(ot) la passione di crosta

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daniemt
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(ot) la passione di crosta

Messaggio da daniemt »

Scusate se ne riparlo in un altro tread…già si sa che odio le anticipazioni via internet…(questo vale anche per un futuro nuovo album dei nostri beniamini…) e preferisco parlarne a film edito….comunque…..

Il film mi ha fatto ribrezzo su tutti i fronti, dallo scenografico, al racconto in se…all’attore protagonista che è di una inespressività e atteggiamento tale da risultare personaggio in secondo, ma che dico secondo, in ultimo piano.
E quindi: per fortuna si parlava della sua passione….infatti se volevi appassionarti della sofferenza del Cristo per i peccati mortali, ti trovi di fronte all’episodio n° 6 di hellraiser-la sofferenza.

Una crudeltà della carne mai vista. Il film inizia con la cattura di Gesù messo su una pietra legato con le catene….I soldati non sanno cosa fare….ancora non è morto dissanguato….giriamolo dall’altra parte,non ha un graffio…la scelta della frusta….prendiamo quella con gli uncini….e giù di brutto…track track..pum pum..ciaf ciaf...brandelli di carne che si staccano tra le risate soddisfatte dei militari….quasi a soffocare, a strappare un respiro forzato dello spettatore….su cosa ci concentriamo?su Gesù Cristo o sui soldati??…di cui uno col sorriso stampato con paralisi facciale per tutto il film!!!(sarà stato il fratello del regista)….neppure in questi momenti crudeli non riesci a trovare il protagonista con i suoi sentimenti ma solo un ammasso di carne al macello, buttato nel pavimento di pietra tra pezzetti di carne e pozzanghere di sangue…un horror splatter mai visto!!!…si capisce bene che è ciò che ha voluto il regista ma lo scopo di tutto ciò a cosa voleva mirare??non si riesce a distinguere le due cose…è vero…il vangelo è un racconto tra i più crudeli mai scritti…la storia di Gesù Cristo non è certo una allegra commedia e la religione cristiana non è un culto che si presta alla divinità tra le meno drammatiche e crudeli fra tutte le religioni…ma un conto è voler analizzare e descrivere una metafora sulla vita e sui peccati, sulla redenzione e sull’amore del prossimo, raccontata e descritta con umano sentimento, un conto è puntualizzare e concentrare l’attenzione sulle ferite inflitte al protagonista con un accanirsi un avvicendarsi allo squartamento della carne con tanta ossessiva insistenza in cui la metafora di questa pesante passione, cioè la passione, risulta un concreto massacro all’uomo e in senso propriamente detto.
Con qualche flash-back di brevissima storia sulla sua vita a mo di intervallo tra un pezzetto di carne e l’altro che se ne va….tanto la storia oramai la conoscono tutti.

E ancora…Satana presente per tutta la sofferenza e più protagonista dello stesso Cristo, rappresentato da un personaggio efebo coperto da un cappuccio nero che mi ha fatto ricordare la morte nera di guerre stellari, versione giovane.

Tutte le scenografie ricordano (pr me) Gesù di Nazareth di Zeffirelli, dal bosco con tanto di nebbia al tempio di pilato, la stessa ricalcatura scenica, e pure la città con le sue scalinate. Ricordo molto bene perché a me piace molto il racconto del regista italiano, e l’ ho visto svariate volte
Per esempio ,nel film l’ultima tentazione di Cristo, altro gioiello di film, le scenografie sono completamente diverse e le impostazioni sceniche non me lo fanno per nulla ricordare.

Il film gioca soprattutto con questi effetti , luce ombra, chiaro scuri, colori tenui sul blu e il rosso seppiato , telecamera ribaltata e suoni improvvisi, gocce che cadono, la croce che cade, gesù che cade, la frusta del suppliziante che cade, rallentamenti , risate, fantasmi, e come si è concluso l’inganno per chiudere il gioco?
I sottotitoli!!! Perché tutto il film è girato in aramaico per farlo sembrare più realistico. Praticamente ho visto 3000 film con doppiatori e nulla era vero!!
Devo la colpa a monica bellucci,(in minuscolo, non se lo merita), questa grande attrice, appena il regista l’ ha sentita parlare ha detto: facciamo tutto il film in lingua originale, preferisco tenermi la grande attrice tanto nessuno la capisce. Ma vaff!!!!…..ora dico: devo vedere il film oppure leggere i sottotitoli???

Errori. E Già , ci sono pure quelli. Due sono spaventosamente evidenti.
Quando Giuda si impicca, o si è lanciato da un trampolino oppure è un miracolato, neppure batman riuscirebbe a lasciarsi cadere dall’ albero in quel modo. Da notare l’inquadratura finale dell’impiccato e la posizione dell’albero. (che maniacale osservatore, rilassati).
E un altro errore, di quelli incredibili: Gesù che sconfigge la forza di gravità. Fate caso a quando viene ribaltata la croce con lui già inchiodato nei piedi e nelle mani. Il busto praticamente rimane attaccato alla croce, e si vede benissimo che non ha nessuna fascia intorno alla vita che tiene stretto le due parti. Guardare per credere.

Per concludere, anche perché divento pesantissimo e me ne scuso, avevo deciso di portare la mia nipotina a vedere qualcosa del genere perchè questo inverno si era appassionata di Gesù bambino e del presepe…cosa faccio?
La porto a vedere il suo primo Horror?dopo mi tocca accompagnarla al manicomio a fare compagnia a Sadako??no grazie.


Per quanto riguarda mel gibson….bhè siamo alla frutta…mancano le idee ma quelle non le puoi comprare con i soldi.

Il mattino porta buoni consigli:
non andatelo a vedere. Oppure fatelo senza farvi ingannare dalla sanguinosa apparenza.

danz

(buona pasquetta a tutti)


(lunga vita alla carne)
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Steelrose
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Messaggio da Steelrose »

non è per puntualizzare ma io l'avevo detto.. :lol:
si capisce bene che è ciò che ha voluto il regista ma lo scopo di tutto ciò a cosa voleva mirare??
in teoria lo scopo del film era quello di suscitare immani sensi di colpa nei fedeli, perchè comunque "è morto per i NOSTRI peccati"..quindi tutta quella sofferenza è a causa nostra. Bisogna apprezzare questo sacrificio ecc..ecc..
questo è quello che ho letto da varie interviste, il mio parere è che non avevo intenzione di vederlo e non ce l'ho tuttora.
Però (lascio un però) magari ai "fedeli" il film piace.
boh.

ps bello il titolo del thread!!
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daniemt
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Messaggio da daniemt »

se chiudo gli occhi mi immagino quel corpo martoriato, ricoperto da piaghe rosso sangue mai viste in nessun film horror...con la prova finale per vedere se Gesù è ancora vivo..bucandogli con una lancia il petto...brrrrr..
non ha nulla a che fare con la metafora della sofferenza e del peccato mortale....è stato scritto nel Vangelo ma la rappresentazione in questo caso è totalmente stravolta...(ho paura che il regista abbia confuso un libro di King con quello di Matteo)....

sei ingenua: tutto questo scorrere di sangue è solo un modo come un altro di applicare effetti (in questo caso non tecnologici o forse si) speciali per forzare e attirare la sensibilità dell'individuo spettatore....alla fine ci sono andato ,sinceramente con tutte le buone intenzioni ma mai mi aspettavo una concentrazione horror su un'unica scena.....per stampare poi successivamente un pezzo di corpo sbrandellato tipo cane schiacciato sull'alsfalto per la visione fastidiosa e ripetitiva fino alla fine del film.

il peccato è un' azione contraria alle leggi morali e divine, sentimento che va toccato con l'immaginazione platonica non con effetti espliciti perchè perde completamente di quella atmosfera mistica e religiosa. non comunque descritto con quella esplicità usata dal signor regista dei miei stivali.
mio parere personale.

io non ho mai detto che non sono un credente....però il film non mi è piciuto per niente indipendentemente dal mio credo.
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Steelrose
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Messaggio da Steelrose »

daniemt ha scritto:sei ingenua: tutto questo scorrere di sangue è solo un modo come un altro di applicare effetti (in questo caso non tecnologici o forse si) speciali per forzare e attirare la sensibilità dell'individuo spettatore....
più che ingenua volevo lasciare il beneficio del dubbio riguardo ad un film che in fondo non ho visto (e verso cui sono ideologicamente prevenuta). Alla fine forse mi toccherà vederlo per capire meglio tutti questi pareri discordanti sul film (c'è gente che dice che è bellissimo)..certo non ne ho molta voglia soprattutto dopo aver letto questo thread :? . Magari me lo faccio prestare da chi se lo è scaricato da internet..
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Messaggio da alcatraz »

volevo puntualizzare una cosa prima di proseguire....

NON SONO UN CREDENTE, ANZI FELICEMENTE ATEO

ritengo di doverlo puntualizzare prima per non essere frainteso....

Infatti non è mia intenzione voler discutere del film o di quanto detto prima dal punto di vista teologico in quanto, trattandosi di fede, una idea non è migliore o peggiore delle altre.
Volevo solamente puntualizzare alcuni punti che ritengo trattati con superficialità e/o poca conoscenza.


Il primo punto su cui ci dovremmo soffermare tutti è la percezione della violenza:
non ci dobbiamo mai dimenticare che le immagini del film non sono tratte da una storia di oggi ma 2000 anni fa. Quello che riteniamo ( spero tutti ) inaccettabile oggi in quanto troppo violento non lo era affatto allora.
Ci dimentichiamo, infatti, che quelli erano tempi dove la vita non valeva praticamente nulla anche per l'aspettativa di vita che non era assulutamente paragonabile ad oggi.
Oggi per noi l'idea di sport è andare a vedere la squadra allo stadio ( preferibilmente il Milan ) o vedere la formula 1 in televisione.
Allora invece era considerato sport andare al circo a vedere uomini che si massacravano a colpi di spade, uomini dati in pasto a dei felini, addirittura donne costrette ad accoppiarsi a tori.
Senza in alcun modo volere dare un giudizio morale, erano semplicemente tempi diversi dove, appunto, la percezione morale del dolore era completamente diversa.
Secondo punto: giudizio tecnico sulla lapidazione. Non si tratta di semplici buffetti dati sul sedere. Proprio per le considerazioni espresse in precedenza, qualcuno di voi ritiene ancora che le immagini viste erano inadeguate ( chiaramente in eccesso ) ??

Sinceramente, mi aspettavo di vedere una passione holliwoodiana, visto il giudizio che era stato dato ( secondo me a priori ) al film ed all'uso del sangue.
Dal punto tecnico-storico ritengo che il film rispetti in modo adeguato la storia di un uomo crocifisso.

Consiglio a tutti di vedere il film

p.s. il fantomatico antisemitismo del film è del tutto assente, se uno ha dei pregiudizi li ha a priori.... chi di voi guardando Schindler's List ha odiato i tedeschi??
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daniemt
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Messaggio da daniemt »

aiutooo!!
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Messaggio da black c »

sinceramente posso dire che x Schindler's List nn ho avuto l'odio x i tedeschi, ma una completa ammirazione x quell'uomo!
quello che facevano i tedeschi lo sappiamo oramai, quindi nn era quello che ha prevalso, ma il sentimento molto forte che quell'uomo è riuscito a trasmettermi...
per la passione di Cristo ancora nn ho deciso... mi rendo perfettamente conto che era cosi che succedeva al tempo... ma una cosa è saperlo una cosa è vederlo... nn so se sn pronta a vederlo... :roll:

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Freestate
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Messaggio da Freestate »

La Passione di Cristo è, molto semplicemente, un brutto film.

Attori da dimenticare, diretti malissimo.
Caratteristi da circo Barnum (i Romani rappresentati manco fossero i Brutos, o vogliamo parlare di come è rappresentato Barabba?).
Per non parlare delle numerose inesattezze evangeliche contenute nella ricostruzione. Che potrebbero anche essere funzionali al "film" , ma che stonano con la volontà decisa di Gibson di narrare in maniera aderente e fedele alle Sacre Scritture la Passione. Arrivando addirittura a far parlare gli attori in aramaico per dare ancora di più l'impressione di una "verità" storica alla pellicola.
Inoltre, da un punto di vista squisitamente tecnico, ho trovato insulso l'utilizzo smodato del ralenti per creare il pathos e rendere la drammaticità della storia. Roba che neanche Sam Peckinpah nei suoi sanguinari western (quelli sì, dei capolavori) aveva mai osato...
Se proprio avete voglia di un film che narri le gesta del Cristo, affittatevi L'Ultima Tentazione di Cristo. Un grande, grandissimo, film.

la mia opinione.

freestate
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Ashi Waza
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Messaggio da Ashi Waza »

L'Ultima Tentazione di Cristo è un grande, grandissimo libro dell'immenso poeta visionario Nikos Kazantzakis. Un'opera sconvolgente e maestosa.
Il film, pur bello, non reggeva il passo dell'opera letteraria (come, peraltro, capita spesso)....ma aveva una colonna sonora indimenticabile, firmata Pietro Gabriele Gabriel.
Incommensurabile!
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Messaggio da alcatraz »

mea culpa... il libro non ho avuto ancora modo di leggerlo.... ma mi riprometto di farlo quanto prima....
a me non interessa molto il paragone libro-film, ma se il libro mi solletica l'intelletto come ha fatto il libro......
penso che i due film non si possano confrontare tra loro per molti motivi:
hanno motivazioni differenti, background culturali differenti, puibblico differente.
Una sola cosa li accomuna: l'uomo e le sue virtù e debolezze
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Ashi Waza
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Messaggio da Ashi Waza »

Il libro "L'ultima tentazione di Cristo" è un'opera che non ha alcuna "aspirazione di verità": esplora un territorio delicato ed affascinante: la natura umana di Gesù. E lo fa in modo sconvolgente.

"The Passion" ha un approccio totalmente diverso: materializzare la cosiddetta "Via Crucis", basandosi sui Vangeli e restando loro fedele il più possibile.

Di fatto, le due opere sono poco confrontabili. O meglio, possono essere confrontate quanto si vuole, ma "giocano" livelli del tutto diversi sulla figura di Gesù.
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Steelrose
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Messaggio da Steelrose »

trovo difficile apprezzare un film per la motivazione che è "realistico". Anche perchè tra le centinaia di interviste a riguardo che mi sono divorata emerge che di realistico c'è ben poco a partire dalla lingua (che non sarebbe l'esatto dialetto dell'epoca) (vabbè chissene.. :roll: )
Ma soprattutto avevo letto l'intervista ad un medico che aveva visto il film. Il suo semplice parere era che torture del genere avrebbero stroncato il protagonista ben prima della crocifissione. Ora io non lo so però mi sembra un parere che fa riflettere..
Perchè il rgista ha volutamente ecceduto in questo? uhmm.. :?
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daniemt
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Messaggio da daniemt »

ecco un articolo che può dare alcune risposte alle persone infelici di essere religiose (ops)

LA PASSIONE DI CRISTO è un film anti-tutto. Se la prima domanda è quella se il film di Gibson è antisemita, antistorico o, in definitiva, anti-cinematografico, la risposta non può che essere affermativa. Se ne è detto ormai fin troppo, di un fiume in sconsiderato parossismo consumistico; che, costato soltanto 25 milioni di dollari, ne sta recuperando 350 sul solo territorio americano, dei quali cento direttamente nelle tasche del suo autore. Considerazioni forse prosaiche, considerato il soggetto del film, ma appropriate ad un prodotto nel quale il materialismo pragmatico sembra importare prima di ogni altro.
Sbrighiamoci, allora. Antisemita ? Certo. Non fosse che per quel modo grossolano di fare di ogni erba un fascio. Rabbini dallo sguardo torvo, apparentemente cosi sfaccendati da accodarsi al massacro di un ebreo come loro, uno dei tanti contestatori in circolazione, consegnato ai Romani per attentato all'ordine pubblico nella cacciata dei mercanti dal Tempio. Ma, anche e sopratutto, per quella popolazione di Gerusalemme, rabbiosa, sghignazzante, indiscriminata nel reclamare vendetta. E l'iconografia alla Ebreo Süss, i nasi adunchi, la cupidigia, le monete d'oro. Una regressione meschina che ignora, oltre il buon senso per non dire della buona pittura, le riflessioni di generazioni che hanno condotto al concilio Vaticano II. Non è il solo, è vero, ridicolo e ignorante manicheismo: dai torturatori strabuzzati dell'avvinazzata soldataglia romana, al Ponzio Pilato ed alla sua Claudia, cosi umani, e comprensivi, e lungimiranti. O, ancora, a Caifa che gozzoviglia in piena orgia (guarda caso) omosessuale.

Antistorica, LA PASSIONE DI CRISTO? L'integralismo al quale si riferisce il regista-attore gli fa prendere ciò che gli fa comodo (l'impossibile fedeltà ai Vangeli intesi come cronaca; le fonti, letterarie e iconografiche delle ancora più inattendibili Passioni medioevali) e ignorare ogni logica storica. Per limitarci al quella di chi abbia ucciso l'innocente più celebre della storia: la crocifissione, supplizio romano e pagano, era estraneo alla cultura ebraica; mentre è assodato che solo Roma poteva reprimere, all'istante e senza alcun processo, ogni ribellione, "politica" o profetica che fosse. La denuncia fu probabilmente ebraica; ma l'esecuzione non poteva che essere romana. Malgrado l'opposizione (ignorata, guarda caso, nell'ambientazione del film) della massa ebraica.

Motivi ideologici? Prima di ogni altra cosa, trattandosi pur sempre di un film, ragioni cinematografiche. Non tanto poiché si concentra sulle sole ultime dodici ore della vita di Gesù, ignorando tutto quanto precede, ed eventualmente segue. Ma perché LA PASSIONE DI CRISTO è un film malato. La violenza, il materialismo, il compiacimento punitivo, dolorifico di quella specie di corrida che riduce il protagonista, come dice il Sunday Times, " a una pizza umana" escludono a priori ogni sorta di raccoglimento e di spiritualità. Susciteranno impressione, magari emozione, addirittura ribrezzo. Mai pietà. E non a caso, dopo la descrizione sadica di un supplizio che è già stato definito il più lungo e accurato della storia del cinema, alla Resurrezione, al vero miracolo, all'evento Meraviglioso che significa quanto precede, Gibson dedica pochi secondi di un paio di scialbe inquadrature. Tutto il suo desiderio di cinema si è come esaurito in quell'affanno crescente di bastonate, frustate, membra slogate e, come sappiamo, inchiodate. Pochi flashback oleografici ed anemici sull'infanzia e l'adolescenza, qualche sequenza sulla partecipazione inespressiva ma perlomeno riflessiva delle donne, l'assurda invenzione finale con il Golgota ripreso dall'alto, la goccia che prefigura altre vendette, diluvi e terremoti, questa volta con la complicità dell'Altissimo, non servono nemmeno da utile contrappunto a quella specie di western primitivo.

Certo, ci si può anche esprimere con il realismo, il naturalismo e un certo uso della violenza. Ma quelli dello Scorsese di L'ULTIMA TENTAZIONE DI CRISTO servivano a umanizzare l'idea del Sacrificio, a riportarlo alla nostra dimensione più umile, sottrarlo all'accademismo iconografico e spirituale. Gesù, ci diceva Scorsese in quel capolavoro, non è soltanto un Mito; la sua è una esperienza che viene riproposta ogni giorno attorno a noi, nella sofferenza dei comuni mortali.

La violenza della Passione secondo Gibson fa pure parte del nostro quotidiano: ma è quella volgare, perversa e finalizzata sulla quale dovremmo essere in chiaro. La visione morbosa della corrente religiosa alla quale si riferisce, l'idea che alla salvezza si giunga soltanto attraverso la mortificazione e la sofferenza, l'espiazione dettata da un Dio persecutore e crudele piuttosto che generoso e pietoso finisce per sbavare su ogni immagine del film. E poi, via, se Mel Gibson non è il Grünenwald che nel sedicesimo secolo dipinge il Cristo più martoriato, ma sublimato, di tutta la cultura occidentale, non è nemmeno gore, splatter, tarantiniano. E' grand-guignol spiccio, con il solo merito di aver sollevato il dibattito.
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Messaggio da Freestate »

di chi è l'articolo, Dan?
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Messaggio da singalongamode »

Steelrose ha scritto:trovo difficile apprezzare un film per la motivazione che è "realistico". Anche perchè tra le centinaia di interviste a riguardo che mi sono divorata emerge che di realistico c'è ben poco a partire dalla lingua (che non sarebbe l'esatto dialetto dell'epoca) (vabbè chissene.. :roll: )
Ma soprattutto avevo letto l'intervista ad un medico che aveva visto il film. Il suo semplice parere era che torture del genere avrebbero stroncato il protagonista ben prima della crocifissione. Ora io non lo so però mi sembra un parere che fa riflettere..
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Mah...non capisco cosa ci sia da riflettere :? . Probabilmente quel "medico" non ha compreso che il protagonista del film è DIO.
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