(OT) Atei e religiosi

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Giuliano L'Apostata

Messaggio da Giuliano L'Apostata »

lilianlove ha scritto:Vorrei soffermarmi su questo punto: Le passioni nella vita,
Dapprima vorrei fare una annotazione di carattere storico. Nella teologia morale cattolica, ma anche nella filosofia più recente, non si dà molto spazio alle passioni, e se lo si fa, esse vengono viste per lo più in modo negativo, come ostacoli che impediscono alla ragione di fare ciò che è giusto e buono. Bisogna combatterle. Gli antichi filosofi, i cosiddetti stoici, dicevano che le passioni erano una malattia dell'anima. Le malattie biosogna curarle; e dunque bisogna liberarsi delle passioni. Ci sono infattti certe correnti religiose che partono proprio da questa concezione dell'uomo. Nel buddismo, per esempio, è forte l'idea che l'uomo debba liberarsi possibilmente di tutte le passioni. Dietro c'è una concezione dell'uomo diversa da quella giudeo-cristiana.
Che cosa centrano le emozioni, i sentimenti, le passioni con la moralità, con umanità realizzata? San Tommaso se ne occupa così intensamente perchè è convinto che l'uomo sia un' unità vivente di anima e corpo, e che tutto nell'uomo sia umanamente significativo, non solo la ragione, la volontà, lo spirito, ma anche i sentimenti, le forze sensitive, e il corpo stesso.......Siamo uomini, i nostri moti e sentimenti sono e devono essere umani. nella misura in cui sono umani, sono anche buoni e oridinati.
Dobbiamo dare forma al mondo dei nostri sentimenti, così come da esso siamo a nostra volta plasmati. Facendo questo siamo già sula buona strada qualsiasi essa scegliamo per noi.....(purchè sia appunto....di luce).
Ancora una volta la Nostra conterranea si rivela Musa ispiratrice di qualche riflessione e speculazione OT:

Corpo io sono ed anima, così dice il fanciullo. E perché non si dovrebbe parlare come i fanciulli?...
L'anima è null'altro che qualcosa per indicare una parte del corpo… Il corpo è una grande ragione… uno strumento della tua ragione… Strumenti e giocattoli sono il senso e lo spirito…Dietro ai tuoi pensieri e sentimenti sta un sovrano che ha nome corpo… Vi è più ragione nel tuo corpo che non nella tua migliore saggezza… Fratello, se hai una virtù ed è la tua virtù, allora non la dividi con nessuno… Una volta avevi delle passioni e le chiamavi cattive, oggi hai solo delle virtù cresciute dalle tue passioni… Alle fine tutte le tue passioni sono diventate virtù e tutti i tuoi demoni angeli… Guarda come ognuna delle tue virtù brama la vetta suprema, vuole tutto il suo spirito, poiché sia il suo araldo, vuole tutta quanta la tua forza nell'ira, nell'amore e nell'odio.
(Friedrich Nietzsche)

La ragione è piccola, la natura è grande…
(Giacomo Leopardi)

L'anima è un CORPO sottile che alberga in quello fisicamente inteso…
(san Tommaso d'Acquino)

Così, spesso, accade a uomini singolari, che per colpa di un difetto, un neo della natura, per l'abbondanza di un qualche loro umore, o per un'abitudine di cui si faccian schiavi, che recinti e difese della ragion travolga, a questi uomini, segnati dal marchio di un difetto, accade, che l'altre lor virtù, se anche pure come la grazia, appaiano al giudizio del mondo guaste e corrotte, per quell'unica colpa
(William Shakespeare)

Soprattutto Shakespeare, accreditato come il primo (a livello cronologico) autore genuinamente "moderno" della letteratura secondo il parere di larga parte dei critici, fa un accenno di grande interesse in ordine alle passioni nella vita, ciò che organizza l'oggetto della citazione da Noi mutuata.
Pare infatti che Amleto, titolare di un indole geneticamente irruente benchè incerta, e per giunta esacerbato dalla congiuntura altamente emotiva in cui versa, denunci il modo con cui la società Danese del secondo XVI secolo, assai perbenista, concepiva la persone dotate di soggettività e momento. Si tratta di una dichiarazione, evidentemente sentita anche dal drammaturgo inglese autore dell'opera, che anticipa, e di molto, certe priorità d'ascendenza romantica, che a quanto pare si erano già fatte sentire anche in un contesto elisabettiano tardo rinascimentale. Proprio il rinascimento, attraverso la lezione ripristinata degli autori dell'antichità classica, proponeva falsarighe di vita ed estetiche messe a fuoco sulle risme della ragione, della moderazione, del decoro, dell'equilibrio interiore, della saggezza, dell'impassibilità, ingredienti che evidentemente il principe di Danimarca non riteneva all'altezza ad certuni lampi nevralgici della vita: Amleto si avvampa in diverse occasioni, si attorce mente e corpo d'invidia per l'enfasi e gli strepiti dell'istrionesco attore suo amico e per le truppe impavide di Fortebraccio… Non che Shakespeare, a Nostro parere, individui o profetizzi, sulla base di ethos e pathos coevi, indirizzi nascenti o seguenti dello spirito della creatura occidentale. Più semplicemente egli va in profondità, nell'animo conforme alla natura umana, e scopre un universo di voci e grida contorte, esasperate, un coro di tragedia e di sfida all'onnipotente, all'uomo, alle umane sorti. Che si tratti di costanti sottratte ad ogni prospettiva spazio temporale è poco ma sicuro: Il Buon Caro Lucio Anneo Seneca, che chiamiamo in causa come specimen dell'arte filosofica e letteraria stoica non ortodossa, trascorse, questo va detto a scanso di equivoci, una porzione significativa del suo tempo impegnato nella trattatistica orientata alla compressione delle PASSIONI (nel De Constantia Sapientis rasenta addirittura il ridicolo: Omnia mea mecum sunt, il saggio non dovrebbe soffrire per la morte delle figlie, poiché non fanno parte del suo essere…). Eppure proprio Seneca, oltre ad aver composto 8-9 tragedie ad argomento mitologico greco, scrisse una Consolatio con il chiaro bersaglio di cattivarsi la benevolenza di Polibio, uno dei più quotati ed ascoltati liberti di Claudio, ottenendone il rimpatrio, il che non offre certo l'idea di un gesto di nobiltà di antica schiatta. Inoltre Seneca stese vertiginosamente un operetta dal simpatico titolo di Apokolokynt(h)osis Divi Claudi (approssimativamente "Apoteosi/Apologia di quella zucca del Divo Claudio) conosciuta anche col nome di L'apoteosi negata, obbiettivamente una delle più riuscite satire politiche di tutti i tempi, nelle quali il nostro si scaglia con veemenza e PASSIONE, in uno stile piuttosto negligente, contro il detestato sovrano Claudio, reo non tanto di aver gestito male la cosa pubblica, quanto di averlo esiliato. Al termine del libello, al colmo dell'euforia, Seneca tesse addirittura le lodi, e in maniera quanto mai appassionata, dell'imperatore entrante Gneo Domizio Enobarbo, alias Nerone!. Stesso discorso vale per Marco Tullio Cicerone, se solo si guardano le Epistole piuttosto che l'oratoria o la trattatistica filosofica: ampollosità e magniloquenza di facciata, paludamenti della retorica e... tolto il velo, la dimensione dell'umano, fatta di incertezze, travagli, smodate ambizioni, gioie e dolori, PASSIONI, emozioni forti…
Flavio Claudio Giuliano Imperatore Apostata.
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Messaggio da lilianlove »

Alcuni versi scritti da un uomo meraviglioso santo frà i santi, portatore di una fede incrollabile sino all'ultimo suo respiro.

Parlando dell'uomo con l'Uomo (il verbo di Dio inc.)

Io T'invoco e Ti cerco, Uomo - in cui
la storia umana può torvare il suo Corpo.
Mi muovo incontro a Te, non dico "Vieni"
semplicemente dico "Sii".

sii là dove nelle cose non resta impronta alcuna, ma dove
dove un tempo l'uomo,
dove fu cuore e anima, desiderio, dolore e volontà,
consumato dai sentimenti e avvampando di santa vergogna -
sii come l'eterno Sismografo di ciò che è ivisibile ma reale.
O Uomo in cui s'incontrano dell'uomo il fondo e il vertice,
in cui l'intimo non è pesantezza nè tenebra, ma appunto soltanto cuore.

Uomo nel quale ogni uomo può ritrovare l'intenzione più profonda
e la radice delle sue azioni: specchio di vita e morte,fisso dell'umana corrente,

Uomo, - a Te sempre giungo - guardando il fiume magro della storia.
andando incontro ad ogni cuore, incontro a ogni pensiero
(storia - ressa di pensieri e morte di cuori).
Cerco per tutta la storia il Tuo Corpo,
cerco la tua profondità.

GIOVANNI PAOLO II .

Ecco perciò la risposta alla domanda cruciale: Come bisogna concepire il senso più profondo della storia.... va oltre la storia e trova la sua piena spiegazione in Dio- Uomo.
La speranza cristiana si proietta oltre il limite del tempo. Il Regno di Dio si innesta e si sviluppa nella storia dell'uomo, ma la sua meta è la vita futura. L'umanità è chiamata ad avanzare oltre il confine della morte,anzi oltre lo stesso succedersi dei secoli, verso l'approdo definitivo dell'eternità, accanto al Cristo glorioso, nella comunione trinitaria,
" La speranza è piena di immortalità".
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Messaggio da inspyred »

Io credo che la vita senza credere...ricercando...il Dio in Noi ci limita molto, sinceramente non sò quale "teoria" muove il pensiero dell'ateo, sò che il mio pensiero di Dio si basa non sulla Chiesa, ma sulla ricerca personale, io lo cerco dentro di me, parlando con lui, attraverso pratiche Cristiane Mistiche Antiche che esistono, dimenticate dalla Chiesa (o forse nascoste) comunque esistono.
Vi assicuro che l'avvicinarsi a Dio in modo personale è possibile per chiunque, la stessa Bibbia lo indica, senza intermediari...ovviamente per fare questo occorre applicazione e disciplina nella pratica, cosa difficile, personalmente faccio una fatica enorme! se vogliamo crescere spiritualmente ed imparare a dialogare con Dio, Gesù, Maria, in modo continuo...
Ci si deve smontare dalla mente la classica dottrina del Cristianesimo Cattolico che ci hanno insegnato...la crescita spirituale è qualcosa di molto più profondo e non si limita ad una comunione o alla messa domenicale...certo molto più semplice (in un certo senso...) l'essere ateo, la vita vita con "superficialità spirituale" apparentemente rende più liberi...

Io ho solo la mia esperienza da porvi, non sono capace di spiegare quì..posso solo dirvi che si può andare a vedere con i propri occhi interni che Dio c'è!

Ho un bellissimo pensiero di un monaco tibetano riguardante Gesù che non sò postare quì, ma per chi vuole lo posso inviare...

Om Shanti
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Messaggio da SEEYOU »

inspyred ha scritto:certo molto più semplice (in un certo senso...) l'essere ateo, la vita vita con "superficialità spirituale" apparentemente rende più liberi...
caro Inspyred, permettimi di dissentire da questa affermazione, anche se alleggerita dal "in un certo senso" e all'interno di un post sincero. (anzi, mi manderesti il pensiero cui accenni? grazie)

Come ho già scritto in precedenza anche l'ateismo può essere visto come una fede a sè stante, perciò non mi voglio neanche definire atea... sicuramente non cattolica, non adepta a movimenti-religioni-sette.
Tutto ciò, e il non cercare un Dio personificato, rappresentato, raccontato, non fanno della mia una vita senza spiritualità, tanto meno superficiale. Le tematiche della fede, dell'aldilà, dell'anima nel corpo... sono domande che non mi pongo neppure. Cerco di vivere secondo una morale, di base cristiana ed evangelica, di trovare un equilibrio fra mente e corpo, e di non praticare violenza sulle persone e sulle altre creature. Per ora mi basta.
Non avere il riferimento "esterno" a sé, di un Dio o dei suoi ministri, secondo me rende più duro affrontare le difficoltà. La fede vera, e la ricerca onesta di cui tu parli, mi sembrano assai rare e preziose. Più spesso mi sembra che la religione funga da sfogo, da sostegno per chi non trova forza e amore sufficienti in sè stesso, e non ultimo da lavatrice domenicale di coscienze.
Rifiutare un credo renderebbe più liberi in che senso? Non dobbiamo forse rendere sempre conto alle nostre coscienze? Una volta un'amica cattolica mi disse: "Ale, alle volte sei più coerente e rigida di me nelle questioni morali". Si stupiva.
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Re: noi povere bestie

Messaggio da strangelove74 »

bestia ha scritto:Un bel giorno ci si sveglia e si scopre che ci tocca morire tutti!!!
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Messaggio da inspyred »

See You...
il chiamare Dio...Gesù...Maria...Buddha...Allah...non lo associo ad una figura tramandatami dalla Chiesa o da uno Cultura lontana, un giovane col viso da sessantottino, una donna gentile, un vecchio barbuto, una figura distesa....sono cose che non mi interessano, create per il bisogno di concretezza delle persone...ma le associo ad una "sensazione" che nasce nel mio "io", che mi piace chiamare "spirito" o "anima" se vuoi...e da lì che nasce il dialogo di cui accennavo...io sono convinto, l'ho constatato più volte, che i più che si definiscono atei, non è il tuo caso SeeYou, lo fanno si per coerenza, ma anche per comodo...mi spiego, molti che si credono cristiani cattolici e si dicono cristiani cattolici, frequentano solamente la messa domenicale ma certamente non dedicano il tempo quotidiano alla preghiera, e questa per me è superficialità e non coerenza nei confronti di un credo religioso...l'ateo è si coerente perchè non crede in un dio, quindi non frequenta le funzioni religiose e non prega, ma secondo me, si rende la vita più leggera ed anch'essa superficiale, non ascoltandosi, evitando di ascoltare lo spirito che dentro di noi ci parla, l'amore se vuoi, ma non quello di un'altra persona, ma quello di un'unione con l'Universo...

Capisco perfettamente quello che intendi tu...l'amore ed il rispetto che pratichi quotidianamente...ma ti assicuro che senza essere legato a generali di chiesa ed a messe domenicali si può avere un contatto più profondo con questo Amore Universale...io mi ci sto avvicinando, con mille difficoltà presenti e passate...

Mandami la tua email con un messaggio privato e ti girerò quel pensiero su "Gesù"

nemmeno io mi definisco cattolico, ma cristiano sì!
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consiglio

Messaggio da inspyred »

Vorrei consigliare a tutti, atei e non, un libro semplice, ma dagli spunti profondi..

Abè Pierre - mio Dio perchè
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l'avvenire di Gesù

Messaggio da inspyred »

vorrei condividere con voi questo pensiero di un Monaco Tibetano Buddista...



L'avvenire di Gesù
di Taisen Deshimaru

Gesù è la verità cosmica.
Non rinchiudiamola in una visione limitata.
Noi stessi dobbiamo divenire esistenza della luce cosmica, esistenza della verità che include tutte le cose: la materia, lo Spirito; esistenza che include tutte l categorie e tutte le scienze.
Il nostro bisogno è di andare al di là di tutte le religioni, di tutte le filosofie, di tutti gli "ismi"..
Non dobbiamo essere esclusivi, limitarci, ma fondere tutto nell'autentico amore Universale è questo il ritorno al vero senso del Cristo: vero slancio vitale, vero modello; Dio nell'uomo e l'uomo in Dio. Buddha e Gesù diventano: identicità nell'essenza.
Bisogna creare l'unità, l'armonia delle religioni, per l'avvenire.
Dio è dentro di noi.
Ora il sostegno di Cristo è diventato debole. Io lo vorrei aiutare. Se egli tornasse su questa terra creerebbe Lui stesso questa armonia, questa intelligenza unificatrice che manca all'uomo d'oggi.
Ma Cristo non è morto. Egli non sarà mai morto.
Dobbiamo trovarlo in noi stessi, non essere separati da Lui.
Egli non esiste che dentro di noi, in futuro ridiventerà forte perchè l'esistenza dell'essere continua.

L'uomo di oggi respinge Cristo come un'ombra, si priva così di una grande forza che resta confinata nel suo inconscio, come pure si priva delle qualità che lo rappresentano.
Il vero Dio non è lo stesso che è stato definito dai concetti dell'uomo.
Il Dio pensato dall'uomo e il vero Dio sono due cose diverse. Noi dobbiamo scoprire l'essenza del vero Dio: il Dio originale.
Fino ad ora Dio è stato descritto attraverso immagini, teorie, classificazioni. Ciò non è falso madobbiamo tornare alla nozione di Dio originale. E' questo Dio che mettendosi faccia a faccia con Dio ne prenderà coscienza. Dobbiamo andare al di là della comprensione limitata. afferrare l'originalità prima ed assoluta, oltre il relativo e la dualità. Per questo Cristo è l'esempio: unità uomo-Dio.
Non dobbiamo cecare Dio nella nostra mente, nella nostra coscienza, nella nostra ragione: dobbiamo cercarlo nella coscienza di Dio. Platone ha detto: "E quando noi ci separiamo dall'idea di Dio che possiamo ritornare in Lui".

Anche se noi neghiamo l'esistenza di Dio, non possiamo negare Dio stesso: esistenza assoluta ed eterna.
"Dio esiste o non esiste?" Questa è l'eterna domanda, ma il metodo stesso di formularla è già un problema. E se Dio esiste, quale forma assume, quale simbolo?
Quale profilo, in quale luogo? Questa raffigurazione non è necessaria. L'esattezza, la certezza totale sono impossibili a causa della relatività del dubbio.
Il dubbio non è che una parte del tutto.
Il dubbio non ha sempre un oggetto. Mentre la certezza assoluta è senza oggetto.
Avere fede e credere non sono la stessa cosa.
La fede è assoluta, al di là del dubbio. Noi abbiamo bisogno di credere in Dio più di prima.

E' più importante credere in Dio che pensare o parlare dell'argomento Dio.
Dubitare significa riflettere, riflettere è guardare un oggetto, seperarlo dal soggetto. Dunque riflettere significa allontanarsi dal mondo: creare un altro mondo: Il dubbio non deve essere dubbio per se stesso.
Esso deve cercare una certezza. La religione è ritornare all'Eterno, all'Infinito, all'Illimitato.
Ritornare a Lui e alla nostra origine. Questa origine è la vera ultima dimensione, è quella più alta, è Dio stesso. Non potremo comprendere questo da Noi stessi, con la nostra sapienza, con la nostra propria saggezza. Possiamo comprenderlo attraverso la Saggezza di Dio che è la più alta.
Egli non deve essere pensato attraverso i concetti dell'ego, essendo Egli al di là del linguaggio e del sapere.
....senza linguaggio, pensiero e forma....
Nel riposo esiste il vero silenzio.
In questo silenzio Dio vive, Dio parla a Dio.
Solamente quando siamo in silenzio possiamo udire la voce di Dio.
Solamente attraverso di Lui possiamo attestare che Egli E'.
La vera Luce non brilla!
"La notte oscura è più brillante del chiarore del sole, più bella della luce del mattino".La santa notte è luce, illuminazione.
Non si può cogliere, afferrare l'illuminazione.
Il vero Dio esiste, vive in questa oscurità che, dobbiamo sapere, brilla più del chiarore del sole.
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Messaggio da zenigata84 »

SEEYOU ha scritto: lo Stato deve essere laico, unica garanzia fra l'altro a tutela dei credi di tutti coloro che ci vivono. Sarò pignola, ma come già per cattolico/cristiano mi preme la differenza ateo/laico.
Quotone!
La chiesa per me dovrebbe farsi un pò di più gli affari propri senza mettere le mani avanti nella politica (ricordate che un tempo c'era il non expedit?)
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Messaggio da inspyred »

Non diamo la motivazione dell'essere atei alla Chiesa...è una questione tra Noi e Gesù!
Il resto sono solo scuse con se stessi...
(critica personale...) :roll:
Ultima modifica di inspyred il mar giu 27, 2006 3:42 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da SEEYOU »

inspyred ha scritto:Noi diamo la motivazione dell'essere atei alla Chiesa...è una questione tra Noi e Gesù!
Il resto sono solo scuse con se stessi...
(critica personale...) :roll:
?
Penso che Zenigata si riferisse solo all'aspetto politico della questione, come finora l'abbiamo trattata nel topic, riferendosi al laicismo e non all'ateismo... Finora, appunto, mi sembra che i due filoni del discorso, al di là delle intenzioni di chi ha aperto il topic, siano state "credere/non credere e annesse motivazioni" e "laicità dello stato/ influenza della religione nelle nostre vite". Direi anzi che finora gli aspetti politici hanno prevalso su quelli spirituali, d'altronde come dici tu la fede è una questione più intima e privata.
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Messaggio da inspyred »

SEEYOU ha scritto:
inspyred ha scritto:Noi diamo la motivazione dell'essere atei alla Chiesa...è una questione tra Noi e Gesù!
Il resto sono solo scuse con se stessi...
(critica personale...) :roll:
?
Penso che Zenigata si riferisse solo all'aspetto politico della questione, come finora l'abbiamo trattata nel topic, riferendosi al laicismo e non all'ateismo... Finora, appunto, mi sembra che i due filoni del discorso, al di là delle intenzioni di chi ha aperto il topic, siano state "credere/non credere e annesse motivazioni" e "laicità dello stato/ influenza della religione nelle nostre vite". Direi anzi che finora gli aspetti politici hanno prevalso su quelli spirituali, d'altronde come dici tu la fede è una questione più intima e privata.
Non era riferito a Zenigata quello che ho scritto quì sopra, mi ha dato lo spunto per un pensiero ma non riferito a lui...il suo era un commento e non mi permetterei mai, la mia era una critica a me stesso, il mio Ego a volte mi limita nella mia ricerca spirituale...e comunque, se come hai scritto tu, si è dato precedenza ed attenzione all'aspetto chiesa/stato/politica un motivo c'è...e secondo me gioca molto l'aspetto di comodo...a volte è anche comodo non credere e dare la "colpa"a qualcuno (Chiesa appunto)...discorso sociale il mio...ma anche personale in quanto ci sono passato e ci sono!
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Messaggio da SEEYOU »

ok, scusa, non avevo capito!!
e comunque, se come hai scritto tu, si è dato precedenza ed attenzione all'aspetto chiesa/stato/politica un motivo c'è...e secondo me gioca molto l'aspetto di comodo..
o forse, semplicemente, come avevamo già commentato insieme, certi argomenti sono così intimi e personali che ci si limita a sfiorarne la superficie in pubblico.

Per la questione del "comodo"... l'avrai capito che sono un pò allergica a questo argomento... non avevo mai considerato che la non-fede potesse avere questo genere di giustificazione... sinceramente mi irrita (eufemismo) di più chi pure dichiarandosi aderente a una certa religione ne mette in pratica solo i precetti meno "scomodi", adducendo per il resto delle sue scelte la scusa del libero arbitrio, e l'indipendenza verso le autorità ecclesiastiche... mah! Sono comunque due argomentazioni distorte che coesistono benissimo...! :wink:
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Doktor doktor
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Messaggio da Doktor doktor »

Bel sito, prima di parlare vorrei solo precisare che Stalin era solo un prodotto danneggiato del sistema che dato la possibilità ad un pazzo(lo ammetto) di diventare segretario generale.

Sono daccordo col creatore del sito, bisogna combattere al di là del proprio schieramento politico e morale contro ogni aberrante forma di false verità che ci vengono propinate.

Io dico che dio non esiste sia perchè è l'uomo che lo fa esistere per sentirsi protetto, amato e quindi non solo nell'universo; sia perchè non credo a ciò che non passa attraverso la scienza e sia perchè se esistesse davvero servirebbe sempre.
Così come stanno le cose allora dio è davvero morto perchè l'uomo d'oggi probabilmente le sue paure e desideri non li sente più: ora non serve più un dio ma solo produrre produrre produrre :evil:
FeelingWithYourSkin
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Messaggio da FeelingWithYourSkin »

HO CERCATO DIO
Angelus Silesiius

Ho cercato Dio
con la mia lampada così brillante
che tutti me la invidiavano.

Ho cercato Dio negli altri.
Ho cercato Dio
nelle piccolissime tane dei topi.
Ho cercato Dio nelle biblioteche.
Ho cercato Dio nelle università.
Ho cercato Dio
col telescopio e con microscopio.
Finchè mi accorsi che
avevo dimenticato quello che cercavo.
Allora, spegnendo la mia lampada,
gettai le chiavi, e mi misi a piangere...
e subito, la Sua Luce fu in me...

________________________________________

ITALO CALVINO

L'inferno dei viventi
non è qualcosa che sarà;
se ce n'è uno, è quello che è già qui
l'inferno che abitiamo tutti i giorni,
che formiamo stando insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne.
Il primo riesce facile a molti:
accettare l'inferno e farne parte
fino al punto di non vederlo più.
il secondo è rischioso ed esige
attenzione e apprendimento continui:
cercare e saper riconoscere chi e che cosa,
in mezzo all'inferno,
non è inferno,
e farlo durare, e dargli spazio
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