
Free e i remix di Precious
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ButNotTonight
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Può essere. Ma anche i fan meno stagionati di noi penso trovino più maestosità ed emozione nell'Highland Remix di Stripped che nell'Andrea Parker Mix di It's no good. Che dici?Admin ha scritto:Per una naturalissima questione anagrafica, gran parte dei fan molte cose non le hanno proprio vissute, e dunque le conoscono marginalmente.
Per cui non possono rimpiangerle, ne' dispiacersi.
Beati loro
Fab
io credo ke da un po di tempo in quanto a sedute studiate ce ne siano state diverse, e non solo nella stesura dei remixes, ma anke in un po tutta la "produzione" per così dire "di serie".Admin ha scritto:... ma una scelta molto mirata, una vera e propria rinuncia studiata a tavolino.
E, mi spiace doverlo dire, ma -indolenza Goriana a parte- l'unica spiegazione logica a cio' è il voler evitare una "esposizione personale" ad una rivisitazione che dovrebbe per definizione essere quello di punta della intera serie di remixes. Insomma, una bella responsabilità scaricata su altri.
è l'aspetto di cui mi sono "lamentato" sempre e che mi riporta con la kat-mente anke a certe recenti apparizioni televisive.
L'orgoglio personale è fondamentale, anke dopo 25 anni di onorata carriera. Basterebbe tirarlo un tantinello fuori.
Gli optionals ( remixes ) ormai somigliano a quelli di certe vetture, dei quali se ne farebbe volentieri a meno ma ke fanno numero, gonfiano l'estetica lasciando vuoti abbastanza evidenti nella sostanza.
con il risultato ke possono venir fuori veri e propri scontri di qualità 8)1
non a caso mi sembra ke lo stesso Hillier parlasse di cose come la stessa Free come di una sorta di piccolo rimpianto dell'album.
ed io aggiungo ke sicuramente avrebbe arrikkito la dotazione base.
con la solita storia ke bisogna accontentare tutti, ma proprio tutti, qui si riskia di dividere perlomeno a metà, come le acque del mar rosso, anzi come il campo virtuale di Precious, ed i nostri ci passano in mezzo.
sono d'accordo anke con lettera, non si tratta solo di calcoli di responsabilità ma anke di voglia, di stimoli almeno apparentemente mancanti.
l'arte del technopop per-me andrebbe almeno tramandata ma,
ahi-mè, ho paura che una vera e propria tradizione del genere non sia così diffusa.
in questo modo, con il nuovo, si conoscerà sempre il 50% del potenziale a disposizione.
a mio parere perdere certe "specializzazioni" non rende il giusto merito
ma, fino a quando rende alla cassa
best
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senza dubbio i 12" degli anni '80 hanno fatto la storia del REMIX, della musica house (e non solo), e la gioia dei collezionisti (vinili colorati, marmorizzati, picture disc e ki+neha+nemetta).
Ma bisogna tener conto che all'epoca, le tecniche di remixing erano totalmente diverse da oggi. In quei tempi ci si avvaleva di tecniche di overdubbing (sovraincisioni), cut&paste (taglia&incolla nel vero senso della parola), e ritocchi dell'equalizzazione delle tracce, intervenendo direttamente sul nastro analogico.
Si intuisce quindi che il cosidetto remix (o extended version), a cui i 'vecchi' fans sono tanto attaccati, venivano eseguiti in studio come nuovi mixtape, rielaborati per l'occasione, spesso dagli stessi artisti e produttori delle studio-session, e quindi rispettando molto il sound delle registrazioni originali, o al massimo, inserendo versioni alternative di arrangiamento (magari scartate nella versione ufficiale dell'album).
Con l'avanzare della tecnologia e la comparsa di registratori digitali (adat, hard disk recording, ecc.), le tecniche di missaggio sono evolute a tal punto da permettere di intervenire sulle registrazioni, partendo anche da un semplice campione preso da un disco (e non più dal nastro).
Da questo si evince, che anche un dj o un non-musicista (se mi passate il termine), può oggi produrre una propria versione del brano, manipolandolo a suo personale gusto e capacità tecnica. Tutto questo ha fatto si che il numero delle versioni mix sono aumentate vertiginosamente (tanto qualche fesso che li compra per curiosità o devozione si trova sempre, pimo il sottoscritto!), a discapito spesso della qualità e il gusto del brano originale...
Ma bisogna tener conto che all'epoca, le tecniche di remixing erano totalmente diverse da oggi. In quei tempi ci si avvaleva di tecniche di overdubbing (sovraincisioni), cut&paste (taglia&incolla nel vero senso della parola), e ritocchi dell'equalizzazione delle tracce, intervenendo direttamente sul nastro analogico.
Si intuisce quindi che il cosidetto remix (o extended version), a cui i 'vecchi' fans sono tanto attaccati, venivano eseguiti in studio come nuovi mixtape, rielaborati per l'occasione, spesso dagli stessi artisti e produttori delle studio-session, e quindi rispettando molto il sound delle registrazioni originali, o al massimo, inserendo versioni alternative di arrangiamento (magari scartate nella versione ufficiale dell'album).
Con l'avanzare della tecnologia e la comparsa di registratori digitali (adat, hard disk recording, ecc.), le tecniche di missaggio sono evolute a tal punto da permettere di intervenire sulle registrazioni, partendo anche da un semplice campione preso da un disco (e non più dal nastro).
Da questo si evince, che anche un dj o un non-musicista (se mi passate il termine), può oggi produrre una propria versione del brano, manipolandolo a suo personale gusto e capacità tecnica. Tutto questo ha fatto si che il numero delle versioni mix sono aumentate vertiginosamente (tanto qualche fesso che li compra per curiosità o devozione si trova sempre, pimo il sottoscritto!), a discapito spesso della qualità e il gusto del brano originale...
una bella versione che vale il prezzo del cd e quella di EASY TIGER che dall' idea di martin (perche non si puo' dire che e' un pezzo vero e proprio)Bertran Bugalat & C. risuonano a modo loro , ma la suonano!, non al computer seduti su una poltrona, ma forse queste sono solo chicche come LOVE IN ITSELF 4
bene phunk-punk, tutto giusto.
Non faccio poi così male, dunque, se continuo a dubitare circa il significato di certi progressi.
se ancora oggi, come è stato + ke giustamente scritto, un giovane resta ipnotizzato dalla magnificenza di un Highland Mix anzikè dall'intera, o quasi, raccolta con Shinoda in testa...beh, non lo dimostro certo io: se la mitica versione di Stripped sia stata fatta col pallottoliere, con un bufù truccato o con la gelatina della simmenthal...diventa addirittura secondario.
e quindi si arriva a ciò a cui alludeva Fabmin.
bisognerebbe meglio interessarsi, in prima persona, alle mani ke reimpasteranno quel popò di roba, se proprio non ci si vuol metter le proprie..,vagliarne bene il risultato ed offrire meno scintille e più fiamma.
Aggro-mix, arrostiti al primo ascolto.
<--Messaggi: 1987
best Bascombetimeagain
Non faccio poi così male, dunque, se continuo a dubitare circa il significato di certi progressi.
se ancora oggi, come è stato + ke giustamente scritto, un giovane resta ipnotizzato dalla magnificenza di un Highland Mix anzikè dall'intera, o quasi, raccolta con Shinoda in testa...beh, non lo dimostro certo io: se la mitica versione di Stripped sia stata fatta col pallottoliere, con un bufù truccato o con la gelatina della simmenthal...diventa addirittura secondario.
e quindi si arriva a ciò a cui alludeva Fabmin.
bisognerebbe meglio interessarsi, in prima persona, alle mani ke reimpasteranno quel popò di roba, se proprio non ci si vuol metter le proprie..,vagliarne bene il risultato ed offrire meno scintille e più fiamma.
Aggro-mix, arrostiti al primo ascolto.
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- Mr. Agony
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Dunque, partiamo dal missaggio.
Il missaggio è una delle fasi che, insieme al pre-mastering, fanno parte della post-produzione di un brano. Nel missaggio vengono settati i delicati equilibri tra i volumi, i rapporti di frequenza, il bilanciamento della dinamica e il posizionamento stereofonico delle singole tracce. E' in questa fase che vengono aggiunti tutti gli effetti di "cosmesi" alle singole parti (ambienze, modulazioni, etc.) e, infine è sempre qui che si arriva anche a scartare dall'arrangiamento interi blocchi di tracce, allo scopo di raggiungere l'agognato equilibrio tecnico-espressivo funzionale al brano.
Va da sè che quella della missaggio è una fase delicatissima.
Già la semplice variazione dei rapporti di volume tra gli strumenti porta il brano verso direzioni emozionali differenti (se si alza la sezione ritmica drums+bass+synth, e si abbassa la voce, anche il pezzo più lento comincia a "macinare" umori più aggressivi...).
Il missaggio viene assistito da tecnici preparati nello specifico, ognuno con un personale background, sia tecnico che stilistico. Sono professionisti che amano lavorare in determinati ambienti, con determinate macchine, in determinati studi. E da qui che nasce l'esigenza di registrare il disco in un posto e mixare il tutto altrove, magari in studi situati aldilà dell'oceano (budget permettendo).
Terminata la post-produzione, è quasi sistematico ritrovarsi con almeno tre o quattro differenti mix validi. Così la scelta per la pubblicazione della versione giusta è sempre drammatica, con inevitabili discussioni tra artista, produttore, tecnici, etc..
Negli anni 80 il re-mix fu la soluzione, il metodo giusto per publicare gli interessanti missaggi alternativi, con grande soddisfazione delle ca$e dis$cografiche.
Questi diversi missaggi dapprima interessarono solo il materiale di base del brano: si variavano i suddetti rapporti parametrici tra le tracce, interi blocchi (vocali e strumentali) venivano alternativamente silenziati, si cambiava la progressione della struttura del brano (intro-strofa-inciso ponte, etc.) o si dava più spazio alle singole cellule ritmiche, agli assoli, etc. etc. I brani il più delle volte si dilatavano in durata ed ecco quindi le extended version.
Poi la cosa andò affinandosi e si inclusero nei mix gli scarti degli arrangiamenti originari. Tutti quei bei "trucioli sul pavimento" venivano raccolti e riassemblati portando a nuove bellissime variazioni (aah, il metal mix di Something to do...).
Ma tutto sempre a partire dai mattoni prelevati dalla produzione originaria.
E tutte squisite variazioni concepite dall'artista o comunque sviluppate dal produttore/programmatore che ne ha condiviso le originali fatiche creative.
Era tutto b-e-l-l-i-s-s-i-m-o.
Perchè?
Perche questi tipi di remix davano la possibilità di immergersi ancora di più tra le emozioni contenute in un brano.
Insomma, fornivano la possibilità di entrare in certi anfratti dell'arrangiamento, per ampliare la percezione e il gradimento del pezzo.
Di sicuro per quelli come me, che cercavano a quei tempi di studiare le magie della composizione, erano ascolti preziosi.
E a proprosito di cose preziose. A tutt'oggi, un remix di Precious, fatto alla vecchia maniera, manderebbe in delirio chiunque. Avete idea di ciò che è presente in quell'intreccio synthetico sottostante alla voce di Dave? La vogliamo tirare su in volume e dinamica tutto quel bell'arpeggio in sedicesimi?
E tutto ciò che ne è stato scartato? Tutti quegli inevitabili "trucioli" che saranno rimasti nell'hard disk di Hillier? Cosa ne uscirebbe fuori da questi?
E Dream on? L'originale versione interamente elettronica che si voleva pubblicare prima che Gore cambiasse idea e rendesse definitivo ciò che era presente nel demo originale fatto con chitarra? Non sono un fan di Exciter, ma la curiosità di questa versione di Dream on mi attanaglia da sempre.
Anch'io, come Fab non voglio entrare nel merito artistico di quello che viene prodotto nei remix di oggi. Di sicuro, rispetto ai quei (bei) tempi, fatico assai a trovare un remix accettabile.
Il termine in sè poi, remix, alla luce di come viene inteso oggi, che non ha più niente a che vedere con la sua concezione originaria, mi infastidisce non poco.
Il missaggio è una delle fasi che, insieme al pre-mastering, fanno parte della post-produzione di un brano. Nel missaggio vengono settati i delicati equilibri tra i volumi, i rapporti di frequenza, il bilanciamento della dinamica e il posizionamento stereofonico delle singole tracce. E' in questa fase che vengono aggiunti tutti gli effetti di "cosmesi" alle singole parti (ambienze, modulazioni, etc.) e, infine è sempre qui che si arriva anche a scartare dall'arrangiamento interi blocchi di tracce, allo scopo di raggiungere l'agognato equilibrio tecnico-espressivo funzionale al brano.
Va da sè che quella della missaggio è una fase delicatissima.
Già la semplice variazione dei rapporti di volume tra gli strumenti porta il brano verso direzioni emozionali differenti (se si alza la sezione ritmica drums+bass+synth, e si abbassa la voce, anche il pezzo più lento comincia a "macinare" umori più aggressivi...).
Il missaggio viene assistito da tecnici preparati nello specifico, ognuno con un personale background, sia tecnico che stilistico. Sono professionisti che amano lavorare in determinati ambienti, con determinate macchine, in determinati studi. E da qui che nasce l'esigenza di registrare il disco in un posto e mixare il tutto altrove, magari in studi situati aldilà dell'oceano (budget permettendo).
Terminata la post-produzione, è quasi sistematico ritrovarsi con almeno tre o quattro differenti mix validi. Così la scelta per la pubblicazione della versione giusta è sempre drammatica, con inevitabili discussioni tra artista, produttore, tecnici, etc..
Negli anni 80 il re-mix fu la soluzione, il metodo giusto per publicare gli interessanti missaggi alternativi, con grande soddisfazione delle ca$e dis$cografiche.
Questi diversi missaggi dapprima interessarono solo il materiale di base del brano: si variavano i suddetti rapporti parametrici tra le tracce, interi blocchi (vocali e strumentali) venivano alternativamente silenziati, si cambiava la progressione della struttura del brano (intro-strofa-inciso ponte, etc.) o si dava più spazio alle singole cellule ritmiche, agli assoli, etc. etc. I brani il più delle volte si dilatavano in durata ed ecco quindi le extended version.
Poi la cosa andò affinandosi e si inclusero nei mix gli scarti degli arrangiamenti originari. Tutti quei bei "trucioli sul pavimento" venivano raccolti e riassemblati portando a nuove bellissime variazioni (aah, il metal mix di Something to do...).
Ma tutto sempre a partire dai mattoni prelevati dalla produzione originaria.
E tutte squisite variazioni concepite dall'artista o comunque sviluppate dal produttore/programmatore che ne ha condiviso le originali fatiche creative.
Era tutto b-e-l-l-i-s-s-i-m-o.
Perchè?
Perche questi tipi di remix davano la possibilità di immergersi ancora di più tra le emozioni contenute in un brano.
Insomma, fornivano la possibilità di entrare in certi anfratti dell'arrangiamento, per ampliare la percezione e il gradimento del pezzo.
Di sicuro per quelli come me, che cercavano a quei tempi di studiare le magie della composizione, erano ascolti preziosi.
E a proprosito di cose preziose. A tutt'oggi, un remix di Precious, fatto alla vecchia maniera, manderebbe in delirio chiunque. Avete idea di ciò che è presente in quell'intreccio synthetico sottostante alla voce di Dave? La vogliamo tirare su in volume e dinamica tutto quel bell'arpeggio in sedicesimi?
E tutto ciò che ne è stato scartato? Tutti quegli inevitabili "trucioli" che saranno rimasti nell'hard disk di Hillier? Cosa ne uscirebbe fuori da questi?
E Dream on? L'originale versione interamente elettronica che si voleva pubblicare prima che Gore cambiasse idea e rendesse definitivo ciò che era presente nel demo originale fatto con chitarra? Non sono un fan di Exciter, ma la curiosità di questa versione di Dream on mi attanaglia da sempre.
Anch'io, come Fab non voglio entrare nel merito artistico di quello che viene prodotto nei remix di oggi. Di sicuro, rispetto ai quei (bei) tempi, fatico assai a trovare un remix accettabile.
Il termine in sè poi, remix, alla luce di come viene inteso oggi, che non ha più niente a che vedere con la sua concezione originaria, mi infastidisce non poco.
emozioni contenute nei brani, versione elettronica di Dream On ( già quella dei The Mourning After potrebbe spiegare qualcosina, vero Biggy? ), trucioli da hard-disk... tutto ciò è: b-e-l-l-i-s-s-i-m-o.
ma in quanti siamo rimasti a rimpiangerlo sul serio?
ho paura che non saremo mai abbastanza per farlo rivivere ufficialmente.
Ago, l'incitamento di Sat, mi permetto di intenderlo così, non era volto tanto alla tua competentissima ( come al solito ) descrizione tecnica, ammirevole quanto veritiera, ma... insomma... Gore qualke agocosina già ce l'ha...
io, alla sola vista:
Mute ACD BONG 35
( cosmagony CD single, release date 2005 )
1. Precious ( Pain Room Version 10:40 )
2. Precious ( Instrumentagony mix 15:25 )
3. Further Excepts from Free ( 22:18 )
4. Precious ( The Quadragony: Finally Synthpop Ago Extended Remix 1:35:10 )
5. Free ( Agominimal 2:22:16 )
6. Free ( Hands, Feet and EsofAgo Mix 1:12:10:22 )
scoprirei il senso della vita, pretenderei un anno sabatico e mi ritirerei sul Monte Miletto.
Io, l'agografia completa, il kat-hi-fi e tutta la kat-ram, dal 1982 almeno fino al 1990.
best CDBONG
ma in quanti siamo rimasti a rimpiangerlo sul serio?
ho paura che non saremo mai abbastanza per farlo rivivere ufficialmente.
Ago, l'incitamento di Sat, mi permetto di intenderlo così, non era volto tanto alla tua competentissima ( come al solito ) descrizione tecnica, ammirevole quanto veritiera, ma... insomma... Gore qualke agocosina già ce l'ha...
io, alla sola vista:
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( cosmagony CD single, release date 2005 )
1. Precious ( Pain Room Version 10:40 )
2. Precious ( Instrumentagony mix 15:25 )
3. Further Excepts from Free ( 22:18 )
4. Precious ( The Quadragony: Finally Synthpop Ago Extended Remix 1:35:10 )
5. Free ( Agominimal 2:22:16 )
6. Free ( Hands, Feet and EsofAgo Mix 1:12:10:22 )
scoprirei il senso della vita, pretenderei un anno sabatico e mi ritirerei sul Monte Miletto.
Io, l'agografia completa, il kat-hi-fi e tutta la kat-ram, dal 1982 almeno fino al 1990.
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- Iscritto il: mer mar 02, 2005 11:48 am
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Sono d'accordo con quanto detto da Mr. Agony, forse sarebbe il caso di non parlare di Remix, ma di (alternative) Version, o meglio ancora re-interpretazioni, per come si concepisce oggi un remix... comunque come già detto, fa tutto parte dell'avanzare della tecnologia, non dimentichiamoci che una volta si comprava il vinile o si ricorreva alle cassette registrate dalla radio o dall'amico dj!!! Forse fra altri 10-20 anni ci sarà qualcuno che dirà: "ma vi ricordate come suonavano bene i primi Adat, certo che il suono del campionatore AKAI XXX era così caldo e profondo, i primi VST Instument avevano quei bassi così penetranti... e via dicendo" 
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Bravissimo, in poche righe 6 riuscito a inquadrare perfettamente la situazione e i sentimenti degli olders....Mr. Agony ha scritto: .....Perche questi tipi di remix davano la possibilità di immergersi ancora di più tra le emozioni contenute in un brano.
Insomma, fornivano la possibilità di entrare in certi anfratti dell'arrangiamento, per ampliare la percezione e il gradimento del pezzo.
Di sicuro per quelli come me, che cercavano a quei tempi di studiare le magie della composizione, erano ascolti preziosi.E a proprosito di cose preziose. A tutt'oggi, un remix di Precious, fatto alla vecchia maniera, manderebbe in delirio chiunque. Avete idea di ciò che è presente in quell'intreccio synthetico sottostante alla voce di Dave?
Inutile dire che i 12' hanno contribuito in modo decisivo al mio matrimonio coi DM. Senza quelle gemme dai 7 minuti in sù forse non sarebbe stato amore così intenso....
ps. noto con piacere che siamo in 2 a pensare che da Precious la premiata ditta ER (Wilder, Miller, Hillier) ne tirerebbe fuori un 12' da infarto!
- salvodepeche
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Secondo me gli ultimi Mix o remix decenti sono stati fatti in Violator.
Ultima modifica di salvodepeche il mar set 27, 2005 2:23 pm, modificato 1 volta in totale.
- salvodepeche
- Angel

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- Località: Siracusa - The Land of Love
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Mr. Agony ha centrato perfettamente il punto.
Il problema adesso è chi decide i remixer?
Martin & soci?
Assolutamente no: chi si occupa dei remixer è solo ed esclusivamente mr. DANIEL MILLER. Il management della band firma solo le liberatorie...
La scelta è assai curata: produttori, dj, remixer di grido...
E poi?
Un altra furbata: gruppi sconosciuti che poi magicamente appaiono su Novamute...
Tutte manovre di mercato.... i DM li balli in serate house, techno, rock, wave/dark/anni 80, lounge, ecc... dappertutto...
Chi vuoi che si in°°li i poveracci che fanno i remix (a mio parere non proprio riusciti) su Internet?
Nessuno! Tantomeno i DM o Miller.
Questo è il problema! Oltre alle tecniche sono cambiati gli utilizzi del remix, perciò nessuna speranza credo x le vecchie extended.
Sono e rimarranno delle perle assolute (da SHOUT! del 1981 allo ZEPHY R MIX di IN YOUR ROOM del 1994).
Il problema adesso è chi decide i remixer?
Martin & soci?
Assolutamente no: chi si occupa dei remixer è solo ed esclusivamente mr. DANIEL MILLER. Il management della band firma solo le liberatorie...
La scelta è assai curata: produttori, dj, remixer di grido...
E poi?
Un altra furbata: gruppi sconosciuti che poi magicamente appaiono su Novamute...
Tutte manovre di mercato.... i DM li balli in serate house, techno, rock, wave/dark/anni 80, lounge, ecc... dappertutto...
Chi vuoi che si in°°li i poveracci che fanno i remix (a mio parere non proprio riusciti) su Internet?
Nessuno! Tantomeno i DM o Miller.
Questo è il problema! Oltre alle tecniche sono cambiati gli utilizzi del remix, perciò nessuna speranza credo x le vecchie extended.
Sono e rimarranno delle perle assolute (da SHOUT! del 1981 allo ZEPHY R MIX di IN YOUR ROOM del 1994).
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