(OT) Calciopoli 3 - la TEMPESTA!!! (... di sabbia?)

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Inter e bilanci taroccati: come finirà?

Come sta già dicendo la Gazzetta... Nulla di fatto!!!
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Archiviazione, ecchecchè!
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Ma come ti permetti, ladro juventino? L'Inter è ONESTA!
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Ma cosa vuoi che sia? Moratti è ricco, se ha taroccato i bilanci, ripiana con i soldini, e finisce tutto in amicizia!!!
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Se l'anno scorso si è peccato di eccessiva severità, questa è la volta giusta per tornare a essere indulgenti!
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Daranno l'ergastolo a Moggi
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... e se magari, invece, Palazzi facesse il suo lavoro?
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devotional
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Messaggio da devotional »

hanno preferito coprire la magagna...

del resto, e lo dico da napoletano, non credo che sia stato l'arbitro stesso a dire al Livorno che sarebbe venuto lui ad arbitrare...

credo che a qualcuno, nel palazzo, dovrebbe chiudere il becco. :)
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Tufkad
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Messaggio da Tufkad »

Buone notizie dal Palazzo di Giustizia:

Fonte: pag. 51 de “LA NAZIONE” del 29/09/2007

"IL SORTEGGIO ARBITRALE NON ERA TRUCCATO"
LA CORTE D’APPELLO HA DATO RAGIONE A BERGAMO E PAIRETTO DIFFAMATI DA DUE ARTICOLI DI GIORNALE


“Il sorteggio arbitrale non era truccato”, lo sostiene una sentenza della Corte d’Appello del Tribunale di Roma alla quale si era rivolto il giornalista Gianfranco Teotino, querelato dagli allora designatori Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto. Teotino è stato condannato al pagamento di mille euro di multa più le spese processuali. I designatori si sentirono diffamati da due articoli apparsi sul settimanale Rigore e sul quotidiano La Stampa nei quali Teotino sollevava dubbi sulla designazione dell’arbitro Borriello per Roma-Juve sostenendo che il sorteggio arbitrale non era regolare. Il tribunale lo ha smentito dando ragione in primo grado e adesso anche in appello a Bergamo e Pairetto.
La vicenda potrebbe essere una delle tante “querelle” giudiziarie che non finiscono in cronaca, ma in questo caso assume una valenza diversa e ben più importante. Infatti, una delle colonne portanti dell’accusa nell’inchiesta napoletana su Calciopoli riguarda proprio il sorteggio. Secondo i giudici napoletani il sorteggio era irregolare, Bergamo e Pairetto ne erano gli organizzatori per conto della “famosa” cupola e per questo dovrebbero essere processati. La sentenza di ieri, come già accadde a Torino con un pronunciamento analogo del giudice Maddalena, smonta questo teorema e potrebbe essere destinata a incidere anche sul processo napoletano. Perlomeno sarebbe curioso se il sorteggio fosse regolare per i giudici romani e truccato per quelli napoletani. Vedremo. Comunque questa sentenza è un’arma in più in mano alla difesa che cercherà di demolire l’impianto di accusa di Calciopoli. Il processo a Napoli dovrebbe tenersi nella prossima primavera.


Giacomo, leggi bene: non parlare mai più di Moggi che trucca i sorteggi dei campionati, sennò ti querelo per diffamazione!!! :lol: :lol: :lol:
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Messaggio da Tufkad »

Per non dimenticare...

IL PROCESSO ILLECITO

Riallacciandomi al sarcasmo di Giacomo in Footbalite, circa la strana rinascita di Nani & Ballerine intorno a Moggi e alle sue sempre più richieste e osannate comparsate in TV, ripristiniamo alcune riflessioni sulla farsa orchestrata da Gazzetta dello Sport e Romanista.

Tutto questo clamore e osanna intorno al Direttore è solo dovuto all'enorme successo del suo libro, o è preliminare alle prossime udienze che Moggi sosterrà nei confronti della giustidia ordinaria, sabato 15 prossimo con il GIP di Napoli, il 13 marzo 2008 davanti al TAR?

Il sospetto è che la maggioranza del pecorume italico abbia ormai capito come sono andate esattamente le cose, lasciando i colpevolisti ormai relegati al ruolo di sparuta di minoranza, dotata di paraocchi e paraorecchi, nonché lettrice di cartacce rosa... E che come gregge pecoreccio, si appresti a salire sul carro dell'imminente vincitore, a quanto pare incerto se presentarsi in politica o accasarsi presso la virginale corte di Zio Fester e Meani (nel qual caso, caro Paolo Mediaset Ziliani, come la metteremmo?...).

Nel frattempo, si dice che Giraudo si stia per accasare al Queens Park Rangers, per aiutare Briatore a fare grandi cose anche in Premier League...

In tutto questo, si finisce con il dimenticarsi di chi ha pagato e continua a pagare per quella che fra poco verrà sancita come la più grande farsa della storia sportiva italiana. Di chi, senza aver commesso illeciti, si è visto togliere due titoli, è stato retrocesso in Serie B, non ha potuto giocare per due anni almeno le Coppe Europee e ha dovuto svendere un parco giocatori di ottimo livello...

Allora, mentre i forcaioli di due estati fa ora iniziano a rinnegare i titoloni del passato e a cimentarsi in un divertente revisionismo, per rinfrescare la memoria di tanti, ecco un libricino, della c.d. "free press", in vendita a 5 euro, ma che si può scaricare liberamente.

Dietro allo pseudonimo "Luther Blissett" si nasconde un gruppo di tifosi juventini (va precisato, ovviamente) che, negli ultimi mesi, ha fatto un notevole lavoro di studio e analisi dei materiali trasmessi alle procure, e delle sentenze della Giustizia Sportiva.

Il tutto è riassunto in questo libro, di una cinquantina di pagine, che si legge in un'oretta... La ricostruzione di un processo che ormai molti, da ex Procuratori Federali a giornalisti, a politici ad addetti ai lavori, definiscono senza mezzi termini "una farsa".

Un "bigino" da leggere, a mente serena e senza voler cedere a opportunismi di tifo, per rendersi conto di quanto danno e distorsione possano creare, nell'opinione pubblica, i media.

E il paragone con la propaganda nazista, per quanto inopportuno nel contesto, non sembra del tutto inapplicabile in linea di principio.

Il link dove trovare e scaricare il libro è qui. Piccola richiesta: prima di postare commenti, almeno leggiucchiatelo...
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NAPOLI, 15 dicembre 2007 - Si è tenuta al Palazzo di Giustizia del Centro direzionale di Napoli l'udienza preliminare, davanti al gup Eduardo De Gregorio, nei confronti di 37 imputati - dirigenti federali e di società calcistiche, designatori arbitri, e assistenti - coinvolti nell'inchiesta su Calciopoli. Pochi gli imputati presenti in aula: non si è presentato, tra gli altri, Luciano Moggi. "Il sistema Moggi continua a operare e dunque è ancora attivo". La nuova, grave, accusa è formulata nell’aula 112 del palazzo di giustizia napoletano dai pubblici ministeri Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci. I due titolari dell’inchiesta su Moggiopoli, iniziata nel 2004, davanti al giudice dell’udienza preliminare, Eduardo De Gregorio, hanno depositato nuovi elementi di prova che riguardano "Luciano Moggi, l’ex vicepresidente della federcalcio Innocenzo Mazzini e altri soggetti fra loro associati". Si tratta di una nuova serie di intercettazioni telefoniche relative al periodo ottobre 2006-marzo 2007 dalle quali si evincerebbe, secondo gli inquirenti, la volontà di continuare a controllare col proprio sistema l’andamento del campionato. Per questo nuovo filone d’inchiesta, ancora in corso, ci sarebbero altri soggetti indagati per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Intanto nell’udienza in camera di consiglio — durata circa un’ora e 30 in una piccola aula strapiena di legali e con pochi indagati presenti (fra questi Lanese e l’arbitro Bertini) — il gup ha raccolto le richieste di costituzione di parte civile che sono ben 19: Coni, Figc, Lega professionisti, Rai, i club Atalanta, Brescia, Lecce, Udinese, Salernitana 1919, l’ex presidente del Bologna Gazzoni Frascara, la giornalista Francesca Sanipoli alcune associazioni di consumatori e anche un abbonato Sky e uno scommettitore Snai, che chiedono il riconoscimento del danno subito. Prossima udienza l'8 febbraio nell'aula bunker di Poggioreale Ticino 1.


bene bene Tuffino bello. Ne riparliamo a gennaio, come promesso già in precedenza...
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Tufkad
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devotional ha scritto:bene bene Tuffino bello. Ne riparliamo a gennaio, come promesso già in precedenza...
Conosci già le sentenze, come la Gazzetta?

Caspita...!
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Tufkad ha scritto:Conosci già le sentenze, come la Gazzetta?

Caspita...!
nono... per carità... ma tu parlavi di clima da assoluzione totale ovunque... beh, a Napoli pare che non la pensino per nulla così. :wink:

Vedremo a gennaio :wink:
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lucaDM82
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Messaggio da lucaDM82 »

Parla con Bettega. Con Foschi. Con Cairo. La sua Juve, il Palermo, il Torino. Parla di come mettere in campo Muzzi ("alla Altafini") e del figlio di Gheddafi. Luciano Moggi continua a parlare delle cose di sempre con il suo mondo di sempre, e quel mondo non si sottrae. Calciopoli bis parte da qui, 409 pagine di carte inedite, intercettazioni telefoniche e interrogatori, depositate sabato scorso durante l'udienza preliminare davanti al gup De Gregorio. I rapporti con la Federcalcio. Gli arbitri e la Nuorese. Un capitolo tutto dedicato agli scontrini che attestano acquisto di argenteria. Uno per il passaggio di proprietà del Siena. Uno per i rapporti col Livorno. Il Moggi di sempre. Con Bettega, per esempio. Lascerà la Juve a giugno del 2007, ma fino a pochi mesi prima è ancora al telefono a discutere di calcio e affari con il suo ex dg ormai squalificato. Un tassello che si aggiunge ai contatti con Alessio Secco, al quale Moggi suggerisce di prendere le difese di Deschamps, l'allenatore contestato nonostante la promozione in serie A. E quando parla della Juve, dice ancora: noi. Non solo. C'è un disinvolto scambio di opinioni con il presidente della serie D, Punghellini, sul conto di chi scrisse le sentenze. C'è un riferimento, in questa telefonata, a Gianni Letta, che si sarebbe adoperato per aiutare Franco Carraro.

"C'è Carraro dietro calciopoli". Moggi riceve a dicembre 2006 un sms da Punghellini: "Caro Luciano io sono rimasto solo a combattere ma non mi arrendo come non dimentico degli amici avrei bisogno di un tuo recapito per mandarti un augurio e un pensiero". I due si sentono il giorno dopo il Natale 2006. Punghellini: "Han fatto delle porcherie allucinanti".
Moggi: "Soprattutto con me".
P.: "Ti ricordi quella volta che ci eravamo visti a Torino, io te lo avevo preannunciato (...) e dietro questa roba qui guarda che c'è Carraro".
M.: "Ma c'è rimasto incastrato pure lui, eh".
P.: "Però ne han fatte di cotte e di crude per tirarlo fuori. Anche adesso".
M.: "Eh ma che vuoi, con Petrucci non ci sono dubbi sulla cosa".
P.: "Adesso cercano, in accordo con Petrucci, in accordo con Tavecchio per esempio di zittire me, capisci".
M.: "È incredibile guarda. Ma io che ci fosse di mezzo Carraro non avevo mai avuto dubbi, infatti vedi s'è fatto togliere la squalifica".
P.: "Sì sì".
M.: "Da Sandulli (...) È un allievo. È un allievo suo".
P.: "È tutto lui. Fatto in combutta con tutta una serie di personaggi... poi ti raccomando Gallavotti".
M.: "È il servo di Carraro".
P.: "Mi hanno chiamato a Napoli anche a me perché in alcune intercettazioni c'ero di mezzo io. Però io la verità gliel'ho detta, eh. Perché loro volevamo sapere se tu avevi fatto pressioni su di me. No, su di me le pressioni le ha fatte una persona sola. Carraro (...) L'han fatta ad arte (...) Poi sai ci sono i servizi di qualche braccio armato, perché poi anche Tavecchio ci ha messo del suo (...) È abituato a giocare su tre tavoli. Addirittura gli ha telefonato Gianni Letta, hai capito. Per salvare Carraro naturalmente".
M.: "A chi hanno telefonato a Catalano?".
P.: "A Catalano e a Tavecchio. Capito!".
M.: "Pensa te".
P.: "Poi adesso ti raccomando il presidente dell'arbitrato del Coni. Sai anche questo è un amico di Tavecchio. Sono andati fuori a cena tremila volte (...) Io adesso sto monitorando un po' tutta la situazione".

L'immobile di Abete. Dalle intercettazioni dei carabinieri emerge anche un affare che Nello De Nicola (collaboratore di Moggi) e Moggi stavano conducendo insieme con il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete. Scrivono i carabinieri nella loro relazione: "Assume particolare interesse la vicenda dell'acquisto di alcuni immobili siti in via del Tintoretto di Roma di proprietà della Cassa di Risparmio di previdenza per il personale del Monte dei Paschi di Siena che De Nicola ha curato per suo conto e per Moggi (...). Nell'ambito di tale compravendita si inseriscono alcuni contatti intercorsi tra De Nicola e Giancarlo Abete".
"Gli ho mandato un fax (ad Abete, ndr) - dice Claudio, il figlio di De Nicola, al padre - e gliene ho messo pure un altro di appartamento in alternativa... Che mi ha detto il portiere che sta libero". Nello: "Eh". Claudio: "180 metri quadrati che sta sfitto pure quello".

Le telefonate con Alessio Secco. È Moggi a chiamare. Alle 19 e 38 del 10 aprile.
Moggi: "Stà a sentire... adesso tè devi fà 'na cosa".
Secco: "Sì".
M.: "Devi dire che sembrano assurde tutte le critiche rivolte a Deschamps. Siamo primi in classifica e abbiamo avuto diecimila infortuni".
S.: "Certo".
M.: "L'allenatore ha fatto bene. L'allenatore resta con noi. L'allenatore praticamente ha la fiducia dei giocatori. Fallo... Fallo questo perché...".
S.: "Certo".
Moggi: "Vogliono crearci dei problemi".
S.: "Ok. Ok. Va bene".
M.: "Mi fai questo qui che è la cosa più importante".
S.: "Va bene. Va bene".

Le telefonate con Roberto Bettega. Il 23 febbraio 2007, Bettega chiama alle 9 e 19 del mattino: "Vedo alla fine dell'anno cosa devo fare. Però ti devo raccontare una cosa strana. Ho parlato con D'Onofrio e ha accennato alla trattativa che c'era fra... e questo... canadese per la questione del Marsiglia... ah, quello sarebbe un bel posto dove andare, dico... due giorni fa mi chiama invece l'amico libico... dice io gli ho detto che non c'è nessuno meglio di Moggi e Bettega... e mi ha telefonato ieri, un incontro a cena martedì sera alle sette a casa sua a Portofino".
Moggi: "Lo facciamo... Ci andiamo assieme ao'...".
Bettega: "Allora io gli do la conferma".
Moggi: "Dagli la conferma".
Il 26 febbraio parlano di Gheddafi junior.
Moggi: "Pronto. Che è successo, ao'?".
Bettega: "È successo che ha mandato... ingegnere dicendo siamo in ritiro con la squadra, bisogna riposizionarlo e ci sentiamo".
Moggi: "Ma chi è questo qui? È italiano questo?".
Bettega: "Nooo. È Sadi".
Moggi: "Ah. Sadi". Bettega: "Adesso si allena con la Samp".
Moggi: "Oh, vediamoci domani sera a cena a casa mia, si fa du chiacchiere dai".

Le telefonate con Urbano Cairo.
Moggi: "Urbano tu devi piantarla. Vuoi dà retta a me, guarda devi piantarla di dar retta a centomila persone".
Cairo: "Io non do retta a nessuno".
Moggi: "Io il calcio lo conosco com'è fatto. Quando ti metti intorno gente come Antonelli... spostali. Comunque io te l'ho detto. Ti ho detto giovedì ci vediamo".

Le telefonate con Camillo De Nicola. Una delle difficoltà riscontrata dagli inquirenti è dovuta al fatto che Moggi e soci hanno la netta consapevolezza di essere intercettati. La conferma nella chiamata del 30 ottobre 2006. Camillo De Nicola e Luciano Moggi parlano. De Nicola si lamenta dell'arbitraggio di Siena-Ascoli. Arbitro Palanca.
De Nicola: "...Quel pezzo di merda, testa di cazzo di Palanca".
Moggi: "Lui l'ha fatta grossa lì... La prima ammonizione... ".
De Nicola: "È un bel pezzo di merda, Lucià. Nei primi trenta minuti mi ha ammonito 5 giocatori".
Moggi: "Nello, gli arbitri per cortesia non ne parliamo, guarda...".
De Nicola: "Stiamo a fare un commento io e te Lucià. Ma che cazzo, mo... no ma che c'entra... Comunque poi ne parliamo a voce".

La telefonata con Rino Foschi. Il 2 marzo del 2007 Foschi, ds del Palermo, chiama Moggi.
Foschi: "Aspetto ancora una settimana per vedere certe cose...e controllo... e dirò anche... il calcio lo avete chiamato Moggiopoli...ma Moggi ha solo avuto l'accuratezza di essere un dirigente colto e di difendersi come sto facendo in questo momento io per il quarto posto... quello che ha fatto Moggi gli è costata una carriera e invece a me la carriera non mi costa... perché io vado fuori... però li sputtano... faccio nomi e cognomi di quei 5 personaggi".
Moggi: "Caro... Caro Rino".
Foschi: "Lo faccio. Luciano, lo faccio (...) Galliani è la vera... la vera mela marcia del calcio italiano".
Moggi: "Eh va be', oh".
Foschi: "È lui. Petrucci. Agnolin".
Moggi: "Carraro".

FONTE: LA REPUBBLICA
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Messaggio da Tufkad »

Il presidente della Fifa Joseph Blatter rivela un particolare inedito su Calciopoli: "Credo sia ora passato abbastanza tempo per poterne parlare - ha spiegato Blatter - Quando scoppiò lo scandalo, nel 2006, Luca di Montezemolo svolse un importantissimo ruolo di moderatore. E’ in gran parte merito suo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari dopo le sanzioni conseguenti allo scandalo". (Ansa del 22/12/2007).

Essendo Natale, voglio fare una sola postilla, un ringraziamento ed un augurio personale natalizio, mio e credo di tutti i tifosi juventini.
E la voglio dedicare a Luca Cordero di Montezumolo.
Come avrete letto certamente, il presidente della FIFA, Blatter, ha formalmente ringraziato Montezumolo per l’opera di mediazione prestata la scorsa estate 2006, per non fare adire le vie giudiziarie amministrative alla Juventus, e dunque salvare il campionato ed il calcio italiano.
In sostanza, quello che più volte il mio ed il nostro sospetto (per chi vuole avere pazienza vada a rivedersi i miei scritti del settembre 2006), adesso si è materializzato, c’è la prova che nella rinuncia della Juventus a difendersi c’è stato lo zampino del nostro talento imprenditoriale.
A dire il vero non ci voleva molto a capirlo: il nostro bambino prodigio, pupillo prediletto del compianto Avvocato, non ha speso una parola a sostegno della Juventus in oltre un anno e mezzo, eppure è lui il numero uno del gruppo di cui fa parte la società bianconera; la telefonata di ministra melandra venne fatta alla IFIL e non alla Juventus F.C.; le operazioni di mercato incomprensibili dell’estate scorsa (Ibra e Vieira svenduti all’Inter, Mutu regalato alla Fiorentina), si capiva che erano regali a fidi alleati, ed anzi dal regalo ai nerazzurri, Montezumolo ne ricavava un sontuosissimo contratto di sponsorizzazione da parte del gruppo Telecom di Afef Provera – Giuda Rossi, della Ferrari, poi difesa quest’anno con ogni mezzo, nella spy story con la Mc Laren.
Insomma la svendita della Juventus per ambizioni personali, per avere la copertura in Confindustria dell’interista finto viola Della Valle, e dell’interista intercettatore in odor di bancarotta.
Ripeto, non credo ad una regia interna della vicenda calciopoli, sarebbe pura follia, ma che qualcuno abbia usato il pretesto per usarla a propri fini personali, mi sembra fosse cosa scontata.
E dire che il nostro Montezumolo era il pupillo dell’Avvocato, dunque persona che sapeva e sa quanto amava i colori bianconeri quella persona a cui il nostro eroe deve i propri successi.
Per cui, porgendogli al nostro “mediatore dei suicidi calcistici” i più fervidi auguri da parte mia e credo di tanti tifosi bianconeri, per questo Natale ed il nuovo anno, mi auguro che prima o poi Montezumolo possa averla una crisi di coscienza.
Se ce l’ha.


Antonio La Rosa

P.S.: Montezumolo in Fenech fu il cane di Presidente della Juve del 1990, quella di Baggio e soprattutto di Maifredi, mandato via a calci nel culo dall'Avvocato dopo nemmeno un anno ("Montezemolo? Bisogna vedere che lavoro farà da grande" la celebre frase di chiusura della sua avventura).

Andato a fare il Presidente del Bologna, si dichiarò sempre tifoso rossoblù e negò con forza qualsiasi apparentamento in bianconero. Normale che i suoi sentimenti verso la piazza non fossero propriamente idilliaci.

Ergo, Blatter e Melandraccia: che c@@@o c'entrava Montezemolo con la Juve???

W Ron Dennis!
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Messaggio da *Francy* »

a me Montezemolo non sembra affatto un pirlone
(e poi ho sempre pensato che lui assomigli veramente tanto fisicamente
all' avvocato 8) qui lo dico e qui lo nego)
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Messaggio da Tufkad »

*Francy* ha scritto:a me Montezemolo non sembra affatto un pirlone
(e poi ho sempre pensato che lui assomigli veramente tanto fisicamente
all' avvocato 8) qui lo dico e qui lo nego)
Vedi te... Ha iniziato a fare danni nel 1974, con la Ferrari e Lauda e Regazzoni...

E' diventato Presidente di Confindustria più di 30 (trenta) anni dopo...

Se non è un pirlone superraccomandato lui... In confronto, Piersilvio è uno che ha fatto la gavetta.

Anche io e te, in 30 anni, diventavamo guru dell'alta finanza...
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Ha riportato alla luce la Ferrari... cosa che nessuno è riuscito a fare in 21 anni.

E mi basta questo. Può vendersi pure la madre per quanto mi riguarda, fin quando la Rossa vola...
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Messaggio da salvodepeche »

Tufkad ha scritto:
Ripeto, non credo ad una regia interna della vicenda calciopoli, sarebbe pura follia, ma che qualcuno abbia usato il pretesto per usarla a propri fini personali, mi sembra fosse cosa scontata.


questa è una frase universale che può essere usata per qualsiasi situazione che riguardi l'italia (e non) n questo momento.

Non si fa niente per gli altri sia nello sport che nella politica, lavoro etc etc!
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Messaggio da Tufkad »

devotional ha scritto:Ha riportato alla luce la Ferrari... cosa che nessuno è riuscito a fare in 21 anni.
Tu sai che budget ha avuto lui per riportare in auge la Ferrari?

Secondo te, quando c'era ancora Enzo Ferrari, a Maranello erano meno capaci?

L'unica sua notevole intuizione, non credo sua peraltro, fu quella di affidarsi a Jean Todt, che come DS valeva infinitamente più di Cesare Fiorio, tanto per fare un nome.

Il resto, lo fece Michael Schumacher e il suo diktat da prima guida indiscussa. Ma non tutti possono pagare un pilota 40 milioni di euro. Sicuramente non Enzo Ferrari.
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avanti Tuf lo sai benissimo anche tu che non sono solo i soldi a fare la differenza...

l'Inter per un decennio ha fatto follie vincendo una (o due?) Coppa Uefa e coppette sparse (che poi a vincerle, ste coppette...)

bisogna anche saperli spendere i soldi, affidandosi a persone fidate...
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Ma cosa vuol dire?

Negli anni 80, secondo te, la Ferrari non vinceva perché la macchina non andava, o perché Senna e Prost li avevano gli altri, mentre la Rossa la guidavano Alesi, Berger e persino Ivan Capelli?

Quando Schumacher arrivò alla Ferrari, la Rossa andava come un risciò...
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