(OT) quello che succede laggiù....
Moderatori: devotional, Miss Kaleid
..vi fanno vedere cio' che vogliono, vi fanno credere cio' che vogliono, addirittura in questi giorni vi "ricordano" che DOVETE andare a votare,..vi trattano da pupazzi...MA ANCORA LO VOTATE ???
Che tristezza...
[cmq in Italia va tutto SEMPRE MEGLIO]
scusate lo sfogo,ma certe situazioni mi fanno veramente uscire dai gangheri...
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Leaveinsilence
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Come ho già scritto nel thread aperto da Van Guard, ma dove diavolo sta scritto che le informazioni fornite Strada e dall'Unità, già noti per la loro inattaccabile imparzialità, siano fonte di assoluta verità? Chi mi dice che Strada, non sia semplicemente invidioso del fatto che al governo è riuscito di fare quanto invece a lui non era riuscito con la sua velleitaria missione di salvataggio in terra iraquena, peraltro ampiamente documentata da giornali e TV?
Per il resto, non vi preoccupate, noi siamo tranquilli e sereni, se siete tristi e il Berlusca vi fa uscire dai gangheri, beh, pazienza. Temo che ve lo dovrete sorbire ancora per un bel po', nonostante il male che imperterriti continuate ad augurargli.
Un saluto, Leave
Per il resto, non vi preoccupate, noi siamo tranquilli e sereni, se siete tristi e il Berlusca vi fa uscire dai gangheri, beh, pazienza. Temo che ve lo dovrete sorbire ancora per un bel po', nonostante il male che imperterriti continuate ad augurargli.
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Per dovere di cronaca, la versione del riscatto pagato è stata avallata anche dal responsabile delle Croce Rossa Italiana, che poi, stranamente, si è precipitato a smentire il tutto.... (sappiamo bene che tale nomina è politica)....
Gino Strada è sicuramente una fonte attendibile poichè si trova in Iraq da tanto e tanto tempo ed è lì per aiutare veramente le persone.....
BONG!
MODEHEAD
Gino Strada è sicuramente una fonte attendibile poichè si trova in Iraq da tanto e tanto tempo ed è lì per aiutare veramente le persone.....
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Ultima modifica di Modehead il ven giu 11, 2004 5:13 pm, modificato 1 volta in totale.
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Ed ancora....
Nove milioni di dollari e nessun blitz
Enrico Piovesana - «PeaceReporter» (Emergency)
10 giugno 2004 - «Quella casa al numero 17 di Zaitun Street era disabitata da almeno due mesi.
Fino a lunedì sera tardi (7 giugno, n.d.r.) quando, intorno alle 23, si è sentito un gran trambusto. Io, che abito al 13, ho visto arrivare alcune auto e fermarsi davanti a quella casa. Sono entrate un po’ di persone. Era buio, non abbiamo visto bene. Poco dopo se ne sono andati via ed è tornata la calma».
«Il mattino seguente, intorno alle 9:30, sono arrivate cinque auto militari americane, di colore verde oliva. Si sono fermate davanti a quella casa. Ne sono scesi alcuni uomini vestiti in abiti civili e con gli occhiali scuri. Erano sicuramente uomini del mukhabarat (servizio segreto, n.d.r.) americano. Hanno aperto la porta dell’abitazione, senza forzarla, come se fosse già aperta, e sono riusciti subito con solo quattro uomini, che poi abbiamo saputo essere i tre ostaggi italiani e un ostaggio polacco.
Li hanno caricati su un furgoncino bianco e se ne sono andati via. Il tutto con la massima calma. Non è stato sparato un colpo. Nella casa, a parte gli ostaggi, evidentemente non c’era più nessuno. Non è stato assolutamente un blitz militare come è stato annunciato tre ore dopo. Quelli sono tutta un’altra cosa. Lì si è trattato di una semplice presa in consegna. Gli americani sono andati lì a colpo sicuro. Sapevano che gli ostaggi erano stati portati lì, si erano messi d’accordo. Il vostro governo ha pagato un riscatto: nove milioni di dollari. Qui ormai lo sanno tutti. Adesso però basta parlare al telefono, non è sicuro».
A parlare, raggiunto al telefono da PeaceReporter, è un iracheno, il signor Fahad, che assieme ad altri due suoi vicini, il signor Mohammed e il signor Ibrahim, è stato testimone oculare della liberazione di Agliana, Cupertino e Stefio. Fahad parla dalla sua casa, al 13 di Zaitun Street, ad Abu Ghraib, il sobborgo occidentale di Baghdad divenuto tristemente famoso per lo scandalo delle torture sui prigionieri iracheni.
La sua versione dei fatti è confermata da un'altra fonte irachena raggiunta da PeaceReporter, vicina al braccio politico della guerriglia. Una fonte che ha voluto rimanere anonima, e che ha fornito la sua versione di tutta la vicenda del sequestro, delle trattative e della liberazione.
La fonte inizia facendo un nome, quello di Salih Mutlak. "Mutlak – dice – è un facoltoso commerciante iracheno arricchitosi con le speculazioni e il contrabbando durante il periodo dell’embargo. Da molti è definito semplicemente come un ‘mafioso’. Lui è il personaggio chiave della vicenda della liberazione dei tre ostaggi italiani, assieme al già noto Abdel Salam Kubaysi (solo un omonimo di Jabbar al-Kubaysi), ulema sunnita e docente all’università di Baghdad, salito all’onore delle cronache televisive internazionali per il suo ruolo nella trattativa per il rilascio - dietro pagamento di riscatto - degli ostaggi giapponesi".
Secondo la fonte, con Mutlak e con Kubaysi il governo italiano avrebbe trattato segretamente per settimane al fine di ottenere il rilascio di Agliana, Cupertino e Stefio, rapiti il 12 aprile assieme a Quattrocchi, ucciso il 14 aprile. Si scoprirà poi che aveva in tasca un porto d’armi rilasciato dalle forze britanniche e un pass della Coalizione.
I contatti tra i nostri servizi segreti, il Sismi, e la coppia Mutlak-Kubaysi sono iniziati subito dopo quei tragici giorni, e già il 20 aprile erano cominciate a trapelare notizie sull’accordo con il governo italiano per il pagamento di un riscatto di 9 milioni di dollari.
Il 22 era stato lo stesso governatore italiano di Nassiriya, Barbara Contini, a lasciarsi scappare che non c’era nulla da stupirsi del fatto che il governo pagasse un riscatto. “Si è sempre fatto così” aveva detto. Subito dopo aveva smentito questa dichiarazione, e il ministro degli Esteri, Franco Frattini, aveva detto che si trattava di "storie prive di fondamento”. Lo stesso giorno, una qualificata fonte dei servizi segreti italiani rivelava all'agenzia Ansa: "La trattativa, avviata da giorni, è già stata definita in tutti i suoi aspetti, sia para-politici, sia economici. Quello che dovevamo fare l'abbiamo fatto".
Dopo questa burrasca il Sismi ha protestato per queste fughe di notizie che rischiavano di far saltare le trattative in corso. A quel punto, il governo ha deciso di imporre il silenzio stampa assoluto sulla vicenda.
"Le trattative - spiega la fonte - sono proseguite fino a quando, all’inizio di maggio, Salih Mutlak è andato in aereo a Roma. Ragione ufficiale del suo viaggio: affari. E’ rimasto nella capitale italiana per una ventina di giorni, tornando a Baghdad alla fine di maggio con una valigetta piena di soldi. Cinque milioni di dollari, prima tranche di un riscatto complessivo di nove milioni di dollari. Gli altri quattro, questi erano gli accordi da lui presi, sarebbero stati consegnati ai rapitori dopo la liberazione degli ostaggi".
Dopo il ritorno di Mutlak con i soldi, nei primi giorni di giugno si è consumato un duro scontro all’interno delle fila dei guerriglieri iracheni. Da una parte il braccio ‘militare’ dei guerriglieri, quelli che detenevano materialmente gli ostaggi e che, tramite Mutlak e Kubaysi, erano in contatto con il governo italiano: per loro l’importante era solo incassare il malloppo. Dall’altra parte il braccio ‘politico’ che non voleva fare la figura di una banda di delinquenti che rapiscono per soldi e che quindi non volevano accettare il riscatto.
"Noi ci siamo opposti a questo gioco sporco. Questa storia del riscatto e della messa in scena della liberazione – sostiene la fonte – avrebbe rovinato l’immagine della nostra causa, facendoci passare per dei volgari banditi, e poi avrebbe giovato al governo italiano e quindi prolungato l’occupazione militare dell’Iraq. Noi volevamo consegnare gli ostaggi, senza alcun riscatto, nelle mani di rappresentanti del mondo pacifista italiano, sia laico che cattolico, con cui eravamo già in contatto da tempo e con i quali eravamo vicinissimi a una conclusione".
Ancora domenica scorsa 6 giugno, i rappresentati della Santa Sede in Iraq si dicevano infatti certi che la liberazione dei tre italiani sarebbe stata questione di ore. Anche il governo italiano sentiva che la questione era giunta a un punto decisivo: venerdì scorso, 4 giugno, il ministro Frattini ha annullato una sua importante visita a Tokyo per “motivi familiari”. Forse quello è stato un giorno decisivo.
"Alla fine – prosegue la fonte, con tono infuriato – l’hanno spuntata i ‘militari’ senza scrupoli, che nei giorni scorsi, assieme a Mutlak, hanno organizzato in gran segreto il trasferimento dei tre ostaggi italiani dal loro luogo di detenzione, cioè Ramadi, un centinaio di chilometri a ovest di Baghdad, fino alla periferia occidentale della capitale, nel sobborgo di Abu-Ghraib. I tre sono stati lasciati in una casa e poi la loro posizione è stata comunicata ai servizi italiani e a quelli americani perché li venissero a prelevare. Il loro piano era di far sembrare tutto come un blitz militare che si concludesse con l’arresto dei sequestratori. Ma non è andata così".
E in effetti, fonti vicine ai servizi italiani hanno rivelato che i due arrestati effettuati in connessione con il presunto blitz erano in realtà solo due pastori iracheni, che nulla avevano a che fare con la guerriglia e che erano stati pagati per farsi trovare lì.
Di certo, il fatto che a condurre l’operazione siano stati militari americani, e non italiani, preclude alla magistratura una effettiva indagine sui "liberatori".
In Iraq, al mercato nero delle armi, un kalashnikov costa tra i venti e i trenta dollari. Con nove milioni di dollari se ne possono comprare centinaia di migliaia.
Enrico Piovesana
Per quanto riguarda i penosi sms ci sono costati circa 5 milioni di Euro!
Che tristezza!
La «Lista Consumatori» denuncia il presidente dl Consiglio per abuso di atti d’ufficio; i «Consumatori indipendenti» lanciano addirittura sul loro sito un modulo "per inoltrare la propria protesta al Garante"; l’Adusbef, Federconsumatori e Adoc denunciano l’invio di 26 milioni di ’messaggini’. L’Adiconsum parla di «rappresentazione dell'arroganza del potere».
Adusbef, Federconsumatori e Adoc hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Bologna «l’invio di 7 milioni di sms durante la giornata di ieri e di 19 milioni per oggi» e parlano di «reato di violazione della privacy».
BONG!
MODEHEAD
Nove milioni di dollari e nessun blitz
Enrico Piovesana - «PeaceReporter» (Emergency)
10 giugno 2004 - «Quella casa al numero 17 di Zaitun Street era disabitata da almeno due mesi.
Fino a lunedì sera tardi (7 giugno, n.d.r.) quando, intorno alle 23, si è sentito un gran trambusto. Io, che abito al 13, ho visto arrivare alcune auto e fermarsi davanti a quella casa. Sono entrate un po’ di persone. Era buio, non abbiamo visto bene. Poco dopo se ne sono andati via ed è tornata la calma».
«Il mattino seguente, intorno alle 9:30, sono arrivate cinque auto militari americane, di colore verde oliva. Si sono fermate davanti a quella casa. Ne sono scesi alcuni uomini vestiti in abiti civili e con gli occhiali scuri. Erano sicuramente uomini del mukhabarat (servizio segreto, n.d.r.) americano. Hanno aperto la porta dell’abitazione, senza forzarla, come se fosse già aperta, e sono riusciti subito con solo quattro uomini, che poi abbiamo saputo essere i tre ostaggi italiani e un ostaggio polacco.
Li hanno caricati su un furgoncino bianco e se ne sono andati via. Il tutto con la massima calma. Non è stato sparato un colpo. Nella casa, a parte gli ostaggi, evidentemente non c’era più nessuno. Non è stato assolutamente un blitz militare come è stato annunciato tre ore dopo. Quelli sono tutta un’altra cosa. Lì si è trattato di una semplice presa in consegna. Gli americani sono andati lì a colpo sicuro. Sapevano che gli ostaggi erano stati portati lì, si erano messi d’accordo. Il vostro governo ha pagato un riscatto: nove milioni di dollari. Qui ormai lo sanno tutti. Adesso però basta parlare al telefono, non è sicuro».
A parlare, raggiunto al telefono da PeaceReporter, è un iracheno, il signor Fahad, che assieme ad altri due suoi vicini, il signor Mohammed e il signor Ibrahim, è stato testimone oculare della liberazione di Agliana, Cupertino e Stefio. Fahad parla dalla sua casa, al 13 di Zaitun Street, ad Abu Ghraib, il sobborgo occidentale di Baghdad divenuto tristemente famoso per lo scandalo delle torture sui prigionieri iracheni.
La sua versione dei fatti è confermata da un'altra fonte irachena raggiunta da PeaceReporter, vicina al braccio politico della guerriglia. Una fonte che ha voluto rimanere anonima, e che ha fornito la sua versione di tutta la vicenda del sequestro, delle trattative e della liberazione.
La fonte inizia facendo un nome, quello di Salih Mutlak. "Mutlak – dice – è un facoltoso commerciante iracheno arricchitosi con le speculazioni e il contrabbando durante il periodo dell’embargo. Da molti è definito semplicemente come un ‘mafioso’. Lui è il personaggio chiave della vicenda della liberazione dei tre ostaggi italiani, assieme al già noto Abdel Salam Kubaysi (solo un omonimo di Jabbar al-Kubaysi), ulema sunnita e docente all’università di Baghdad, salito all’onore delle cronache televisive internazionali per il suo ruolo nella trattativa per il rilascio - dietro pagamento di riscatto - degli ostaggi giapponesi".
Secondo la fonte, con Mutlak e con Kubaysi il governo italiano avrebbe trattato segretamente per settimane al fine di ottenere il rilascio di Agliana, Cupertino e Stefio, rapiti il 12 aprile assieme a Quattrocchi, ucciso il 14 aprile. Si scoprirà poi che aveva in tasca un porto d’armi rilasciato dalle forze britanniche e un pass della Coalizione.
I contatti tra i nostri servizi segreti, il Sismi, e la coppia Mutlak-Kubaysi sono iniziati subito dopo quei tragici giorni, e già il 20 aprile erano cominciate a trapelare notizie sull’accordo con il governo italiano per il pagamento di un riscatto di 9 milioni di dollari.
Il 22 era stato lo stesso governatore italiano di Nassiriya, Barbara Contini, a lasciarsi scappare che non c’era nulla da stupirsi del fatto che il governo pagasse un riscatto. “Si è sempre fatto così” aveva detto. Subito dopo aveva smentito questa dichiarazione, e il ministro degli Esteri, Franco Frattini, aveva detto che si trattava di "storie prive di fondamento”. Lo stesso giorno, una qualificata fonte dei servizi segreti italiani rivelava all'agenzia Ansa: "La trattativa, avviata da giorni, è già stata definita in tutti i suoi aspetti, sia para-politici, sia economici. Quello che dovevamo fare l'abbiamo fatto".
Dopo questa burrasca il Sismi ha protestato per queste fughe di notizie che rischiavano di far saltare le trattative in corso. A quel punto, il governo ha deciso di imporre il silenzio stampa assoluto sulla vicenda.
"Le trattative - spiega la fonte - sono proseguite fino a quando, all’inizio di maggio, Salih Mutlak è andato in aereo a Roma. Ragione ufficiale del suo viaggio: affari. E’ rimasto nella capitale italiana per una ventina di giorni, tornando a Baghdad alla fine di maggio con una valigetta piena di soldi. Cinque milioni di dollari, prima tranche di un riscatto complessivo di nove milioni di dollari. Gli altri quattro, questi erano gli accordi da lui presi, sarebbero stati consegnati ai rapitori dopo la liberazione degli ostaggi".
Dopo il ritorno di Mutlak con i soldi, nei primi giorni di giugno si è consumato un duro scontro all’interno delle fila dei guerriglieri iracheni. Da una parte il braccio ‘militare’ dei guerriglieri, quelli che detenevano materialmente gli ostaggi e che, tramite Mutlak e Kubaysi, erano in contatto con il governo italiano: per loro l’importante era solo incassare il malloppo. Dall’altra parte il braccio ‘politico’ che non voleva fare la figura di una banda di delinquenti che rapiscono per soldi e che quindi non volevano accettare il riscatto.
"Noi ci siamo opposti a questo gioco sporco. Questa storia del riscatto e della messa in scena della liberazione – sostiene la fonte – avrebbe rovinato l’immagine della nostra causa, facendoci passare per dei volgari banditi, e poi avrebbe giovato al governo italiano e quindi prolungato l’occupazione militare dell’Iraq. Noi volevamo consegnare gli ostaggi, senza alcun riscatto, nelle mani di rappresentanti del mondo pacifista italiano, sia laico che cattolico, con cui eravamo già in contatto da tempo e con i quali eravamo vicinissimi a una conclusione".
Ancora domenica scorsa 6 giugno, i rappresentati della Santa Sede in Iraq si dicevano infatti certi che la liberazione dei tre italiani sarebbe stata questione di ore. Anche il governo italiano sentiva che la questione era giunta a un punto decisivo: venerdì scorso, 4 giugno, il ministro Frattini ha annullato una sua importante visita a Tokyo per “motivi familiari”. Forse quello è stato un giorno decisivo.
"Alla fine – prosegue la fonte, con tono infuriato – l’hanno spuntata i ‘militari’ senza scrupoli, che nei giorni scorsi, assieme a Mutlak, hanno organizzato in gran segreto il trasferimento dei tre ostaggi italiani dal loro luogo di detenzione, cioè Ramadi, un centinaio di chilometri a ovest di Baghdad, fino alla periferia occidentale della capitale, nel sobborgo di Abu-Ghraib. I tre sono stati lasciati in una casa e poi la loro posizione è stata comunicata ai servizi italiani e a quelli americani perché li venissero a prelevare. Il loro piano era di far sembrare tutto come un blitz militare che si concludesse con l’arresto dei sequestratori. Ma non è andata così".
E in effetti, fonti vicine ai servizi italiani hanno rivelato che i due arrestati effettuati in connessione con il presunto blitz erano in realtà solo due pastori iracheni, che nulla avevano a che fare con la guerriglia e che erano stati pagati per farsi trovare lì.
Di certo, il fatto che a condurre l’operazione siano stati militari americani, e non italiani, preclude alla magistratura una effettiva indagine sui "liberatori".
In Iraq, al mercato nero delle armi, un kalashnikov costa tra i venti e i trenta dollari. Con nove milioni di dollari se ne possono comprare centinaia di migliaia.
Enrico Piovesana
Per quanto riguarda i penosi sms ci sono costati circa 5 milioni di Euro!
Che tristezza!
La «Lista Consumatori» denuncia il presidente dl Consiglio per abuso di atti d’ufficio; i «Consumatori indipendenti» lanciano addirittura sul loro sito un modulo "per inoltrare la propria protesta al Garante"; l’Adusbef, Federconsumatori e Adoc denunciano l’invio di 26 milioni di ’messaggini’. L’Adiconsum parla di «rappresentazione dell'arroganza del potere».
Adusbef, Federconsumatori e Adoc hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Bologna «l’invio di 7 milioni di sms durante la giornata di ieri e di 19 milioni per oggi» e parlano di «reato di violazione della privacy».
BONG!
MODEHEAD
io invece TEMO che ce lo sorbiremo ancora per un bel po', e sapete che vi dico? Ce lo meritiamo!! D'altronde la maggioranza l'ha votato e ora ce lo dobbiamo tenere. Evidentemente l'Italia merita questo.. (il pessimismo oggi incombe, sarà colpa dell'SMS a cui non posso neanche rispondere?)
ciao ciao, io emigro..
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il povero vuole diventare riccoLeaveinsilence ha scritto:Berlusconi non è entrato in politica per tutelare le proprie attività, perché era già ampiamente ricco proprio grazie ad esse.
il ricco vuole diventare più ricco
fino a che vuole diventare Re
ométti, egregio Numanoid, che il ciclone tangentopoli che ha spazzato via un'intera classe politica aveva lasciato il Cavaliere senza la sponda ideale per chi fa affari e pensa "in grande". Lasciamo riposare Craxi in pace.
questo è un giochetto vecchio ma che va sempre bene. Insultare sistematicamente l'avversario politico per poi fare le vittime appena si è attaccati su argomenti solidi ricorrendo proprio a termini come quelli da te usati. Schopenauer ci ha scritto un bel volumetto chiamato "L'arte di insultare".Leaveinsilence ha scritto:Davvero, non capisco tutta l'acrimonia, l'astio implacabile che molta parte della sinistra nutre nei confronti di Berlusconi in quanto tale, manco fosse il demonio.
e scrivili più brevi i tuoi post!!!!!!
freestate
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Leaveinsilence
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La raffica di autorevoli smentite (compresa quella sdegnata del commissario della Croce Rossa) e di prove documentate (le foto inequivocabili della liberazione apparse ieri) piovutegli addosso in questi giorni dimostrano che le vere bufale sono quelle fatte circolare da Strada e soci, indubbiamente stizziti per l'esito della vicenda, ai fini del quale il loro contributo è valso a nulla.
Quindi, evitate di spacciare come Vangelo questi resoconti da spy story di sesta categoria...C'è mezzo che qualcuno possa anche prenderli sul serio, come quasi capitava al sottoscritto, che per leggersi l'ennesimo copia e incolla a momenti rischiava di perdere il treno.
Un saluto, Leave
P.S. Va bene così la lunghezza del post?
Quindi, evitate di spacciare come Vangelo questi resoconti da spy story di sesta categoria...C'è mezzo che qualcuno possa anche prenderli sul serio, come quasi capitava al sottoscritto, che per leggersi l'ennesimo copia e incolla a momenti rischiava di perdere il treno.
Un saluto, Leave
P.S. Va bene così la lunghezza del post?
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Leaveinsilence
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Sul sentimento che aleggia a sinistra nei confronti del Berlusca, non temo smentite, anche per esperienza personale. Fatevi un giretto istruttivo negli enti pubblici (nei comuni o nelel scuole, ad esempio), per farvene un'idea.
Per il sottoscritto risulta spesso assai difficile articolare un discorso politico serio e pacato con uno della sponda opposta, perché al solo pronunciare il nome del demone di Arcore, scatta una reazione di sdegno incontrollato che prescinde da ogni logica di razionalità, e contro cui rimbalza qualsiasi tentativo di intraprendere argomentazioni, anche critiche (non ne ho lesinate nei confronti di certi atteggiamenti e scelte del governo), ma basate sui contenuti.
D'altronde, la sistematica denigrazione dell'avversario è forse uno dei retaggi più pesanti lasciati in dote dal comunismo all'attuale sinistra (pensiamo ai rapporti del PCI con la DC nel dopoguerra, oppure all'atteggiamento nei confronti di Craxi, per non parlare del famigerato antiamericanismo). Berlusconi non ha fatto altro che accentuare queste persistenti tendenze. Nonostante il muro di Berlno sia caduto da un pezzo.
E che vi ha fatto, diamine...manco vi avesse fottuto la ragazza...
Un saluto, Leave
Per il sottoscritto risulta spesso assai difficile articolare un discorso politico serio e pacato con uno della sponda opposta, perché al solo pronunciare il nome del demone di Arcore, scatta una reazione di sdegno incontrollato che prescinde da ogni logica di razionalità, e contro cui rimbalza qualsiasi tentativo di intraprendere argomentazioni, anche critiche (non ne ho lesinate nei confronti di certi atteggiamenti e scelte del governo), ma basate sui contenuti.
D'altronde, la sistematica denigrazione dell'avversario è forse uno dei retaggi più pesanti lasciati in dote dal comunismo all'attuale sinistra (pensiamo ai rapporti del PCI con la DC nel dopoguerra, oppure all'atteggiamento nei confronti di Craxi, per non parlare del famigerato antiamericanismo). Berlusconi non ha fatto altro che accentuare queste persistenti tendenze. Nonostante il muro di Berlno sia caduto da un pezzo.
E che vi ha fatto, diamine...manco vi avesse fottuto la ragazza...
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1) quello della Croce Rossa è un esponente di Forza Italia. Leggetevi il suo curriculum;
2) le foto cosa proverebbero? Ah, si, c'è quello che fa ok con la mano!
3) Berluska lo denigra il mondo, non la sinistra. Ho avuto modo di parlare con persone tedesche, greche, svedesi, francesi, spagnole e persino dell'Amazzonia (delle idee più svariate). Tutte sono allibite da tale personaggio (che peraltro TEME il confronto con l'avversario... ma si sa... la democrazia non è il suo forte....).
BONG!
MODEHEAD
2) le foto cosa proverebbero? Ah, si, c'è quello che fa ok con la mano!
3) Berluska lo denigra il mondo, non la sinistra. Ho avuto modo di parlare con persone tedesche, greche, svedesi, francesi, spagnole e persino dell'Amazzonia (delle idee più svariate). Tutte sono allibite da tale personaggio (che peraltro TEME il confronto con l'avversario... ma si sa... la democrazia non è il suo forte....).
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- Località: Quando due ELEFANTI si scontrano solo l'ERBA viene schiacciata
Se il b. fosse una persona così magnanima e dai buoni propositi come vuol far credere saremmo tutti innnamorati di lui, il piccolo particolare è che con le riforme che sta facendo vedo la qualità della vita deteriorare fino al giorno in cui dopo anni di lavoro morirò senza aver ancora raggiunto l'età della pensione che credo verrà elevato fino a 80 anni o 60 di contributi...
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Leaveinsilence
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Ehm, forse intendevi con le riforme che non sta facendo, o che altri non hanno voluto fare...Darkness ha scritto:Se il b. fosse una persona così magnanima e dai buoni propositi come vuol far credere saremmo tutti innnamorati di lui, il piccolo particolare è che con le riforme che sta facendo vedo la qualità della vita deteriorare fino al giorno in cui dopo anni di lavoro morirò senza aver ancora raggiunto l'età della pensione che credo verrà elevato fino a 80 anni o 60 di contributi...



