SoFaD

Discussioni generali sui Depeche Mode

Moderatori: devotional, Miss Kaleid

Sofad: votate!

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Alya_DM
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Messaggio da Alya_DM »

Indubbiamente un grandissimo lp, ricco di atmosfere rock e dark, la voce di Dave celebrata e valorizzata al massimo, album tormentato, oscuro.
Non posso dare il massimo perchè il massimo per me è solo BC.
Ma dò un bel 4.
Miglior canzone: WIMS
Canzoni a cui sono più legata: IYR e I Feel you
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niky**
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Messaggio da niky** »

dopo violator, il migliore!
In Your room unica!
x nn parlare di WIMS e I feel you
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davoicer
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Messaggio da davoicer »

Sapete, ci sono volte che avrei voglia di ascoltare SOFAD ma non lo faccio perchè ho paura delle emozioni che mi provoca, devo essere preso proprio bene per ascoltare tanta bellezza, non mi piace essere superficiale con quello che è il mio album preferito.

P.S. non bisogna fare l'amore solo perchè si ha la casa libera.

Un abbraccio
Davoicer
whiterose
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Messaggio da whiterose »

davoicer ha scritto:Sapete, ci sono volte che avrei voglia di ascoltare SOFAD ma non lo faccio perchè ho paura delle emozioni che mi provoca
provo anche io spesso quella sensazione: sento come il bisogno di sfuggirci, perchè può far ancora più male.
è proprio così: colpisce lì dove sono le tue ferite
daniemt ha scritto:
GIONtheviolator ha scritto:e 3 volte di fila
bhè...ai miei tempi erano dalle 7 alle 10 volte......in una notte.....bei tempi!
(ma non era sofad)
mi sento un po' più normale
Ricordo benissimo ciò che ho provato a ogni album dei DM. Ogni volta era qualcosa di sconvolgente. Mi chiudevo in camera, non uscivo più per un po', quasi neanche per mangiare, fino a che non mi riprendevo. E le notti erano tutte in ascolto.
I miei non capivano, come sempre.


E se tutto è solo una frazione infinitesimale di quello che un album mi fa provare, non riesco a classificare tutto ciò, non posso dare un voto a qualcosa di eterno. SOFAD sconfiggerà il buio del tempo, come la sua stessa natura.


Amo questo album non di più degli altri, ma forse con più violenza. Perchè è come se il cuore, tutto il cuore, pieno della sua colpa, gridasse la sua ragione; il peccato chiedesse di essere ascoltato.
Il sole sorge e tramonta su SOFAD, le ombre si allungano e svaniscono, si allungano, e poi scompaiono di nuovo, in un ciclo eterno in cui l'oscurità ruba il respiro alla luce, e di nuovo la luce soffoca nell'oscurità.
E puoi toccare quasi tutto, una materialità che senti fino dal primo suono, il primo stridìo del primo pezzo. Un graffio, una ferita sulla pelle. Ma che continuamente tende al cielo e vola, continuamente sfiora l'estasi e si stacca dalle sensazioni fisiche, per poi ricadere in un buio più profondo.
E lo puoi sentire [I feel...], puoi percepire la luce ben al di là dei tuoi occhi, la carezza dei raggi, ancora prima di vedere il sole, ancora prima che il Mattino sorga su I feel you

Ti sento
nella mia mente
Ti sento
il tuo cuore, lui canta


Un viaggio...ma quando è cominciato? So che questo è solo l'inizio, è solo il mattino, è appena l'alba..
this is the morning of our love
it's just the dawning of our love

..ma non ne vedo più l'origine nell'istante in cui i miei piedi hanno iniziato a camminare su quel sentiero, verso le porte di Babylonia.
Qualcosa che mi riempie, I am whole, la gloria del trono, il mio regno che sta arrivando, ma già io lo sto attraversando.
Mi sento accarezzare dalla redenzione, e attraverso le porte dell'inspiegabile e del proibito, una parte di me si rende conto che una luce effimera e una salvezza eterna forse sono la stessa cosa, una parte di me sa che quel Paradiso che sto scorgendo vive nell'Inferno.
Ora è l'Inferno a cantare, e chiede di essere sentito.
Nessuna spiegazione.
Non chiede nessun perdono, nessuna assoluzione.
Nessuna coscienza pulita, nessun ripensamento.
E prima di parlare di un pentimento, prima che inizi a giudicare, prima che salti ad una conclusione...
solo una cosa ti chiedo: mettiti nei miei panni, il mio caso è semplice.

E' questo ciò che chiedo, quello che imploro; non il pentimento, non il perdono, non la purificazione.
Hand me my sentence; ma solo questo ti chiedo: per favore apri gli occhi. Ascolta, la mia verità, che è solo la verità di ciò che ho fatto, di quello che sento. Non cercare l'onestà in una scusa, non vedere l'immaturità nella purezza, non accontentarti di una bontà che è solo cecità.

Questa è la Preghiera che io sento nell'album.
E Dave la canta con una disperazione mai sentita, oltre la sua stessa voce.

E rifarei tutto, di nuovo, mi perderei e cadrei di nuovo. Perchè so di cosa ho bisogno, so in cosa sto affondando. Non sto mentendo a nessuno e nemmeno a me. So per cosa sto soffrendo e cosa desidero, non lo posso nascondere e lo sai anche 'tu': è la pietà in te. E' quella sensazione che mi fa sembrare d'essere pulita anche per un solo istante, di essere al sicuro, assaporare tutta la pace del cuore che continuamente nella vita rifiuto, e che la vita stessa rifiuta a me.
E questo lo canta la musica, mentre scandisce i suoi colpi è come cadere in ginocchio per chiedere quella pietà, e attraverso i graffi della chitarra dal suono ritorto in se stesso, si apre il paradiso degli archi sintetici; lo tocco con la punta delle dita in quella nota di pianoforte, che sola si innalza, sopraelevata in un coro, e esplode alla fine.

E resto sospesa in Judas, di nuovo la luce, una luce lontana accarezza le mie palpebre e sveglia il cuore dal buio e dal torpore in cui l'ha gettato lo sconvolgimento.

Quel suono che viene da lontano, e si perde in una distanza infinita, e che chiede all'anima se la semplicità sia la cosa migliore, o semplicemente la più facile. Parla sottovoce, e chiede di patire la sofferenza, per avere l'amore. Chiede di smetterla di perdersi dietro ai dubbi, di guardare le promesse vuote, una continua illusione, un continuo giudicare. E chiede, anzi, ne è sicura, che l'unica possibilità sia la perdita delle inibizioni, il rischio, qualsiasi dolore comporti.
E l'ombra scivola in your room, si allunga sulla luce, per toccare nuovamente il buio, ancora, più consapevole. Non esiste più Notte, non esiste più Giorno, non esiste più ombra, nè luce; quel ciclo eterno, la stessa schiavitù, diviene l'unica forma di liberazione. E non sento più lo scorrere, il tempo non esiste più, l'unico tempo per cui so di avere vita è scandito da quel battito. E l'unica consapevolezza, esisti solo 'tu'. E non so quello che mi accade, sono in attesa, in balìa, aggrappata alle tue parole, vivendo nel tuo respiro. I suoni si alzano, si perdono, a ritroso, sembrano grida o lamenti, fendono lo spazio e il tempo. E scompaiono.

Non è la salvezza, non è schiavitù, è salvezza nella schiavitù.
Sono la persona più consapevole di ciò che accade, lo so perchè è lo stesso corpo e la ferita che me lo dicono. Non servono spiegazioni.
Eppure, è proprio quando tocco il fondo, è proprio quando perdo ogni briciola di me, svuotandomi completamente, che ritrovo un senso per dirmi:
Io avrò fede nell'uomo
non in un inganno. Ho visto la verità nel fondo, nel lato più materiale di quello che sentivo, l'ho provata in me e l'ho afferrata per un istante, quell'attimo prima che iniziassi a risalire. Non dopo; ma mentre avevo perso tutto, quando ogni cosa, ogni suono, può essere solo sollievo. Ma non voglio vendere una felicità che ho visto non esistere.
Non sprecate energie
chiedendo scusa
siate solo chiari con me


Ma l'attimo di serenità è lucidità effimera, brucia presto, e sono nel fango, macchiato di qualsiasi peccato, continuo a cadere e a rialzarmi, e a ricadere nuovamente, e mentre inciampo [walking...stumble...my foosteps], nello stesso istante in cui tocco il fondo, è come se il tempo si fermasse, in quel terzo minuto dell'8° traccia. Bloccata in una morte senz'aria, in quel minuto in cui gli stessi battiti del cuore rallentano fino quasi a fermarsi, vedo tutto il passato, tutte le lacrime, la verità distorta in bugie, tutte le porte a cui ho bussato, tutte le cose che ho visto. E in quello frammento infinitesimale è la mia stessa lucidità a ricondurmi al peccato, perchè so che non sarà altrimenti. Ed è il peccato, quello stesso peccato che mi fa cadere nelle catene della mia stessa natura, la luce che mi dà l'estrema forza, l'estremo respiro, per rialzare il mio corpo ferito, e correre. Quando mi alzo in piedi, quando corro, io corro per te.

Di nuovo cerco conforto, sono di nuovo in ginocchio, e ancora prego per quella compassione: una carezza. E' questa la salvezza.
Nel suono cupo degli archi cala di nuovo il buio
fuggo dalla luce
ho sempre amato la notte
e ora tu mi offri
l'oscurità eterna

gli archi si fermano un istante, un intuizione, per poi salire in un nuovo crescendo, più forte

e devo credere che è questo, è il buio, è il peccato, che mi renderà migliore
è il modo in cui mi sento ora
that left us were it began
che ci ha lasciati lì indietro, dove avevamo iniziato.

La benedizione: solo una carezza.
Il buio lascia di nuovo spazio alla luce, al cielo.
Riesco ad assaporarlo ancor più, ancor prima, del sentire.
E' così vero, quel calore che permane. Lentamente, abbandono me, abbandonando le difese, mi lascio andare, più in alto, sulle ali dell'amore.
Verso il Paradiso.
Verso le porte di Babilonia. Verso l'oblivion.

...

where Heaven waits...
it lies in wait at the heart of me, sta aspettando dentro di me
nei suoni che fluttuano

My kingdom comes
Ultima modifica di whiterose il mer lug 12, 2006 12:48 pm, modificato 1 volta in totale.
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daniemt
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Messaggio da daniemt »

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Messaggio da Roberta »

SOFAD è il miglior album dei depeche mode, sia dal punto di vista qualitativo che personale.
I contenuti sono straordinari, seguono un percorso ben preciso.
Un viaggio in se stessi assolutamente da scoprire.

VOTO 5
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orgyporgy
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Messaggio da orgyporgy »

whiterose ha scritto:Il sole sorge e tramonta su SOFAD, le ombre si allungano e svaniscono, si allungano, e poi scompaiono di nuovo, in un ciclo eterno in cui l'oscurità ruba il respiro alla luce, e di nuovo la luce soffoca nell'oscurità......
beh white... sono senza parole. hai messo le sensazioni nero su bianco come se l'avessi scritto te SOFAD...
a quanto pare è stato, anzi ancora è, per molti un disco sofferto... chissà che ne penserebbe martino di una tale condivisione emozionale...



grande, come sempre.
Giulia_a
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Messaggio da Giulia_a »

Album immenso..senza bisogno di troppe parole..
Canzoni preferite..tutte..
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Moro 89
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Messaggio da Moro 89 »

voto all'album: 4
canzone migliore: in your room
canzoni a cui sono più affezionato: one caress, judas, rush

seeethebeauty ma dove sta il sondaggio su A BROKEN FRAME? avevi detto che questo era l'ultimo sondaggio, ma io quello su abf non lo vedo...
Giuliano L'Apostata

Messaggio da Giuliano L'Apostata »

Album strepitoso, voto 5 senza esitazioni.
Se la memoria non Ci inganna è pure l'album preferito da Dave (di contro al parere di Martin ed Andrew che invece prediligono Violator).
Inutile porre l'accento sul cambio nella strumentazione che contraddistingue SOFAD rispetto alle fatiche precedenti.
A seguito della sua uscita i Dm hanno dato vita al tour che a tutt'oggi preferiamo (fatto salvo naturalmente il dispiacere e rammarico legato alla vicenda personale di Dave, indimenticabile con capelli lunghi e pizzo).
Canzone preferita: Walking in My Shoes, ottima anche la versione di In Your Room uscita da The Singles 86-98.
Da ultimo ricordiamo l'ottimo servizio fotografico presso gli studi della band, in black & white, parte del quale venne inserito nel cofanetto del CD. Suggestivi anche gli uomini-uccello di WIMS e della coreografia del Devotional.
Flavio Claudio Giuliano Imperatore Apostata.
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elisa78
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Messaggio da elisa78 »

whiterose ha scritto:
davoicer ha scritto:Sapete, ci sono volte che avrei voglia di ascoltare SOFAD ma non lo faccio perchè ho paura delle emozioni che mi provoca
provo anche io spesso quella sensazione: sento come il bisogno di sfuggirci, perchè può far ancora più male.
è proprio così: colpisce lì dove sono le tue ferite

.....

E se tutto è solo una frazione infinitesimale di quello che un album mi fa provare, non riesco a classificare tutto ciò, non posso dare un voto a qualcosa di eterno. SOFAD sconfiggerà il buio del tempo, come la sua stessa natura.


Amo questo album non di più degli altri, ma forse con più violenza. Perchè è come se il cuore, tutto il cuore, pieno della sua colpa, gridasse la sua ragione; il peccato chiedesse di essere ascoltato.
Il sole sorge e tramonta su SOFAD, le ombre si allungano e svaniscono, si allungano, e poi scompaiono di nuovo, in un ciclo eterno in cui l'oscurità ruba il respiro alla luce, e di nuovo la luce soffoca nell'oscurità.
E puoi toccare quasi tutto, una materialità che senti fino dal primo suono, il primo stridìo del primo pezzo. Un graffio, una ferita sulla pelle. Ma che continuamente tende al cielo e vola, continuamente sfiora l'estasi e si stacca dalle sensazioni fisiche, per poi ricadere in un buio più profondo.
E lo puoi sentire [I feel...], puoi percepire la luce ben al di là dei tuoi occhi, la carezza dei raggi, ancora prima di vedere il sole, ancora prima che il Mattino sorga su I feel you


E l'ombra scivola in your room, si allunga sulla luce, per toccare nuovamente il buio, ancora, più consapevole. Non esiste più Notte, non esiste più Giorno, non esiste più ombra, nè luce; quel ciclo eterno, la stessa schiavitù, diviene l'unica forma di liberazione. E non sento più lo scorrere, il tempo non esiste più, l'unico tempo per cui so di avere vita è scandito da quel battito. E l'unica consapevolezza, esisti solo 'tu'. E non so quello che mi accade, sono in attesa, in balìa, aggrappata alle tue parole, vivendo nel tuo respiro. I suoni si alzano, si perdono, a ritroso, sembrano grida o lamenti, fendono lo spazio e il tempo. E scompaiono.

Non è la salvezza, non è schiavitù, è salvezza nella schiavitù.
Sono la persona più consapevole di ciò che accade, lo so perchè è lo stesso corpo e la ferita che me lo dicono. Non servono spiegazioni.
Grazie mille Whiterose di aver descritto in maniera così perfetta SOFAD... sei riuscita a dare la giusta visione all album più bello dei DM... Album che ha in se tutta la filosofia di vita dei Depeche Mode..

Come dici tu è un continuo salire e scendere... dal buio totale si torna alla luce per poi ricaderci... ma questo credo che è il vero significato della vita di tutti noi.. un continuo altalenare di sentimenti... belli e brutti, piacevoli e dolorosi... Sentimenti che ovviamente ti lasciano un segno indelebile sull tua pelle..

Adoro come hai descritto IYR... esatto è la consapevolezza dell uomo di essere schiavo dell amore per la sua metà.. amore che è totale devozione..
Lo si capisce benissimo nel ritornello a che punto l amore può rendere schiavi..

"I'm hanging on your words
Living on your breath
Feeling with your skin
Will I always be here?"

Nel buio totale di questa canzone si evince come la schiavitù però renda libera una persona dal momento che la consapevolezza lo fa rimanere "aggrappato alle parole" dell'amato/a..

Tutto Sofad è un lungo e tortuoso cammino, in cui l uomo trova una sorta di via di salvezza in Higher Love...

Sofad sarà per sempre l album che è cucito addosso alla mia pelle perchè esso descrive perfettamente il mio mondo.. il mio essere... Album che mi toglie il fiato ogni qualvolta io l ascolti... e l unico album che riesce a sconvolgermi ogni volta.. forse perchè come dici tu è molto "violento"... entra diretto in noi senza chiederti ne scusa e ne permesso... e ti lascera l anima...
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romy88
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Messaggio da romy88 »

elisa78 ha scritto:
whiterose ha scritto:
davoicer ha scritto:Sapete, ci sono volte che avrei voglia di ascoltare SOFAD ma non lo faccio perchè ho paura delle emozioni che mi provoca
provo anche io spesso quella sensazione: sento come il bisogno di sfuggirci, perchè può far ancora più male.
è proprio così: colpisce lì dove sono le tue ferite

.....

E se tutto è solo una frazione infinitesimale di quello che un album mi fa provare, non riesco a classificare tutto ciò, non posso dare un voto a qualcosa di eterno. SOFAD sconfiggerà il buio del tempo, come la sua stessa natura.


Amo questo album non di più degli altri, ma forse con più violenza. Perchè è come se il cuore, tutto il cuore, pieno della sua colpa, gridasse la sua ragione; il peccato chiedesse di essere ascoltato.
Il sole sorge e tramonta su SOFAD, le ombre si allungano e svaniscono, si allungano, e poi scompaiono di nuovo, in un ciclo eterno in cui l'oscurità ruba il respiro alla luce, e di nuovo la luce soffoca nell'oscurità.
E puoi toccare quasi tutto, una materialità che senti fino dal primo suono, il primo stridìo del primo pezzo. Un graffio, una ferita sulla pelle. Ma che continuamente tende al cielo e vola, continuamente sfiora l'estasi e si stacca dalle sensazioni fisiche, per poi ricadere in un buio più profondo.
E lo puoi sentire [I feel...], puoi percepire la luce ben al di là dei tuoi occhi, la carezza dei raggi, ancora prima di vedere il sole, ancora prima che il Mattino sorga su I feel you


E l'ombra scivola in your room, si allunga sulla luce, per toccare nuovamente il buio, ancora, più consapevole. Non esiste più Notte, non esiste più Giorno, non esiste più ombra, nè luce; quel ciclo eterno, la stessa schiavitù, diviene l'unica forma di liberazione. E non sento più lo scorrere, il tempo non esiste più, l'unico tempo per cui so di avere vita è scandito da quel battito. E l'unica consapevolezza, esisti solo 'tu'. E non so quello che mi accade, sono in attesa, in balìa, aggrappata alle tue parole, vivendo nel tuo respiro. I suoni si alzano, si perdono, a ritroso, sembrano grida o lamenti, fendono lo spazio e il tempo. E scompaiono.

Non è la salvezza, non è schiavitù, è salvezza nella schiavitù.
Sono la persona più consapevole di ciò che accade, lo so perchè è lo stesso corpo e la ferita che me lo dicono. Non servono spiegazioni.
Grazie mille Whiterose di aver descritto in maniera così perfetta SOFAD... sei riuscita a dare la giusta visione all album più bello dei DM... Album che ha in se tutta la filosofia di vita dei Depeche Mode..

Come dici tu è un continuo salire e scendere... dal buio totale si torna alla luce per poi ricaderci... ma questo credo che è il vero significato della vita di tutti noi.. un continuo altalenare di sentimenti... belli e brutti, piacevoli e dolorosi... Sentimenti che ovviamente ti lasciano un segno indelebile sull tua pelle..

Adoro come hai descritto IYR... esatto è la consapevolezza dell uomo di essere schiavo dell amore per la sua metà.. amore che è totale devozione..
Lo si capisce benissimo nel ritornello a che punto l amore può rendere schiavi..

"I'm hanging on your words
Living on your breath
Feeling with your skin
Will I always be here?"

Nel buio totale di questa canzone si evince come la schiavitù però renda libera una persona dal momento che la consapevolezza lo fa rimanere "aggrappato alle parole" dell'amato/a..

Tutto Sofad è un lungo e tortuoso cammino, in cui l uomo trova una sorta di via di salvezza in Higher Love...

Sofad sarà per sempre l album che è cucito addosso alla mia pelle perchè esso descrive perfettamente il mio mondo.. il mio essere... Album che mi toglie il fiato ogni qualvolta io l ascolti... e l unico album che riesce a sconvolgermi ogni volta.. forse perchè come dici tu è molto "violento"... entra diretto in noi senza chiederti ne scusa e ne permesso... e ti lascera l anima...

vi quoto entrambe... sono le stesse cose che penso io...
Solo che non sono brava con le parole come voi, quindi, mi approprio dei vostri pensieri, e li faccio miei...
A volte, quando penso, quando ho bisogno di ritrovare forza, di sfogarmi, anche piangendo, SoFaD è qualcosa di speciale...

quindi un mega quotone!!
whiterose
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Messaggio da whiterose »

elisa78 ha scritto:
Nel buio totale di questa canzone si evince come la schiavitù però renda libera una persona dal momento che la consapevolezza lo fa rimanere "aggrappato alle parole" dell'amato/a..
Sì, Elisa, mi hai capita perfettamente
La schiavitù, nel momento in cui si perde se stessi nell'altro, fa sentire liberi, perchè l'unico desiderio è non appartenere più a se stessi. E così, ti senti libera in quella prigionìa che ormai aveva già la tua mente. Da cui non ti puoi liberare se non appartenendo a chi ami.

Sono felice che vi siate ritrovate nelle mie parole
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elisa78
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Messaggio da elisa78 »

whiterose ha scritto: Sì, Elisa, mi hai capita perfettamente
La schiavitù, nel momento in cui si perde se stessi nell'altro, fa sentire liberi, perchè l'unico desiderio è non appartenere più a se stessi. E così, ti senti libera in quella prigionìa che ormai aveva già la tua mente. Da cui non ti puoi liberare se non appartenendo a chi ami.

Sono felice che vi siate ritrovate nelle mie parole
Cara Whiterose
per me IYR è tutto... sono arrivata a tal punto che il ritornello è stato tatuato nel mio avambraccio sinistro... Voglio che rimanga in eterno un segno inbelebile del modo in cui amo un uomo... totale devozione nel suoi confronti...

Credo in quell amore che ti fa perdere totalmente te stessa in un altra persona.. amo quella sorta di prigionia che essa provoca... prigionia che ti lacera l anima molte volte, ma che non puoi farne a meno...
IYR descrive perfettamente questo modo di amare.. Appartenere totalmente ad una persona...

Aggrappata alle tue parole
Vivendo con il tuo respiro
Sentendo con la tua pelle

Amo il fatto della continua lotta sul mollare la "prigionia"... il fatto della minaccia "Sarò sempre li con te?"
... alla fine dopo tanti tormenti rimani li... sarai sempre con lui....

E' per quello che dico che tutto Sofad è me stessa... io mi ci ritrovo in tutte le canzoni.. in tutte le frasi.. e pure nella musica...
Io sono oscura, chiusa, cupa e vivo in un mondo tutto mio e tante volte chiedo agli altri di
"Walking on my shoes"
Ma nessuna giuria per ora ha ancora capito il mio mondo ed il mio essere.. per ora hanno solo emesso sentenze negative contro di me....
Solo qui in 013 ho trovato chi mi capisce realmente....
whiterose
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Messaggio da whiterose »

E' la nostra diversità la nostra bellezza.
E' ciò che spesso fa sì che le persone, inspiegabilmente o meno :roll: non si sopportino. Se c'è un (magari giustificato, ma più spesso forse ingiustificato) fastidio.

Ma molto spesso - e qui la cosa di cui a volte non ci si rende conto totalmente - è ciò che ci attrae dell'altro, come una calamita o una ragnatela. Qualcosa che ci riempie, ci arricchisce, ci droga.
Se vivi pienamente, forse nulla ti potrà scalfire. Sono l'infelicità e l'insoddisfazione che creano il fastidio. Se tu senti di non poter essere che così, se è la tua natura, devi esserlo senza paura. Se non ti fai del male.

Facile, dirai; ma non provo a dirti come non devi essere o non devi sentire, perchè so fin troppo bene che certe sensazioni non si possono contrastare.
Non si decidono mai, vengono da sè.
E forse non vale nemmeno la pena ponderarle, meglio viverle.



SOFAD è l'esempio di come un album, come della musica, possa amplificare all'ennesima potenza certe deboli sensazioni che cerchiamo di soffocare dentro di noi...o di come la stessa possa essere uno specchio che riflette e protrae come un'eco infinita quelle medesime sensazioni.
in qualunque modo tu lo senta, è come la marea
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