Wave ha scritto:Il problema reale inizia ,secondo me ,quando il soggetto non e' piu' in
grado di intendere e volere
non mi sembra.....
Moderatori: devotional, Miss Kaleid

Forse non mi sono spiegata bene: credo che Welby avesse il sacrosanto dirittodaniemt ha scritto:![]()
non mi sembra.....

e poi in tanti mi chiedono come faccio a credere in dio ma non nella chiesa cattolica!Q Lazarus ha scritto:Comunque, tanto per rimanere in tema di diritti che qualcuno considera esageratamente concessi, gli è stato negato il funerale religioso! Che indecenza!
mah!

Se loro sono tanti anche noi non siamo pochi.Q Lazarus ha scritto:e poi in tanti mi chiedono come faccio a credere in dio ma non nella chiesa cattolica!Black Z ha scritto: Comunque, tanto per rimanere in tema di diritti che qualcuno considera esageratamente concessi, gli è stato negato il funerale religioso! Che indecenza!

Ti sei spiegata benissimo e non vedo nessuna vena di follia nel tuo scritto.Black Z ha scritto:spero, nella mia confusione, di averti spiegato...
Sei stata molto buona in quello che hai scritto...io, che tra le tante storie ho studiato anche quella della cristianità...mi astengo, perchè sicuramente le mie parole sarebbero come pezzetti di vetro nel cappuccino in sostituizione dello zucchero...e poichè è Natale e la bontàQ Lazarus ha scritto:Esatto, non siamo in pochi.
E' possibile che le porte della Casa del Signore vengano chiuse ad un vero martire? Ad una persona che ha sofferto, patito?
E' possibile credere e praticare la fede cattolica in un Istituto che non perdona la volontà del suicidio, solo perchè potrebbe dare un cattivo esempio di apertura al peccato?
E' possibile credere in questa contraddizione?
Un intero paese si commuove e si chiede, come in questo 3d, cosa può darci questa esperienza di vita, come reagire, quale possa essere la risposta civile e giuridica a questo tema. Si confronta con gli altri paesi, quelli dove l'eutanasia è legale, è prevista....
Ma poi, al momento dell'addio, dove davvero il saluto diventa preghiera, diventa partecipazione al dolore dei familiari, diventa riflessione pacata, c'è un Essere invisibile che punta il dito, che dice:
"Tu da me non puoi entrare!".
Ecco, vedete, sarò esagerata nella mia riflessione, ma credo che questo, insieme a tanti altri casi, anche più quotidiani, sia il motivo di una profonda rottura con il passato cattolico di questo Paese, che le domeniche andava in chiesa, che cresceva i ragazzi all'oratorio, che poteva ricevere un aiuto spirituale da quella parrocchia che adesso sembra così distante, rigida più di 40 anni fa.
Questo perchè la società cambia, sicuramente non sempre in positivo.
Ma non credo che la Chiesa abbia un futuro facile con i suoi credenti se continua ad allontanarsi così tanto da essi. Le due strade non sono più parallele.
Oggi, secondo me, tutti abbiamo perso un ottima occasione di civiltà, rispetto e carità crristiana.
A volte temo di sì.Wave ha scritto:Oppure la cultura del dolore fa parte di una certa educazione cattolica di cui
la nostra societa' e' intrisa ???

