embè?Ashi Waza ha scritto: Uno che oggi sta fissato con la musica "a forma di anni '80", è uguale ad uno che negli anni '80 (mentre in giro suonavano i Depeche Mode, i Duran Duran, i Talk Talk, i Pet Shop Boys, ecc....) era fissato con la musica "a forma di anni '50".
Ci fate caso al tempo che passa?
.... i '50 insomma, più che altro negli '80 al massimo si poteva parlare dei '60 e dei '70, ma sinceramente di modernismo cronico almeno io non ne soffrivo, ne provavo ribrezzo per nessun decennio e per nessun artista antecedenti.
A parte che con certa musica questo parallelo non regge, poichè oggettivamente la musica degli anni '80 sentì davvero nascere l'avvento dell'elettronica, cosa che negli anni '50 serviva solo per smuovere qualche calcolatore di laboratorio.
Un divario sostanziale, l'invenzione che oggi non esiste.
Sì, i kraftwerk e pochissimi altri si mossero pure prima, ma la deflagrazione avvenne durante gli invidiati eighties.
Adesso c'è ancora a disposizione l' elettronica, come e più che negli '80, ma nel nostro caso questa è usata...diversamente, per citare un avverbio assai improprio, ma di tuo gradimento.
In generale, essere a passo con i tempi dovrebbe bilanciarsi sempre con quell'enormità di passato di cui abbiamo già sperimentato l'altrettanto enorme valore, il presente è molto più improbabile da garantire.
L'errore che si commette spesso è quello di dare per scontata ogni arrabattata *novità*, per qualità.
Mi dispiace di morire ma son contento..." è opera di Petrollini (1884-1936), ed è irresistibile!
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