Dimenticavo.... Ashi ha colto nel segno..... l'oligarchia e la massoneria mondiale se la stanno spassando alla grande..... di fronte alla psicosi collettiva ed al caos che sono riusciti a creare e che serve solo ai loro interessi.....
BONG!
MODEHEAD
Se posso, vorrei suggerire una buona lettura per "conoscere il nemico":
BAGHDAD BLOG di Salaam Pax
pseudonimo dietro il qale si nasconde un iraqueno che racconta in un blog attraverso internet la sua vita prima e durante la guerra.
Il libro e' la trasposizione del suo blog, che tuttora continua a scrivere su blogspot.com (se non erro).
Salaam e' in realta' un funzionario che lavora a stretto contatto con le autorita' e con i giornalisti occidentali che lavorano in Iraq.
E' un uomo colto, ha studiato in occidente, ma non per questo si e' occidentalizzato.
Il suo e' uno sguardo dall'interno sulle vicende dell'Iraq e il suo racconto disincantato e spesso corrosivo di quei momenti spesso getta una luce nuova ed aiuta il "profano" ad entrare piu' in profondita', scavalcando le false ufficialita' che ci propinano i media tradizionali.
A me e' servito molto per capire, anche se so che non e' sufficiente, propongo il mio umile consiglio.
Il cerchio comincia a stringersi su strane presenze "private"....
BONG!
MODEHEAD
Iraq, militari ''privati'' per interrogare detenuti nel carcere ...
Fonte Adnkronos 30 aprile 2004
Washington, 30 apr. (Adnkronos) - Il primo ministro britannico Tony Blair si è detto ''inorridito'' per le foto di prigionieri iracheni sottoposti a gravi abusi nel carcere di Abu Ghreib, mostrate dalla televisione americana Cbs. ''Il portavoce dell'esercito americano ha detto di essere inorridito e che i responsabili hanno danneggiato anche gli altri soldati, e il governo britannico si associa a queste opinioni'', ha detto un portavoce di Downing Street, citando il collega statunitense Mark Kimmitt.
Blair ha esattamente la stessa opinione dell'esercito americano, ha proseguito il portavoce, aggiungendo che ''questi atti sono in contraddizione con tutte le regole interne alla Coalizione''.
In precedenza l'inviata britannica per i diritti dell'uomo in Iraq, Ann Clwyd, si è detta oggi ''scioccata'' per l'intera vicenda, ma ha sottolineato che si tratta ''di un piccolo numero'' di casi.
Intanto, l'avvocato Gary Myers, legale di uno dei sei soldati americani finiti davanti alla Corte marziale, accusa le forze Usa di aver delegato a ''militari privati'', assunti da due compagnie americane, il lavoro sporco di interrogare i detenuti con metodi illegali. I soldati americani saranno processati per crudelta', stupro, negligenza nei confronti di una ventina di iracheni detenuti nel carcere degli orrori.
Il sergente riservista Ivan Frederick, 37 anni, nella vita civile un secondino in una prigione della Virginia, è fra gli imputati. E sta dando battaglia ai suoi comandi parlando con i giornalisti americani a cui ha denunciato come le sevizie fossero una strategia precisa per costringere i detenuti a parlare negli interrogatori. ''E' uno degli elementi più disgustosi di tutta questa storia'' -ha spiegato il suo avvocato, Gary Myers, in una intervista al Washinton Post. Myers in particolare cita i dipendenti di due compagnie, la CACI International, di Arlington, Virginia, e la Titan Corp. di San Diego, California, che fornivano persone specializzate in interrogatori e interpreti al carcere. Entrambe sono citate nell'inchiesta interna condotta dall'esercito Usa.
Nessun commento dalla prima compagnia. Mentre un alto dirigente della seconda assicura che la sua società forniva solamente interpreti ai militari americani, ''interpreti che non amano lavorare in un modo o nell'altro nelle prigioni''.
Ieri cinque senatori democratici americani hanno chiesto al General Accounting Office del Congresso l'apertura di un'inchiesta sull'uso e le mansioni affidate alle compagnie militari private, denunciando come il settore sia ancora privo di regolamentazione a livello federale.
Beh, forse qualcuno avrebbe preferito che facessero la fine di Quattrocchi, per poi attribuirne la responsabilità all'inerzia del governo. Che invece inerte non è stato, ma anzi, ha colto un altro importante successo anche con l'approvazione della nuova risoluzione ONU, proprio mentre, con sciagurato tempismo, l'opposizione cambiava ancora una volta linea schierandosi per il ritiro senza se e senza ma, secondo i diktat bertinottiani, e con tanti saluti al precedentemente tanto osannato ONU, la panacea di tutti i mali (tranne quelli di Fassino e Rutelli, evidentemente).
E' inutile, qualunque cosa faccia, qualunque cosa succeda, è sempre colpa del Berlusca, il Berlusca ha sempre torto...A prescindere.
Anche nelle cose in cui, come nel caso specifico, vi è un generalizzato motivo di soddisfazione per il modo in cui si è risolta la vicenda, bisogna sempre trovare del marcio da scaricare addosso al capo del governo, ovviamente. Non vale più nemmeno la pena di discutere...
E' il sale di ogni democrazia. Quella che il tuo Berlusconi calpesta da quando ha deciso di scendere in campo per difendere interessi suoi e dei suoi compagnucci di crociera.
Non lo fa nemmeno apposta. Un uomo che dirige aziende non sa nemmeno cosa significhi un confronto realmente democratico.
Che il nostro ministero abbia lavorato bene nella trattativa per gli ostaggi lo ha riconosciuto anche quel Fassino che stigmatizzi. Oltre a Prodi, a Rutelli, a Di Pietro e persino Diliberto...
Il resto è solo squallida propaganda, come mettere il cappello elettorale a quei tre poveracci che sono stati finalmente liberati riempiendo le città di manifesti. E anche tu sei qui a sbandierare i presunti "successi" di un governo che in soli tre anni ha devastato l'italia economicamente e, fatto anche più grave, culturalmente.
Pensare che "qualcuno" sarebbe stato contento dell'uccisione dei tre ostaggi italiani dimostra quanto sia sceso in basso il confronto politico nel nostro Paese. E se ti riferisci a quei trenta criminali che hanno invocato 10 100 1000 Nassyria sarebbe bene che ricordassi che sono stati cacciati a schiaffoni dagli stessi manifestanti del corteo.
Io sono stato felice per la liberazione dei tre ostaggi. Ma sarei ancora più felice se si fermassero le violenze in Iraq (così come in Congo, in Angola, in Cecenia e in tutti quei luoghi dove arde un conflitto) che hanno provocato oltre 12.000 morti tra i civili dall'inizio del conflitto.
Leaveinsilence ha scritto:E' inutile, qualunque cosa faccia, qualunque cosa succeda, è sempre colpa del Berlusca, il Berlusca ha sempre torto...A prescindere.
più o meno..
non penso che li abbiano liberati "appositamente" in vista delle elezioni (a quanto pare l'azione è scattata in vista di un probabile pericolo per gli ostaggi l'11), però diciamo pure che la liberazione degli ostaggi (per cui credo ognuno di noi non ha motivo di non rallegrarsi) sta diventando lo spot elettorale di qualcuno..e questo mi fa un po' ribrezzo.
prima di esrpimere uno stato d'animo, di felicità o tristezza verso la liberazione degli ostaggi, mi piacerebbe sapere se si trattava di esseri umani oppure no.
al contrario, tu leave e berlusconi, brindate insieme dall'immensa gioia già dimenticando ,voltando pagina, che comunque qualcuno (così dicono) è morto per mano di......e qui mi fermo.
potete insultarmi, basta che non venite a raccontare e decidere come mi debba sentire io!!!oppure attribuirmi un eroe a forza.....come già sentito qui dentro....
Mi fa piacere che Fassino, Rutelli, Diliberto eccetera eccetera riconoscano i meriti del governo sulla vicenda ostaggi. Altri, come Pecoraro, hanno però usato commenti un po' più capziosi, che in ogni modo sono emersi largamente anche su giornali come Manifesto o Unità, al di là delle farneticazioni di molti comuni elettori, in cui circolano disgustose strumentalizzazioni sulla vicenda. Con molti di loro ci convivo quotidianamente, e quindi racconto cose che sperimento in via diretta.
Comunque, non voglio essere io a trascinare ancora più in basso lo scontro politico, e quindi chiudo limiatndomi ad esprimere soddisfazione per la liberazione dei nostri concittadini. Non dubito che i rappresentanti della sinistra non avrebbero cercato di strumentalizzare la vicenda a fini elettorali qualora le cose fossero andate diversamente. Voglio almeno sperare che sarebbe stato così.
Tra l'altro, il proclama per l'esecuzione era già pronto, come abbiamo appreso dai TG...Forse i terroristi speravano di ripetere lo stesso giochetto riuscitogli in Spagna (oggi tra l'altro è l'11).
Ma evidentemente, concedetemi la battuta, non avevano fatto i conti con il Berlusca. Che non è uno Zapaterino qualunque...A proposito, che fine ha fatto? Anche lui, quanto a tempismo e lungimiranza, lascia alquanto a desiderare, visto che da quando ha ritirato le truppe in fretta e furia affermando che non c'erano spazi per un’azione dell'ONU, i fatti si sono svolti in maniera diametralmente opposta. Per sua sfortuna, e per quella dei sinistrorsi nostrani.
Dopo l'ennesima giravolta dell'ultima settimana, infatti, ritroviamo Fassino, Rutelli e l'ala più avveduta della lista ulivista ritornare faticosmente alla posizione d'origine, con il sostegno del ruolo del fu tanto osannato ONU e quindi per il mantenimento anche delle truppe italiane in loco, necessario per consolidare il processo di pace e di democratizzazione del Paese. Dall'altra parte, Bertinotti, Cossutta, Pecoraro, Di Pietro e compagnia bella coerenti fautori del ritiro senza se e senza ma, a prescindere da quello che fa l'ONU.
In mezzo, ci sta Prodi che a Bruxelles sostiene la prima tesi, e a Roma, quando, da capo della Commissione europea, va in giro a fare propaganda per i suoi, strizza l'occhio alla seconda, ben sapendo di non poter fare a meno dell'appoggio, per quanto volatile, delle ali estreme, se vuole aspirare a ritornare alla guida del Paese. Bel capolavoro di equilibrismo. In sostanza, non si è ancora capito quale sia la politica estera del centro-sinistra.
Certo, i fatti dell'ultima settimana, con l'approvazione della risoluzione ONU all'unanimità devono essere stati un duro colpo, dopo la sciagurata mossa della mozione sul ritiro senza se e senza ma, che ha confermato tutta la debolezza, lo smarrimento di una classe politica che, incapace di mantenere una linea ferma, è irrimediabilmente destinata a lasciarsi traviare da chi, invece, una linea ferma, solida, per quanto aberrante, ce l'ha.
Non dubito che Rutelli e soci si siano resi conto dell'immane ca**ta combinata, tanto che negli ultimi giorni stanno cercando a fatica di recuperare il terreno perso, invero arrampicandosi sugli specchi.
Come al solito, l'unità la sinistra la ritrova solo quando c'è da attaccare il Berlusca, indipendentemente dal merito delle questioni. Perché lui, come dice Free, con la politica difenderebbe solo i suoi interessi, cosa che peraltro avrebbe potuto fare anche, e molto meglio, continuando a fare l'imprenditore, il che anche i più acidi oppositori gli riconoscono di saper fare benissimo.
In realtà, sono convinto che molti cosiddetti politici di professione proporzionalmente abbiano tratto dalla politica molto di più in termini di volgari interessi materiali e non, di quanto sia riuscito ad ottenere Berlusconi. Il quale, anzi, ha visto sfumare la possibilità di decuplicare i profitti delle sue imprese, considerando gli enormi sviluppi che si sono avuti nel campo delle telecomunicazioni nell'ultimo decennio, campo in cui, non ne dubito, egli avrebbe potuto mietere ampi successi, magari accordandosi con i governanti di turno, come da tradizione delle grandi imprese italiane.
Oltre a risparmiarsi una lunga trafile di noie processuali, guardacaso cominciate propri da quando entrò attivamente in politica. Chissà come mai...
Berlusconi non è entrato in politica per tutelare le proprie attività, perché era già ampiamente ricco proprio grazie ad esse. Cosa che non si può dire di chi inveisce contro di lui e il suo conflitto d'interessi, e che, solo a nostre spese, si è invece fatto casa, barca, bici o rolex...
Cosa fa Prodi, oltre ad andare in giro a spese mie a fare propaganda per la sua parte, guardandosi bene dal rinunciare alla carica di Commissione europea (e poi dicono del conflitto d’interessi di Berlusconi)?
Questo dimostra che, oltre ad avere scarso senso delle istituzioni, evidentemente a Bruxelles il prof. Non ha un ca**o da fare. Figurarsi gli altri, allora.
E cosa ha fatto D'Alema, a parte portarci Ocalan e mandare i caccia italiani a bombardare Belgrado, mentre i pacifisti della domenica se ne stavano in salotto a guardare Cento Vetrine?
(Lo ricorderò fino alla morte ai cosidddetti pacifisti della domenica perché se lo ricordino fino alla morte, loro, militanti faziosi che pretendono di darci lezioni di moralità tutti i santi giorni).
Davvero, non capisco tutta l'acrimonia, l'astio implacabile che molta parte della sinistra nutre nei confronti di Berlusconi in quanto tale, manco fosse il demonio. Forse è solo invidia, alla fine. A molti farebbe piacere espropriarlo, allontanarlo dal mondo politico, esiliarlo dalla società civile. E persino vederlo morto.
Ti credo che sia alquanto arduo dialogare con chi esprime certi sentimenti e certe opinioni. Ti credo che manchi un confronto realmente democratico, appunto, tra i due poli.
Personalmente, per quanto la stima nei loro confronti sia piuttosto bassa, non mi sognerei mai di nutrire un simile rancore nei confronti di D'Alema, Rutelli, Prodi, Pecoraro & C. proprio perché la politica va fatta sì con la passione, ma ancor più con il cervello. Inoltre, a costo di essere banale, sostengo da sempre che la diversità è un valore. Se tutti fossimo uguali e avessimo opinioni identiche il mondo sarebbe un luogo probabilmente meno interessante, sicuramente meno divertente.
Invero, alcuni esponenti della sinistra mi stanno anche simpatici. Come Fassino, costretto a districarsi tra mille difficoltà per tenere a bada, invero con scarsi risultati, lo schieramento più rumoroso dei suoi sodali, di cui non condivide un accidente.
O come Bertinotti, sempre coerente e lucido nelle sue analisi. L'unico suo difetto (grave) è di essere comunista, se no lo voterei tutta la vita...
Dare sempre la colpa al Berlusca di quanto di sbagliato c'è in questo Paese non serve a nulla. Guardiamo invece a quello, poco o tanto che sia, che possiamo fare noi, per migliorarlo.
Certo in questi anni problemi ce ne sono stati, e non sto qui a ricordare gli eventi internazionali e non che hanno inciso sulla non eccezionale performance dell'Italia (ma migliore di Paesi come Francia e Germania, non dimentichiamolo). Molto è stato fatto su scuola, pensioni, lavoro, sicurezza, opere pubbliche, ad esempio. Ma si può e si deve fare di più. E occorre spiegarlo alla gente, meglio di quanto sia stato fatto finora. E penso che lo si possa fare nei prossimi due anni.
Chiudo invitandovi a recarvi tutti a votare. Per chi lo sapete. God bless Berlusca!
Un saluto, Leave
P.S. Dan, non voreri essere nei tuoi panni domenica, con il fantasma del bolognese d'adozione Cofferati che incombe...
Ho mezzo secondo per scrivere.
Vi allego sotto qualcosa di molto interessante. Il mio commento, nudo e crudo, ve lo farò avere quanto prima.
Circa la situazione economica italiana, c'è un abisso tra noi e Francia e Germania. Lì la produzione cresce e le esportazioni non subiscono frenate, senza dimenticare che lo stato sociale ha un peso ben diverso che da noi ed oggi la vita a Parigi e Berlino costa sicuramente meno che in Italia.
Da noi c'è una crescente stagnazione. Invece di fare promesse insensate, seguano le indicazioni del nuovo presidente di Confindustria (che non mi sembra proprio un rivoluzionario! ).
BONG!
MODEHEAD
PS: anche l'sms mi è arrivato.... che tristezza......
GINO STRADA: OSTAGGI COMPRATI PER 9 MILIONI DI DOLLARI
(ANSA) - ROMA, 11 GIU - ''Ci e' stato detto che quando la
vicenda era ormai risolta, qualcuno ha pagato 9 milioni di
dollari... Che gli ostaggi sono stati di fatto consegnati agli
americani'', afferma Gino Strada, fondatore di Emergency,
intervistato da REPUBBLICA.
''Non so chi ha tirato fuori i soldi - dice Strada - So i
nomi dei mediatori che, mi viene detto, li hanno maneggiati.
(...) Ha maneggiato i 9 milioni un uomo di nome Salih Mutlak.
Personaggio noto a Bagdad per essersi arricchito con il
contrabbando nei dieci anni di embargo. Un nome che ho sentito
la prima volta ad Amman, in Giordania, dove incontrai Jabbar Al
Kubaissi, un ex esiliato con cui Emergency aveva avuto rapporti
in passato. Gli spiegai che Emergency non era disposta a
trattare il rilascio degli ostaggi, ma lo riteneva un atto
dovuto come gesto di riconoscenza umanitario per aver curato 300
mila iracheni negli anni dell'embargo. Kubaissi convenne sulle
mie richieste. Mi fece capire che la testa "politica" del gruppo
dei sequestratori sarebbe stata disposta ad un rilascio senza
condizioni nelle mani di pacifisti italiani. Ma aggiunse che
c'era un problema. Qualcuno tra i carcerieri era sensibile alle
sirene del denaro. E che questo canale di trattativa era nelle
mani di tale Salih Mutlak''.
''Ci e' stato detto che i 9 milioni incassati da Mutlak
avevano convinto una parte del gruppo a trasferire gli ostaggi
dalla prigione di Ramadi ad Abu Ghraib e a consegnarli agli
americani con un finto blitz inscenato in una casa di Zaitun
street. La strada dove ha provato ad avvicinarsi ieri il vostro
cronista prima che provassero a sequestrarlo. Un testimone che
abbiamo raggiunto, tale Fahad, ci ha confermato di aver visto la
presa in consegna di Agliana, Cupertino, Stefio e del polacco la
mattina dell'8 giugno''.
Nell'intervista all'UNITA' ("Ho le prove, nessun blitz. I
terroristi rapitori sono stati pagati"), Strada racconta che
''c'e' stato un tradimento nel gruppo dei sequestratori. Nel
senso che qualcuno aveva accettato la soluzione umanitaria
proposta da Emergency, mentre altri hanno pensato di lucrare un
bel po' di soldi su quella vicenda. Nove milioni di dollari.
questo il prezzo pagato... evidentemente da autorita'
italiane''.
Il fondatore di Emergency ribadisce la sua tesi
nell'intervista al MANIFESTO: ''nove milioni di dollari, offerti
da alcuni mediatori che si sarebbero detti in contatto con il
governo italiano''. (ANSA).