Avv. Prioreschi: Ma le ipotesi vanno verificate, Colonnello, eh!
Auricchio: …noi non veniamo al processo per le indagini…
Avv. Prioreschi: Le ipotesi… allora, vogliamo dare atto che tutto quello che Lei ha scritto sono ipotesi?
Auricchio: No!
Avv. Prioreschi: …investigative?
Auricchio: Ci sono delle… innanzitutto le intercettazioni non è un’ipotesi investigativa. E quindi…
Avv. Prioreschi: Lasci stare. Io voglio sapere: quello che Lei ha scritto nell’informativa, sono sue ipotesi?
Auricchio: Se ci sono delle conferme… le conferme investigative hanno portato a ricostruire…
Avv. Prioreschi: Ma le conferme le deve cercare, Colonnello…
Auricchio: Certamente…
Avv. Prioreschi: …se non le cerca, la conferma diventa sua…
Auricchio: In questo caso, sulle designazioni internazionali non mi pare che sono state avanzate né delle conclusioni né delle affermazioni in questi termini. Quindi, evidentemente, non è stato approfondito l’aspetto delle designazioni internazionali.
Presidente Casoria: Sì, l’avvocato dice allora perché questo dato è stato scritto... se è un dato...
Avv. Prioreschi: Perché lo riporta?
Auricchio: Perché c’è la conversazione… la conversazione l’abbiamo… la dobbiamo riportare, l’abbiamo commentata (eh, quante conversazioni più importanti non hanno riportato! ndr)
Presidente Casoria: Va bene. A commento.
Avv. Prioreschi: Perché Lei non verifica mai i dati che dovrebbero andare a favore della…
Auricchio: Ma non è vero. Per esempio, guardi…
Presidente Casoria: Vabbè, vabbè… abbiamo capito.
Avv. Prioreschi: Abbiamo capito?

Ne mancano tante di verifiche nell'indagine di Auricchio. La più clamorosa, subito riscontrata dai tifosi juventini dei forum, è quella che riguarda i punti realizzati dalla squadra del capocupola Moggi rispettivamente con gli arbitri inquisiti e con quelli non inquisiti. Perché questo dato non sia stato calcolato ed evidenziato dall'accusa è immaginabile: con gli arbitri inquisiti la Juventus ha totalizzato meno punti: 1.89 contro 2.63.
Auricchio, nelle informative, produce una tabella in cui mette in evidenza che solo 11 arbitri hanno arbitrato la Juve (in effetti sono 12): De Santis (5), Collina (5), Trefoloni (4), Messina (4), Farina (4), Bertini (3), Paparesta (3), Rodomonti (3), Dondarini (2), Pieri (2), Racalbuto (2), Banti (1). Le partite arbitrate da "arbitri affiliati" (imputati di associazione e non di frode, ndr) sono 12. Che cupola!

Avv. Prioreschi: Allora… allora, nell’informativa del 2 novembre 2005… Lei dice che in tutto il campionato su 37 partite si sono alternati, sostanzialmente, 11 arbitri. Corretto?
Auricchio: Sì.
Avv. Prioreschi: Allora, vogliamo vedere quali sono stati i risultati che la Juve ha fatto con gli arbitri indagati e quelli che ha fatto con gli arbitri non indagati, eh? Allora… mi corregga se sbaglio, mi dica sì, no, insomma… così andiamo velocemente… allora, De Santis, in quella stagione 2004/2005, ha arbitrato la Juventus 5 volte. Con quali esiti?
Auricchio: Due vittorie, un pari e due sconfitte.
Avv. Prioreschi: Preso. Collina, non indagato, quante volte ha arbitrato la Juventus?
Auricchio: Cinque volte, come De Santis, quattro vittorie e un pareggio.

L’avvocato Prioreschi chiede i risultati fatti con altri arbitri "non indagati" e dalle risposte di Auricchio questi sono i dati: Trefoloni, 4 partite, 4 vittorie; Farina, 4 partite, 3 vittorie e un pareggio; Messina, 4 partite, 3 vittorie e una sconfitta.
Poi l’avvocato ripete la domanda per gli arbitri indagati e questi sono i risultati comunicati da Auricchio: Bertini, 3 partite, una vittoria e 2 pareggi; Paparesta (nelle indagini era un indagato), 3 partite, 2 vittorie e una sconfitta; Rodomonti (non accusato di associazione a delinquere), 3 partite, 2 vittorie e una sconfitta; Dondarini, 2 partite, 2 vittorie; Pieri, 2 partite, 2 vittorie; Racalbuto, 2 partite, una vittoria e un pareggio.
Avv. Prioreschi: La media punti che ha ottenuto la Juve con gli arbitri indagati rispetto alla media punti che ha ottenuto con gli arbitri non indagati… noi abbiamo che con gli arbitri non indagati ha realizzato 2,63 punti; con gli indagati 1,89.
Auricchio: Va bene… prendo atto…
PM Narducci (in sottofondo): Eehh…
Presidente Casoria: Prende atto, avvocato…

Il legale passa ad esaminare la statistica relativa agli assistenti, soffermandosi però solo sugli indagati. I risultati non sono dissimili dalla statistica per gli arbitri.

Avv. Prioreschi: Senta, è corretto dire che ad arbitrare la Juventus si sono alternati 32 assistenti diversi?
Auricchio: Sì, credo di sì, è il dato che emerge… sì, sì… sono…
Avv. Prioreschi: Ora, questo schema, Colonnello, questa indagine, per così dire, statistica…
Auricchio: Sì…
Avv. Prioreschi: …la vogliamo definire statistica… Lei l’ha fatta solo per la Juventus, o l’ha fatta anche per tutte le squadre del campionato?
Auricchio: No, solo per la Juventus.
Avv. Prioreschi: Perché?
Auricchio: E perché era oggetto della nostra investigazione.
Avv. Prioreschi: Però, il dato statistico, Lei m’insegna che è significativo se lo confrontiamo anche…
Auricchio: No, la mia non era un’indagine conoscitiva statistica… era un’indagine investigativa… il dato… esiste un mezzo di ricerca della prova che era l’intercettazione telefonica, ed è quello che abbiamo eseguito. Tant’è che appena è saltato fuori un dirigente di un’altra squadra, per capacità investigative non abbiamo fatto altro che intercettare anche il dirigente dell’altra squadra.
Avv. Prioreschi: Però, dico, poteva avere un senso se l’Inter l’avessero arbitrata 37 arbitri… se magari da questo dato usciva fuori che anche l’Inter era stata arbitrata dagli stessi arbitri…
Presidente Casoria: Va bene…
Auricchio: Ecco, che cosa?
Avv. Prioreschi: …il significato investigativo non è più quello, insomma…
Auricchio: Appunto. Infatti, noi da quella tabella non abbiamo tratto delle valutazioni investigative. E’ una tabella statistica, e il valore della tabella è appunto statistico.

Neanche, per l'appunto, fossero dipendenti dell'ISTAT e non dell'Arma.


Oops!
Anche nel caso degli arbitri sotto indagine, le dimenticanze spiccano, e sono di diverso genere.
Anzitutto se si suppone che Dattilo, per esempio, o Racalbuto, operino a favore della Juventus, come mai le loro utenze non vengono sottoposte ad intercettazione, e non si svolgono ulteriori accertamenti, per comprendere se ci siano strani movimenti che possano confermare l'impressione ricavata?
No, a questi arbitri vengono imputate delle frodi, ma si decide di non controllarne le comunicazioni. Invero singolare. L'elemento d'accusa rimane il tabellino de La Gazzetta dello Sport.

Di più, come nel caso di Moggi e Bergamo, nelle informative non troviamo riportate alcune telefonate scagionanti, scoperte solo in un secondo tempo dai periti informatici al servizio delle difese.
E' il caso di De Santis per Parma-Lecce(Link ), di Racalbuto per Roma-Juventus (Link) di Bertini per Juve-Milan (Link).

In buona sostanza ecco il Metodo Auricchio, per andare a stanare gli esecutori materiali delle frodi sportive:
1) Non vengono intercettati.
2) Non vengono sottoposti ad accertamenti.
3) Non si accerta se gli arbitri abbiano un vantaggio economico.
4) Non si indaga sul trattamento riservatogli dai designatori.
5) Si ignora se i loro arbitraggi abbiano favorito la Juve, davvero, con opportuno esame statistico.
6) Vengono scartate le intercettazioni che li scagionano.
Basta la Gazzetta.

Per concludere, un estratto altamente significativo dall'udienza del 23 marzo per comprendere in che stato versa l'accusa del processo, capace, dopo aver difeso a spada tratta i tabellini sbagliati della Gazzetta dello Sport, di contestare i riscontri fattuali portati dalle difese. Il tutto mentre Auricchio arranca affannosamente, nello spiegare perché non abbia effettuato riscontri importantissimi:

Avv. Prioreschi: Allora, sempre su questo tema, nel capo di imputazione dell’associazione si legge, con riferimento agli arbitri "Perché venissero sempre tutelati gli arbitri che avevano favorito la Juventus, o comunque erano vicini alla società; perché invece venissero arbitrariamente penalizzati gli arbitri che non avevano favorito la Juventus". Allora, cominciamo dalla tutela degli arbitri presunti amici. Lei ha accertato se l’arbitro Dattilo dopo aver arbitrato Udinese-Brescia, quella delle ammonizioni dolose di Pinzi, Muntari e Di Michele e dell’espulsione…
Auricchio: Che abbiamo già detto che non ho trattato…
Avv. Prioreschi: Il tema è "Metodi e Strumenti dell’associazione"… l’ha scritto Lei, non è che… Allora, Lei ha accertato se da quella partita, cioè dal 26 Novembre 2004, l’arbitro Dattilo, amico della Juventus secondo la prospettazione accusatoria, non ha arbitrato più la Serie A per oltre due mesi?
Auricchio: Non lo ricordo questo dato come accertamento, non credo che ci sia…
Avv. Prioreschi: Guardi, lo dovrebbe ricordare perché Lei ricorda di aver acquisito sia i verbali dei sorteggi dei notai, sia alcuni comunicati ANSA relativi ai sorteggi… se lo ricorda questo? Alcuni comunicati sono allegati… io li ho trovati allegati nell’informativa…
Auricchio: Sì. Quando sono trattate le griglie, etc. …come documentazione…
Avv. Prioreschi: Ci sono due allegati… ci sono tre allegati, tre comunicati ANSA con l’esito dei sorteggi, e uno di questi comunicati… che ha acquisito Lei, credo di aver capito, o insomma Lei come responsabile dell’indagine, è il comunicato ANSA del 3 dicembre 2004, dove c’è scritto testualmente ‘Continua a rimanere escluso dalla Serie A Antonio Dattilo, 33 anni, della sezione di Locri, inserito nella griglia C e sorteggiato per il match di Serie B tra Bari e Venezia. Dattilo non dirige una gara del massimo campionato dal 26 Settembre scorso, Udinese-Brescia, quando gli ospiti andarono in gol con Mannini mentre il portiere udinese De Sanctis era a terra infortunato…’
PM Narducci: Ma dove sta questo comunicato, scusi avvocato? Lei cosa dice?
Avv. Prioreschi: Negli atti del Pubblico Ministero…
PM Narducci: Comunicato Ansa? Di che cosa? Su che cosa?
Avv. Prioreschi: Comunicato ANSA sui sorteggi…
PM Narducci: Questo… sui sorteggi? Questo è commento.
Avv. Prioreschi: Ma che commento! E’ testuale.
Presidente Casoria: Dice che è allegato all’informativa del… questo comunicato… Lei lo ricorda questo comunicato? No?
Auricchio: Se è stato…
Avv. Prioreschi: E’ un dato oggettivo, l’ANSA scrive…
PM Narducci: Comunicato… significa che viene data notizia di chi saranno arbitri e cosa… questa mi sembra un’altra cosa, insomma, no? Qualcuno che sta rilevando…
Avv. Prioreschi: …oh, abbiamo fatto l’imputazione sulla Gazzetta dello Sport, potremo leggere l’ANSA, no? O manco l’ANSA possiamo leggere?
PM Narducci: No, legga, ma non dica che è nelle carte del Pubblico Ministero, avvocato. Dica che è Sua, e basta. Non è che abbiamo acquisito tutti i comunicati ANSA sul calcio… di un anno, perché era una follia…
Avv. Prioreschi: Ma questo l’avete acquisito… l’avete acquisito, perché io l’ho preso dal Suo fascicolo, Pubblico Ministero. E poi Glielo faccio vedere, ce l’ho in un altro tema che dobbiamo trattare… Glielo faccio vedere… qui c’è… è acquisito…
Presidente Casoria: Lei non esclude che è stato acquisito questo…
Auricchio: Mah, non vedo come potrei… è agli atti…
Avv. Prioreschi: Allora, parlando di dati oggettivi… qui ci troviamo di fronte a un dato oggettivo, che un arbitro che favorisce la Juventus viene fermato per 2 mesi. Concorda con questo?
Auricchio: Ma quando ha arbitrato Dattilo la Juventus? Cioè…
Avv. Prioreschi: Il tema della imputazione per associazione… uno dei temi è: "Perché venissero sempre tutelati gli arbitri che avevano favorito la Juventus… e comunque erano vicini alla società; perché invece venissero arbitrariamente penalizzati gli arbitri che non avevano favorito la Juventus"
Auricchio: Benissimo.
Avv. Prioreschi: Allora, io Le sto dando un dato oggettivo. Lei quando ha risposto al Pubblico Ministero ha detto: io riferisco il dato oggettivo, che io Le ho letto… è che Dattilo, un arbitro che secondo la prospettazione accusatoria sarebbe vicino alla Juventus, fa quelle tre ammonizioni dolose per le quali è stato costruito il capo di imputazione su Udinese-Brescia…e il successivo Udinese-Juventus, e, invece di essere tutelato, vedo che viene penalizzato perché sta fermo 2 mesi. E’ un dato oggettivo, questo. Le risulta che è stato fermo 2 mesi?
Auricchio: No.
Avv. Prioreschi: Lei dice no… vabbè, poi tanto produciamo il...
Ad Auricchio non risulta, l'avvocato dice che tanto poi produrrà documentazione che comprova. Non è che Auricchio non ha verificato per nulla?


[*] A fine campionato 2004-05 questa era la situazione fotografata da Antonello Capone sulla Gazzetta:
Dieci gli internazionali: Collina (fino a dicembre), De Santis, Paparesta, Rosetti, Farina, Trefoloni, Bertini, Messina, Rodomonti e Dondarini. Collina ha diretto in A 240 partite. Quattro arbitri sono tra 150 e 199: Rodomonti, Farina, Messina e Racalbuto; quattro tra 100 e 149: De Santis, Tombolini, Paparesta e Rosetti; due tra 50 e 99: Bertini e Trefoloni.
Tutti gli arbitri inquisiti erano ben oltre le 25 partite in A e, quindi, da tempo nella fascia di indennità da 24.180 €.[/color]

http://www.ju29ro.com/dossier/metodo-au ... amici.html

Articoli correlati:
Sommario del metodo Auricchio (14 pezzi) :arrow: http://www.ju29ro.com/archivi/dossier/m ... cchio.html
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Messaggio da violator88 »

lucaDM82 ha scritto:Sono decenni che subiamo ingiustizie.
Gidan Razorblade ha scritto: [..] e giù a dare all'untore a Baldini [..]
alanwilder91 ha scritto:Beh certo, Baldini praticamente "esiliato" dall'Italia per la sua guerra aperta al potere centrale, non faccio nomi di squadre tanto si sanno, alla fine è il capo dei ladri :lol: . A Sensi diedero del pazzo quando raccontava di magagne ben oltre l'immaginazione.
8) :lol:

In attesa delle intercettazioni giallozozze che usciranno a breve, ecco una bella chicca (così faccio contenta pure Orgy, che non aspetta altro :lol: :wink:)

La telefonata è lunga (l'argomento principale sono le elezioni federali, duello Carraro-Abete), le parentesi con gli ndr le ho aggiunte io, per renderla più comprensibile. Da notare poi il commento che fa Auricchio come premessa a questa intercettazione.

Intercettazione Bergamo-Mazzini (10 febbraio 2005 ore 17:32, progressivo 26618 utenza 335/64... in uso a Paolo Bergamo, è a cavallo tra pag 301-302 dell'informativa dei carabinieri di Aprile 2005 :arrow: Link )
[..]
Bergamo: "Sii..eh.. lui (Moggi, ndr) ha paura.. lui ha paura che li.. li sfugga di mano la situazione!.. la situazione l'ha fatta sfuggì di mano lui!.. e loro (Moggi-Giraudo, ndr) sono loro che hanno sbagliato perchè hanno pens.. loro si sono messi in testa che la.. probabilmente l'avranno saputo da Capello (l'anno prima alla Riomma, ndr).. [..] ma è vero che io l'altr'anno gli ho tenuto in mano la situazione (alla Riomma, ndr)! [..] ..e l'altr'anno naturalmente io ho cercato di gestì la Roma.. ho gestito.. ho gestito.. il Milan.. ho gestito l'Inter!.. loro (gli onesti, ndr) perdevano non c'avevano squadra e hanno perso oh.. o Innocenzo (Mazzini, ndr)?!.. ma ora sennò veramente.. io gioco mica a centravanti!.. io devo.. designà gli arbitri.."
[..]

Bergamo si riferisce alla stagione precedente, cioè il campionato 2003/2004.
1. Milan
2. Roma (all.Capello, Baldini dg, Franco Sensi presidente)
3. Juve
4. Inter

Come commento-premessa iniziale a questa conversazione il Col. Auricchio scrive, a pag.298: "La conversazione in esame conferma ancora lo strapotere raggiunto da Moggi nell'ambito del sistema calcistico.." ecc ecc.

Lo stalliere del re deve conoscere tutti i ladri di cavalli (cit. Gianni Agnelli)

Moggi, uno "scafato", li conosceva tutti i ladri di cavalli.. ergo cercava solo rispetto per il "cavallo bianconero", pretendendo arbitraggi giusti nei confronti della Juve, e non favoritismi di alcun genere, al contrario di quello che volevano gli altri, i veri ladri.
Ovviamente i media, tutti nelle mani di veri ladri, appena un arbitro sbagliava (che è umano) a favore della Juve enfatizzavano tutto, mentre sottacevano sugli errori contro la Juve e sugli errori a favore delle varie roma, inter, milan, efnfatizzando gli errori a sfavore di queste ultime.
E tutti i tifosi pecoroni antijuventini, con le fette di prosciutto davanti agli occhi, si stracciavano le vesti, quasi lobotomizzati talmente accecati dall'odio a prescindere nei confronti la Juve, adeguatamente alimentato pure (come detto) dai media, locali e nazionali.

Ps: Mi piacerebbe sentire i commenti sia dei romanisti, milanisti e interisti che hanno già postato in questo thread, sia (soprattutto) di quelli che non ci hanno manco messo piede (chissà perchè..) ma che probabilmente, o meglio, sicuramente leggono... 8) :wink:
Non prendetela come una sfida, una provocazione.. il mio intento non è affatto questo :wink:
Come ha detto giustamente Van Guard pagine addietro:
Van Guard ha scritto: ..ma possibile che non ci si voglia far guidare da verità e giustizia?
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