(OT) Spazio per sognare in poesia..la vita
Moderatori: devotional, Miss Kaleid
Vorrei avere mani
con dita di sole
per toccare il cuore della gente
e scaldarlo,
mani dalle unghie affusolate
per pizzicare emozioni
al violino,
mani forti
per stringere il dolore
e guardarlo in faccia
sorridente,
mani avventurose
che seguono il proprio istinto
e si aprono franche
al dono,
mani ricchissime
che non possiedono nulla
ma contengono l'amore,
mani grandissime
e pure ancor troppo piccole
per segnare
la vastità del sentimento,
mani lunghissime
per sfiorare il cielo
e pensare che anch'io
un giorno avrò
mani come ali.
Cinzia Castellano
con dita di sole
per toccare il cuore della gente
e scaldarlo,
mani dalle unghie affusolate
per pizzicare emozioni
al violino,
mani forti
per stringere il dolore
e guardarlo in faccia
sorridente,
mani avventurose
che seguono il proprio istinto
e si aprono franche
al dono,
mani ricchissime
che non possiedono nulla
ma contengono l'amore,
mani grandissime
e pure ancor troppo piccole
per segnare
la vastità del sentimento,
mani lunghissime
per sfiorare il cielo
e pensare che anch'io
un giorno avrò
mani come ali.
Cinzia Castellano
- lilianlove
- Angel

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- Località: trentinoaltoadige
al di qua al di là... di te.
Disgiunte, le voci, dell'uomo e della
donna, in corale d'opposte
santità, nella separazione oceanica che sola
loro consente l'intribo intravedere
lineamente reciproci e percepire qualche
raccordo musicale, benchè, per benevola
salvazione proprio e ancora della
crescente distanza, sopratoni e diapason e osanna
e lacrimate litanie si perdono cadendo, a causa della loro stessa intensità dall'alto
arioso, a piombo e per sempre nel vasto
elisse acquale, mentre sopravvive,
pur decimata, regressa e atterrita,
la parola
amore
Scaturiti da cieli
d'infinità diverse
da lontananze estreme
ci unimmo
un baleno
apparimmo
sparimmo
timbri di luce
fotoni
nel telescopio
degli umani e poi.
perchè distanza
non per sempre
sia
perchè partenza
non neghi ritorno
perchè separazione
solo il passo
sia
sereno di un risveglio
l'oscurità e la luce
il sempre e il mai
informe goffa cerimoniale avanzi
anima screpolata
femminea parte del mondo
inginocchiata avanzi
innamorata
dell'essenza.
L.D. Demby...-- L.L.
Disgiunte, le voci, dell'uomo e della
donna, in corale d'opposte
santità, nella separazione oceanica che sola
loro consente l'intribo intravedere
lineamente reciproci e percepire qualche
raccordo musicale, benchè, per benevola
salvazione proprio e ancora della
crescente distanza, sopratoni e diapason e osanna
e lacrimate litanie si perdono cadendo, a causa della loro stessa intensità dall'alto
arioso, a piombo e per sempre nel vasto
elisse acquale, mentre sopravvive,
pur decimata, regressa e atterrita,
la parola
amore
Scaturiti da cieli
d'infinità diverse
da lontananze estreme
ci unimmo
un baleno
apparimmo
sparimmo
timbri di luce
fotoni
nel telescopio
degli umani e poi.
perchè distanza
non per sempre
sia
perchè partenza
non neghi ritorno
perchè separazione
solo il passo
sia
sereno di un risveglio
l'oscurità e la luce
il sempre e il mai
informe goffa cerimoniale avanzi
anima screpolata
femminea parte del mondo
inginocchiata avanzi
innamorata
dell'essenza.
L.D. Demby...-- L.L.
IL SILENZIO INFRANTO
Il silenzio piano piano si affievolisce,
il pensiero prende il sopravvento
con passo felpato ma inesorabile,
il silenzio ora è quasi impercettibile,
sta esalando il suo ultimo respiro,
il pensiero diventa parola,
si trasforma in messaggio,
il silenzio è infranto nel frastuono
dei pensieri liberi e veloci
come i cocci impazziti di un vetro
EDGARD KENNETH
Il silenzio piano piano si affievolisce,
il pensiero prende il sopravvento
con passo felpato ma inesorabile,
il silenzio ora è quasi impercettibile,
sta esalando il suo ultimo respiro,
il pensiero diventa parola,
si trasforma in messaggio,
il silenzio è infranto nel frastuono
dei pensieri liberi e veloci
come i cocci impazziti di un vetro
EDGARD KENNETH
- lilianlove
- Angel

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E' come una mancanza
di respiro ed un senso di morire,
quando mi stringe improvviso
il desiderio di te tanto lontano
e nulla puo' calmarlo, altro pensiero
non puo' occuparmi, tranne il Paradiso
che sarebbe per me lo starti accanto.
Ma poiché ciò m'è negato, più cara,
molto più cara d'una fredda pace
mi è la stretta indicibile
quasi un marchio di fuoco che proclami
ancora e sempre quanto sono tua.
A nessun costo vorrei separarmi da questo mio dolore.
Margherita Guidacci
di respiro ed un senso di morire,
quando mi stringe improvviso
il desiderio di te tanto lontano
e nulla puo' calmarlo, altro pensiero
non puo' occuparmi, tranne il Paradiso
che sarebbe per me lo starti accanto.
Ma poiché ciò m'è negato, più cara,
molto più cara d'una fredda pace
mi è la stretta indicibile
quasi un marchio di fuoco che proclami
ancora e sempre quanto sono tua.
A nessun costo vorrei separarmi da questo mio dolore.
Margherita Guidacci
LENTAMENTE MUORE
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle
che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno
di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza
per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette
almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o
della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto
prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono
qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una splendida felicità.
Pablo Neruda
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle
che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno
di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza
per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette
almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o
della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto
prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono
qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una splendida felicità.
Pablo Neruda
- lilianlove
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Una donna infelice è un fiore esposto a tramontana: rimane molto tempo chiuso e appena aperto appasisce.
Una donna incompresa è una donna che non comprende gli altri.
Per egoismo gli uomini hanno fatto leggi più severe per la donna, senza accorgersi che con tale espediente la elevavano sopra se stessi.
Si dice che le donne sono ingiuste perchè emotive; ma le impressioni sono talvolta più giuste del giudizio.
Elisabetta di Serbia
(Pensieri di una regina)
Una donna incompresa è una donna che non comprende gli altri.
Per egoismo gli uomini hanno fatto leggi più severe per la donna, senza accorgersi che con tale espediente la elevavano sopra se stessi.
Si dice che le donne sono ingiuste perchè emotive; ma le impressioni sono talvolta più giuste del giudizio.
Elisabetta di Serbia
(Pensieri di una regina)
Ancora cadrà la pioggia
sui tuoi dolci selciati,
una pioggia leggera
come un alito o un passo.
Ancora la brezza e l'alba
fioriranno leggere
come sotto il tuo passo,
quando tu rientrerai.
Tra fiori e davanzali
i gatti lo sapranno.
Ci saranno altri giorni,
ci saranno altre voci.
Sorriderai da sola.
I gatti lo sapranno.
Udrai parole antiche,
parole stanche e vane
come i costumi smessi
delle feste di ieri.
Farai gesti anche tu.
Risponderai parole ‒
viso di primavera,
farai gesti anche tu.
I gatti lo sapranno,
viso di primavera;
e la pioggia leggera,
l'alba color giacinto,
che dilaniano il cuore
di chi piú non ti spera,
sono il triste sorriso
che sorridi da sola.
Ci saranno altri giorni,
altre voci e risvegli.
Soffriremo nell'alba,
viso di primavera.
CESARE PAVESE
sui tuoi dolci selciati,
una pioggia leggera
come un alito o un passo.
Ancora la brezza e l'alba
fioriranno leggere
come sotto il tuo passo,
quando tu rientrerai.
Tra fiori e davanzali
i gatti lo sapranno.
Ci saranno altri giorni,
ci saranno altre voci.
Sorriderai da sola.
I gatti lo sapranno.
Udrai parole antiche,
parole stanche e vane
come i costumi smessi
delle feste di ieri.
Farai gesti anche tu.
Risponderai parole ‒
viso di primavera,
farai gesti anche tu.
I gatti lo sapranno,
viso di primavera;
e la pioggia leggera,
l'alba color giacinto,
che dilaniano il cuore
di chi piú non ti spera,
sono il triste sorriso
che sorridi da sola.
Ci saranno altri giorni,
altre voci e risvegli.
Soffriremo nell'alba,
viso di primavera.
CESARE PAVESE
Ricordati di ricordare
coloro che caddero
lottando per costruire
un'altra storia
e un'altra terra
ricordali uno per uno
perché il silenzio
non chiuda per sempre
la bocca dei morti
e dove non è arrivata la giustizia
arrivi la memoria
e sia più forte
della polvere
e della complicità
Ricordati di ricordare
l'inverno dei Fasci
quando i figli dei contadini del Nord
spararono sui contadini del Sud
e i mafiosi aprivano il fuoco
sapendo di essere
i cecchini dello Stato
Ricordati di Emanuele
che fu accoltellato
dai sicari degli speculatori
e del trionfo degli assassini
nella città cannibale
Ricordati di ricordare
il sangue versato sulla terra
e le file lunghe degli emigranti
che portarono la Sicilia
sulle piazze del mondo
a svendersi
come merce a buon mercato
Ricordati di Luciano
Lorenzo Bernardino
Nicolò Giovanni
Sebastiano
Andrea Nunzio
Agostino Gaetano
Accursio
Giuseppe Vincenzo
Epifanio Placido
(e del bambino Giuseppe
che vide l'assassinio di Rizzotto
e il medico-capomafia Navarra
cancellò per sempre
la verità dei suoi occhi)
Calogero Filippo Carmelo
e di tutti gli altri
che hanno perduto
vita e nome
Ricordati di Margherita
Vincenzina Castrense
Filippo Francesco
Giorgio Giovanni Giuseppe
Serafino Vincenzo Vito
che confusero il loro sangue
con le ginestre
che sbocciavano
nel mattino di maggio
Ricordati di Salvatore
che morì abbracciato alla terra
della madre Francesca
che chiedeva giustizia
e trovò lo scherno degli assassini
Ricordati di Peppino
che infranse i comandamenti dei padri
sbeffeggiò il potere
ed esplose sui binari
Ricordati di Pio e Rosario
che erano comunisti
e lottavano contro la mafia
e per la pace
Ricordati di Pasquale
Piersanti Giuseppe
che cercarono di spezzare
il patto con il delitto
Ricordati di Mario
Pippo Mauro Beppe
che vedevano e parlavano
mentre gli altri tacevano
e non guardavano
Ricordati di Claudio
che giocava con i suoi undici anni
e incontrò la morte
a un angolo di strada
Ricordati di Barbara
Giuseppe e Salvatore
che svanirono
nel lampo di Pizzolungo
Ricordati di Giuseppe
che sognava di volare
sul cavallo dell'alba
e trovò la notte
nelle mani del boia
Ricordati
di Mario Silvio Calogero
Pasquale Eugenio Mario Giorgio
di Filadelfio
di Boris
di Cesare e Lenin
di Domenico Giovanni Salvatore
di Emanuele
di Gaetano
di Vito
di Luigi Silvano Salvatore Giuseppe
di Carlo Alberto Emanuela Domenico
di Calogero
di Giangiacomo
di Mario Giuseppe Pietro
di Rocco Mario Salvatore Filippo
di Beppe
di Ninni e Roberto
di Natale
di Antonino e Stefano
di Ida e Antonino
e del loro figlio non nato
di Rosario e Giuliano
di Giovanni Francesca Antonio Rocco Vito
di Paolo Agostino Claudio Emanuela Vincenzo Walter
di Giuseppe
che servivano lo Stato
e trovarono la morte in agguato
e la solitudine alle spalle
Ricordati di Biagio e Giuditta
che attendono ancora la vita
al capolinea della morte
Ricordati di Libero
che non volle piegarsi
mentre la città era ai piedi
degli estorsori
di Pietro Giovanni
Gaetano Paolo e Giuseppe
che seppero dire di no
Ricordati del medico Paolo
che non volle attestare il falso
di Giovanni che denunciò
gli ordinari misfatti
sulle scrivanie della regionehn
Ricordati di Rita
che non volle più vivere
perché avevano ucciso
la speranza
Ricordati di Giorgio
di Costantino
di Stefano
di Pino
preti di un Cristo quotidiano
fratello degli ultimi
crocifisso dai potenti
Ricordati di Giuseppe
di Domenico
di Filippo
sangue ancora vivo
nomi che dobbiamo ancora aggiungere
al nostro rosario di morti
Ricordati di ricordare
i nomi delle vittime
e i nomi dei carnefici
(i notissimi ignoti
di ieri e di oggi)
perché tutte le vittime
siano strappate alla morte
per dimenticanza
e i carnefici sappiano
che non finiremo mai
di condannarli
anche se hanno avuto
mille assoluzioni
Ricordati di ricordare
le impunità
le protezioni
le complicità
gli interessi
che hanno fatto
di una banda di assassini
i soci del capitale
e i gemelli dello Stato
Ricordati di ricordare
ora che le bombe degli attentatori
scuotono le città
che vogliono affrancarsi
e sui teleschermi della seconda repubblica
si intrecciano i segnali
delle nuove alleanze
Ricordati di ricordare
quanto più difficile è il cammino
e la meta più lontana
perché
le mani dei vivi
e le mani dei morti
aprono la strada
Umberto Santino / Ricordati di ricordare
coloro che caddero
lottando per costruire
un'altra storia
e un'altra terra
ricordali uno per uno
perché il silenzio
non chiuda per sempre
la bocca dei morti
e dove non è arrivata la giustizia
arrivi la memoria
e sia più forte
della polvere
e della complicità
Ricordati di ricordare
l'inverno dei Fasci
quando i figli dei contadini del Nord
spararono sui contadini del Sud
e i mafiosi aprivano il fuoco
sapendo di essere
i cecchini dello Stato
Ricordati di Emanuele
che fu accoltellato
dai sicari degli speculatori
e del trionfo degli assassini
nella città cannibale
Ricordati di ricordare
il sangue versato sulla terra
e le file lunghe degli emigranti
che portarono la Sicilia
sulle piazze del mondo
a svendersi
come merce a buon mercato
Ricordati di Luciano
Lorenzo Bernardino
Nicolò Giovanni
Sebastiano
Andrea Nunzio
Agostino Gaetano
Accursio
Giuseppe Vincenzo
Epifanio Placido
(e del bambino Giuseppe
che vide l'assassinio di Rizzotto
e il medico-capomafia Navarra
cancellò per sempre
la verità dei suoi occhi)
Calogero Filippo Carmelo
e di tutti gli altri
che hanno perduto
vita e nome
Ricordati di Margherita
Vincenzina Castrense
Filippo Francesco
Giorgio Giovanni Giuseppe
Serafino Vincenzo Vito
che confusero il loro sangue
con le ginestre
che sbocciavano
nel mattino di maggio
Ricordati di Salvatore
che morì abbracciato alla terra
della madre Francesca
che chiedeva giustizia
e trovò lo scherno degli assassini
Ricordati di Peppino
che infranse i comandamenti dei padri
sbeffeggiò il potere
ed esplose sui binari
Ricordati di Pio e Rosario
che erano comunisti
e lottavano contro la mafia
e per la pace
Ricordati di Pasquale
Piersanti Giuseppe
che cercarono di spezzare
il patto con il delitto
Ricordati di Mario
Pippo Mauro Beppe
che vedevano e parlavano
mentre gli altri tacevano
e non guardavano
Ricordati di Claudio
che giocava con i suoi undici anni
e incontrò la morte
a un angolo di strada
Ricordati di Barbara
Giuseppe e Salvatore
che svanirono
nel lampo di Pizzolungo
Ricordati di Giuseppe
che sognava di volare
sul cavallo dell'alba
e trovò la notte
nelle mani del boia
Ricordati
di Mario Silvio Calogero
Pasquale Eugenio Mario Giorgio
di Filadelfio
di Boris
di Cesare e Lenin
di Domenico Giovanni Salvatore
di Emanuele
di Gaetano
di Vito
di Luigi Silvano Salvatore Giuseppe
di Carlo Alberto Emanuela Domenico
di Calogero
di Giangiacomo
di Mario Giuseppe Pietro
di Rocco Mario Salvatore Filippo
di Beppe
di Ninni e Roberto
di Natale
di Antonino e Stefano
di Ida e Antonino
e del loro figlio non nato
di Rosario e Giuliano
di Giovanni Francesca Antonio Rocco Vito
di Paolo Agostino Claudio Emanuela Vincenzo Walter
di Giuseppe
che servivano lo Stato
e trovarono la morte in agguato
e la solitudine alle spalle
Ricordati di Biagio e Giuditta
che attendono ancora la vita
al capolinea della morte
Ricordati di Libero
che non volle piegarsi
mentre la città era ai piedi
degli estorsori
di Pietro Giovanni
Gaetano Paolo e Giuseppe
che seppero dire di no
Ricordati del medico Paolo
che non volle attestare il falso
di Giovanni che denunciò
gli ordinari misfatti
sulle scrivanie della regionehn
Ricordati di Rita
che non volle più vivere
perché avevano ucciso
la speranza
Ricordati di Giorgio
di Costantino
di Stefano
di Pino
preti di un Cristo quotidiano
fratello degli ultimi
crocifisso dai potenti
Ricordati di Giuseppe
di Domenico
di Filippo
sangue ancora vivo
nomi che dobbiamo ancora aggiungere
al nostro rosario di morti
Ricordati di ricordare
i nomi delle vittime
e i nomi dei carnefici
(i notissimi ignoti
di ieri e di oggi)
perché tutte le vittime
siano strappate alla morte
per dimenticanza
e i carnefici sappiano
che non finiremo mai
di condannarli
anche se hanno avuto
mille assoluzioni
Ricordati di ricordare
le impunità
le protezioni
le complicità
gli interessi
che hanno fatto
di una banda di assassini
i soci del capitale
e i gemelli dello Stato
Ricordati di ricordare
ora che le bombe degli attentatori
scuotono le città
che vogliono affrancarsi
e sui teleschermi della seconda repubblica
si intrecciano i segnali
delle nuove alleanze
Ricordati di ricordare
quanto più difficile è il cammino
e la meta più lontana
perché
le mani dei vivi
e le mani dei morti
aprono la strada
Umberto Santino / Ricordati di ricordare
- salvodepeche
- Angel

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- Iscritto il: gio ott 10, 2002 2:05 pm
- Località: Siracusa - The Land of Love
- Contatta:
Luce Incantevole
Ogni volta che cambia il vento
L’odore dei fiori viaggia oltre l’orizzonte
Osservando da lontano quel momento
Si capisce quanto quel profumo sia incantevole
Ogni volta che tento di oltrepassare il mare
Sento i miei sensi annegare in un vortice di emozioni.
Oltre quel muro fatto di immense difficoltà
Ci sei tu che fai rivivere la speranza
Spento è il mondo in cui viviamo
Ossessione e malinconie di un sogno sempre vivo.
Le verità nascoste dentro di noi
Salire su una barca e raccontarsi la vita
Ecco, adesso immagino oltre quel senso di vuoto
Ecco, adesso sfioro quel che vorrei
Immagine, buio, penombra….tu
Ecco le stelle del cielo illuminarti
Salvodepeche, 01 Marzo 2007
Ogni volta che cambia il vento
L’odore dei fiori viaggia oltre l’orizzonte
Osservando da lontano quel momento
Si capisce quanto quel profumo sia incantevole
Ogni volta che tento di oltrepassare il mare
Sento i miei sensi annegare in un vortice di emozioni.
Oltre quel muro fatto di immense difficoltà
Ci sei tu che fai rivivere la speranza
Spento è il mondo in cui viviamo
Ossessione e malinconie di un sogno sempre vivo.
Le verità nascoste dentro di noi
Salire su una barca e raccontarsi la vita
Ecco, adesso immagino oltre quel senso di vuoto
Ecco, adesso sfioro quel che vorrei
Immagine, buio, penombra….tu
Ecco le stelle del cielo illuminarti
Salvodepeche, 01 Marzo 2007
- lilianlove
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- Iscritto il: dom dic 04, 2005 5:51 pm
- Località: trentinoaltoadige
la finestra sul cortile...
Una finestra aperta
un anima irrequieta
L'occhio che vede al di là
delle proprie solitudini, dolori.
Vede luce..calore...
vede te
in un momento di autunnale cuore
Foglie sparse portate dal vento
volteggiano oltre il cortile....
La finestra di fronte
dove inquieta spio la tua vita.
Un giardino segreto,
spostato..dimezzato, strappato, fuori dal tempo
Sbatto puntulamente contro il tuo cuore
Emozioni impazzano
Leggerezza dell'essere che vive in
petali caduti di rose sfiorite
Galeggiano nell'acqua del fiume..
Un ombra sinuosa
Di gatta felpata
Una vasca piena d'acqua scrosciante
Si scioglie come essenza di sali profumati
Il ricordo di un estate
Dalle tinte forti,
Dai caldi giacigli di fiori recisi
Scivola sulla pelle bagnata un aroma
Fragrante
maschile muschiato
Ricordo di un paradiso
Perduto
Dai cancelli sprangati.
Lilianlove
Una finestra aperta
un anima irrequieta
L'occhio che vede al di là
delle proprie solitudini, dolori.
Vede luce..calore...
vede te
in un momento di autunnale cuore
Foglie sparse portate dal vento
volteggiano oltre il cortile....
La finestra di fronte
dove inquieta spio la tua vita.
Un giardino segreto,
spostato..dimezzato, strappato, fuori dal tempo
Sbatto puntulamente contro il tuo cuore
Emozioni impazzano
Leggerezza dell'essere che vive in
petali caduti di rose sfiorite
Galeggiano nell'acqua del fiume..
Un ombra sinuosa
Di gatta felpata
Una vasca piena d'acqua scrosciante
Si scioglie come essenza di sali profumati
Il ricordo di un estate
Dalle tinte forti,
Dai caldi giacigli di fiori recisi
Scivola sulla pelle bagnata un aroma
Fragrante
maschile muschiato
Ricordo di un paradiso
Perduto
Dai cancelli sprangati.
Lilianlove
Anche questa è storia
Io cammino
per un bosco di larici
ed ogni mio passo è storia.
Io penso, io amo, io agisco
E questa è storia.
Forse non farò cose importanti
Ma la storia è fatta
di piccoli gesti
e tutte le cose che farò prima di morire
saranno pezzetti di storia
e tutti i pensieri di adesso
faranno la storia di domani.
Italo Calvino
Io cammino
per un bosco di larici
ed ogni mio passo è storia.
Io penso, io amo, io agisco
E questa è storia.
Forse non farò cose importanti
Ma la storia è fatta
di piccoli gesti
e tutte le cose che farò prima di morire
saranno pezzetti di storia
e tutti i pensieri di adesso
faranno la storia di domani.
Italo Calvino
UN GIORNO MI SVEGLIERO' DALL' EFFIMERO
Un giorno mi sveglierò dall’effimero
Susseguirsi del tempo
E saprò che i sogni non esistono
Mi ricorderò che tutte le donne
Che ho desiderato amare
Hanno ricambiato il mio amore
Mi ricorderò di tutte le vite
Che ho attraversato
Un giorno aprirò gli occhi
E nuovamente proverò
L’incanto del vivere
Saprò piangere dinanzi
Ad un tramonto
E a lacrime mi muoverà
Una lettera d’amore
Dimenticata sul tavolo
D’un Caffè
Un giorno mi desterò
Dal consunto procedere
Del tempo
E saprò che le faticose giornate
Appartengono al regno
Della menzogne
E solo nella notte
Al vero
In mistica carnalità
Ci congiungiamo
Un giorno mi scuoterò dal torpore
Del sonno
E scoprirò che nessuna bandiera
Sventola sulla terra
E nessuna frontiera separa
Uomini di diverso idioma
Un giorno scrollerò l’inerzia
E avrò notizia che nessuna guerra
Ha mai colorato il mondo di sangue
E sul mondo non abitano ricchi e poveri
Buoni e malvagi
Governi e governati
E nessun bambino piange per fame
E un giorno
Non sarà un sogno
La terra sarà dimora
Soltanto di esseri umani
Mario Amato
Un giorno mi sveglierò dall’effimero
Susseguirsi del tempo
E saprò che i sogni non esistono
Mi ricorderò che tutte le donne
Che ho desiderato amare
Hanno ricambiato il mio amore
Mi ricorderò di tutte le vite
Che ho attraversato
Un giorno aprirò gli occhi
E nuovamente proverò
L’incanto del vivere
Saprò piangere dinanzi
Ad un tramonto
E a lacrime mi muoverà
Una lettera d’amore
Dimenticata sul tavolo
D’un Caffè
Un giorno mi desterò
Dal consunto procedere
Del tempo
E saprò che le faticose giornate
Appartengono al regno
Della menzogne
E solo nella notte
Al vero
In mistica carnalità
Ci congiungiamo
Un giorno mi scuoterò dal torpore
Del sonno
E scoprirò che nessuna bandiera
Sventola sulla terra
E nessuna frontiera separa
Uomini di diverso idioma
Un giorno scrollerò l’inerzia
E avrò notizia che nessuna guerra
Ha mai colorato il mondo di sangue
E sul mondo non abitano ricchi e poveri
Buoni e malvagi
Governi e governati
E nessun bambino piange per fame
E un giorno
Non sarà un sogno
La terra sarà dimora
Soltanto di esseri umani
Mario Amato

