(OT) quello che succede laggiù....
Moderatori: devotional, Miss Kaleid
...posso permettermi e spero senza offendere nessuno......alcatraz ha scritto:ti ricordo che non è il tono della voce, come dici tu, a preservare le persone dal dire cavolate.
per quanto riguarda la definizione di alcatrazario, non meriti risposta
mi sembrate i classici cittadini frustrati da:
a) mancanza di sesso (e qui ahimè mi associo pure io
b) insoddisfazione personale
c) lavoro troppo stressante
indi suggerisco:
a) vacanza
b) vacanza
c) un augurio enorme di approfittare delle vostre donne....in senso buono
cheers
- Modehead
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No comment....
BONG!
MODEHEAD
'Torture democratiche' per i prigionieri iracheni
Sei soldati USA davanti alla corte marziale. Un generale sospeso e sotto inchiesta. E non dimentichiamo Guantanamo
29 aprile 2004 - 17 soldati USA sono stati rimossi e 6 sono davanti alla corte marziale per gravi maltrattamenti inflitti a prigionieri di guerra iracheni.
Tutti costoro hanno torturato i prigionieri loro affidati nel carcere di Abu Gharib, la stessa dove gli oppositori di Saddam Hussein venivano sottoposti ad analoghi trattamenti.
La denuncia di questi fatti gravissimi è venuta dalla CBS, che ha dichiarato di essere in possesso di una decina di immagini inequivocabili.
Si tratta di foto da spedire a casa ad amici e parenti o da conservare come ricordo delle imprese compiute in Iraq finite qualche settimana fa nelle mani sbagliate di un soldato che le ha consegnate al comandante. E' partita così un'inchiesta, finora coperta dal segreto, che ha accertato connivenze dal direttore della prigione fino ai militari incaricati di sorvegliare i prigionieri.
A metà giornata è giunta la notizia che anche il generale USA che dirige il sistema carcerario del "nuovo Iraq" è stato sospeso ed è ora sotto inchiesta.
Una foto ritrae un prigioniero iracheno costretto a rimanere in piedi su una cassa con la testa incappucciata e dei fili attaccati alle mani. Cadendo dalla scatola l'uomo riceve una forte scarica elettrica.
In un'altra foto si vedono prigionieri nudi con il corpo segnato da scritte offensive.
In un'altra si vede un uomo apparentemente morto e orrendamente bastonato.
La CBS è in possesso di una decina di foto del genere, ma certamente ne esistono molte altre. In diverse di quelle possedute dalla rete TV si vedono soldati americani che ridono, si divertono, o mostrano il "pollice su" alla fotocamera.
Uno dei militari davanti alla corte marziale ha dichiarato di avere, non volendo, spaccato più di un tavolo per esortare i prigionieri a parlare.
Un altro ha rivelato: "Qualche volta abbiamo dovuto usare la forza per spingere i prigionieri a cooperare e portare a termine il nostro compito".
Un altro ha confessato di non avere mai letto la Convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra, se non dopo essere stato incriminato.
L'inchiesta si è avvalsa anche del contributo di un detenuto, che accusa tra l'altro un interprete assunto per lavorare nella prigione di violenza un giovanissimo prigioniero maschio. Il detenuto ha udito le urla della vittima e visto una soldatessa scattare fotografie.
Di fronte allo scandalo il generale Kimmit, comandante delle operazioni militari in Iraq, ha detto: "Sono nostri compagni, gente con cui lavoriamo tutti i giorni, che ci rappresentano, che portano le nostre stesse uniformi - ha detto il generale - Noi speriamo che i nostri soldati siano ben trattati dal nemico, ma se noi non diamo l'esempio su come trattare i prigionieri con dignità e rispetto non possiamo aspettarci che gli altri facciano altrettanto".
Il generale Kimmit fa bene a lamentarsi dei soldati, ma farebbe bene anche a dire qualcosa dell'amministrazione da cui dipende.
Ricordiamo che all'epoca della guerra in Afganistan vennne denunciata l'accondiscendenza, se non l'incoraggiamento, dell'amministrazione Bush nei confronti dei paesi terzi perché estorcessero anche con la tortura informazioni preziose ai prigionieri talebani.
In almeno un caso, a un prigioniero agonizzante, colpito da un proiettile nel basso ventre, sono stati centellinati gli analgesici in relazione alla quantità e all'importanza delle informazioni fornite.
Molte delle persone già passate sotto "esame" in Afganistan, in Pakistan o all'interno di impenetrabili strutture militari sono state poi trasferite nel lager di Guantanamo (Cuba), dove nessuno realmente sa cosa accade e cosa è accaduto ai prigionieri.
Laggiù ci sono almeno 600 persone detenute da un paio di anni: nessuno ne è uscito tranne pochissimi. Per i detenuti di Guantanamo non valgono i principi più elementari della giustizia democratica. E' verosimile che almeno per i prigionieri "irriducibili" quel lager sarà anche la loro tomba.
BONG!
MODEHEAD
'Torture democratiche' per i prigionieri iracheni
Sei soldati USA davanti alla corte marziale. Un generale sospeso e sotto inchiesta. E non dimentichiamo Guantanamo
29 aprile 2004 - 17 soldati USA sono stati rimossi e 6 sono davanti alla corte marziale per gravi maltrattamenti inflitti a prigionieri di guerra iracheni.
Tutti costoro hanno torturato i prigionieri loro affidati nel carcere di Abu Gharib, la stessa dove gli oppositori di Saddam Hussein venivano sottoposti ad analoghi trattamenti.
La denuncia di questi fatti gravissimi è venuta dalla CBS, che ha dichiarato di essere in possesso di una decina di immagini inequivocabili.
Si tratta di foto da spedire a casa ad amici e parenti o da conservare come ricordo delle imprese compiute in Iraq finite qualche settimana fa nelle mani sbagliate di un soldato che le ha consegnate al comandante. E' partita così un'inchiesta, finora coperta dal segreto, che ha accertato connivenze dal direttore della prigione fino ai militari incaricati di sorvegliare i prigionieri.
A metà giornata è giunta la notizia che anche il generale USA che dirige il sistema carcerario del "nuovo Iraq" è stato sospeso ed è ora sotto inchiesta.
Una foto ritrae un prigioniero iracheno costretto a rimanere in piedi su una cassa con la testa incappucciata e dei fili attaccati alle mani. Cadendo dalla scatola l'uomo riceve una forte scarica elettrica.
In un'altra foto si vedono prigionieri nudi con il corpo segnato da scritte offensive.
In un'altra si vede un uomo apparentemente morto e orrendamente bastonato.
La CBS è in possesso di una decina di foto del genere, ma certamente ne esistono molte altre. In diverse di quelle possedute dalla rete TV si vedono soldati americani che ridono, si divertono, o mostrano il "pollice su" alla fotocamera.
Uno dei militari davanti alla corte marziale ha dichiarato di avere, non volendo, spaccato più di un tavolo per esortare i prigionieri a parlare.
Un altro ha rivelato: "Qualche volta abbiamo dovuto usare la forza per spingere i prigionieri a cooperare e portare a termine il nostro compito".
Un altro ha confessato di non avere mai letto la Convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra, se non dopo essere stato incriminato.
L'inchiesta si è avvalsa anche del contributo di un detenuto, che accusa tra l'altro un interprete assunto per lavorare nella prigione di violenza un giovanissimo prigioniero maschio. Il detenuto ha udito le urla della vittima e visto una soldatessa scattare fotografie.
Di fronte allo scandalo il generale Kimmit, comandante delle operazioni militari in Iraq, ha detto: "Sono nostri compagni, gente con cui lavoriamo tutti i giorni, che ci rappresentano, che portano le nostre stesse uniformi - ha detto il generale - Noi speriamo che i nostri soldati siano ben trattati dal nemico, ma se noi non diamo l'esempio su come trattare i prigionieri con dignità e rispetto non possiamo aspettarci che gli altri facciano altrettanto".
Il generale Kimmit fa bene a lamentarsi dei soldati, ma farebbe bene anche a dire qualcosa dell'amministrazione da cui dipende.
Ricordiamo che all'epoca della guerra in Afganistan vennne denunciata l'accondiscendenza, se non l'incoraggiamento, dell'amministrazione Bush nei confronti dei paesi terzi perché estorcessero anche con la tortura informazioni preziose ai prigionieri talebani.
In almeno un caso, a un prigioniero agonizzante, colpito da un proiettile nel basso ventre, sono stati centellinati gli analgesici in relazione alla quantità e all'importanza delle informazioni fornite.
Molte delle persone già passate sotto "esame" in Afganistan, in Pakistan o all'interno di impenetrabili strutture militari sono state poi trasferite nel lager di Guantanamo (Cuba), dove nessuno realmente sa cosa accade e cosa è accaduto ai prigionieri.
Laggiù ci sono almeno 600 persone detenute da un paio di anni: nessuno ne è uscito tranne pochissimi. Per i detenuti di Guantanamo non valgono i principi più elementari della giustizia democratica. E' verosimile che almeno per i prigionieri "irriducibili" quel lager sarà anche la loro tomba.
ricordo a tutti che la violenza non ha frontiere........ nessuno di voi ricorda che qualche giorno fa NON sono state mandate in onda le immagini (molto crude) di iracheni che trascinavano dei resti martoriati ( se non ricordo male erano spagnoli ma non vorrei dire fesserie....)
Ma solo gli americani sono i detentori della violenza.....
E come dimenticare il MIO connazionale freddato con un colpo alla nuca.....
Questi americani........
Ma solo gli americani sono i detentori della violenza.....
E come dimenticare il MIO connazionale freddato con un colpo alla nuca.....
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La violenza gratuita è stupida in ogni caso. L'unica cosa che dovrebbe far riflettere è che qui c'è qualcuno che si erige a detentore del bene e della sapienza.... è quindi ancor più strano che, dietro tali bandiere, compia gli atti infami che dice di voler combattere.....
In ogni caso, sino ad oggi, e come era già stato durante la I^ guerra del Golfo, i prigionieri di guerra occidentali sono sempre stati, sostanzialmente, trattati bene (vedasi Bellini e Cocciolone).
BONG!
MODEHEAD
In ogni caso, sino ad oggi, e come era già stato durante la I^ guerra del Golfo, i prigionieri di guerra occidentali sono sempre stati, sostanzialmente, trattati bene (vedasi Bellini e Cocciolone).
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MODEHEAD
non penso assulutamente che tu sia in mala fede.....
penso semplicemente che non sia informato abbastanza.
L'attuale Colonnello Cocciolone, ha riportato gravi turbe mentali dovute alla cure degli aguzzini di Saddam.
Tantomeno Bellini è stato trattato con i guanti bianchi......
Se non ricordate male nelle famose immagini di 10 anni fa Cocciolone aveva gli occhi tumefatti........
se poi li vogliamo far passare tutti per delle crocerossine.....
penso semplicemente che non sia informato abbastanza.
L'attuale Colonnello Cocciolone, ha riportato gravi turbe mentali dovute alla cure degli aguzzini di Saddam.
Tantomeno Bellini è stato trattato con i guanti bianchi......
Se non ricordate male nelle famose immagini di 10 anni fa Cocciolone aveva gli occhi tumefatti........
se poi li vogliamo far passare tutti per delle crocerossine.....
- Ashi Waza
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- Località: The bottom Line..
Credo che la cultura del "noi siamo meglio di loro" o, PEGGIO ANCORA, "noi siamo il bene" sia il fulcro sul quale poggia la minaccia "popolare" della autodistruzione del genere umano.
dico "popolare" perché l'oligarchia che governa il pianeta e la massoneria che tira i fili si muovono con ben altre logiche (non meno distruttive e pericolose).
dico "popolare" perché l'oligarchia che governa il pianeta e la massoneria che tira i fili si muovono con ben altre logiche (non meno distruttive e pericolose).
- saturnz70
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- Località: Le "HighLands" lodigiane
Al di la delle diatribe inutili su chi e' meglio o su chi e peggio, io dico solo una cosa:
se evitavamo di andare ad impelagarci in quella fogna mediorientale dando origine ad una guerra assurda, che serve solo agli interessi economici di qualcuno, magari morivano un po' meno occidentali, connazionali e non
si, perche', da sempre, di fogna si tratta, e, si sa, se vai ad immergerti nell'acqua putrida molto sano non ci rimani a lungo...
se evitavamo di andare ad impelagarci in quella fogna mediorientale dando origine ad una guerra assurda, che serve solo agli interessi economici di qualcuno, magari morivano un po' meno occidentali, connazionali e non
si, perche', da sempre, di fogna si tratta, e, si sa, se vai ad immergerti nell'acqua putrida molto sano non ci rimani a lungo...
in realtà io non credo che riportare una notizia come quella scritta da Modehead significhi dire "gli americani sono cattivi e gli iracheni sono buoni"..
Insomma in questa guerra tra "buoni" (occidente) e "cattivi" (oriente? terroristi? tutti i musulmani?) mi sembra ovvio che siamo tutti dalla parte dei "buoni"..i portatori del valore della democrazia, della libertà e di tutte le cose belle che i "cattivi" non hanno e ci vogliono togliere.
Quindi in base a questa semplificazione l'america bene o male rappresenta l'occidente, e sapere che chi ci rappresenta (o comunque "i nostri alleati") compie azioni del genre è ben più grave del fatto che le facciano gli Iracheni (che comunque rimangono i cattivi no?). Mi fa molto più incazzare che coloro che si spacciano per salvatori del mondo e rappresentanti di tutte le nazioni civili poi vadano a fare una cosa così orrenda come torturare i prigionieri. Allora non c'è proprio differenza tra buoni e cattivi..
Rileggendo il post mi sa che non è chiaro, vabbè spero abbiate capito..
magari dopo lo scrivo meglio..
Insomma in questa guerra tra "buoni" (occidente) e "cattivi" (oriente? terroristi? tutti i musulmani?) mi sembra ovvio che siamo tutti dalla parte dei "buoni"..i portatori del valore della democrazia, della libertà e di tutte le cose belle che i "cattivi" non hanno e ci vogliono togliere.
Quindi in base a questa semplificazione l'america bene o male rappresenta l'occidente, e sapere che chi ci rappresenta (o comunque "i nostri alleati") compie azioni del genre è ben più grave del fatto che le facciano gli Iracheni (che comunque rimangono i cattivi no?). Mi fa molto più incazzare che coloro che si spacciano per salvatori del mondo e rappresentanti di tutte le nazioni civili poi vadano a fare una cosa così orrenda come torturare i prigionieri. Allora non c'è proprio differenza tra buoni e cattivi..
Rileggendo il post mi sa che non è chiaro, vabbè spero abbiate capito..
magari dopo lo scrivo meglio..
- Modehead
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Ribadisco il concetto. Chiunque compia violenza è in errore.
Però a volte (spesso) i nostri mass media (servi di certi interessi, questa è la parola giusta, anche se spesso abusata), ci fanno credere ciò che vogliono...
Vi faccio un altro esempio DOCUMENTATO.
Vi ricordate durante la guerra contro Bin Laden (a proposito, dove sarà finito questo ex-(?)agente CIA?), una giornalista occidentale si travestì da uomo e si infiltrò tra i talebani (immaginate quanto sia grave una simile cosa per un regime estremista come quello, sostenuto, armato e pagato dagli USA per anni).. Venne scoperta e per ore ed ore i mass media occidentali ci tartassarono con questa notizia.....
Ebbene, volete sapere come andò a finire?
Dunque: la giornalista venne liberata dai talebani.
La giornalista dichiarò di essere stata trattata benissimo dai talebani.
La giornalista dichiarò che gli USA avevano fatto del tutto per farla uccidere dai talebani. Tale cosa gli USA l'avrebbero sfruttata alla grande a livello di opinione pubblica.
Una volta liberata la giornalista, apprezzata la civiltà e la gentilezza talebani (!), ha deciso di leggere il Corano.
Oggi la giornalista ha deciso liberamente di indossare il burqa e condanna pubblicamente l'azione degli USA in Afghanistan come in Iraq, dicendo che ciò che ci viene detto è sostanzialmente tutta aria fritta.....
Chiaramente quello sopra descritto è un caso limite (e non mi ritengo chiaramente un sostenitore dei modi talebani), ci possono essere stati casi di violenza gratuita (d'altronde qui non parliamo di eserciti organizzati, ma di partigiani e brigate, nonchè di cani sciolti), ma, ripeto, non crediate che nel nostro occidente "civile" i metodi siano così rispettosi dell'umana dignità.
Basti pensare che l'attuale governo ha recentemente reintrodotto la liceità della tortura sotto mentite spoglie, scatenando le proteste di Amnesty e di chi ancora ha a cuore i diritti universali dell'uomo.....
Queste non sono fantasie, ma dati di fatto che tutti potranno facilmente verificare....
BONG!
MODEHEAD
E sempre a proposito della nostra meritoria "azione umanitaria".... eccovi altri DATI CONCRETI!
Volevo raccontarvi una storia…a proposito di Nassirya
A cura dell'Associazione “EticaEnergEtica”
Nel Settembre del 2002, la Gazzetta petrolifera pubblica una tabella, realizzata dalla Caboto, che sintetizza i principali campi petroliferi iracheni indicandone la capacità produttiva, il costo e le società che ne hanno ottenuto la concessione o che erano in avanzata trattativa per ottenere una concessione di sfruttamento.
C’è anche l’ENI (campo di Nassirya), oltre a società francesi, russe, giapponesi, coreane, turche, cinesi, siriane e vietnamite; solo una società americana e nessuna britannica. A causa dell’embargo molti degli accordi non sono mai diventati operativi.
Già l’8 Febbraio del 2003, il «Sole 24Ore» pubblicava un articolo dal titolo: «Eni, si apre la via ai pozzi iracheni». Si leggeva «...il pieno sostegno del Governo Berlusconi alle posizioni degli Usa e della Gran Bretagna sulla guerra in Iraq… potrebbe generare importanti ricadute economiche a favore dell’ENI….se la guerra si dovesse fare, si porrebbero le condizioni per l’ingresso del cane a sei zampe in territorio iracheno..».
Il settimanale «Carta» nella seconda settimana di marzo del 2003 scriveva: «Che il Governo italiano cerchi di emulare la Casa Bianca anche nella difesa armata degli interessi petroliferi nostrani?». Se lo sono domandato alcuni lavoratori dell’Eni costituiti in associazione (EticaEnergEtica) che per il 21 Marzo hanno organizzato, con l’adesione di movimenti, partiti e sindacati (tra cui i Beati i costruttori di Pace-Rete Lilliput, Attac, Verdi, PRC, Cobas….) un sit-in di protesta davanti alla Sede dell’Eni, “contro la guerra del petrolio”.
In quella occasione (21 Marzo 2003) una delegazione dei manifestanti fu ricevuta da un dirigente dell’ENI che negò qualsiasi interesse del cane a sei zampe in Iraq.
Il 15 aprile 2003 il parlamento italiano autorizza la missione italiana in Iraq.
«I militari italiani presidieranno probabilmente il sud del Paese, a Bassora» (L’Arena 23 Aprile 2003).
«I soldati italiani verranno inviati a fine giugno nella zona di Bassora» (Corriere della Sera 4 Maggio 2003).
«Il Ministro della Difesa, Antonio Martino, conferma che gli uomini impiegati saranno 3000 e che l’area delle operazioni sarà quella di Bassora» (La Repubblica 15 Maggio 2003).
«L’ENI è molto interessata alla possibilità di entrare in Iraq.. la situazione è in divenire, ma la seguiamo giorno per giorno». Lo ha detto Vittorio Mincato numero uno del gruppo, rispondendo alla domanda degli azionisti sull’interesse della società per il petrolio iracheno. (Adnkronos 30 Maggio 2003).
«I soldati italiani in Iraq hanno sostituito i marines del 25esimo Reggimento nella provincia di Dhi Qar, nel governatorato di Nassirya» (Istituto Affari Internazionali 23 Luglio 2003).
Nell’ultimo mese su questo argomento e sulla effettive capacità dell’ENI (che sta operando a Nassirya) di influenzare le decisioni del Governo hanno iniziato a riflettere (finalmente!) anche alcuni esponenti politici.
Si sono susseguiti articoli e interrogazioni parlamentari, che sebbene in ritardo sono sicuramente positive per dipanare l’intreccio economico-affaristico di questa guerra.
Niente di umanitario, niente scorte ai medici e agli ospedali mobili (che tra l’altro non sono a Nassirya, ma nella zona di Baghdad), nessun aiuto ai civili siamo lì a proteggere i “nostri interessi e il nostro petrolio” e il dividendo delle azioni ENI, che frutteranno quest’anno al Ministero del tesoro circa 1 Miliardo di Euro (circa 2000 miliardi delle vecchie lire)..
Associazione “EticaEnergEtica”.
Però a volte (spesso) i nostri mass media (servi di certi interessi, questa è la parola giusta, anche se spesso abusata), ci fanno credere ciò che vogliono...
Vi faccio un altro esempio DOCUMENTATO.
Vi ricordate durante la guerra contro Bin Laden (a proposito, dove sarà finito questo ex-(?)agente CIA?), una giornalista occidentale si travestì da uomo e si infiltrò tra i talebani (immaginate quanto sia grave una simile cosa per un regime estremista come quello, sostenuto, armato e pagato dagli USA per anni).. Venne scoperta e per ore ed ore i mass media occidentali ci tartassarono con questa notizia.....
Ebbene, volete sapere come andò a finire?
Dunque: la giornalista venne liberata dai talebani.
La giornalista dichiarò di essere stata trattata benissimo dai talebani.
La giornalista dichiarò che gli USA avevano fatto del tutto per farla uccidere dai talebani. Tale cosa gli USA l'avrebbero sfruttata alla grande a livello di opinione pubblica.
Una volta liberata la giornalista, apprezzata la civiltà e la gentilezza talebani (!), ha deciso di leggere il Corano.
Oggi la giornalista ha deciso liberamente di indossare il burqa e condanna pubblicamente l'azione degli USA in Afghanistan come in Iraq, dicendo che ciò che ci viene detto è sostanzialmente tutta aria fritta.....
Chiaramente quello sopra descritto è un caso limite (e non mi ritengo chiaramente un sostenitore dei modi talebani), ci possono essere stati casi di violenza gratuita (d'altronde qui non parliamo di eserciti organizzati, ma di partigiani e brigate, nonchè di cani sciolti), ma, ripeto, non crediate che nel nostro occidente "civile" i metodi siano così rispettosi dell'umana dignità.
Basti pensare che l'attuale governo ha recentemente reintrodotto la liceità della tortura sotto mentite spoglie, scatenando le proteste di Amnesty e di chi ancora ha a cuore i diritti universali dell'uomo.....
Queste non sono fantasie, ma dati di fatto che tutti potranno facilmente verificare....
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E sempre a proposito della nostra meritoria "azione umanitaria".... eccovi altri DATI CONCRETI!
Volevo raccontarvi una storia…a proposito di Nassirya
A cura dell'Associazione “EticaEnergEtica”
Nel Settembre del 2002, la Gazzetta petrolifera pubblica una tabella, realizzata dalla Caboto, che sintetizza i principali campi petroliferi iracheni indicandone la capacità produttiva, il costo e le società che ne hanno ottenuto la concessione o che erano in avanzata trattativa per ottenere una concessione di sfruttamento.
C’è anche l’ENI (campo di Nassirya), oltre a società francesi, russe, giapponesi, coreane, turche, cinesi, siriane e vietnamite; solo una società americana e nessuna britannica. A causa dell’embargo molti degli accordi non sono mai diventati operativi.
Già l’8 Febbraio del 2003, il «Sole 24Ore» pubblicava un articolo dal titolo: «Eni, si apre la via ai pozzi iracheni». Si leggeva «...il pieno sostegno del Governo Berlusconi alle posizioni degli Usa e della Gran Bretagna sulla guerra in Iraq… potrebbe generare importanti ricadute economiche a favore dell’ENI….se la guerra si dovesse fare, si porrebbero le condizioni per l’ingresso del cane a sei zampe in territorio iracheno..».
Il settimanale «Carta» nella seconda settimana di marzo del 2003 scriveva: «Che il Governo italiano cerchi di emulare la Casa Bianca anche nella difesa armata degli interessi petroliferi nostrani?». Se lo sono domandato alcuni lavoratori dell’Eni costituiti in associazione (EticaEnergEtica) che per il 21 Marzo hanno organizzato, con l’adesione di movimenti, partiti e sindacati (tra cui i Beati i costruttori di Pace-Rete Lilliput, Attac, Verdi, PRC, Cobas….) un sit-in di protesta davanti alla Sede dell’Eni, “contro la guerra del petrolio”.
In quella occasione (21 Marzo 2003) una delegazione dei manifestanti fu ricevuta da un dirigente dell’ENI che negò qualsiasi interesse del cane a sei zampe in Iraq.
Il 15 aprile 2003 il parlamento italiano autorizza la missione italiana in Iraq.
«I militari italiani presidieranno probabilmente il sud del Paese, a Bassora» (L’Arena 23 Aprile 2003).
«I soldati italiani verranno inviati a fine giugno nella zona di Bassora» (Corriere della Sera 4 Maggio 2003).
«Il Ministro della Difesa, Antonio Martino, conferma che gli uomini impiegati saranno 3000 e che l’area delle operazioni sarà quella di Bassora» (La Repubblica 15 Maggio 2003).
«L’ENI è molto interessata alla possibilità di entrare in Iraq.. la situazione è in divenire, ma la seguiamo giorno per giorno». Lo ha detto Vittorio Mincato numero uno del gruppo, rispondendo alla domanda degli azionisti sull’interesse della società per il petrolio iracheno. (Adnkronos 30 Maggio 2003).
«I soldati italiani in Iraq hanno sostituito i marines del 25esimo Reggimento nella provincia di Dhi Qar, nel governatorato di Nassirya» (Istituto Affari Internazionali 23 Luglio 2003).
Nell’ultimo mese su questo argomento e sulla effettive capacità dell’ENI (che sta operando a Nassirya) di influenzare le decisioni del Governo hanno iniziato a riflettere (finalmente!) anche alcuni esponenti politici.
Si sono susseguiti articoli e interrogazioni parlamentari, che sebbene in ritardo sono sicuramente positive per dipanare l’intreccio economico-affaristico di questa guerra.
Niente di umanitario, niente scorte ai medici e agli ospedali mobili (che tra l’altro non sono a Nassirya, ma nella zona di Baghdad), nessun aiuto ai civili siamo lì a proteggere i “nostri interessi e il nostro petrolio” e il dividendo delle azioni ENI, che frutteranno quest’anno al Ministero del tesoro circa 1 Miliardo di Euro (circa 2000 miliardi delle vecchie lire)..
Associazione “EticaEnergEtica”.



