Re: Non ci posso credere
Inviato: mer mag 20, 2026 6:14 pm
bestviolator88 ha scritto: ↑dom mag 03, 2026 5:18 am Mi scuso con quelli magari più sensibili, ma non saprei in quale altro thread scrivere quanto ciò per scrivere appunto. E certe cose bisogna avere il coraggio di dirle, senza essere ipocriti. Meglio duri ma sinceri che ipocriti appunto.
"Quando sei in tour, magari passi un pomeriggio a piangere, ma poi dalle otto di sera in poi sei un Depeche Mode. E devi dare ai fans quello che si aspettano"
Citando questa sua frase, che viene citata nelle pagine del sito e che non conoscevo/ricordavo, mi viene da dire che, se davvero credeva in ciò che affermava (e le sue non fossero sempre soltanto frasi ad effetto, o diciamo semplicemente mirate/studiate, per i media visto il ruolo di portavoce/manager), allora considerando il suo abbandono durante l'Exotic/Summer Tour, si potrebbe anche concludere come lui non fosse un Depeche Mode. Sono conscio di essere particolarmente cinico nel dire ciò, anche perchè io purtroppo conosco molto bene la depressione (a prescindere dai motivi, dai suoi in questo caso, e dall'età, dato che a me colpì che ero molto giovane, ventenne diciamo). Di certo però pure i suoi "schiavetti" (cit. sua dal libro Stripped) in quel periodo non vivevano certamente bei momenti (Alan compreso, paradossalmente per via della sua lucidità a differenza degli altri due), ma si comportarono restando alla citazione da Depeche Mode portando al termine quell'estenuante ed interminabile (oltre che artisticamente irrangiungibile) manicomio di tour. E lui, considerato da sempre il collante del gruppo, let them down nel momento peggiore che potesse mai esserci, quando la band rischiò di non esistere più, sia per via dei problemi di Dave (e dello stesso Martin se vogliamo) che per la successiva dipartita di Alan (che aveva ragioni da vendere... ). Forse il fatto che lui da giovane disse di considerarsi "peggio di un non credente" (cit.) contribuì al tutto...
Nel mio piccolo, quando qualche anno fa mio padre era ricoverato ed era più di là che di quà (tanto da non farcela alla fine), continuai ad andare a lavoro, mettendo da parte i miei problemi personali. Un vero professionista è tenuto a farlo, almeno per come ragiono io, per come sono fatto io. A maggior ragione forse proprio lui, che già dal punto di vista artistico dava un contributo prossimo alla zero e che, a mio parere, anche nel ruolo che si era da sempre preso e che gli è stato sempre attribuito, ha portato forse più danni che benefici. Altro che collante/protezione della band quindi...
Vorrei scrivere anche tanto altro, ma non vorrei rischiare nè di dilungarmi troppo nè, soprattutto, di urtare troppo, eventualmente, la sensibilià di qualcuno.
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