Poi nell'inciso arrivano alcuni "strumming" a sottolineare le parole che canta Dave, arricchendo l'enfasi del brano.
Che comunque si regge su un tappeto molto atmosferico ottenuto con le alchimie sonore del buon Wilder.
Ora, se basta un riff di chitarra (pur molto importante) e tre accordi in un pezzo per fare di SOFAD un disco rock o un gruppo elettronico come i Depeche un gruppo rock... boh...
Inoltre I Feel You è praticamente l'unico pezzo di SOFAD ad utilizzare la chitarra in maniera così convenzionale.
In fin dei conti l'album è molto eterogeneo, passa da Judas, dove suonano delle cornamuse, e contiene un pezzo come One Caress, che potrebbe essere un'aria classica.
E' vero, in questo disco c'è molta batteria (semi)acustica, e dal vivo Alan la suona magistralmente, come pure Martin abbandona molto di più il synth per imbracciare la chitarra e raggiungere il front stage.
Ma fondamentalmente il palco è sempre dominato dai tre "trespoli" pieni di sintetizzatori alle spalle di Dave.
Fatto sta che ho francamente ammesso che i Depeche hanno cercato molto di più di allargare i loro orizzonti, senza nasconderlo o far finta di nulla. Non mi pare di voler negare la realtà per affermare chissà quale strampalata teoria...







