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Sister of night79
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Messaggio da Sister of night79 »

Wave ha scritto:Sono queste le piramidi di oggi ? Avranno la durata dei monumenti del passato?
Wave, leggo nelle tue parole una velata nostalgia del passato...

A mio parere, diventa patrimonio tutto quel che l'Uomo carica di significati simbolici...

Purtroppo (o per fortuna..), anche quelli che sembrano "mostri" creati dalle regole e dalle necessità della società moderna possono trasformarsi in bene fruibile per tutti e fonte di arricchimento soprattutto culturale per l' Umanità...

Ogni opera, architettonica o pittorica che sia, si esprime secondo i dettami ed i linguaggi del proprio tempo...a volte anch'io mi pongo la tua stessa domanda...

Tra l'altro vi è l'intenzione di trasformare Battersea Power Station come punto focale e d'incontro dell' Anima rock (se già non lo è diventata, ma questo non lo so)..ottima scenografia per realizzare concerti, in effetti...
Se queste strutture vengono rivalutate secondo questa direttrice, allora la mia risposta alla domanda che ci poniamo è....

"Si....ci sarà lunga vita..."


PS: ma sai che FORSE io e te ci siamo conosciuti in Via del Corso qualche ora prima del concerto?? Spero di non sbagliarmi...se così fosse ti chiedo scusa... :oops:
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Wave
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Messaggio da Wave »

Sister of night79 ha scritto:
Wave ha scritto:Sono queste le piramidi di oggi ? Avranno la durata dei monumenti del passato?
Wave, leggo nelle tue parole una velata nostalgia del passato...

A mio parere, diventa patrimonio tutto quel che l'Uomo carica di significati simbolici...

Purtroppo (o per fortuna..), anche quelli che sembrano "mostri" creati dalle regole e dalle necessità della società moderna possono trasformarsi in bene fruibile per tutti e fonte di arricchimento soprattutto culturale per l' Umanità...

Ogni opera, architettonica o pittorica che sia, si esprime secondo i dettami ed i linguaggi del proprio tempo...a volte anch'io mi pongo la tua stessa domanda...

Tra l'altro vi è l'intenzione di trasformare Battersea Power Station come punto focale e d'incontro dell' Anima rock (se già non lo è diventata, ma questo non lo so)..ottima scenografia per realizzare concerti, in effetti...
Se queste strutture vengono rivalutate secondo questa direttrice, allora la mia risposta alla domanda che ci poniamo è....

"Si....ci sarà lunga vita..."


PS: ma sai che FORSE io e te ci siamo conosciuti in Via del Corso qualche ora prima del concerto?? Spero di non sbagliarmi...se così fosse ti chiedo scusa... :oops:
Devo dire che su di me la centrale di Battersea esercita un certo fascino,
sicuramente piu' cosi', in disuso che , penso, trasformata in un centro
divertimenti.

Cara Sister, il PS era rivolto a me oppure ho capito male??
Se si', e' impossibile perche' io non c'ero , purtroppo!!
Piccolo male, ma chi si spaccia per me??
Sister of night79
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Messaggio da Sister of night79 »

Wave ha scritto:Devo dire che su di me la centrale di Battersea esercita un certo fascino,
sicuramente piu' cosi', in disuso che , penso, trasformata in un centro
divertimenti.

Cara Sister, il PS era rivolto a me oppure ho capito male??
Se si', e' impossibile perche' io non c'ero , purtroppo!!
Piccolo male, ma chi si spaccia per me??
Direi molto meglio luogo di aggregazione degli amanti del rock che centro di divertimenti con annesso ristorante nelle ciminiere.... :?

Hai ragione Wave, Battersea è fascinazione anche su di me...


Piccolo OT: era per te il PS Wave....ma nooo! nessuno si spaccia per te! :lol: mi son confusa io allora, forse qualcuno ha un nick piuttosto simile... :oops: Scusami ancora... :oops:
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Wave
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Messaggio da Wave »

Oggi posto volentieri :

Richard Oelze - L'attesa - 1935

Immagine

Ne" l'attesa " aleggia una atmosfera misteriosa , nella quale dominano
poche tonalita' di marrone e di grigio con tocchi di pallido giallo.
La superficie del cielo fa da sfondo allo svolgersi dell'evento, che
si annuncia tra nebbie e striature.Qualche cespuglio delimita un paesaggio
che verso il centro ha un andamento leggemente degradante.Nel margine
inferiore del dipinto, in primo piano,un gruppo di persone in impermeabile
volge le spalle allo spettatore e sembra intento ad osservare qualcosa;
solo un uomo e una donna si voltano come per allontanarsi dalla scena
dell'evento. Ma quale e' questo evento?

Ho letto che alcuni critici ,poiche' l'opera e' del 1935 , hanno visto nel
quadro segni premonitori dell'imminente conflitto mondiale.

Pare che l'autore fosse un personaggio particolare:visse in isolamento quasi
totale,e ,per suo stesso volere,gran parte dei suoi quadri furono distrutti,
ridipinti di nero o bruciati.
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orgyporgy
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Messaggio da orgyporgy »

whiterose ha scritto: Immagine
diavolo di una white... guarda che è andata a pescare...mi inchino, come al solito.
whiterose
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Messaggio da whiterose »

Wave ha scritto:Ho letto che alcuni critici ,poiche' l'opera e' del 1935 , hanno visto nel
quadro segni premonitori dell'imminente conflitto mondiale.
Si sente quella sensazione, quell'angoscia, che pervade una buona parte dell'arte sin dalla fine dell'800 (penso già a Munch, ad esempio..). Molto bello, Wave. :wink:
orgyporgy ha scritto:diavolo di una white...
ahah..orgy! :D.. che bello sentirsi diabolici ogni tanto!

orgyporgy ha scritto: Immagine
caravaggio - narciso
ripensando al Narciso postato da orgy qualche tempo fa, mi viene in mente Waterhouse (dolce ossessione di SoN79, vero? :wink:)

Immagine
Narciso ed Eco (click per ingr.)

Secondo la mitologia, la ninfa Eco, condannata per punizione da Era a non poter usare la sua voce se non ripetendo le ultime sillabe delle parole altrui, un giorno vede il bellissimo Narciso e se innamora. Ma lui conosce solo la superbia nel cuore, e non la può ricambiare. "Vivrai se non conoscerai te stesso", gli era stato predetto. Un giorno giunge ad una pozza che non riflette la luce del sole, e vedendo l'immagine riflessa del suo viso, se ne innamora. Desiderando di abbracciare l'immagine e non riuscendovi, si distrugge di desiderio emettendo lamenti che Eco ripete, e muore trasformandosi nel fiore che porta il suo nome. Narciso (il cui nome viene da narkè - "torpore, sonno", da cui 'narcotici') muore per aver desiderato il suo lato nascosto, il più cupo, come quella sua immagine nello stagno senza luce.
Ed il lamento di Eco, la sua voce condannata a non poter mai consumarsi nel suo dispiacere, risuona in eterno per i boschi e per le valli.

Dalì riprende il tema del mito nelle Metamorfosi di Narciso

Immagine

Quei gusci che "sono delle specie di allegorie destinate ad illustrare un certo compiacimento nel sentire gli innumerevoli odori narcisistici che emanano da ognuno dei nostri cassetti."
"L'unica differenza tra la Grecia immortale e l'epoca contemporanea è costituita da Sigmund Freud, il quale ha scoperto che il corpo umano, puramente neoplatonico all'epoca dei Greci, è oggi pieno di cassetti segreti, che soltanto la psicanalisi è in grado di aprire."
[quei cassetti, ad esempio, de "La Giraffa in Fiamme"]
(Dalì)



Restando in tema di mitologia..

Mi è capitato tra le mani un ritaglio di giornale che conservo dai tempi in cui uscì Ultra; era una piccola recensione dell'album, su uno di quei quotidiani che vengono distribuiti gratis. Eppure, chissà perchè, ci sono affezionatissima, e all'epoca l'avevo trovato quasi fantastico.

Iniziava così:

"Una personale discesa all'inferno. ULTRA sembra il canto di Morfeo per richiamare in vita l'amata Euridice. Perchè la musica è fonte di vita, i Depeche sono vivi ma cantano per i morti, le cui ombre paiono distendersi in profondità nelle loro anime. Un viaggio allucinato e lucido dentro le ferite ancora aperte. Lavorano in sottrazione, scarnificando le canzoni in perfetta simbiosi con le loro persone. Un graffio, un'incisione lacerata. La voce (sublime) non riesce mai a staccarsi e a volare libera, o ne resta completamente prigioniera dentro le sue maglie. I pezzi nascono e muoiono, sfumando l'uno nell'altro, iniziando e poi cominciando di nuovo. Tutto sembra avere l'indolenza di un reading monocromo. Dal grigio, al nero, al grigio.
In The Bottom Line si canta
"Io ti seguirò, ti seguo", ma sembra più il sentiero di chi s'è già arreso. (...)
Non riescono nemmeno ad essere una luce. Forse solo un sogno.
Il sogno dell'Inferno di arrivare in Paradiso."
(Vasco Zara)

Al di là del piacere nel leggere il trafiletto, con le sue belle pennellate, e della sorpresa a quel paragone iniziale inusuale per un album...non potevo fare a meno di sorridere, perchè a scendere nell'Ade fu Orfeo, mitico poeta della Tracia e figlio del dio Apollo, secondo la mitologia greca; non Morfeo, dio del sonno!
il giornalista aveva fatto un po' di confusione (colpa di Morfeo?)

Il triste mito di Orfeo ed Euridice è eterno, e ritorna sempre, da secoli, millenni, nella poesia, nei libri, nella musica...nell'Arte in generale.
Euridice, la bellissima sposa di Orfeo, morsa da un serpente mentre tenta di fuggire da Aristeo, muore. Il povero Orfeo, impazzito dalla disperazione, si reca alle porte degli Inferi per cercare di ritrovare l'amata. Il suo canto è così dolce e pieno di straziante malinconia, da commuovere perfino i fiumi e le pietre. Riesce a farsi traghettare da Caronte, ad impietosire i defunti, e a suscitare tanta pena in Ade, che gli viene concesso di ricondurre al mondo dei vivi Euridice; a patto di tenerla per mano senza guardarla e di non voltarsi fino a che non fossero arrivati alla luce.

Immagine
Jean Baptiste Camille Corot - Orfeo ed Euridice

Amo questo quadro di Corot, amo quella sua luce surreale, non saprei spiegarlo, è brillante, ma cupa al tempo stesso, un'ombra che vela e minaccia la freschezza del verde e della vita; e la leggerezza della veste di Euridice sembra quasi sottolinearne la sua precarietà e la sua incorporeità. Sembra già voler dire..che presto lei scomparirà.

"questo sole diffonde una luce disperante per me; sento tutta l'impotenza della mia tavolozza" (Corot)

I hear your spirit calling
I hold your hands
and see you falling
into the debris of it all



Immagine Immagine Immagine
Rodin - Orfeo ed Euridice



Mi sembra quasi che Rodin sia riuscito a estrarre dalla materia, da quel non-finito, ...un momento infinito: il legame di quelle mani unite, un movimento etereo, Euridice che esce dal blocco di marmo - come uscisse dal buio degli Inferi, quell'attimo che precede immediatamente lo svanire di lei. E Rodin lo rende eterno, nella materia. E' bellissimo.

Orfeo, preso dal panico e terrorizzato dalla paura che nella sua mano non ci sia quella di Euridice, cede alla tentazione di voltarsi per vederla. E in quello stesso attimo Euridice svanisce di nuovo nelle tenebre,
per sempre.

The wind blows through your hair
drifts you away
In the dying forest's light
..you disappear from sight


Immagine
Bouveret - Il Lamento di Orfeo

Accecato dal dolore, Orfeo non riesce a darsi pace. Non ha termine il suo lamento.
Le donne tracie, vedendosi disdegnate da Orfeo, lo uccidono, straziando il suo corpo e facendolo a pezzi.
E gettano la sua testa nel fiume Ebro. E ancora la sua testa sofferente continua a chiamare..: "Euridice...Euridice"

Immagine
Odilon Redon - Orfeo

La testa di Orfeo fluttua sulla lira, quello strumento che lui suonava così divinamente, e meglio di chiunque altro; che suonava per amore. Non c'è più traccia della violenza, solo luce eterea e colore, "la più semplice sostanza liquida, che può ricostruire o ampliare la vita, lasciare la propria impronta su una superficie, dalla quale emergerà una presenza umana, l'irradiazione suprema dell'anima" (Redon)


Dall'antica mitologia Greca a Ultra e Camouflage passando per Redon e Dalì. A volte c'è un filo che unisce tutto.
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Messaggio da higherlove »

whiterose, sei semplicemente stra-ordi-na-ria, la tua "recensione" commovente.
complimenti cara. la tua stessa anima è un'opera d'arte. :D
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KzarRedTie
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Messaggio da KzarRedTie »

whiterose ha scritto:Dall'antica mitologia Greca a Ultra e Camouflage passando per Redon e Dalì. A volte c'è un filo che unisce tutto.
Freud ci insegna che il gioco delle libere associazioni è una delle strade per arrivare all'inconscio. La domanda che immediatamente mi pongo è in quale dei tanti personaggi da te citati ti riconosci...
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Messaggio da whiterose »

Che strano. Non ho mai pensato a questo aspetto.

Ma ora che mi ci fai pensare...forse tutti
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la ceci
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Messaggio da la ceci »

whiterose ha scritto:
In The Bottom Line si canta "Io ti seguirò, ti seguo", ma sembra più il sentiero di chi s'è già arreso.
Il mito di Orfeo ed Euridice.

Non potete sapere quanto lo sento mio.
Quanto la disperazione certe volte ti porta a capire che l'unica cosa che puoi fare per te stessa è voltarti per far sparire il dolore.

E non mi sorprendo più se ogni tanto riapro quei Dialoghi con leucò, sempre presenti sulla mia mensola, e rileggo le parole di Pavese.
Il libro più stropicciato che ho, ha vissuto con me e dentro di me per lungo tempo.
A volte ho paura di riaprirlo ........





Vado a pagina 77.

Dialogo tra Orfeo e Bacca



ORFEO. E’ andata così. Salivamo il sentiero tra il bosco delle ombre. Erano già lontani Cocito, lo Stige, la barca, i lamenti. S'intravvedeva sulle foglie il barlume del cielo. Mi sentivo alle spalle il fruscio del suo passo. Ma io ero ancora laggiù e avevo addosso quel freddo. Pensavo che un giorno avrei dovuto tornarci, che ciò ch'è stato sarà ancora. Pensavo alla vita con lei, com'era prima; che un'altra volta sarebbe finita. Ciò ch'è stato sarà. Pensavo a quel gelo, a quel vuoto che avevo traversato e che lei si portava nelle ossa, nel midollo, nel sangue. Valeva la pena di rivivere ancora? Ci pensai, e intravvidi il barlume del giorno. Allora dissi “Sia finita” e mi voltai.
Euridice scomparve come si spegne una candela. Sentii soltanto un cigolio, come d'un topo che si salva.






Morirò di paura
a venire là in fondo
maledetto padrone
del tempo che fugge
del buio e del freddo;
ma lei aveva vent’anni
e faceva l’amore
e nei campi di maggio
da quando è partita
non cresce più un fiore.
E canterò
stasera canterò
tutte le mie canzoni canterò
con il cuore in gola canterò:
e canterò
la storia delle sue mani
che erano passeri di mare
e gli occhi come incanti d’onde
scivolanti ai bordi delle sere.
Canterò le madri
che accompagnano i figli verso i loro sogni
per non vederli più la sera sulle vele
nere dei ritorni.
E canterò
canterò finché avrò fiato
finché avrò voce di dolcezza e rabbia
gli uomini semidimenticati
gli uomini lacrime nella pioggia
aggrappati alla vita che se ne va
con tutto il furore dell’ultimo bacio
nell’ultimo giorno dell’ultimo amore.
E canterò finché tu piangerai
E canterò finché tu perderai
Canterò finché tu scoppierai
e me la ridarai indietro.
Ma non avrò più la forza
di portarla là fuori

perché lei adesso è morta
e là fuori ci sono
la luce e i colori
dopo aver vinto il cielo
e battuto l’inferno
basterà che mi volti
e la lascio alla notte
e la lascio all’inverno.
E mi volterò (Le carezze sue di ieri)
Mi volterò (non saranno mai più quelle)
Mi volterò (e nel mondo su, là fuori)
Mi volterò (si intravedono le stelle)
Mi volterò perché l’ho visto il gelo
che le ha preso la vita
E io, io,
adesso nessun altro
dico che è finita
e ragazze sognanti
mi aspettano a danzarmi il cuore
perché tutto quello che si piange
non è amore
.
E mi volterò perché tu sfiorirai
Mi volterò perché tu sparirai
Mi volterò perché già non ci sei
E ti addormenterai per sempre.




......
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la ceci
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Messaggio da la ceci »

Torno al filone Hopper.
Riesumando i libri che porterò via una volta terminata la ceci casa, mi sono imbattuta in questo autore, di cui voi avete già postato delle favolose opere.

Eccone altre due, che tra le tante mi hanno colpito per l'uso del colore, del contrasto luce/ombra, del senso di solitudine che trasmettono.


New York Movie

Immagine

Sensazione di alienazione.
Ci sono molteplici fonti di luce che contribuiscono a separare la maschera dal pubblico in sala.
Lei è come in un altro mondo, assorta, pensierosa ......
Nel frattempo gli spettatori sono osservati dall'osservatore del dipinto, sottolineando l'ambiguità del gioco degli sgardi.

Ma ..... a cosa starà mai pensando quella donna?

Railroad Sunset

Immagine

Un gioco di linee orizzontali: le strisce di colore che delineano il cielo, l'orizzonte della terra, i binari della ferrovia ....
L'attimo è rappresentato nel momento del tardo tramonto, in cui i colori assumono, per un istante, la più forte intensità, il più intenso barlume.

Sembra quasi espressionista nella tecnica.

Un tramonto da non condividere, ma da tenere per sè.
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Messaggio da KzarRedTie »

la ceci ha scritto:E non mi sorprendo più se ogni tanto riapro quei Dialoghi con leucò, sempre presenti sulla mia mensola, e rileggo le parole di Pavese.
Quando ho letto questo ho avuto un brivido, temevo ti riferissi alle ultime parole scritte da Pavese... Invece per fortuna hai deciso di rimanere con noi! ...spero a lungo...
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Messaggio da whiterose »

la ceci ha scritto: Valeva la pena di rivivere ancora? Ci pensai, e intravvidi il barlume del giorno. Allora dissi “Sia finita” e mi voltai.
Euridice scomparve come si spegne una candela

....

tuttò è sfumato ..proprio quando Euridice ha visto la luce
l'ha vista, ma non le è stata concessa, neanche un po' di calore

Lui perde lei proprio mentre la vede per l'ultima volta
Lei perde la luce proprio mentre la vede per l'ultima volta

Narciso muore proprio quando viene a conoscere la parte di sè che desiderava SAPERE
Eco si innamora proprio di chi non la ricambierà mai
..E perde colui che ama proprio quando non può più cantare, non può più parlare
non può neanche morire


Però una cosa le è concessa:

soffrire per sempre
desiderare per sempre
un'ECO infinita....di dolore

Quello sì che le è concesso.



Nei miei incubi più brutti, spesso, c'è qualcosa che mi sta facendo del male, e io provo a urlare, a chiedere aiuto, chiamo un nome. Ma dalla mia bocca non esce un suono.

Forse è giusto guardare dentro tutto questo, forse serve per esorcizzare quel grido. Forse si ha bisogno di esplorare il buio fino in fondo. Forse ha ragione Cesare; forse ha ragione quella frase:

"Una personale discesa all'Inferno"
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Messaggio da la ceci »

whiterose ha scritto: Però una cosa ci è concessa:

soffrire per sempre
desiderare per sempre
un'ECO infinita....di dolore

Quello sì che ci è concesso.
Scusami la modifica alle tue parole.
Ma forse inconsciamente, ho letto quel ci al posto del le.

Un piccolo dettaglio.
Però, non di poco conto.

Le riflessioni stasera si fanno molto ampie.
La paura che ho dentro, per un dettaglio come questo, ritorna dagli inferi per assediarmi, per farmi crollare di nuovo.

Riaprire Pavese ha scatenato questa eterna lotta.
E' come se ogni maledetta volta dovessi trovare la forza di voltarmi.


Allora dissi “Sia finita” e mi voltai.


Questa frase è per me il senso della vita. Impressa nella mente, e in ciò che resta del cuore.

Leggo queste parole ed è come se fossi nuda. Totalmente inerme di fronte al suo significato.

................


OT imperante stasera. Scusatemi.
whiterose
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Messaggio da whiterose »

la ceci ha scritto: OT imperante stasera. Scusatemi.

Perchè scusarti Ceci? :wink:
Io penso che un'opera d'arte, così come la musica, diventi nostra nel momento in cui la vediamo/l'ascoltiamo. Nel momento in cui la sentiamo, appunto.

Le sensazioni portano ad associazioni, e le associazioni ad altre sensazioni. E -l'ho realizzato appieno solo ieri- a guardarci dentro. Quindi non è sbagliato associare te stessa a ciò di cui parli.
La nostra personale discesa all'Inferno, appunto.

Mi viene in mente il poeta maledetto (che peccato che questa parola, "maledetto", sia stata così sciupata e rovinata dalla mitologia collettiva, quasi un logoramento pubblicitario), Arthur Rimbaud, e il suo Una stagione all'Inferno.

"Nessuno dei sofismi della follia, - la follia che viene rinchiusa, - è stato dimenticato da me: io potrei ridirli tutti, detengo il sistema.
La mia salute fu minacciata. Il terrore veniva. Io cadevo in sonni di parecchi giorni e, alzatomi, io continuavo i sogni più tristi. Ero maturo per il trapasso, e per una via di pericoli la mia fiacchezza mi menava ai confini del mondo e della Cimmeria, patria dell’ombra e dei turbini.
Io dovetti viaggiare, distrarre gli incantamenti adunati sul mio cervello. Sul mare, che amavo come se lei avesse dovuto lavarmi da una sozzura, io vedevo levarsi la croce consolatrice. Io ero stato dannato dall’arcobaleno. La Felicità era la mia fatalità, il mio rimorso, il mio tarlo: la mia vita sarebbe sempre troppo immensa per essere devoluta alla forza e alla bellezza.
La Felicità! Il suo dente, dolce a morte, mi avvertiva al canto del gallo:
ad matutinum, al Christus venit "


Non si dimentica, si vuole porre fine, ma non ci si riesce; o forse non lo si vuole?
Quella "Felicità" è la droga, e in quella droga è già contenuto il presagio della fine.
A quel punto non sai se vedrai la luce, o se tornerai nel buio; il confine tra non capire, non volere e non potere non esiste più.
E' come il desiderio di protrarre qualcosa all'infinito. Ma allo stesso tempo, narcotizzandomi, non sto vivendo il presente; mi sto sottraendo al presente.

Illudendosi in un annullamento di se stessi - una morte
la morte può far dimenticare?

"Siamo immortali e non dimentichiamo.
Siamo eterni e il passato è presente
e futuro"


risponde lo Spirito a/nel Manfred di Byron
nel quale -pare- Byron abbia messo tutto se stesso, il suo tormento e il suo stesso (colpevole) amore.

Manfred continua a ricordare, eppure vuole dimenticare. Dimenticare e
Ricordare. Chiede aiuto agli Spiriti.
Lo Spirito gli domanda: "Che vuoi da noi, mortale?"
Manfred: ".L'oblio."
Spirito: "...di che?"
Manfred: "di ciò che è in me... leggetemi.
Lo sapete. Io non posso nominarlo."


Il Sonno. Il Sonno sarebbe la soluzione?

"Il sonno mio - pure io dormiente - non è sonno: è un continuo pensiero
ostinato
e gli occhi miei si chiudono solo a guardarmi dentro...
Eppure io vivo. Ho l'aspetto la forma,
il respiro degli uomini viventi...
Sapere è patire.


Manfred vorrebbe uccidersi, lasciandosi precipitare. Ma il Cacciatore di camosci lo trattiene.
O forse il "cacciatore di camosci" è lui stesso? Manfred, che non riesce ad annullarsi? Non riesce a voler Annullare, a voler Dimenticare. Il desiderio, e quindi il Ricordare - vince la sua stessa Volontà.

Immagine
John MARTIN - Manfred e la Maga delle Alpi

chiede aiuto alla Maga delle Alpi. Quando lei gli chiede cosa egli desideri, lui risponde:

"Cerco rifugio...una grazia.
È una tortura, ma che importa, il mio dolore troverà una voce.
Alla mia giovinezza fu accordata un'anima diversa dalla comune argilla a me compagna. Il mio genio mi fece straniero in questa terra. Tra le creature che m'ebbi attorno, una soltanto..
La mia gioia fu sola: nelle notti mute seguire il corso della Luna e degli astri, e i fulmini accecanti fissare fino a chiudere gli occhi; e ascoltare le foglie disperse e i canti serali mormorati dai venti dell'autunno.
Tutto qui il mio piacere E l'essere solo ...
Sprofondai nei miei viaggi solitari nelle caverne della morte, sempre cercandone le cause nei suoi effetti (...)
ho gli occhi miei assuefatto a quell'eterno.
Una vi fu...(...)
lacrime a me ignote, tenerezza
ch'io ebbi, ma solo per lei ...
I suoi difetti erano anche i miei, sue erano solamente le virtù.

L'amai e la distrussi."

"Con le tue mani?"

"Non con le mie mani.
Il mio cuore spezzò il suo cuore"


La Maga gli offre il suo aiuto. Ma a patto che lui obbedisca al suo volere.
Obbedire? Mai! Manfred rifiuta. Ancora una volta, allontana la volontà di porre fine, di dimenticare.

Verso la fine, al castello, l'Abate cerca di farlo pentire. Ma Manfred non vuole pentimento. Non vuole Pentirsi, non vuole Dimenticare, non può Dormire, non riesce ad Uccidersi.
E quando uno Spirito Infernale gli dice: "La tua ora è giunta. Vieni!
Manfred risponde: "Vattene! Morirò come ho vissuto: solo.
Non è poi così difficile morire."

Perchè la morte è già in una vita in cui il cuore non ha ciò che si desidera, se ancora il cuore lo desidera. La ragione non può nulla. Nemmeno cercare di dimenticare, nemmeno l'oblio.
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