Dovremmo essere contenti del fatto che buona parte dei loro album abbiano rappresentato qualcosa di nuovo e originale
Christian Eigner, o lo ami o lo odi
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Toglierei il "se fosse".Lupo ha scritto:e se fosse una conquista artistica saper spaziare tra generi e strumentazioni?
Quando ho cominciato ad amarli m'interessava quasi zero che strumentazione elettronica usassero...esattamente come oggi. Quello che mi colpì di loro in mezzo a quel guazzabuglio pop degli anni 80, c'è ancora oggi e per me tanto basta per continuare ad amarli.
E questo, detto da uno che odia il 95% della musica pop, il 100% del synth sound alla unz unz unz per 50 minuti di fila e che per giunta ha un avatar come il mio...beh, è un piccolissimo mattoncino nel mosaico che è l'unicità dei DM.
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desertsong
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non penso proprio, a me sembra che la maggioranza della gente venga per quello che hanno fatto in passato e per ascoltare prima di tutto quelle canzoni. Se non passato remoto almeno passato prossimokatullo ha scritto: e probabilmente se a Precious fosse seguito un album coerente, ed un altro ancora, questi stadi sarebbero stati un tantinello più vuoti
a me torna molto difficile crederlo, quando per oltre ventanni hai dimostrato un certo massimo.Lupo ha scritto:e se fosse una conquista artistica saper spaziare tra generi e strumentazioni?
Posso concepire conquiste quando noto miglioramenti nella resa artistica, riscontrabili in pochissimi dubbi ed evidenti virtù
A parte i fanatismi gratuiti, e la grandezza conquistata ed indiscussa,
non mi sembra sia tanto questo il caso degli ultimi anni
noi stessi, qui, ne siamo una piccola dimostrazione
eppure decine di migliaia di persone accorrono ai cancelli, sbuca il discorso di Lettera ( e non solo suo ) e viene da chiedersi cosa è effettivamente cambiato, oltre al pubblico.
e ti dirò, a me i dM synthrock non sembrano nemmeno il grankè di quell'espressione musicale, quando già band come i Kent le ritengo sicuramente più interessanti sotto quell'aspetto.
ho sempre letto i dM in questa chiave: "forzati", Mart dietro ai sintetizzatori lo vedevo molto più a suo agio che con le chitarre, ancora oggi non mi abituo all'idea della tracolla full-time perchè poteva continuare ad essere bello vedergliela indossare part-time, così come le urla di Dave ( almeno quelle del 2005 ) cozzavano con la sua interpretazione in stile pop-elettronica inoltrata per decenni.
Per non parlare della sua incidenza oltre il lavoro solistico, vero buco nell'ozono
Cambiare non significa necessariamente migliorare, mentre cambiare in ogni modo con alle spalle garanzie commerciali maturate in decenni di ben altra qualità, è sicuramente più facile
best parttimes
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Se così fosse, una settimana fa a Roma, nel mio settore Fly on the windscreen e Master & Servant non le avrei cantate da solo.desertsong ha scritto:non penso proprio, a me sembra che la maggioranza della gente venga per quello che hanno fatto in passato e per ascoltare prima di tutto quelle canzoni. Se non passato remoto almeno passato prossimo
Eigner o non Eigner, this is the question (op. cit.), i dM riempiono gli stadi per un fatto quantomai banale: continuano a realizzare album molto buoni che contengono sempre almeno due o tre canzoni memorabili. canzoni che da sole valgono l'intera discografia di tanti altri idoli del momento che riempiono gli stessi stadi. E se c'è una band che non ha mai campato di rendita o approfittato del proprio status per gabbare i propri appassionati, e che non ha mai avuto paura del cambiamento anche rischiando dal punto di vista commerciale, beh... quella band si chiama Depeche Mode.
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neuronifolli ha scritto:Toglierei il "se fosse".
Quando ho cominciato ad amarli m'interessava quasi zero che strumentazione elettronica usassero...esattamente come oggi. Quello che mi colpì di loro in mezzo a quel guazzabuglio pop degli anni 80, c'è ancora oggi e per me tanto basta per continuare ad amarli.
E questo, detto da uno che odia il 95% della musica pop, il 100% del synth sound alla unz unz unz per 50 minuti di fila e che per giunta ha un avatar come il mio...beh, è un piccolissimo mattoncino nel mosaico che è l'unicità dei DM.
q u o t oFreestate ha scritto:Eigner o non Eigner, this is the question (op. cit.), i dM riempiono gli stadi per un fatto quantomai banale: continuano a realizzare album molto buoni che contengono sempre almeno due o tre canzoni memorabili. canzoni che da sole valgono l'intera discografia di tanti altri idoli del momento che riempiono gli stessi stadi. E se c'è una band che non ha mai campato di rendita o approfittato del proprio status per gabbare i propri appassionati, e che non ha mai avuto paura del cambiamento anche rischiando dal punto di vista commerciale, beh... quella band si chiama Depeche Mode.




