Questo è poco ma sicuroSEEYOU ha scritto:magari leggendo tutto il libro si può capire meglio la tesi dell'autore. Il titolo è "Alla ricerca delle coccole perdute"; non farti fuorviare, il titolo è stupido e c'entra poco con il contenuto. L'autore è filosofo e psicoterapeuta che si esprime in modo molto diretto, affatto accademico, il che credo gli guadagni anche delle antipatie nell'ambito psicanalitico "serio".halo in reverse ha scritto: E pure se non sapesse nulla di me, suonerebbe come un "la colpa è tua perchè sei sensibile".
Mi sa un po' di "sindrome di Stoccolma" malcelata.
Per la musica, idem. Ecco perchè gradisco gruppi come DM che coniugano qualità e comprensibilità.
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Io la vedo come qualità, ma purtroppo, se non è unita a una buona dose di disillusione (e qui ha ragione il Bab, ma credo che sia molto difficile porsi sempre su un piano di oggettivo disincanto), se non abilmente gestita, la sensibilità, QUELLA VERA (non quella di plastica stile "c'è posta per te" et similia), è deleteria. Soprattutto nell'epoca de "il più str...o-buzzurro-asinaccio-culodotato impèra". Perchè questa è la nostra epoca, in questo caso certa TV NON ERA specchio della realtà, ma LA HA IMPOSTA. SOLO ORA ne è lo specchio.Non credo si tratti di pensare "è colpa tua che sei troppo sensibile". Responsabilità oggettive non vengono messe in discussione, se io vengo e ti maltratto sono cmq una str... indipendentemente dalla tua percezione! L'utilità sta nel nostro punto di vista, arrivare a una tale consapevolezza penso possa rendere davvero forti e autonomi...
La sensibilità poi chi dice sia negativa? Per me significa empatia, com-passione, ed è una qualità su cui fondo la vita e il mio lavoro, e non ci rinuncerei mai.
Vedo nella musica un ottimo mezzo per esprimere la propria sensibilità. Tanto più efficace quanto più rende comprensibile il messaggio che si vuole trasmettere, lasciandolo autentico.





