(ot) Into the wild

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lilianlove
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Messaggio da lilianlove »

Non è il soldo che ti risparmia dalle sofferenze dell'anima, spesso dove c'è il soldo manca il rispetto verso se stessi e gli altri si sviluppa un mondo fatto di egoismo, perchè la ricchezza abbaglia e ti fa deragliare dal mondo delle persone comuni, se gestisci il denaro male a solo prò tuo "una volta la chiamavano dannazione", maggiormente chi ha ,deve dare a chi non ne ha. In questo film il protagonista non era felice nella sua gabbia dorata, la violenza psicologica famigliare lo avvolgeva e qualche cosa è scattato in lui..non si sentiva fatto per perseguire un mondo che gli appariva esteriormente vuoto, privo di valori, ripetitivo. Di quì la fuga il non contatto, non dico che fuggire senza lasciare nemmeno uno scritto una spiegazione sia giusto, ma va in parte capito, quando si arriva al limite di sestessi di infelicità, si agisce anche così..Allontanarsi ,per ritrovare la propria dimensione. lo fai con un pò di soldi intasca o nulla? pensando comunque di adattarti a lavori semplici, tirare avanti, mangiare non è reprorevole, certo il protagonista è andato all'estremo della sopravvivenza, sapeva benissimo che giocava con la sua vita, l'Alaska è una terra selvaggia, vivi o muori..lo sapeva.Il respiro della vita..ma cos'è? deve essere l'energia che si sprigiona in te, risposte da Dio.. estreme, forse dentro di lui qualche cosa si era rotto con il mondo del quotidiano, si era rotto nella sua anima..ma Dio lo ha accolto, nell'immenso della nautara ,lo ha abbracciato simbolicamente con un rifugio"un vecchio autobus" che sembra messo lì apposta, sembra aspettarlo, (volevi sentire il respir della vita?, volevi sentire il silenzio avvolgerti eccoti servito) vieni ti ASPETTO...ma sappi che la soppravvivenza è cosa ardua, dura,il respiro ha un prezzo ..LA VITA."...Ragazzo laureato perciò ben istruito, brillante nello studio perciò avezzo alla fatica del ragionamento,,(per laurearsi.. ore e ore sui libri spesso pure di notte..grande sacrificio)"
Perciò sa...cosa lo aspetta in questo viaggio alla scoperta di un aquilone di felicità, nel sentire il sussurro del cielo.

Si forse non interrassa a molti la sua estrema avventura interiore..la scalata della sua anima..Ma questa storia porta con sè una bellezza esterema , Attraverso te, senti Dio..nel silenzio esso ti parla e non ha parole fatte di suono, ma ha parole fatte d'anima..è un silenzio urlante..che cambia la vita, cambia te..

La sua morte non è stata vana. A portato in mezzo al dolore un raggio di luce che si chiama semplicemente Amore, dolcezza, la sua interiore pace..l'occhio di Dio..Ora vede ..lui vede. con i suoi occhi , quelli che cercava..Un messaggio che sembra dolore dall'esterno, dal frastuono della vita..illogico per chi corre e si affanna ad arraffare,il solo materialismo delle cose,.Ma D'amore per chi invece crede nei valori, nella semplicità, nella bellezza e forza di un sorriso innocente, nella grazia della nautura che ci circonda,sa sentire , il pianto del prossimo, si sa muovere a pietà per esso. Gli animali che ci chiedono una mano, amore, così alle volte estinti, braccati.. il pianeta che è in ginocchio sempre più e piange. ...Oh si piange in una lingua universale, anche vicinissimo a noi..

Per queste persone che sanno guardare più in là..
mettendosi in gioco, aiutando ove è possibile.- Il messaggio di questo film è forte chiaro..La felicità è saperla ricevere, cercare nelle piccole cose. per poi, regalarla condividerla con il prossimo, con chi l'ha persa..

(vedi nel film l'anziano signore solo, che vede nel ragazzo un suo figlio,la speranza, di un raggio di sole ) .

Detto tutto questo, ribadisco è solo il mio pensiero
ciò che il film ha regalato a me...
mI rendo conto che potrebbe non essere giusto, o corretto per tanti..ma lo è per me.

Tanti sono i ragionamenti che si posso fare..e ci stanno bene tutti..perchè il film invita alla riflessione.. :wink:

Perchè no, anche alla critica positiva o negativa che sia..


PS: "Non volermene Daniel" :wink:
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*Francy*
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Messaggio da *Francy* »

io invece mi sono immedesimata subito nei panni dei genitori del ragazzo e quindi il film l'ho visto sotto tutta un' altra ottica

mi è spiaciuto che sia finito così perchè alla fine lui avrebbe voluto tornare indietro ma era troppo debole e mal andato ...
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daniemt
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Messaggio da daniemt »

lilianlove ha scritto:PS: "Non volermene Daniel" :wink:
stima.

zao :wink:
suede
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Re: (ot) Into the wild

Messaggio da suede »

daniemt ha scritto:forse sean penn pensa di non appartenere alla razza umana
o forse pensa che la razza umana si tutta bosco, acqua, montagne, neve, nuvole e tanta tanta immersione nella natura da non condividere con nessuno, in solitudine felicità..boo??..ma la natura umana è ben altra cosa....ma questo mio commento è buttato giù a caso perchè non ho capito il messaggio del film, se mai doveva esser presente. immagino di si, altrimenti perchè uno racconta una storia vera?(mia supposizione...)

stop ai film da storie vere.....

w tokio

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Danz tu hai ragione.
Però...però....c'è una frase scritta da Supertramp che a me ha spiegato tutto.
Questo va, fa, briga, prilla, scuoia, taglia...
Tutto da solo. Per poi scrivere tra le righe di Tolstoj con le ultime forze rimaste:
Happiness is REAL when SHARED.
Ecco.
Forse è tutto lì.
Ciao, bell'omo. :D
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Messaggio da daniemt »

e quella che non riesci a condividere perchè inspiegabile non è reale??

la felicità non è una cosa egoista o generosa, la felicità non si comanda.

ciao bella donna

borlenghi??
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Messaggio da deMolay »

Into the wild è l’elaborazione cinematografica del libro di Jon Krakauer "Nelle terre estreme", in cui l’autore narra la vera storia di Christopher McCandless. Già il libro, come sarà poi per il film, è un cult della contro cultura urbana, dell’underground e della letteratura “minore”. Nelle sue pagine racconta un’odissea contemporanea di un giovane benestante che, stanco del conformismo della società borghese, decide di ritrovare sé stesso e la sua natura del regno indomabile del selvaggio...
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Messaggio da daniemt »

sei troppo avanti!!!!
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Messaggio da Freestate »

daniemt ha scritto:
la felicità
la causa prima della felicità è racchiusa nella nostra mente, mentre le circostanze esterne sono mere condizioni avverse o favorevoli.
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lilianlove
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Messaggio da lilianlove »

Noi lottiamo perpetuamente per liberare noistessi. O, per dirla in altri termini, mentre sembriamo così attentamente e anche disperatamente aggrappati a noi stessi, preferiremmo di gran lunga abbandonarci. non sappiamo come. Così, talvolta, ci buttiamo via, quando in realtà quello che realmente vogliamo è cessar di vivere così esclusivamente e veramente per noi stessi.

Saul Bellow (l'uomo in bilico)
suede
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Messaggio da suede »

Un borlengo in compagnia o un borlengo da solo? :D
Per me che pranzo spesso alone , è sempre meglio in compagnia di un caro amico.
E' vero che tutto ciò che ci rende felici è personale e soggettivo, ma quando saremo vecchi, abbandonati e soli?
Davvero saremo ugualmente felici di esserlo, abbandonati e soli?
O inventeremmo qualsiasi scusa per farci invitare a pranzo dalla vicina o per una partita a carte con un amico?
Perchè poi, quando uno è vecchio, basta poco per essere felici.
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devotional
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Messaggio da devotional »

suede ha scritto: Perchè poi, quando uno è vecchio, basta poco per essere felici.
lo credi veramente oppure è autoconvincimento?
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lilianlove
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Messaggio da lilianlove »

suede ha scritto:Un borlengo in compagnia o un borlengo da solo? :D
Per me che pranzo spesso alone , è sempre meglio in compagnia di un caro amico.
E' vero che tutto ciò che ci rende felici è personale e soggettivo, ma quando saremo vecchi, abbandonati e soli?
Davvero saremo ugualmente felici di esserlo, abbandonati e soli?
O inventeremmo qualsiasi scusa per farci invitare a pranzo dalla vicina o per una partita a carte con un amico?
Perchè poi, quando uno è vecchio, basta poco per essere felici.
Bella questa tua riflessione, sia posta come domanda, che come tuo pensiero. L'importante è che se ne parli..
l'invecchaire è un dato di fatto che riguarda tutti nessuno escluso, "Io penso "che nessun anziano prediliga o scelga volontariamente, la solitudine come compagna del suo quotidiano, ma questo dipende da tanti fattori, il carattere della persona, il contesto,( dove hai la grazia di invecchiare.).Certo rimango del parere che la felicità è condivisione è non ha età.. In questa società la ricerca interiore della propria felicità non è cosa facile, la solitudine avvolge il ragazzo come l'adulto, si perchè anche in mezzo alla confusione a milioni di persone che affollano le strade i luoghi, la nostra vita, si può sentirsi soli , l'indifferenza, la fretta, l'egoismo, talvolta la cattiveria gratuita intesa, spesso come punto di forza, carimsa, creano situazioni di rottura, inalzano muri talvolta come prigioni dell'anima dove non si avverte nemmeno una parvenza di felicità !..Ad ogni età.. sperando in una buona salute, sapendola mantenere, curare con una vita sana, curando poi mente/corpo insieme, esercitandosi in buone letture, sapendo fare uno stacco fra lavoro, o studio che sia, e vita privata, divertimento, riposo, quindi buon movimento. Penso una buona ricetta per la felicità, che abatte il muro,dell'indifferenza con un ingrediente, la condivisione, non chiudendo le porte alla comunicazione con il prossimo, anzi..
Come era bello una volta uscire di casa e salutare tutti con un sorriso, (che rispondano o meno cosa importa?) E' come dire io sono quà e tu pure in questo mondo.."buon giornata a te" Sapete che vi dico ?Regalare un sorriso è piccola cosa, ma regala molto, io lo faccio ancora, saluto chi non conosco ,specie quando vedo un viso triste o pensieroso, sapete cosa succede al mio saluto? La gente risponde eccome , chi sommessamente, chi apertamente, chi amicca un piccolo sorriso,chi ti sorride con gli occhi , ma in quei occhi vedo mestessa riflessa, così facendo diventa facile comunicare,condividere anche un semplice CIAO.
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Messaggio da lilianlove »

La parola al regista Sean Penn: Trat. da una sua intervista-

Qual è il suggerimento che lei vorrebbe che questo film desse ai giovani?

Credo veramente, e ultimamente l'ho ripetuto spesso, che noi, e quando dico noi intendo sicuramente noi americani, ma anche molta parte dal mondo occidentale, siamo troppo abiutuati a società drogate di comfort, e io vorrei che questo film aiutasse i giovani a uscire dalla protezione delle proprie comode case, perchè è un passo necessario per riuscire a confrontarsi con il mondo e finalemente caprie chi siamo e cosa vogliamo. Penso che questa decisione rappresenti un importante rito di passaggio, che riesca a dare maggiore consapevolezza a chi si affaccia alla vita adulta, che lo renda più responsabile, ma anche più libero. Tutto questo senza il bisogno di esasperare le situazioni al punto di mettere in pericolo la propria incolumità o rischiare la vita come succede nel film, ma sicuramente sino al punto di provare emozioni, sentire il cuore battere più velocemente nel petto.
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Messaggio da SEEYOU »

sean penn ha scritto:"... i giovani a uscire dalla protezione delle proprie comode case..."
si saranno consultati col nostro ministro anti-bamboccione?
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Messaggio da Wave »

Mi sa mi sa che me lo vado a vedere :wink: : ci mancava anche
la mia collega rompiscatole che ieri, in piena esaltazione da Into the wild,
ha passato tutta la mattina ,anziche' a lavorare :? , a farmi 'na testa
tanta con il film -e quanto belle sono le musiche ,e la fotografia,
e la scelta coraggiosa ,e il rifiuto della societa' contemporanea,
e le frasi profonde,....

Quando le ho obiettato che, pur non avendolo ancora visto ,
e basandomi unicamente su cio' che mi riportava ,avevo la sensazione
di un filo di retorica e di qualche frase da bacio perugina, quasi mi sbranava. :?

A 'sto punto e' una questione di principio: urge vederlo..... :lol:
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