Le migliori coverall cd (copertine album)
Moderatori: devotional, Miss Kaleid
- daniemt
- An Eternal Flame

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per basildon. (da un sito)
Un'immagine del cimitero di Staglieno introduce al secondo album dei Joy Division, uscito poco dopo la morte di Ian Curtis.
Non mi dilungherò a parlarvi di una figura entrata nella storia della musica, ci vorrebbero pagine e pagine, ma mi limiterò a descrivervi i riflessi emozionali di un album che è divenuto quasi un testamento - o un epitaffio -.
Ed è l'aspetto emotivo che salta agli occhi più di ogni altra cosa in questo album, il cantato sofferto ed interpretativo - o meglio vissuto - di Ian Curtis, le sue liriche dannate, il suo mettersi a nudo sul palco, attraverso interpretazioni sofferte e desolate.
Veniamo introdotti alla desolazione dell'album da Atrocity Exhibition, ispirata dall'omonimo romanzo di James G.Ballard, per poi immergersi negli ipnotici stilemi post-punk di Isolation e Passover, nei quali la voce profonda di Ian Curtis filtra macabramente con l'introspezione, donando la sua anima in un cupo diario.
Curtis vive il proprio malessere in prima persona, preda dell'epilessia, il suo tentativo di esorcizzarla con movenze frenetiche diviene la danza di un posseduto - posseduto da un male incurabile che lo erode dall'interno -.
L'emozione pervade ogni singolo istante di questo album, in ogni passaggio vengono incisi criptici malesseri che provengono dal profondo, dal cuore e dall'anima - Heart and soul -.
E così un pezzo come The eternal diviene una marcia funebre nella quale viene condotto/conduce Ian Curtis, prima della conclusiva Decades , nella quale l'uomo osserva generazioni di uomini, prima di abbandonarli attraverso il suo gesto finale.
Ascoltare quest'album è come penetrare nei recessi più intimi di un condannato a morte, bisogna farlo con la massima discrezione e rispetto possibile, in punta di piedi, un po' vergognandoci del nostro gesto.
Ed alla fine non si può non rimanerne sconvolti.
Un'immagine del cimitero di Staglieno introduce al secondo album dei Joy Division, uscito poco dopo la morte di Ian Curtis.
Non mi dilungherò a parlarvi di una figura entrata nella storia della musica, ci vorrebbero pagine e pagine, ma mi limiterò a descrivervi i riflessi emozionali di un album che è divenuto quasi un testamento - o un epitaffio -.
Ed è l'aspetto emotivo che salta agli occhi più di ogni altra cosa in questo album, il cantato sofferto ed interpretativo - o meglio vissuto - di Ian Curtis, le sue liriche dannate, il suo mettersi a nudo sul palco, attraverso interpretazioni sofferte e desolate.
Veniamo introdotti alla desolazione dell'album da Atrocity Exhibition, ispirata dall'omonimo romanzo di James G.Ballard, per poi immergersi negli ipnotici stilemi post-punk di Isolation e Passover, nei quali la voce profonda di Ian Curtis filtra macabramente con l'introspezione, donando la sua anima in un cupo diario.
Curtis vive il proprio malessere in prima persona, preda dell'epilessia, il suo tentativo di esorcizzarla con movenze frenetiche diviene la danza di un posseduto - posseduto da un male incurabile che lo erode dall'interno -.
L'emozione pervade ogni singolo istante di questo album, in ogni passaggio vengono incisi criptici malesseri che provengono dal profondo, dal cuore e dall'anima - Heart and soul -.
E così un pezzo come The eternal diviene una marcia funebre nella quale viene condotto/conduce Ian Curtis, prima della conclusiva Decades , nella quale l'uomo osserva generazioni di uomini, prima di abbandonarli attraverso il suo gesto finale.
Ascoltare quest'album è come penetrare nei recessi più intimi di un condannato a morte, bisogna farlo con la massima discrezione e rispetto possibile, in punta di piedi, un po' vergognandoci del nostro gesto.
Ed alla fine non si può non rimanerne sconvolti.
Babylon ha scritto:daniemt ha scritto:provare per credere
non ci crederai mai...ma è proprio la prima cover che ho pensato vedendo il titolo del topic.......che poi cover è riduttivo, come dice giustamente Violator, è tutto il book...nonchè tutto il lavoro artistico dei TOOl che è pura opera d'arte....pesanti..ma anche a me piacciono parecchissimo!!!!!
bravo Daniemt....
Cavoli allora siamo tutti sulla stessa lunghezza d'onda...alèèèè!!!
Visto che ci sono ne posto una pure io (anche se un pò piccola..):















