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Bisognerebbe chiedere a Corbijn.
Mi sembrerebbe comunque strana una soluzione di questo tipo (l'adesivo sul cellophane da staccare e riattaccare) per risolvere il problema del logo + titolo sulla cover. Per dire, io stavo per buttare via tutto e credo che a molti sia capitato di non far caso alla "pecetta". Un po' 'na poracciata...
Mi sembrerebbe comunque strana una soluzione di questo tipo (l'adesivo sul cellophane da staccare e riattaccare) per risolvere il problema del logo + titolo sulla cover. Per dire, io stavo per buttare via tutto e credo che a molti sia capitato di non far caso alla "pecetta". Un po' 'na poracciata...
- Alessandro The Revelator
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- alanwilder91
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Finalmente ieri sono riuscito ad ascoltare, continuerò nei prossimi giorni ma intanto vorrei spendere qualche parola:
My Cosmos Is Mine: secondo me continua a mancargli un secondo, bellissimo, ritornello prima della coda finale. Adoro quel cambio di registro e di tonalità apparentemente senza senso, come un fulmine a ciel sereno nonostante il pezzo sia bello nuvoloso di suo. Suoni, atmosfera, incedere, mi sembra remare tutto nella giusta direzione pertanto per me è decisamente una buona intro (dai video live, che non pensavo avrebbero suonato, mi sembra decisamente ottima).
Wagging Tongue: carino l'arpeggio simil Franz Schubert, abbastanza appiccicosa la melodia ma non mi smuove più di tanto. Senza infamia e senza lode.
Ghosts Again: sarà che ascoltandola non riesco a non pensare al faccione di Fletch ma nella sua semplicità la trovo malinconica il giusto, catchy il giusto e commovente il giusto. Non mi strappo i capelli ma qualcosa lo smuove.
Don't Say You Love Me: sinceramente la canzone più strana del disco, non sono ancora riuscito a farmi un'idea precisa. Mi piace l'ingresso del basso nella terza strofa, la tensione crescente e la drammaticità di archi (suonano vagamente alla Little 15) e del cantato di Dave, però ancora non ho capito se la canzone mi piace o no.
My Favourite Stranger: francamente inascoltabile, la peggiore del disco per me. Non riesco proprio a farmi andare giù questo episodio post-punk, preferisco sentirmi i Joy Division originali. Non parte malissimo ma rimane incartata su se stessa senza che le sgraffiate sonore servano a qualcosa, se non ad aumentare l'orticaria.
Soul with Me: eccola, è lei. L'unico pezzo su cui mi sento di spendere la parola capolavoro. Brividi e occhi ludici dalla prima all'ultima nota. Tematicamente sembra un preludio a quello che viene "raccontato" in No Plan di Bowie, qualcuno ha scritto qualcosa del tipo "andare incontro alla morte fischiettando" e io concordo. Splendida col suo intro morriconiano e la strofa anni '60 dalla melodia struggente. Martin potrebbe cantare anche l'elenco del telefono (cioè Breathe in sostanza) e a me andrebbe bene comunque.
Caroline's Monkey: mi piace l'incedere sbilenco, belli i suoni (specie quello del rullante), e devo dire che ha un super ritornello (anche se paraculissimo il Sometimes alla Clean). Peccato rimanga anche lei incartata su se stessa, ma è buon brano.
Before We Drown: la solita paraculata di Dave che sa quali corde toccare per ingraziarsi il favore del fan irriducibile. Ciononostante è un bel brano e la coda finale, che mi pare di capire sia comunque farina del sacco di Martin, è veramente emozionante e le loro due voci perfettamente armonizzate come al solito. Mi sembra possa andare ad affiancare le cose migliori fatte da Dave (Suffer Well, Cover Me) che sono tali anche, e soprattutto forse, quando Martin decide che vuole fare davvero da valore aggiunto.
People Are Good: l'avete detto in tutti i modi possibili, è praticamente Computer World a cui si aggiunge, dico io, un ritornello gotico che sembra uscire da Deathconsciousness degli Have a Nice Life. Però funziona, fine. Il bridge Everything will be alright in time, It will be fine si apre in maniera così inaspettata che lo avrei fatto durare molto di più, molto bello.
Always You: la più moderna del disco e sicuramente uno dei pezzi migliori. Ha un incedere che mi ricorda i Royksopp dell'EP Do It Again, il ritornello col crescendo verso il falsetto è un monumento al fatto che Martin sa ancora scrivere cose memorabili metricamente e ritmicamente.
Never Let Me Go: praticamente vale quasi lo stesso identico discorso fatto per My Favourite Stranger, sebbene le riconosca più sostanza rispetto a quest'ultima. Peccato perché ci sono un paio di momenti che cominciano con Watch our dreams unfold in colour... e We will be beacons... che potenzialmente erano interessanti. Un po' meno orticaria, ma non troppo.
Speak To Me: qualcuno ha detto occasione mancata? Si perché se tu levi il cantato di Dave, in bilico tra compostezza e melensa stucchevolezza (ancora devo capire se supera la linea), praticamente ti rimane una signora strumentale (Warszawa?) a cui dovresti allungare e pompare giusto un pochino l'arpeggio finale.
Difficile dare un parere sul disco in sé con così pochi ascolti, però a, poco più che a, caldo mi sento di dire che tra le cose positive ci sono sicuramente alcuni ottimi ritornelli/melodie, dei bassi che si ricordano un po' di più, una buona cura del paesaggio sonoro e una certa stravaganza in alcuni brani. Di contro quello che più mi fa girare le balle è la mancanza di break strumentali più coraggiosi, o anche solo di break strumentali in generale, che permetterebbero alle canzoni di incartarsi meno su se stesse e distendersi meglio, il "problema" poi è che saresti costretto a togliere le, almeno, due canzoni di troppo per rientrarci con la durata. Non un problema, secondo me, in realtà.
Come succede spesso ultimamente (Always, Fail) le emozioni più grandi me le regala Martin, quindi a rigor di logica aspetto con impazienza le 4 (?) b-sides in cui penso/spero di ritrovare come al solito i gioielli di famiglia rimasti misteriosamente esclusi.
My Cosmos Is Mine: secondo me continua a mancargli un secondo, bellissimo, ritornello prima della coda finale. Adoro quel cambio di registro e di tonalità apparentemente senza senso, come un fulmine a ciel sereno nonostante il pezzo sia bello nuvoloso di suo. Suoni, atmosfera, incedere, mi sembra remare tutto nella giusta direzione pertanto per me è decisamente una buona intro (dai video live, che non pensavo avrebbero suonato, mi sembra decisamente ottima).
Wagging Tongue: carino l'arpeggio simil Franz Schubert, abbastanza appiccicosa la melodia ma non mi smuove più di tanto. Senza infamia e senza lode.
Ghosts Again: sarà che ascoltandola non riesco a non pensare al faccione di Fletch ma nella sua semplicità la trovo malinconica il giusto, catchy il giusto e commovente il giusto. Non mi strappo i capelli ma qualcosa lo smuove.
Don't Say You Love Me: sinceramente la canzone più strana del disco, non sono ancora riuscito a farmi un'idea precisa. Mi piace l'ingresso del basso nella terza strofa, la tensione crescente e la drammaticità di archi (suonano vagamente alla Little 15) e del cantato di Dave, però ancora non ho capito se la canzone mi piace o no.
My Favourite Stranger: francamente inascoltabile, la peggiore del disco per me. Non riesco proprio a farmi andare giù questo episodio post-punk, preferisco sentirmi i Joy Division originali. Non parte malissimo ma rimane incartata su se stessa senza che le sgraffiate sonore servano a qualcosa, se non ad aumentare l'orticaria.
Soul with Me: eccola, è lei. L'unico pezzo su cui mi sento di spendere la parola capolavoro. Brividi e occhi ludici dalla prima all'ultima nota. Tematicamente sembra un preludio a quello che viene "raccontato" in No Plan di Bowie, qualcuno ha scritto qualcosa del tipo "andare incontro alla morte fischiettando" e io concordo. Splendida col suo intro morriconiano e la strofa anni '60 dalla melodia struggente. Martin potrebbe cantare anche l'elenco del telefono (cioè Breathe in sostanza) e a me andrebbe bene comunque.
Caroline's Monkey: mi piace l'incedere sbilenco, belli i suoni (specie quello del rullante), e devo dire che ha un super ritornello (anche se paraculissimo il Sometimes alla Clean). Peccato rimanga anche lei incartata su se stessa, ma è buon brano.
Before We Drown: la solita paraculata di Dave che sa quali corde toccare per ingraziarsi il favore del fan irriducibile. Ciononostante è un bel brano e la coda finale, che mi pare di capire sia comunque farina del sacco di Martin, è veramente emozionante e le loro due voci perfettamente armonizzate come al solito. Mi sembra possa andare ad affiancare le cose migliori fatte da Dave (Suffer Well, Cover Me) che sono tali anche, e soprattutto forse, quando Martin decide che vuole fare davvero da valore aggiunto.
People Are Good: l'avete detto in tutti i modi possibili, è praticamente Computer World a cui si aggiunge, dico io, un ritornello gotico che sembra uscire da Deathconsciousness degli Have a Nice Life. Però funziona, fine. Il bridge Everything will be alright in time, It will be fine si apre in maniera così inaspettata che lo avrei fatto durare molto di più, molto bello.
Always You: la più moderna del disco e sicuramente uno dei pezzi migliori. Ha un incedere che mi ricorda i Royksopp dell'EP Do It Again, il ritornello col crescendo verso il falsetto è un monumento al fatto che Martin sa ancora scrivere cose memorabili metricamente e ritmicamente.
Never Let Me Go: praticamente vale quasi lo stesso identico discorso fatto per My Favourite Stranger, sebbene le riconosca più sostanza rispetto a quest'ultima. Peccato perché ci sono un paio di momenti che cominciano con Watch our dreams unfold in colour... e We will be beacons... che potenzialmente erano interessanti. Un po' meno orticaria, ma non troppo.
Speak To Me: qualcuno ha detto occasione mancata? Si perché se tu levi il cantato di Dave, in bilico tra compostezza e melensa stucchevolezza (ancora devo capire se supera la linea), praticamente ti rimane una signora strumentale (Warszawa?) a cui dovresti allungare e pompare giusto un pochino l'arpeggio finale.
Difficile dare un parere sul disco in sé con così pochi ascolti, però a, poco più che a, caldo mi sento di dire che tra le cose positive ci sono sicuramente alcuni ottimi ritornelli/melodie, dei bassi che si ricordano un po' di più, una buona cura del paesaggio sonoro e una certa stravaganza in alcuni brani. Di contro quello che più mi fa girare le balle è la mancanza di break strumentali più coraggiosi, o anche solo di break strumentali in generale, che permetterebbero alle canzoni di incartarsi meno su se stesse e distendersi meglio, il "problema" poi è che saresti costretto a togliere le, almeno, due canzoni di troppo per rientrarci con la durata. Non un problema, secondo me, in realtà.
Come succede spesso ultimamente (Always, Fail) le emozioni più grandi me le regala Martin, quindi a rigor di logica aspetto con impazienza le 4 (?) b-sides in cui penso/spero di ritrovare come al solito i gioielli di famiglia rimasti misteriosamente esclusi.
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guarda, sai che ci sono i file solo strumentali in giro nel web? Ed anche quelli solo vociSpeak To Me: qualcuno ha detto occasione mancata? Si perché se tu levi il cantato di Dave, in bilico tra compostezza e melensa stucchevolezza (ancora devo capire se supera la linea), praticamente ti rimane una signora strumentale (Warszawa?) a cui dovresti allungare e pompare giusto un pochino l'arpeggio finale.
per me, comunque, quando si arriva a quel solo di synth dopo il cantato e prima della ripresa, non vedo molte soluzioni... insomma non è un capolavoro, ma la trovo emozionante e dal vivo ho sentito che funziona benissimo o forse addirittura meglio. Spero la portino anche da noi
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Ma è davvero lei?Mr. Agony ha scritto:Nuda?
No, la preferisco così![]()
[tutte le mie perversioni racchiuse in uno scatto...]
https://i.postimg.cc/vZrTH3sd/Snapinsta ... n-1080.jpg



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