In una democrazia mi sembra assolutamente naturale, quasi ovvio, che esistano diverse concezioni di gestire il governo di un paese. E mi pare altrettanto ovvio che le consultazioni elettorali decidano per una parte, l'altra o l'altra ancora, a seconda di varie congiunture storiche, economiche, sociali.
Eppure.
Non è il fatto di ritrovare al potere una compagine politica alla quale attribuisco una scarsissima capacità di buon governo che mi fa star male (anche quello, certo; ma forse il fatto di averlo previsto, ha attutito il "colpo"). Piuttosto rendermi conto della bassezza culturale che serpeggia ormai ovunque nella società (e lavorando nella scuola me ne rendo conto ogni giorno, purtroppo). Il tono del confronto politico in genere è deplorevole. E mi fa inorridire. Ormai mi pare che la gente abbia bisogno del proprio pupazzo da applaudire. E basta. O forse sono io che non vedevo quello che vedo adesso.
Non so. Davvero. Come si può dare credibilità e fiducia a politici che invece di confrontarsi in maniera onesta e sfoggiando buona capacità dialettica, si abbandonano allo sberleffo, alla presa in giro, alle battute deficienti, sicuri di trovare un vasto pubblico pronto ad applaudirli?
Mi sento umiliata da tutto questo. Più che da altro. Non sono stupida e non voglio essere trattata da stupida. Non voglio essere imbonita. Non importa che la si pensi allo stesso modo. Ma, per la miseria, vorrei tanto che l'intelligenza non fosse più un optional in questo paese!
PS: @ Q Lazarus --->





