(ot) manderlay

Argomenti non correlati alla band

Moderatori: devotional, Miss Kaleid

Avatar utente
daniemt
An Eternal Flame
An Eternal Flame
Messaggi: 12377
Iscritto il: dom lug 28, 2002 6:34 am
Località: from mister Frank

(ot) manderlay

Messaggio da daniemt »

bhè....trattasi del secondo episodio della trilogia di lars von tried iniziata con dogville (uno dei miei film preferiti)....
mi è piaciuto più il primo, questo è bellissimo....sottile denuncia sul tema del razzismo....peccato che la kidman era più espressiva mentre la figlia di ron howard sembra una salama da sugo. 8)

mi domando , ma le razze umane si distinguono per la loro superiorità ed inferiorità oppure semplicemente per il colore della pelle?...io credo che ci sia sotto qualcosa un concetto finale che nasconde l'ipocrisia perbenistica che ogniuno di noi non vorrebbe mai far saltar fuori.

fondamentalmente non siamo buoni....(?)

però grandissimo film....lars posso fare una particina nel tuo prossimo film?no?...bhè, pulire i cessi del cast?

vedere.
però prima la grace di dogville.
whiterose
Angel
Angel
Messaggi: 6013
Iscritto il: mer ott 12, 2005 1:44 pm

Messaggio da whiterose »

E "Dear Wendy" con Jamie Bell l'hai visto?
..chiedo, perchè io non ho potuto...ma ci tenevo
Immagine
whiterose
Angel
Angel
Messaggi: 6013
Iscritto il: mer ott 12, 2005 1:44 pm

Re: (ot) manderlay

Messaggio da whiterose »

oops...avevo scritto la boiata del'una di notte..(allora sono ignorante!)
daniemt ha scritto:..secondo episodio della trilogia di lars von tried..
lars von trier...prego!!!

Ho capito che è "PROVATO" dal lavoro poverino, però.... :wink:
daniemt ha scritto:fondamentalmente non siamo buoni....(?)
..no, direi di no, l'uomo non lo è mai stato, in fondo..

Beccatevi questa..
Il suo film è il risultato dell'11 Settembre? Ha qualcosa a che fare con quello che è successo negli ultimi due anni?


Questo film è stato concepito prima dell'11 Settembre, quindi non esiste un preciso parallelismo con i fatti in questione. Non mi chiedo se gli Americani saranno lieti di vedere questo film, sarebbe già tanto se lo vedessero gli anti-americani che vivono negli Stati Uniti.


Sono stati fatti dei parallelismi con l'opera di Thornton Wilder Piccola città. Ci sono realmente dei punti di contatto tra quest'opera e Dogville?


Il produttore americano mi ha mandato l'opera di Thornton Wilder e io devo dire che non la conoscevo. In realtà io sono stato ispirato da altre cose che ho visto in televisione o a teatro nella "Shakespeare Company". Probabilmente se l'avessi conosciuto prima, avrei rubato da lui ancora di più di quanto non ho potuto fare. Mi auguro che il mio film deluda qualcuno perché la delusione è importante per un'artista, vuol dire che è riuscito a dare qualcosa di imprevisto, che non ci si aspettava da lui. Poi se credi in quella persona gli dài una seconda chance, gli permetti di migliorare ancora. In questo periodo dove i film si somigliano tutti è importante differenziarsi in qualche modo.


Le immagini proiettate alla fine del film sono una visione di povertà e disperazione, di impatto molto forte...


La povertà ha un'elevato grado di estetica che si evita se non la si mostra. Le foto alla fine del film sono un mix perché pur continuando ad essere arte, mostrano la povertà ma solo aggirandola.che nelle immagini che abbiamo realizzato noi. Io scrivo sempre con estrema rapidità credo che ci abbia messo tre settimane a scriverlo. E poi c'è stata una lunghissima pausa perché credo che sia stato circa un anno poi l'abbiamo girato in sei settimane. Poi il montaggio ha preso molto tempo, ci abbiamo messo circa un anno un film un lungo periodo per il montaggio, probabilmente non mi ricapiterà mai più nella vita.


In quanto tempo è stato concepito Dogville?


Io scrivo sempre con estrema rapidità: credo di averci messo tre settimane a scriverlo. Poi c'è stata una lunga pausa di un anno e quindi le riprese che sono durate sei settimane. Il montaggio è stato il processo che ha richiesto più tempo e siamo stati fortunati perché ci hanno dato un intero anno per farlo: probabilmente non ci ricapiterà più nella vita.


Bene e male si confondono in una sola persona. Nel suo film la distinzione non è così netta come può sembrare dai primi fotogrammi, qual'era la sua intenzione?


La mia sensazione è che il bene e il male devono coesistere nella singola persona affinché l'essere umano possa vivere ed esistere. Credo che le cose debbano coesistere nella società ma in modo bilanciato perché se è vero che basta molto poco male per corrompere è anche vero che ci vuole molto bene per redimere. Nei miei film non ci sono eroi, ma solo persone che seguono il proprio cammino secondo la loro umanità.


Ci anticipa qualcosa degli altri due film?


Nei prossimi due film approfondirò i temi dell'arroganza e della schiavitù. Il secondo film si chiama Manderlay ed è già in fase di pre-produzione alla Filmbyen. Di più non posso dire.


Nicole Kidman ci sarà?


Stiamo ancora trattando la sua partecipazione.


Che reazione si aspetta dal pubblico: il messaggio arriverà a destinazione?


Chi fa film vuole porre non risposte, ma domande; non ci aspettiamo di cambiare il mondo, ma semplicemente di rappresentarlo. Se poi riusciamo a far partire la riflessione nella mente dello spettatore, avremo raggiunto il risultato.
Ultima modifica di whiterose il lun nov 07, 2005 12:31 pm, modificato 3 volte in totale.
Avatar utente
Sex_Dwarf
Ultra member
Ultra member
Messaggi: 755
Iscritto il: gio apr 17, 2003 5:21 pm
Località: Axa... tra Ostia e l'Eur...

Messaggio da Sex_Dwarf »

Allora inanzitutto non si può parlare di Lars senza di me. :P
Poi Manderlay devo ancora vederlo a causa di mille impegni, ma credo che a breve soddisferò la mia mancanza di vedere il grande regista al cinema.
Dogville è un capolavoro, come lo sono praticamente tutti i suoi film (s-oggettivamente parlando). Ho avuto la fortuna di vedere anche due documentari provenienti dalla Zentropa, fatti da due suoi "figli" sotto le rifide regole del Dogma. Da riflessione. Un genio.
whiterose
Angel
Angel
Messaggi: 6013
Iscritto il: mer ott 12, 2005 1:44 pm

Messaggio da whiterose »

...poi questa...

L'ospite di oggi è un tipo veramente particolare che fra le sue varie fobie ha anche quella di viaggiare: Lars Von Trier. Per presentare il suo nuovo film, Dogville, che esce in Italia venerdì, ha risposto alle domande dei giornalisti italiani in videoconferenza dai suoi studi a 25 km da Copenhagen.
Dogville è il nome della piccola città americana degli anni trenta in cui è ambientato il film. In questa piccola cittadina arriva Grace, una bellissima Nicole Kidman, inseguita da alcuni killer e chiede asilo. Il film ha un forte impianto filosofico e nel monologo finale emerge che se il potere genera arroganza, anche il perdono può generarla.

Ecco come Lars Von Trier ha spiegato questa posizione così particolare
Sono partito dalla canzone di Bertold Brecht, "Jenny dei pirati", in cui si parlava di vendetta e della distruzione di una città. E' stato difficile far compiere a Grace questa svolta di 180°, ho scritto e riscritto la scena della conversazione di Grace con suo padre e alla fine mi è venuta in mente quest'idea dell'arroganza. Uccidere è sicuramente un atteggiamento arrogante ma in qualche modo anche essere Gesù è arrogante, poiché Gesù era sicuro di sé anche se qualche dubbio in effetti lo aveva anche lui.

Lars Von Trier non è mai stato in USA, è stato criticato per aver scritto e diretto film sull'America senza conoscerla, ed ha idee molto precise sugli USA e sulla guerra in Iraq.
Sono stato fermamente contrario alla querra in Iraq. Penso che l'America stia dando un'immagine molto stupida di sé. Un giorno (e sarà terribile) scopriranno che non sono amati in tutto il mondo. Ripongo le mie speranze nella Cina perché la storia insegna che le potenze prima salgono poi scendono e la prossima a salire potrebbe essere proprio la Cina.

Il film ha un impianto molto teatrale, le case sono segni di gesso per terra senza mura e tutto il film è girato su un palcoscenico. Come si aspetta che reagirà il suo pubblico abituato ad un altro tipo di cinema? Non ha paura di deluderlo?
Mi auguro di deludere il pubblico. Alcuni dei film che più mi piacciono ora mi hanno deluso la prima volta che li ho visti. Significa soltanto che mi aspettavo qualcosa di diverso. Se il pubblico è aperto significa solo dare un'altra chance al film.

Dogville fa parte di una trilogia a cui seguiranno "Manderlay", sul tema della schiavitù, e "Washington". Il filo rosso che unisce i tre film è la figura di Grace, la cui vita riprende sullo schermo due mesi dopo la fine di Dogville. Sarà Nicole Kidman l'interprete anche dei prossimi due film?
Con Nicole siamo ancora in fase di negoziazione, so che lo vorrebbe fare ma non sappiamo ancora se i nostri programmi si concilieranno. Io ho scritto i film per Nicole ed è sempre difficile cambiare attrice. Vedremo cosa succederà...

...questa...

Come Dogville, anche Manderlay è un film molto legato al teatro.
Lars Von Trier: Sicuramente Manderlay è radicato nel sistema di rappresentazione teatrale, ma è anche cinema. Con le strisce bianche tracciate sul suolo, il film si rivela permettendo allo spettatore di porsi dove preferisce. L'idea è quella di rappresentare la realtà in maniera umile.

Come mai un film sull'America, un paese in cui lei non è nemmeno mai stato?
Lars Von Trier: Questo film è molto simile agli altri che ho girato. Sono film pessimistici e sarcastici. L'America è un ottimo soggetto perché molto delle nostre vite ha a che fare con essa. Non si può negare il suo ruolo di dominio sul resto del mondo. Per questo sto facendo questi film sull'America, perché riempie il 60% del mio cervello. Le parole che ho immagazzinato, le esperienze della mia vita, almeno il 60% di esse - e non ne sono certo felice - è americano. Quindi di fatto io sono americano, ma non posso andare là a votare, non posso cambiare le cose perché vengo da un piccolo paese come la Danimarca. Quindi faccio film sull'America, e non ci vedo niente di strano.

Mr. Glover, cosa pensa dei temi trattati nel film?
Danny Glover: E' un discorso molto ampio, ma è incentrato non tanto sulla schiavitù, quanto sull'eredità del sistema schiavistico in USA. Negli Stati Uniti, per il 70% dei ragazzi di colore è ancora inserito in un sistema scolastico di segregazione.
Nel film c'è l'idea che la democrazia in America sia stata costruita sulla pelle degli schiavi. L'idea che il capitalismo, alla vigilia dell'industrializzazione, sia pure basato sulla schiavitù. Tutti i propositi di democrazia e libertà nascono da questo particolare contesto, e ancora oggi sono legati ad esso. Il film di Von Trier si svolge proprio in un periodo chiave dell'industrializzazione e dello sviluppo del capitale negli Stati Uniti. Si rilevano autentici dualismi: allora il razzismo, i libnciaggi dei neri, la coscrizione dei lavoratori di colore - erano ancora ordinaria amministrazione negli stati del Sud.
Lui ci chiede di riscoprire questa realtà, che non è esclusivamente indigena degli Stati Uniti. Il film ha il coraggio di avvicinare questi problemi in una cornice che dovrebbe essere familiare per noi artisti, perché l'intera esistenza è la nostra immaginazione di artisti.

...questa però è la più bella...

"Volete che dica che George W. Bush è un cretino? Va bene è un cretino". Lars Von Trier non usa mezzi termini per confermare il suo anti-americanismo. A parole e con le immagini del suo nuovo film, Manderlay, presentato in concorso al Festival di Cannes. Due anni dopo Dogville, il regista danese è sulla Croisette per presentare il secondo capitolo della trilogia dedicata agli Stati Uniti con la giovane protagonista Bryce Dallas Howard, la figlia di Ron Howard già vista in The Village, Willem Dafoe e Danny Glover. "L'America è un Paese seduto sul mondo - spiega il regista - e solo per questo faccio film su questa nazione. Vengo da un piccolo paese come la Danimarca dove l'influenza degli Stati Uniti è onnipresente. Non ho niente contro gli Usa né come idea, né come spirito, ma piuttosto contro certe idee politiche in generale». Manderlay racconta l'impegno di Grace (con il nuovo volto di Bryce Dallas Howard che ha sostituito Nicole Kidman) contro il razzismo nella cornice di una pinatagione da cui il film mutua il nome. Quando la vecchia proprietaria (Lauren Bacall) muore, la comunità nera tenuta in catene non sa come gestire la nuova libertà: in suo aiuto accorrerà l'entusiasta Grace, ma il processo di liberazione non sarà indolore. Le accuse rivolte alla pellicola riguardano l'utilizzo massiccio degli stereotipi nella descrzione della realtà dello schiavismo: "L' ho fatto apposta - spiega Von Trier - ma solo per far passare un messaggio in maniera più forte". E sulle ragioni di questo suo secondo attacco cinematografico agli Usa ribadisce: "Il 60% del mio cervello è americano, il 60% della mia vita è americana, insomma sono un americano ma non posso votare, non posso cambiare nulla. L'unica cosa che posso fare è fare film!". Come Dogville, anche Manderlay utilizza una struttura teatrale: "Questa trilogia sugli Stati uniti deve essere teatrale - spiega Von Trier - perché è un paese dove non sono mai stato, un posto che esiste solo nella mia testa".

variante

Von Trier, cosa penserebbe se un americano facesse una trilogia sulla Danimarca mostrando solo i lati negativi?
"Non vedo l'ora di vederlo!"

Ha paura di essere attaccato fisicamente che non permette ai fotografi di avvicinarsi al tavolo?
"Ho continuamente paura di essere attaccato fisicamente".

Lars von Trier e l'America di Bush
"L'America - ha detto Von Trier - è un buon argomento perché una gran parte della Danimarca ha a che fare con gli Stati Uniti, tutti i negozi, ma non solo quelli. Non lo dico perché non mi piace McDonalds, quella è un'altra storia. Noi occidentali siamo tutti sotto l'influenza degli Stati Uniti, una cattiva influenza anche perché mr Bush è uno stronzo e fa cose completamente idiote. Il 60% del mio cervello è americano, il 60% della mia vita è americana, insomma sono un americano ma non posso votare, non posso cambiare nulla. L'unica cosa che posso fare è fare film!"

Ancora un film in teatro...
"E' un modo per punirmi fare film ambientati in una struttura così - ha proseguito il regista - ho capito di non essere maturo abbastanza per fare il terzo episodio subito, perciò farò una piccola pausa. Ammiro molto i registi che fanno e rifanno correggendosi, forse non appartengo a quel tipo ma cerco di esserlo. Questa trilogia sugli Stati uniti deve essere teatrale perché è un paese dove non sono mai stato, un posto che esiste solo nella mia testa".

che tipo...!!




Sex Darwf, tu l'hai visto Dear Wendy??
Ultima modifica di whiterose il lun nov 07, 2005 12:42 pm, modificato 1 volta in totale.
Avatar utente
kjria
Ultra member
Ultra member
Messaggi: 1897
Iscritto il: lun set 12, 2005 9:33 pm
Località: Round Town
Contatta:

Re: (ot) manderlay

Messaggio da kjria »

daniemt ha scritto:bhè....trattasi del secondo episodio della trilogia di lars von tried iniziata con dogville (uno dei miei film preferiti)....
Ed è anche uno dei miei preferiti di quella stagione cinematografica (insieme a Kill Bill voll.1 e 2). L'ho visto la prima volta a Londra, in lingua originale, e sono restata folgorata. Il colloquio tra Nicole Kidman e James Caan è eccezionale! Il finale del film, poi, lo trovo semplicemente catartico!
Aspetto trepidante di andare a vedere Manderlay.
Avatar utente
Volevounnickpiucorto
Ultra member
Ultra member
Messaggi: 1877
Iscritto il: mar ott 29, 2002 9:14 am
Località: Overlook Hotel
Contatta:

Messaggio da Volevounnickpiucorto »

A me Bryce Dallas Howard piace, sebbene mi rendo conto che ho ancora bisogno di vederle interpretare più ruoli per farmi un'idea.
So che ho amato molto la sua interpretazione in The Village e sono molto curiosa di vederla in Manderlay.

Ricordo che dopo aver visto Dogville sono rimasta a lungo in silenzio davanti ai titoli di coda, proprio finché lo schermo non è tornato nero. Stessa reazione dopo Dancer in the dark, anzi, con uno strascico che ho smaltito in molto più tempo.

E' incredibile il modo in cui Von Trier sembri riuscire ad innescarti qualcosa dentro; le storie si snodano in un modo che sempre cattura e trascina in un turbine di sensazioni che ti scuotono nel profondo e restano con te a lungo, mentre torni a casa dopo il cinema, mentre ti spogli per andare a letto e prima di prendere quel sonno che arriva quasi a disturbare, dissolvendo i pensieri.

Solo un altro regista fino ad ora mi ha fatto provare le stesse cose.

Ovvio che mi aspetti molto da questo film.
Avatar utente
daniemt
An Eternal Flame
An Eternal Flame
Messaggi: 12377
Iscritto il: dom lug 28, 2002 6:34 am
Località: from mister Frank

Messaggio da daniemt »

quale altro regista??

non te l'aspettavi questa domanda eeeh???? 8)
Avatar utente
Volevounnickpiucorto
Ultra member
Ultra member
Messaggi: 1877
Iscritto il: mar ott 29, 2002 9:14 am
Località: Overlook Hotel
Contatta:

Messaggio da Volevounnickpiucorto »

Infatti non me l'aspettavo .. :p

Ad ogni modo è M. Night Shyamalan, un regista molto diverso da Von Trier .. a dire il vero sono decisamente molto distanti, ma apprezzo molto tutti i suoi lavori per una serie di motivi che rischiano di farmi andare off topic più di quanto sono già :D
Tu lo conosci?
Avatar utente
daniemt
An Eternal Flame
An Eternal Flame
Messaggi: 12377
Iscritto il: dom lug 28, 2002 6:34 am
Località: from mister Frank

Messaggio da daniemt »

si...bhè è come mettere il formaggio gratuggiato col pesce...tranne gli spaghetti al tonno che mi piacciono col grana....

non mi piace proprio...un pò americanino (le produzioni)....siamo dentro ad un abisso.

zao
whiterose
Angel
Angel
Messaggi: 6013
Iscritto il: mer ott 12, 2005 1:44 pm

Messaggio da whiterose »

daniemt ha scritto:si...bhè è come mettere il formaggio gratuggiato col pesce
sei sempre il più poetico! :wink:
Avatar utente
Dead Man
Devoted
Devoted
Messaggi: 66
Iscritto il: dom ott 02, 2005 6:19 pm
Località: Torino o Twin Peaks ?

Re: (ot) manderlay

Messaggio da Dead Man »

daniemt ha scritto:...sottile denuncia sul tema del razzismo...

....peccato che la kidman era più espressiva mentre la figlia di ron howard sembra una salama da sugo.

...mi domando, ma le razze umane si distinguono per la loro superiorità ed inferiorità oppure semplicemente per il colore della pelle?...io credo che ci sia sotto qualcosa un concetto finale che nasconde l'ipocrisia perbenistica che ogniuno di noi non vorrebbe mai far saltar fuori.

fondamentalmente non siamo buoni....(?)

però grandissimo film....lars posso fare una particina nel tuo prossimo film?no?...bhè, pulire i cessi del cast?

vedere.
però prima la grace di dogville.
"sottile" denuncia,beh se questa la legge Lars il posto di lavacessi non te lo leva nessuno!

La Kidman dopo le sue ultime immonde interpretazioni in altrettanto immondi film (da la macchia umana a the interpreter) fa sembrare Grace Margaret Mulligan ("la figlia di Howard" !) la diva del secolo!

La riflessione bignamesca sul genere umano è tua o hai fatto copia incolla dal forum di "lars"...?

Riguardo il "fondamentalmente noi siamo buoni" ? no,ma ci sono tanti e tanti che saranno anche buoni ma quanto sono inutili!

Il film cmq merita,anche perchè in sala ultimamente ci son solo porcate clamorose..
Avatar utente
daniemt
An Eternal Flame
An Eternal Flame
Messaggi: 12377
Iscritto il: dom lug 28, 2002 6:34 am
Località: from mister Frank

Messaggio da daniemt »

dead man perchè non ti togli dai coglioni da questo tread e ne apri uno tuo...

chiaro??
whiterose
Angel
Angel
Messaggi: 6013
Iscritto il: mer ott 12, 2005 1:44 pm

Messaggio da whiterose »

adesso sì che potrei chiedere a daniemt di sposarmi
whiterose
Angel
Angel
Messaggi: 6013
Iscritto il: mer ott 12, 2005 1:44 pm

Re: (ot) manderlay

Messaggio da whiterose »

Dead Man ha scritto:Riguardo il "fondamentalmente noi siamo buoni" ? no,ma ci sono tanti e tanti che saranno anche buoni ma quanto sono inutili!
sei molto sottile...ma non aggiungo nulla
ti auto-commenti da solo


e ora basta inzaccherare per cortesia, altrimenti a daniemt gli tocca veramente fare il lavacessi

senza rancore
Rispondi