MEMENTO MORI - Le recensioni degli utenti

Discussioni generali sui Depeche Mode

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Hell'o
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Messaggio da Hell'o »

Alessandro The Revelator ha scritto:Insomma, c'è chi si accontenta del minimo sindacale (chiamasi anche compitino) sfociato in un album a mio avviso mediocre e a malapena sufficiente, e chi no.

Imho.
A me MM sembra tutto fuorché un album mediocre, concordo che non sia rifinito con la dovuta cura sopratutto in virtù di canzoni, a mio avviso, tutte interessanti con momenti di ispirazione e grazia ritrovata che non si vedevano da decenni.

Per quanto riguarda Cave (di cui conosco ogni nota e parola a memoria) nessuno può negare che abbia totalmente cambiato modo di realizzare musica, io amo skeleton tree ma certo che I tempi di From Her To Eternity (ma anche Let Love In) sono belli che andati , e certo non sono le messe cantate di oggi che lo hanno reso quello che è.
Bowie caso unico, per quanto riguarda gli Psy (a cui voglio molto bene) non è erto una band che ha raggiunto i livelli dei DM, meno alzi l'asticella più facilmente mantieni la media alta, è matematica.

IMHO
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alanwilder91
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Messaggio da alanwilder91 »

Alessandro The Revelator ha scritto:Vorrei far notare che spesso, per non dire sempre, chi riporta a galla il nome di Wilder è colui che incensa il nuovo album difendendolo quasi a spada tratta e non chi muove una critica più o meno costruttiva perchè differentemente è rimasto deluso dallo stesso.
E' vero che stavolta è colpa di Silvestrin che l'ha nominato, ma chi ha continuato a tirarlo in ballo in questo topic mi pare siano stati, per la maggior parte, molti di quelli a cui in realtà l'album non è piaciuto granché. Stesso dicasi per il topic di Ghosts Again (non saprei quello di Memento Mori visto che è un po' lungo da recuperare all'indietro).

Comunque sia, sono d'accordo col resto del discorso: anche in età avanzata si possono fare grandi cose, ma c'è da dire che tendenzialmente vedo che si è più portati a perdonare gli errori della gioventù che quelli della vecchiaia (quando in realtà sono periodi della vita più simili di quello che potrebbe sembrare).

Visto che citi Bowie vorrei aggiungere una postilla: un grande disco è tale, o viene ricordato tale, anche per eventi esterni alla musica contenuta in esso. E questi eventi possono davvero essere i più disparati. Se Balckstar non fosse stato concepito con l'idea lucida e geniale di renderlo un testamento spirituale, e Bowie non avesse deciso di farlo uscire due giorni prima di (a quanto pare) praticare l'eutanasia, avrebbe perso la metà della sua potenza ed ora parleremmo solo di un buon disco.

Per fare un esempio più in casa, pensa se i Depeche non avessero deciso di rischiare il colpaccio di Pasadena. Col cavolo che ci sarebbero state poi 20 mila persone per le strade di Los Angeles il giorno dopo l'uscita di Violator, perché quel concerto lì è servito a cementare la loro immagine ed importanza nell'immaginario comune aldilà della bontà della musica. O pensa a SOFAD, un disastro commerciale inaspettato rispetto a Violator che però è stato risollevato da un tour mastodontico, mistico ed iconico (e da tutto quello successo a fine tour) che ha permesso al disco di essere riconsiderato come avrebbe meritato.

E questo vale per tantissimi dischi di successo, o anche solo di culto, della storia perché oltre alla grande musica c'è stata una concomitanza di eventi e fattori che hanno portato a determinati risultati.
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unokonomiyaki
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Messaggio da unokonomiyaki »

Hell'o ha scritto:
Per quanto riguarda Cave (di cui conosco ogni nota e parola a memoria) nessuno può negare che abbia totalmente cambiato modo di realizzare musica, io amo skeleton tree ma certo che I tempi di From Her To Eternity (ma anche Let Love In) sono belli che andati , e certo non sono le messe cantate di oggi che lo hanno reso quello che è.


IMHO
Però, vedi, se non avesse iniziato a fare le "messe cantate" (alle quali aggiungerei anche "Push the Sky Away") non avrebbe mai attratto persone come me, che sono cresciuta a pane e Sylvian. I Depeche della prima ora mi avevano tenuta lontana da quelli della seconda, che ho recuperato più tardi. E potrei fare altri esempi.

Questo solo per dire che nell'Arte è tutto relativo e dipende dal chi, cosa, dove, quando e perché di tutti gli attori in commedia.
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violator88
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Messaggio da violator88 »

The Thing ha scritto:(avete letto cosa dice James Ford sui modi e tempi di produrre un brano?)
Letta (solo) adesso. Bella lunga (l'intervista..) e a dir poco interessante direi.
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Alessandro The Revelator
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Messaggio da Alessandro The Revelator »

alanwilder91 ha scritto:...
Comunque sia, sono d'accordo col resto del discorso: anche in età avanzata si possono fare grandi cose, ma c'è da dire che tendenzialmente vedo che si è più portati a perdonare gli errori della gioventù che quelli della vecchiaia (quando in realtà sono periodi della vita più simili di quello che potrebbe sembrare).

Visto che citi Bowie vorrei aggiungere una postilla: un grande disco è tale, o viene ricordato tale, anche per eventi esterni alla musica contenuta in esso. E questi eventi possono davvero essere i più disparati. Se Balckstar non fosse stato concepito con l'idea lucida e geniale di renderlo un testamento spirituale, e Bowie non avesse deciso di farlo uscire due giorni prima di (a quanto pare) praticare l'eutanasia, avrebbe perso la metà della sua potenza ed ora parleremmo solo di un buon disco.

Per fare un esempio più in casa, pensa se i Depeche non avessero deciso di rischiare il colpaccio di Pasadena. Col cavolo che ci sarebbero state poi 20 mila persone per le strade di Los Angeles il giorno dopo l'uscita di Violator, perché quel concerto lì è servito a cementare la loro immagine ed importanza nell'immaginario comune aldilà della bontà della musica. O pensa a SOFAD, un disastro commerciale inaspettato rispetto a Violator che però è stato risollevato da un tour mastodontico, mistico ed iconico (e da tutto quello successo a fine tour) che ha permesso al disco di essere riconsiderato come avrebbe meritato.

E questo vale per tantissimi dischi di successo, o anche solo di culto, della storia perché oltre alla grande musica c'è stata una concomitanza di eventi e fattori che hanno portato a determinati risultati.

Stefano, io mi riferisco alla componente strettamente musicale di un dato album. Gli eventi esterni che possano averne in qualche modo influenzato status mediatico ed importanza in senso lato mi interessano relativamente.

Tra l'altro tu stesso scrivi "un grande disco è tale...". Ecco, mi piacerebbe fermarmi qui nonostante io abbia letto con interesse tutto il tuo discorso.
Restando in tema, quando io ascolto Blackstar mi focalizzo sulla qualità del disco e sul perché continua a piacermi un botto e non sulla prematura dipartita del Duca Bianco.
E via discorrendo...

Ho sottolineato alcune tue righe che condivido perché anch'io credo che siano vere.
Ma sempre di musica parliamo.
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Alessandro The Revelator
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Messaggio da Alessandro The Revelator »

The Thing ha scritto:...
(avete letto cosa dice James Ford sui modi e tempi di produrre un brano?)
...
Fermo restando che per me "Always you" e "My cosmos is mine" sono le fondamenta su cui siede MM e senza le quali l'intero album a mio avviso si scioglierebbe come neve al sole... solo ora vengo a conoscenza di questo retroscena leggendo a grandi linee l'intervista a Ford (me l'ero persa).

Ma il succo è: sono loro, i DM, che hanno confermato suddetto produttore. Penso fossero a conoscenza (anche in virtù della loro precedente collaborazione per Spirit) del suo modus operandi... o no?

Evidentemente a loro va bene così.
Ultima modifica di Alessandro The Revelator il sab apr 01, 2023 4:07 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da violator88 »

alanwilder91 ha scritto:anche in età avanzata si possono fare grandi cose,
Non impossibile, ma credo più difficile. Specie credo se ne hai già fatte (tante e diverse) prima.
alanwilder91 ha scritto:ma c'è da dire che tendenzialmente vedo che si è più portati a perdonare gli errori della gioventù che quelli della vecchiaia (quando in realtà sono periodi della vita più simili di quello che potrebbe sembrare).
Più si diventa vecchi più si (ri)torna ad essere bambini? Vero. Io però credo che certe cose, se fatte da un bambino, le perdoni in quanto tale. Le medesime, se fatte da un adulto, un pò meno. Va così, giusto o sbagliato che sia, nella vita reale.
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violator88
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Messaggio da violator88 »

Alessandro The Revelator ha scritto:Ma il succo è: sono loro, i DM, che hanno confermato suddetto produttore. Penso fossero a conoscenza (anche in virtù della loro precedente collaborazione per Spirit) del suo modus operandi... o no?

Evidentemente a loro va bene così.
Direi che concordo. Non penso ad esempio che, se avessero voluto (prolungare ecc ecc), Ford avrebbe potuto in qualche modo opporsi.
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Messaggio da PaoloUltra »

Alessandro The Revelator ha scritto:Fermo restando che per me "Always you" e "My cosmos is mine" sono le fondamenta su cui siede MM e senza le quali l'intero album a mio avviso si scioglierebbe come neve al sole....
Non so se si scioglierebbe come neve al sole, del resto - per me - l'album poggia molto anche su Soul with me, Ghosts again e People are good. Poi i brani di Dave e soci sono buoni. Contrariamente a quanto afferma Thing, trovo Caroline's monkey carina e pienamente a suo agio dentro Memento Mori, se non fosse per un finale troncato che mi infastidisce.
Se devo trovare un limite al disco, tutt'altro che nuovo, è la mancanza di cura per perfezionare le intuizioni più rilevanti. Always you, ad esempio, è la punta di diamante dell'album, ma la parte "My love..." è molto meglio del refrain (che non è male, ma attenua il pathos con una certa ripetitività). Comunque questo offre la casa: dolci gustosi e sani, ma non completamente soddisfacenti per chi vorrebbe, ogni tanto, strafare.
P.

P.S. Spero davvero che i quattro brani scartati dall'album escano in forma di EP. Chissà che non ci riservino alcune sorprese.
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Komete
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Messaggio da Komete »

Ascoltato solo oggi perché aspettavo il vinile da FNAC (ho comprato tutte e tre le versioni, nera, rossa e trasparente) e non volevo ascoltarlo su Youtube, Spotify et al.

L'ho messo sul piatto e l'ho ascoltato dall'inizio alla fine.

Sono piacevolmente stupita: al primo ascolto mi è piaciuto molto, l'ho trovato fresco, accattivante, con ottime idee.

Mi pare che io e Silvestrin abbiamo ascoltato due dischi diversi: non concordo su niente di quello che dice. Non ho sentito la minima stanchezza in questo disco e non lo trovo per niente un compitino.

L'unico episodio che mi lascia un po' perplessa è Soul With Me.
Al primo ascolto l'ho trovato troppo stucchevole e melenso per gli standard di Martin, ed io sono una che adora pezzi pieni di enfasi come Judas, ma anche Fail mi piacque molto.
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The_Caterpillar
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Messaggio da The_Caterpillar »

alanwilder91 ha scritto:In effetti non l'avrei mai detto che fosse lui il "colpevole" per la rapidità delle registrazioni. E pensare che li abbiamo crocifissi quando loro invece avevano pianificato di rimanere in studio il doppio del tempo (e anche di portarselo live, che non sarebbe stato male).
Portarselo live sarebbe stato cosa buona e giusta.

Il discorso della rapidità non è, di per se, negativo.

Disturbando il Padre Eterno qui dentro (Mr. Wilder), lui stesso in quelle Q+A che faceva sul sito del progetto Recoil aveva riconosciuto che, molto spesso, in studio si esagerava troppo per risultati che si potevano avere molto più velocemente. Non ricordo le esatte parole ma la frase era una cosa di questo tipo: "una volta in studio avevamo deciso fare un layering di 7 tracce diverse per un unico suono che, alla fine, risultava essere una semplice onda sinusoidale che potevamo tranquillamente programmare in pochissimo tempo".

L'intervista a Ford è abbastanza illuminante su molte cose e, penso, sia l'unica fatta a lui dove parla dei DM dal 2017 ad oggi.

Se questo disco è migliore, almeno, dei 3 precedenti è merito del clima più sereno in studio e dell'avere meno persone intorno.
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Messaggio da violator88 »

PaoloUltra ha scritto: Always you, ad esempio, è la punta di diamante dell'album, ma la parte "My love..." è molto meglio del refrain (che non è male, ma attenua il pathos con una certa ripetitività).
Ecco, a livello di pathos, le preferisco Before We Drown, ho già specificato in precedenza a quale punto del brano mi riferisco. Però complessivamente siam li diciamo, sono quelle che spiccano maggiormente, sia in senso lato che nel gruppo delle migliori (per me intendo, a seguire Never Let Me Go e poi My Cosmos Is Mine, e poi via via a scalare le altre).
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Messaggio da violator88 »

The_Caterpillar ha scritto:Portarselo live sarebbe stato cosa buona e giusta.

Il discorso della rapidità non è, di per se, negativo.

Disturbando il Padre Eterno qui dentro (Mr. Wilder), lui stesso in quelle Q+A che faceva sul sito del progetto Recoil aveva riconosciuto che, molto spesso, in studio si esagerava troppo per risultati che si potevano avere molto più velocemente. Non ricordo le esatte parole ma la frase era una cosa di questo tipo: "una volta in studio avevamo deciso fare un layering di 7 tracce diverse per un unico suono che, alla fine, risultava essere una semplice onda sinusoidale che potevamo tranquillamente programmare in pochissimo tempo".

:lol: (per il Padre Eterno).
Allo stesso tempo però ricordo casi come In Your Room e World In My Eyes che vennero addirittura registrate in tre o quattro modi diversi prima di arrivare alla versione definitiva/scelta.
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Crumble to Dust
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Messaggio da Crumble to Dust »

alanwilder91 ha scritto:In effetti non l'avrei mai detto che fosse lui il "colpevole" per la rapidità delle registrazioni. E pensare che li abbiamo crocifissi quando loro invece avevano pianificato di rimanere in studio il doppio del tempo (e anche di portarselo live, che non sarebbe stato male).
Ha sorpreso anche me quando ho letto che i DM, secondo Ford, sono ancora legati a un modo di lavorare anni '80.
Ford live? E poi come facciamo con Franco e Ciccio, come li chiama qualcuno? Tra l'altro, secondo voi, chi è Franco e chi è Ciccio? :lol: :lol: :lol:
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Crumble to Dust
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Messaggio da Crumble to Dust »

Alessandro The Revelator ha scritto:...continuo a non comprendere il discorso secondo il quale l'età anagrafica (leggasi calo fisiologico) e il lungo trascorso di anni di carriera all'apice dovrebbero rappresentare una scusante per approvare qualsivoglia nuova pubblicazione...

A rigor di logica, Bowie prima di lasciare questo mondo (pace all'anima sua) ci ha donato una perla come "Blackstar", ma anche il precedente "The next day" è assai pregevole.
Nick Cave che con i suoi due ultimi album "The skeleton tree" e "Ghosteen" annichilisce tale assurda teoria.
Continuo e menziono ancora una volta "Made of rain" dei Psychedelic furs...
Sono i primi esempi che mi sono venuti in mente.
Quoto e aggiungo al tuo elenco Mr. Peter Gabriel, ragazzo di 73 anni che sta sfornando pezzi con impareggiabile maestria.
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