"Depeche Mode/Re-Stripped": rimessi nudi....

Discussioni generali sui Depeche Mode

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violator88
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"Depeche Mode/Re-Stripped": rimessi nudi....

Messaggio da violator88 »

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People are basically the same?

Ventitre luglio 1961: nove mesi prima un soldato (presumibilmente un marinaio) americano di colore ha uno stretto rapporto con la madre di "Norman" Martin. Certi avvenimenti lasciano il segno. Il suo primo amore è la chitarra e, si sa, il primo amore non si scorda mai.

1982: Alan "Charles" Wilder, spirito solitario di famiglia borghese e con tre fratelli, risponde ad un annuncio su una rivista musicale, mentendo sulla età. Certe bugie alla lunga si pagano, c'è sempre qualcuno o qualcosa che ti presenta il conto. Dodici anni dopo incide Bloodline, la cui title-track è(insieme ad Edge of Life, una delle più belle canzoni del suo progetto Recoil) è scritta dalla cantante dei Curve Tony Halliday, moglie di Alan Moulder, un produttore britannico vecchia conoscenza del mondo depechemodiano (Costruction Time Again, registrato in parte agli Hansa Mischraum di Berlino, ghost track Everything Counts Reprise...ed EC Absolut Mix del 1989, finiti nei Remixes 81-04).

1980: Dave Gahan, infanzia a dir poco turbolenta, diviene frontman del nuovo gruppo creato da MG,VC e AF, mettendosi in mostra grazie ad un esibizione cantando Heroes del poliedrico-trasformista David Bowie. Da sempre "spirito" caldo il suo, fin troppo caldo a volte.

1984: agli Hansa Mischraum di Berlino, durante le registrazioni di Some Great Reward, Andrew "John" Andy Fletcher (originario di Notthigham, anima da sempre manageriale la sua) come diversivo si diletta nella registrazione di un album, coadiuvato da Gore e Wilder in persona, con quest'ultimo che scatta anche la foto copertina per poi presentarlo a Daniel Miller, il quale non pubblica tale "lavoro diversivo". Chissà se tale delusione abbia lasciato qualche segno in lui. In ambito Depeche, se si esclude la sua funzione manageriale, a livello di fase lavorativa in studio il suo contributo è tangibile/riscontrabile/quantificabile nell'intermezzo strumentale posto tra Enjoy the Silence e Policy of Truth, allorquando pronuncia la frase "crucified".

Chi sono/erano realmente i Depeche Mode? Di cosa parla(va)no, quali sono/erano le vicende narrate da Martin, Alan (compreso progetto Recoil) e Dave nelle loro canzoni? E' possibile che certe vicende interne al gruppo e alla vita privata di ciascun componente siano entrate, sovrapponendosi, nei testi (nonchè negli arrangiamenti) delle loro canzoni costituendone parte rilevante se non addirittura, in certi casi quantomeno, fondamentale?

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A voi.

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Ultima modifica di violator88 il mar ott 13, 2015 9:41 pm, modificato 2 volte in totale.
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Messaggio da violator88 »

Ok...parto io. E paradossalmente lo faccio con un "revolverata", un brano Recoil, vale a dire Edge to Life... con quel finale magnifico con uno stupendo tappeto di synth che ti lascia quasi senza fiato.... e da quelle quattro note di piano e da lei, Ippolita santarelli. Senza dimenticare la "voce nera" di coro in sottofondo.

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Questo splendido brano, con quegli arricchimenti/arrangiamenti posti da Alan, rimanda a svariate cose del mondo Depeche. Behind the Wheel appunto, tanto per cominciare...ma anche Strangelove (quattro note di piano), Enjoy the silence (i quattro riff della chitarra di Martin)....insomma sembra una sorta di commiato, di addio. Ma ciò che sembra un pò stonare è, o cmq creare una sorta di ambiguità, sta nella nellla differenza tra ciò che sembra dire il testo (non scritto da Alan), e ciò che sembra quasi trattarsi di un addio voluto e rancoroso all'intero universo depechemodiano e ciò che invece sembrerebbero trasmettere quei colori sopra descritti (la frase di Poppy Santarelli., le quatrro note, la triste dolcezza del tappeto synth) che Alan aggiunge a questa tela, cioè quasi come se ci trovassimo davanti non ad un addio voluto ma ad un addio quasi forzato.
Di certo resta il fatto che il successivo album con i Depeche, con relativo mastodontico quanto grandioso quanto sanguinoso tour, sarà l'ultimo respiro di Alan all'interno della band.
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Messaggio da violator88 »

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Judas credo sia una canzome fondamentale per districarsi all'interno dei meandri del mondo Depeche. Martin invita a percorrere un percorso stretto (che potrebbe rivelarsi il più santo), a soffrire, a varcare una linea.....sacrifici da fare per arrivare a soddisfare le proprie ambizioni nonchè inibizioni. E' ben nota a tutti la genialità di martin nella scrittura, nell'essere poliedrico, nel dare diverse chiavi di lettura ai suoi testi, che possono celare dei significati/messaggi impliciti, o nascosti se vogliamo. Ebbene, oltre alla valenza puramente religiosa che è certamente intrinseca alla canzone (nonchè all'intero album), credo che ci sia anche un lato oscuro, un altra faccia della stessa medaglia, un altro mesaggio appunto, con un destinatario/soggetto ben preciso: Alan Wilder. La linea di cui parla Martin, la linea che Alan deve (dolorosamente) oltrepassare è una linea di sangue, una bloodline...o meglio, una Floodline, e cioè quell'immenso ed intricato mondo discografico che si è avventato sui Depeche nel corso degli anni, ed in particolare allorquando, dopo il successo ottenuto negli USA con MFTM, i banchetti/frutti proibiti da mangiare sono divenuti appunti innumerevoili....e golosi aggiungerei. Perchè per Alan fare ciò sarebbe una sofferenza, una miseria da sopportare? Semplicemente perchè, come Martin ben sa, certi rapporti (avere rapporti in generale oserei dire) sono estranei alla veduta che ha Alan del mondo estraneo, al suo carattere solitario, introverso ed anche scontroso nel vero senso della parola (Andy...). Ed ecco che, imho, Alan non ci sta a sottostare a certe dinamiche (volte anche a creare una sorta di dualismo con un altra grande band in voga in quegli anni anni, gli U2...i cui album di maggior successo sono proprio targati da Flood).

I'm not waiting for a king....: il/i Re di cui si parla in Edge to Life non sono nè Dave nè martin, ma Flood appunto...o quantomeno ciò che Flood rappresenta: l'intrusione delle grandi dinamiche commerciali nella sfera Depche/Mute del fido Daniel Miller.

Ma dalla sua Alan, per i motivi precedentemente citati, non ha di certo Andy...non ha neanche dave, immerso nel suo deliri da rocker maledetto sulla scia di Kurt Kobain....e non avrà nemmeno Martin, che si arrenderà sacrificando Alan per un higher love , quello verso la compagna ma soprattutto la figlia da poco avuta. Senso della famiglia del resto posto al centro di tutto anche dallo stesso Alan (la copertina di Bloodline, quelle quattro linee....lui e i suoi tre fratelli.

1 Giugno 1995: Alan, dopo 13 anni di onorata, fondamentale e grandiosa (ma non altrattanto adeguatamente considerata) carriera, comunica ufficialmente il suo addio alla band il giorno del suo compleanno. Una sorta di inutile"regalo".
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Poi...poi Ultra(Vivid Scene) da un lato e Unsound M(ark)e(llis)thods dall'altro: U2.
Entrambi gli album non sono altro che uno scambio di battute, di vedute, di spiegazioni, giustificazioni, accuse, speranze, ecc tra Martin ed Alan (e anche verso altri....).

E per adesso mi fermo quì, in attesa magari di qualche vostro gradito commento/intervento. :) :wink:
perchè credo che da CTA in poì l'intera discografia dei Depeche andrebbe ricontestualizzata e ri-vista sotto un'altra, ugulamente affascinante e suggestiva (anche se dolorosa probabilmente), dark/light.
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Messaggio da violator88 »

Faccio un salto carpiato all'indietro, batto il ferro finchè è caldo...

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"We told you sooooo" ....l'inizio della fine...

Accantonando il significato "superfiaciale/patinato/ambientalistico" che è naturalmente sempre intrinseco alla canzone, c'è un altro territorio che cambiando di cui alan parla, territorio a lui molto più vicino e familiare: the landDepeche/Martinland. L'ingresso del tastierista non perditempo difatti ha rafforzato, migliorando notevolmente, l'impatto delle canzoni del gruppo, trasformando quel semplice synthpop di speakspelliana e brokenframiana memoria: suoni industriali, campionamenti di rumori di oggetti, campionamenti di "cose vere". La forza d'urto degli album inizia ad essere massiccia e granitica come una montagna. Se è vero che da un lato il songwriting di Martin è inizia a farsi più maturo (così come la sicurezza vocale di David), non si può fare a meno di equiparare quantomeno allo stesso livello il contributo fondamentale di alan. Quest'ultimo appunto nella sua song invita gli altri ad essere più presenti, ad occuparsi maggiormente del lavoro(mondo) in studio, piuttosto che scorrazzare sempre in giro a divertirsi.
Per Alan il vero divertimento, il vero party, è quello in studio, in mezzo al suo mondo, in mezzo a quelle macchine, a quei fili, in mezzo a tutto questo:
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E' li in mezzo che lui si sente a casa (semi cit. Terminator 2)
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L'amore del resto, come dice Martin, non è più l'unica cosa come una volta...se con A Broken Frame era iniziata la "raccolta", adesso è il momento di non perdere tempo e proseguire... everything counts in large amounts.
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Messaggio da violator88 »

Continuo a scendere...1986...

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...così come per CTA e Some Great Reward (Somebody....leggenda narra di un Martin nudo "tremolante" con Alan al piano) ci ritroviamo ancora negli studi Hansa di Berlino, la house dove tutto è iniziato, dall'ingresso ufficiale in gruppo/studio di Alan all'utilizzo di strumenti (Sinclavier di EC) belli quanto costosi, passando appunto per la leggenda metropolitana di Somebody.

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Let's have a black celebration...we see the black of another black...day("they")...I look to you...me I want relief...consolation...

Ebbene, il rapporto tra Martin e Alan inizia a farsi più stretto, quasi morboso oserei direi (close, naked, skin on skin...nothing is true), in simbiosi con quanto martin prova verso il suo vero padre, e cioè un rapporto di "amore/odio". Odio a livello lavorativo. Perchè nel mezzo, tra SGR e BC, troviamo Catching Up with Depeche Mode e The Singles 81-85, contenenti entrambi Fly On The Windscreen, per la quale Alan spinge come open-track di Black Celebration, ma alla fine sarà la title-track dell'album a spuntarla. Era una questione di tempo, ma certe dinamiche avrebbero inesorabilmente messo le mani anche su Alan, il quale cerca di sfogare questo senso di frustrazione/impotenza a livello decisionale nel suo progetto Recoil, un diversivo che rispetto a quello di Andy ha qualcosa di interessante da dire (la classe, del resto, non è acqua). Alan scaglia la prima stone "bagnata" su Andrew "Grain" Fletcher.

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Ma questo in fin dei conti non ha molta importanza, perchè niente dura per sempre...in fondo è una questione di lust, di brama....l'importante è che what we've built up crumble to dust...

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Martin (piangendo...non si sente ancora pronto ad incontrare il suo vero padre, la ferita è ancora troppo vivida) ci spera, prega affinchè ciò avvenga il più tardi possibile..

In tutto ciò, ed insieme a campionamenti di voci (Winston Churchil, Daniel Miller), campionamenti delle accensioni di auto, moto, di lanci/scoppi di fuochi d'arificio in giardino ad altezza uomo (.... ), nasce un album letteralmente immortale, il primo di una lunga serie.



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Messaggio da ElectricFriend »

La accetti una critica? Secondo me non ci sono le basi per supportare quello che scrivi, ipotizzare addirittura un morboso dialogo ventennale nascosto nelle canzoni tra Gore e Wilder è una forzatura esagerata.
Queste teorie lasciamole a lui
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Messaggio da violator88 »

ElectricFriend ha scritto:La accetti una critica?
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Se la accetto?....al contrario, io la pretendo...:P :lol: :mrgreen:
Sennò che gusto ci sarebbe...senza un dialogo/confronto (e quindi anche una critica, basti che sia costruttiva si intende) il senso di questo topic perderebbe valore, perderebbe il suo scopo.
Sul resto controbatto dicendo che quà e là ci potrebbero essere delle forzature. Quel "morboso"...va inteso come ricerca a livello psicologico, come una ricerca ossessiva/sostitutiva/dispotica di una figura "simil paterna" da parte di Martin, non a livello....carnale, diifatti ho specificato che sotto quest'ultimo aspetto di leggenda trattasi. Ecco questa potrebbe essere vista come una forzatura, ma paradossalmente la sua veridicità o meno non toglierebbe valenza alla mia (fantasiosa...?) teoria, anzi direi che ne rafforzerebbe il lato spirituale/fraterno/familiare che, in ultima analasi, è il perno su cui tutto ruota, da ABF in poi.

Best... ich gehe zum frühstück :)
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Messaggio da Viser »

Sarò sincero... Per quanto l'analisi possa basarsi su tutta una serie di fatti realmente accaduti e si possano fare alcune di queste ipotesi, tutto ciò per me risulta un trip veramente incredibile... cioè manco ce l'ho fatta a leggere tutto il post per intero :roll: :lol:

Ma girare in blocco la pratica a Giacobbo di Voyager? Secondo me se ne tira fuori qualcosa.. :)
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Messaggio da violator88 »

Viser ha scritto:[...]cioè manco ce l'ho fatta a leggere tutto il post per intero :roll: :lol:
No problem, ero preparato anche a questo :lol: :)
Per i pigroni come te sono disponibili anche dei brevi filmati riassuntivi/illustrativi...l'unica controindicazione è che sono in lingua inglese ma senza i sottotitoli in tedesco (semi cit.) :lol:
Oh mica si può avere tutto dalla vita...spero che ti accontenterai :) :wink:

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Messaggio da violator88 »

Saltiamo al periodo di fede e devozione (Exsotic-Summer Tour compreso), e per farlo mi avvalgo della collaborazione (anche se senza richiesta, per cui mi appello alla sua misericordia) del venerabile Mr.Agony, riesumando parte di un suo vecchio quanto "prezioso" post...
Mr. Agony ha scritto:
Dunque.
Quando si decise di abbandonare la rigidità sintetica di Violator a favore della nuova svolta spirituale dei brani di Martin, Alan decise di mettere mano pesantemente alla sezione ritmica. Intuì che buona parte della suddetta rigidità era dovuta ai suoni percussivi che erano controllati roboticamente dal sequencer.
Breve spiegazione di cos'è un sequencer. Il sequencer è un dispositivo (prima hardware ora totalmente software) che ti permette di registrare e poi trasmettere dei segnali elettrici corripondenti a delle note o, nel caso delle drum machine, a elementi percussivi, come cassa, piatti, rullante, etc.
L'input viene effettuato da una tastiera (suonando) o direttamente programmato sul sequencer stesso, seguendo una logica matematico/musicale.

Il sequencer, pilotando una drum machine, non solo va a tempo, ma spacca il centesimo di secondo, rigidissimo come il tic tac di un orologio. Cosa che va bene su brani electronic-oriented, male su altri.
L'esecuzione di un batterista vero, invece, ha sottili imprecisioni e un particolare feeling sulla dinamica nonchè una timbrica variabile che è intrinseca allo strumento (puoi colpire mille volte un tamburo, questi suonerà mille volte diverso ad ogni colpo, sono variazioni sottili ma l'orecchio umano le coglie).

Alan capisce tutto questo e decide per il calore della batteria "real thing".
Bastava che Miller schioccasse le dita per far arrivare un batterista coi fiocchi (un pò come è avvenuto più tardi nella produzione di Ultra). Invece lui no, la vuole suonare lui e si prende carico della cosa.
Perchè?
Perchè lui la suona per un pattern di pochi secondi con il campionatore che registra. Il frammento registrato viene messo in play ciclico (loop), l'uscita audio del campionatore viene collegata al sintetizzatore modulare Roland System 700.
Il campione viene così filtrato dalla catena di sintesi del synth e assume altri connotati.
Non basta. L'uscita del synth viene collegata a un processore per chitarra e quindi il suono viene ulteriormente sporcato.
Riepiloghiamo la catena audio: batteria+campionatore+synth modulare+processore per chitarra.
Dopo Frankstein, ecco il mostro del dr. Wilderstein.
Un lavoraccio di merda che ha permesso di ottenere diverse tracce ritmiche, ognuna con un filtraggio diverso. Diversi loop che si avvicendano o vanno su tracce parallele ma sfasate.
Una ritmica così movimentata che stimola i riff di chitarra di Martin, che tranquillo tranquillo può concentrarsi sulla sua Gretch.
E' così che nasce quel magnifico groviglio di I Feel You.

Alan usa addirittura due batterie, di dimensioni diverse, registrate in stanze diverse, nel seminterrato della villa di Madrid.

Poi...

Suona dal vivo sui piatti, campiona gli stessi e poi li manda in play al rovescio.
Campiona i cori in scarsa qualità, usando ancora quel carroarmato di Emulator.
Ma poi li stratifica su un respiro sottilissimo e continuo, campionato con un moderno Akai.
Si sente poco ma c'è.
L'atmosfera è sospesa.
"Nella tua stanza, dove il tempo si ferma o si muove secondo la tua volontà..."
Il synth monofonico Arp 2600 arpeggia sub frequenze.
"Permetterai al mattino di venire subito o mi lascerai qui?..."
Ed ecco l'intro di In Your Room.
Il brano è lungo e strutturalmente articolato. Una linea emozionale continua che sale. Ogni strofa un gradino più su.
Viene campionato il suono del rullante della batteria. Il campione viene troncato sulla coda, lasciando solo pochi millesimi di secondo del transiente iniziale e l'intonazione viene alzata in modo innaturale.
Resta un bel "taack" che segue gli accordi della tastiera, annegato in un riverbero programmato ad hoc.
Con questo suono, dopo la strofa intro, si apre il sipario introduttivo della seconda strofa.

Ma due uniche linee di batteria, per strofa e ritornello non bastano.
E' un casino.
Il pezzo viene registrato in quattro modi diversi prima di arrivare alla struttura definitiva.

Nella seconda strofa la ritmica viene arricchita da rullate continue. Il suono si impasta e allora i tom vengono aperti di più in stereofonia. Ecco il segreto, la dislocazione stereofonica della batteria.
Poi i riff di chitarra di Martin ci portano a uno scalino più su.
La tensione emozionale sale e trova soluzione nel ritornello, che parte di nuovo col "taack" di cui sopra.

"Aggrappandomi alle tue parole..nutrendomi del tuo respiro..sentendo con la tua pelle..
io sarò sempre qui"

Il mixaggio diventa difficile nell'ultimo ritornello, siamo all'apice, le frequenze si accavallano, tanti suoni, tutti quegli armonici di chitarra che vogliono rappresentare le lingue di fuoco degl'inferi.
Immagino Steve Lion dare testate sulla console...
Neanche il suono degli archi trova pace e viene trattato con un oscillatore a bassa frequenza per far tremolare il tutto.
Il mix che andrà a finire nella raccolta Singles 86-98 sarà praticamente un gioco da ragazzi.
Però nel video, il viso beffardo di Dave su quelle note, provocherà terremoti ormonali a diverse fanciulle..(una tipa, una volta mi confidò, che "quel Gahan" bisogna guardarlo a gambe strette... 8) ).

Insomma, un lavoraccio, un lavoraccio, ma Alan ci sguazza e tira fuori un magnifico album.
E centra due volte l'obiettivo.
Lavorando così sulle ritmiche, ha dato coerenza al messaggio che si voleva ottenere rispetto a Violator e in più ha reso più trascinanti i brani.

Questo concetto di trascinamento ritmico (groove) verra poi completamente perso in Exciter.
Sigh.

Certo poi qualcuno può venire a dire che Alan non è poi quel gran talento che si dice.
Bene provate a immaginare Sofad privo delle strutture ritmiche, dei loop e di tutto quello scritto sopra per vedere cosa resta.
Questo esercizio mentale è utile per, diciamo "quantificare sulla bilancia" l'apporto di Alan alla band, o quantomeno l'apporto fatto a Sofad.

Nessuno lo obbligava a vestire i panni del batterista cibernetico eppure lui lo ha fatto, perchè il senso dei DM era di andare sempre avanti e quella era una missione che il nostro si era assunto.

Per ultimo aggiungo che la batteria (o comunque tutto l'impianto cyber-acustico di sofad), dal 1993, ha fatto scuola. Ma questo lo ammetteranno solo in pochi.
Eric Persing, ex programmatore della Roland, pochi anni dopo fonda la Spectrasonic. La ditta si occupa di suoni per campionatori e una sua sound-library chiamata "Distorted Reality", con loop ritmici lavorati come sopra, diventerà un best seller di vendite.
Dozzine di dischi utilizzeranno tale libreria (cito solo Garbage e i Paradise Lost di "Host").
E dieci anni dopo Sofad, mi sento ancora il campione ritmico dell'intro di Get Right With Me su una pubblicità di Mtv (avete presente la tipa che abbaglia con la lampada il tipo dormiente sul divano?)
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Quelle "rullate" di Alan (presenti anche in Never Let Me Down Again) potrebbero avere un riferimento ben preciso...

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...ma non solo. Alla luce di tutto questo anche il testo di Martin assumerebbe altri connotati. Perchè anche Martin feeling with their (Alan, Dave...e, anche se forse solo in parte, Andy) skin...

Alla fine Martin rimarrà, Andy idem, Dave (miracolosamente) pure....ed anche Alan, anche se solo spiritualmente, nell'universo depechemodiano....come presenza ultraterrena ma allo stesso tempo eccitante...come deus ex machina di tutto...

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Ultima modifica di violator88 il ven ott 23, 2015 11:20 am, modificato 3 volte in totale.
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Re: "Depeche Mode/Re-Stripped": rimessi nudi....

Messaggio da Mithrandir79 »

violator88 ha scritto:E' possibile che certe vicende interne al gruppo e alla vita privata di ciascun componente siano entrate, sovrapponendosi, nei testi (nonchè negli arrangiamenti) delle loro canzoni costituendone parte rilevante se non addirittura, in certi casi quantomeno, fondamentale?
http://vbox7.com/play:5b89d882?p=user&i ... order=date

al minuto 9:35

:P :mrgreen:
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Re: "Depeche Mode/Re-Stripped": rimessi nudi....

Messaggio da violator88 »

Mithrandir79 ha scritto:http://vbox7.com/play:5b89d882?p=user&i ... order=date

al minuto 9:35

:P :mrgreen:
La prendo come una critica o un complimento?

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Diciamo che se da un lato "pensare troppo" è un qualcosa di positivo, a volte (in certe circostanze...) può anche risultare negativo, portandoti a commettere delle, come dire... sciocchezze... :wink: :)
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Messaggio da violator88 »

Viaggiando un pò con la fantasia/immaginazione (sempre se di fantasia/immaginazione trattasi...), a quali canzoni/album/periodi depechemodiani/recoiliani vi rimandano/fanno pensare questi tre video del buon ex "recoliano" Moby (tutti tratti dal suo album Play datato 1999)... :?:

Natural Blues
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Why Does My Heart Feel So Bad?
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Porcelain
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Su su...mi raccomando, accorete numerosi eh.. :wink: :)
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Messaggio da violator88 »

Riprendendo questo estratto dal quel post precedentemente citato...
Per ultimo aggiungo che la batteria (o comunque tutto l'impianto cyber-acustico di sofad), dal 1993, ha fatto scuola. Ma questo lo ammetteranno solo in pochi.
Eric Persing, ex programmatore della Roland, pochi anni dopo fonda la Spectrasonic. La ditta si occupa di suoni per campionatori e una sua sound-library chiamata "Distorted Reality", con loop ritmici lavorati come sopra, diventerà un best seller di vendite.
Dozzine di dischi utilizzeranno tale libreria (cito solo Garbage e i Paradise Lost di "Host").
...non so voi ma a me viene spontanea questa associazione...

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Garbage - Subhuman
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Subhuman , il 2° singolo dei Garbage, è apparso come singolo solo in Inghilterra. In altri paesi è stato utilizzato come lato-b della canzone Vow e nel la pubblicazione in Giappone dell'album Garbage.Subhuman era stato progettato inizialmente come lato-b del singolo Vow. In seguito è stato pubblicato come singolo autonomo in Inghilterra figurando come lato-b la canzone Vow. È stato il primo singolo ad entrare nella top 75 del Regno Unito prendendo la 50esima posizione.
Subhuman è stata scritta e registrata agli Smart Studios nel 1994 durante le sessioni di registrazione del loro primo album.
Subhuman non ha un video musicale ufficiale.
I Garbage non hanno mai rilevato cosa volessero intendere con questa canzone. Molto probabilmente si pensa alla manipolazione mentale delle persone che sia attraverso la religione, un culto o la cultura pop.
(cit. Wikipedia)

Può anche darsi che sia una mera coincidenza, però... se così non fosse...

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Intruders just keep coming
[...]
I'll take a knife, I'll take a blade
I'll take a line of anything that you've got


http://videa.hu/videok/zene/recoil-bloo ... Mv1qjGr1gB
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