(ot) Into the wild
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Per come la vedo il regista invece si espone, e i messaggi che lancia sono piuttosto chiari.daniemt ha scritto:![]()
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il ragazzo non è rotorico nella sua scelta.....è il regista che non comprendi da quale parte stia..quali siano le sue posizioni....anzi, sta dalla parte della sua conclusione....sarà da condividere questa felicità ma guarda cosa sto osservando adesso.....nessuno vedrà mai ciò che ho visto io.
-Il film ha diversi livelli di lettura, ma qual è il sentimento dominante che l'ha guidata nel suo lavoro?
Sean Penn: Ci sono due elementi fondamentali. Una porzione della storia riguarda indubbiamente la fuga dalla corruzione della famiglia e del mondo; ma la cosa più importante è la ricerca della verità e di sé stessi. Credo che il film sia anche una celebrazione della libertà.
Fonte: http://cinema.castlerock.it/interviste. ... -the-wild-
daniemt ha scritto: vorrei sapere chi ha scritto il libro.....???
John Krakauer, scrittore americano, avventuriero, alpinista.
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Il libro ha il taglio del resoconto giornalistico, e non di un romanzo.daniemt ha scritto:grazie....volver!!
ma questo tizio, sto scrittore americano si è basato su racconti di genitori amici e parenti?
(l'assassino è comunque il maggiordomo)
Questo perché Krakauer venne incaricato dalla rivista per cui lavorava di occuparsi del caso di questo ragazzo trovato morto in Alaska e il caso lo appassionò tanto che ci scrisse su un libro.
Volevo il movimento, non una esistenza quieta. Volevo l'emozione, il pericolo, la possibilità di sacrificare qualcosa al mio amore. Avvertivo dentro di me una sovrabbondanza di energia che non trovava sfogo in una via tranquilla.
Lev Tolstoj - La felicità familiare (è un passaggio evidenziato in uno dei libri rinvenuti con la salma di Chris).
per chi volesse saperne di più sul lavoro di ricerca di John KrakauerVolevounnickpiucorto ha scritto:Il libro ha il taglio del resoconto giornalistico, e non di un romanzo.
Questo perché Krakauer venne incaricato dalla rivista per cui lavorava di occuparsi del caso di questo ragazzo trovato morto in Alaska e il caso lo appassionò tanto che ci scrisse su un libro.
http://filmteatrolibri.blogs.it/2006/06/
Lo scherzo del destino fu che la salvezza per Chris era soltanto a pochi kilometri dall’autobus abbandonato, infatti a un’ora di cammino avrebbe trovato sia la strada, che un capannone per i rifugi usato dai Rangers, ma lo spirito di Chris gli aveva sempre imposto di viaggiare senza una mappa, quindi, lui ignorava tutte queste cose.
io non lo chiamerei scherzo del destino...Black Z ha scritto:Lo scherzo del destino fu che (...)
leggere su wiki l'opinione degli abitanti della zona ti fa guardare il film con occhi diversi, aggiunge solo più realismo a quello che c'è già, a me l'ha fatto guardare con occhi diversi ma senza corromperne il senso (almeno il senso che ha avuto per me, visto che qui mi sembra abbiamo avuto tutti un feeling diverso con la storia e il personaggio... ).
a me il film è piaciuto anche perché c'era uno sguardo non da giudice sulla vicenda...dan ha scritto:è il regista che non comprendi da quale parte stia..quali siano le sue posizioni....
quello che penso alla fine su Chris (ed è da quando ho visto il film che non mi escono dalla testa queste riflessioni..., quindi nel bene o nel male qualcosa ha smosso!), è che nella sua ricerca di verità e assoluto e bellezza abbia peccato di superbia, sprecando la sua vita con quella morte assurda (per non portarsi dietro una cartina????)... quindi mi contraddico, perché qualche post fa avevo scritto che in fondo per imparare la lezione che voleva non aveva fatto del male a nessuno, invece... adesso penso che sia un peccato (di ubris avrebbero detto i greci) buttarsi via, è contro natura. O no?
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SEEYOU ha scritto:quello che penso alla fine su Chris (ed è da quando ho visto il film che non mi escono dalla testa queste riflessioni..., quindi nel bene o nel male qualcosa ha smosso!), è che nella sua ricerca di verità e assoluto e bellezza abbia peccato di superbia, sprecando la sua vita con quella morte assurda (per non portarsi dietro una cartina????)... quindi mi contraddico, perché qualche post fa avevo scritto che in fondo per imparare la lezione che voleva non aveva fatto del male a nessuno, invece... adesso penso che sia un peccato (di ubris avrebbero detto i greci) buttarsi via, è contro natura. O no?
E se non fosse riuscito a comportarsi altrimenti? Voglio dire, è come se, al di là della più basilare ostinazione il suo fosse un bisogno, un richiamo atavico.
Ho colto punte d'immaturità nel suo modo di fare, sicuramente, e anche di superficialità, ma non di superbia.
Non so, ecco, ci sto riflettendo con te.
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