L'unica cosa che li avvicina, forse, è la data
Boh, è sempre stata una mia strana fissa... hai ragione tu, anche se all'epoca i DM avevano fatto tre dischi uno diverso dall'altro, quindi non si poteva nacora parlare di stile.
Il primo era stato interamente scritto e suonato da Vince Clarke (con l'aiuto di Daniel Miller): la voce di Dave era molto artefatta (sentite la differenza con i live dell'epoca) e i due compagnoni Martin e Dave preferivano farsi gli scherzi e mangiare take away cinese, piottosto che registrare (abitudine che si son tolti con ULTRA).
Il secondo (a cui aggiungerei anche Tora! Tora! Tora!, Now This Is Fun, Oberkorn e Get The Balance Right!) rappresenta una svolta radicale nel suono e nelle composizioni. Martin prende il comando insieme a Daniel Miller, Dave punta più sul cantato e meno sul falsetto (splendide le interpretazioni di LEAVE IN SILENCE, MY SECRET GARDEN e THE SUN AND THE RAINFALL), le atmosfere diventano più oscure.
Nel terzo si sente tantissimo la mano di Alan Wilder (che scrive solo TWO MINUTE WARNING, THE LANDSCAPE IS CHANGING, WORK HARD, FOOLS, THE GREAT OUTDOORS!, ma che arrangia tutti i brani dell'album) e di Gareth Jones (citato solo come sound engineer, ma che ricopre a tutti gli effetti le vesti di produttore del disco, insieme ad Alan e a Daniel Miller).
I suoni sono più etnici e più industriali, c'è più uso di strumenti acustici (chitarra acustica, pianoforte, clavietta, flauto giapponese), la voce si fa più marcata in quasi tutti i pezzi (forse solo in AND THEN e PIPELINE, che sono i brani più vecchi di quella sessione, si sentono ancora i DM di Broken Frame).
E' proprio da CONSTRUCTION che i DM cominciano a "scolpire" il loro stile, portato avanti successivamente da "Some Great Reward" e "Black Celebration".




