MEMENTO MORI - Le recensioni degli utenti

Discussioni generali sui Depeche Mode

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katullo
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MEMENTO MORI - Le recensioni degli utenti

Messaggio da katullo »

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MEMENTO MORI
di DG|MG

My Cosmos is Mine
Oltretomba a grappoli benché le eco che vorrebbero rifarsi a quelle (imparagonabili) exciteriane (nona vertebra nello specifico) insistano nell'incipit fino all'incalzare del refrain made in Gore, con più o meno simile negazionismo, poi verso la fine total-noise con i grappoli attaccati a tutta la vigna, mi dicono che è all-Salogni-style la quale, possa io essere sempre nel torto marcio, per me avrebbe fatto meglio ad andare al cinema. Indigeribile, apertura live compresa. 3

Wagging Tongue
Titolo evocativo di altrettanta "Hole to Feed" in quanto a baci francesi, a me torna da subito come filastrocca insipida e l'arpeggio per kat-allodole non è nemmeno così furbo. Ripeto che mi sfiora il plagetto, prima o poi mi verrà in mente la matrice.
Mah. 4

Ghosts Again
Metodo Precious, giusto quello, perché l'effetto gli pulisce i mocassini bianchi del Dave dell'epoca. Che dire, se il metodo è quello ci si aggrappa ad ogni speranza utile e la debolezza del brano la si mette in tasca tenendo fuori quel che c'è di buono.
Con le dovute proporzioni dunque, paga lo stesso destino nell'album della sorella maggiore classe '05. 6

Don't say You Love me
Eh no, non dirmelo, ti prego.
Al primissimo ascolto il primissimo vero inedito può starci, nel senso che il felpone un po' soundtrack/drama vale bene una pausa senza infamia, in assenza di lode. John Barry incontra Gahan e Gore, si scansa, e saluta. Però sempre la stessa slide guitar ha anche un po' stancato eh.
Pomposetta. 4+

My Favourite Stranger
Puntuale come un brufolo dopo una nutella ecco l'ennesimo nervo scoperto in tutta la sua distorsione, la Giulia Salvi si ricrederà già da adesso. Non c'è refrain, e forse meglio così visto che da metà song è tutta una dedica all'Admin :) con Butler sorridente e anche lui a corto di cinematografo insieme con la famosa produttrice di cui sopra.
Ungulata come un cinghiale romano incazzato per il traffico. 3

Soul With Me
Occhio all'apertura che introduce al solo-Gore tra il musical hollywoodiano ed il cantautorato anglosassone che manco Sir Elton Giovanni oserebbe. Comunque, fatti suoi, come sempre. Faccio solo tantissima fatica a credere che sia lo stesso uomo che va da Any Second Now fino ad Home.
La la Landiana. 3

Caroline's Monkey
Quasi irritante il cantato al sonaglio di Gahan sulla strofa iniziale, poi quello che arriva ai padiglioni però è uno strano incedere con poco capo e ancor meno coda. Nel brano si può chiaramente notare come il drumming e il desktop elettronico servano ancora a 'sti due per ricordare agli astanti chi sono stati, scatenando qualche legittima imprecazione. 4


Before We Drown
Eh eh eh. E qui vi voglio. La prima song che sembra rinsavire il tutto (ehm, targata Gahan e ottava in scaletta, faccio notare) in un disco dei depeche Mode sarebbe stata un ottimo riempitivo, forte delle retrovie dei cori specie sul finale, molto belli gli archi e Mart a sostenerli. Invece ce la ritroviamo come papabile picco nell'ultimo albo dei DG|MG. E se vengono ancora fuori pezzi così, non vedo perché non ne potrebbero venire fuori anche altri, senza doversi dimenticare ogni volta di 2/3 abbondanti di disco.
Secchiate di: rimpianto. 7

People Are Good
Sì, come no. Eppure questa botta di ottimismo in un album che sembra far di tutto per non essere ottimista è la seconda del terzetto d'assi un po' sporchino che si concluderà con la track successiva. Meccanica e martellante, ma purtroppo i nostri hanno dimenticato come si fanno quei refrain portanti e si perdono nei loop vocali fino all'ultima, ectoplasmatica: la gente è buona.
Vagonate di: investirci su un po' di più proprio no? 6

Always You
E tanto ci voleva. Tappeto doc, strofa che si appoggia sul prolungato my di Dave con classe e mestiere, se i prossimi tre minuti mi tiene così è 'na bellezz... poi succede che il refrain...questo maledetto refrain tirato via un po' come successe con la gahaniana "Secret to the End", altro sciupìo celebre; ne viene fuori un vestito elegante macchiato senza pietà da schizzi di frustate sincopate alla 'ndo cojo cojo e title words biascicate ancora in indemoniata sequenza (anche se, resti tra noi, il vocal di Gahan e il pop elettronico sono... sarebbero gli eterni amanti perfetti).
Spreco criminale. 7-

Never Let me Go
A parte il songwriting nello specifico, quantomeno l'impronta psychedelica di Butler, bella profonda, per un approccio non infimo che però anche qui sfoga con quelle chitarre stridule addolcite da qualche sano neurone tipico qua e la sempre per questioni legate a certa identità. Tra questa e lo straniero preferito forse un po' di gara è vinta dalla presente, ma sul secondo minuto e mezzo prima della, seppur rampante, strofa, ci si convince ahimè che delle cordacce non si può fare più a meno, e tutto va un po' a prostitute.
Legnosa. 4

Speak to me
Last track dalle premesse classiche ma spezzata in due, buona l'apertura, ma ce ne sono diverse nel disco, poi chi maledisse "Goodnight Lovers" (non io) un po' di coerenza però la dovrebbe ritrovare. Epilogo lungo e ampolloso, come una mongolfiera zavorrata in procinto di scoppiare in mezzo alla nebbia, guarda caso ancora affidato alla Marta, evidentemente patita del risultato autodistruttivo, soffiante e/o sfrigolante, già espresso fin dal cosmo in partenza. 6-

E' chiaro come questo sia, anche per attinenza al titolo, il capezzale finale, di chi non mi parla più insegnandomi a rabbrividire di passione; lo speak & yell della propria autarchia artistica e della quarantennale sicurtà raggiunta, sdraiandosi su quella leggenda conquistata con la specialità (s)perduta di chi forse troppo ha dato, ricevendo, con parabola miscellanea, la scontata assoluzione da estrema unzione. Tutto questo mentre mi si suggerisce di ricordare ciò che ho stampato, ahimè, nella memoria del cuore fin da giovincello.
In conclusione: nessun paragone con i quattro ronzinanti precedenti, ci mancherebbe che avessero fatto pure cinque dischi, uno dopo l'altro, tutti uguali; peccato che a me sarebbe bastato almeno uno intero come si deve, il cavallo bianco, nell’arco di vent'anni.
Purtroppo i depeche Mode continuano a mancarmi, molto, proprio come quell'ombra vuota.


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PaoloUltra
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Messaggio da PaoloUltra »

Non mi abbandona la sensazione, al netto delle opinioni di tutti, che essere ipercritici e ingenerosi sia tanto facile come gridare ogni quattro (sei) anni al capolavoro per poi scivolare verso il dimenticatoio.
Detto questo, concordiamo tutti sul fatto che molte cose si potrebbero sviluppare ulteriormente. Tuttavia questo disco ha un corpo e un'anima. Povera "Soul with me": incompresa è dire poco.
Buon ascolto a tutte/i,
P.
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Alessandro The Revelator
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Messaggio da Alessandro The Revelator »

Riporto qui il mio commento scritto nel topic di MM.

My Cosmos Is Mine
Penso che MCIM sia paradossalmente il pezzo migliore di Memento Mori. Lo dico con un po' di amarezza in quanto dopo che i DM mi/ci avevano a sorpresa resi partecipi in anticipo di un secondo estratto, mi aspettavo qualche altra chicca almeno del medesimo livello, cosa che purtroppo io personalmente non ho trovato.
Del brano in sé si è già discusso nel topic apposito e quindi mi ripeterò. Mi è piaciuta fin da subito la sua natura oscura e il suo essere ad ampio respiro complici quei synth che restituiscono davvero quelle vibes di suoni provenienti dallo spazio, fantascientificamente parlando. Mi garbano inoltre il bridge, incalzante e deciso, e la parte finale che culmina in quei versi registrati al contrario, cantati da Martin:
"Don't play with my world
Don't mess with my mind
Don't question my spacetime
My cosmos is mine".

Senza dimentaricare naturalmente il bel testo.
Unica pecca, ed è risaputo, una seconda parte che non spicca il volo. Ma a me va bene anche così.
8/10


Wagging Tongue
Piacevole tutto sommato. Avevo aspettative molto basse dovute ai molteplici pareri non proprio entusiastici. Devo ammettere invece che attualmente, pensando a MM, "Wagging Tongue" è uno di quei pezzi che ascolterei con maggior voglia.
L'outro "Watch another angel die" (x6) con Gore in backing non è affatto male.
6/10


Ghosts Again
Cosa posso dire che non sia stato già detto. Di sicuro è il pezzo più radiofonico e ruffiano del lotto. Scelta saggia pubblicarlo come primo singolo. Non c'erano alternative secondo me. Come fu per "Precious" in PTA che differiva enormemente dal resto della tracklist, qui abbiamo una situazione analoga.
Banale, ma passabile.
6/10


Don't Say You Love Me
In giro è possibile leggere descrizioni del tipo: cinematografica, Lynchiana, ricorda le musiche di Badalamenti, tricche e ballacche, ecc.
Bah, a me francamente sembra molto in linea con lo "stile" Soulsavers e il cantato di Gahan me ne da conferma. Sarà una mia sensazione, ma tant'è.
Non mi fa impazzire.
4,5/10


My Favourite Stranger
Uno dei punti più bassi dell'album. Distorsioni come se non ci fosse un domani si intersecano e si alternano per l'intera durata e si protraggono in un nulla di fatto. That's all.
Completamente senza idee. Nessun ritornello, neanche accennato e nessuna variazione.
Inutile e disturbante. Come essere presi a schiaffi per quasi 4 minuti.
3/10


Soul With Me
Sono già remoti i tempi in cui Martin cantava "Fail". In questo nuovo lavoro in studio Gore ha avuto "a disposizione" un solo slot come lead vocal e secondo me non l'ha sfruttato a dovere.
Al primo ascolto, al solo sentire quel tappeto sonoro nell'intro (che poi ritorna a fine song) stavo già impazzendo dall'euforia. Pochi secondi e dal cosmos sono tornato immediatamente sulla terra. A me sa troppo di Jezebel e SOTU in generale.
Aspettavo con impazienza il brano di Martin e adesso sono deluso.
5/10


Caroline's Monkey
Giorni fa ho letto i lyrics di MM soffermandomi nello specifico su "Caroline's Monkey" e già immaginavo/pregustavo un brano top. Macchè. Una roba più incompiuta di così è difficile immaginarla.
Quel "sometimes" inserito a quel modo, poi, suona davvero come un pesce fuor d'acqua. L'incipit sembrava promettente, ma sapete che c'è?! Questo specifico problema, almeno per me, è riscontrabile in altre canzoni di MM. Iniziano, catturano il tuo interesse facendoti venire l'acquolina in bocca per poi contrariamente poco dopo farti restare, come si suol dire, con un pugno di mosche in mano.
4,5/10


Before We Drown
Come per Wagging Tongue. Se dovessi scommettere su quali saranno gli eventuali due prossimi singoli, punterei su essi.
Il pezzo scorre liscio come l'olio ed ha una discreta struttura (uno dei pochi ad onor del vero). Bello il break strumentale che anticipa il finale che si traduce in un tripudio di synth e archi dove infine sopraggiunge il coro di Martin che canta all'unisono, ma in generale il controcanto del biondo in tutto il brano è notevole.
6,5/10


People Are Good
Uno degli episodi migliori dell'album. Bel ritornello, nel quale Dave e Martin intonano assieme "Heaven help me / Heaven help me / Heaven help us / Heaven help us". Mi piace inoltre il passaggio e dicotomia strofa -> chorus. Il brano si chiude con alcuni versi registrati e riprodotti in dissolvenza.
6,5/10


Always You
Definirei "Always You" la stella più luminosa del cosmo di Memento Mori. Una delle poche tracce dell'album che mi ha provocato qualche brividino significativo. Quel "There's always you" ripetuto quasi in maniera "esasperata" e cantato in perfetta sintonia da Gahan e Gore, è delizioso.
Brano di intrinseca malinconia.
7/10


Never Let Me Go
Noto che a molti piace/sta piacendo. Buon per voi. Per me invece rappresenta proprio ciò che speravo di non dover ascoltare. Pezzo caciarone nel quale i DM "giocano" a fare i Joy Division. Quella linea percussiva che chiude il pezzo è tremenda. Non riesco proprio ad apprezzarlo. Per me è già quasi skip sistematico.
4/10


Speak To Me
Anche qui vedo un apprezzamento "smisurato" collettivo. "Speak to me" cerca di condurre l'ascoltatore in territori più confortanti e rilassanti rispetto ai brani che lo precedono.
C'è la giusta atmosfera che si infrange su un finale strumentale in un crescendo molto fragoroso. Cala poi il sipario, ma ciò non accade con la giusta delicatezza, bensì in modo del tutto antitetico al brano stesso. Mi sorge spontenea una domanda: non sarà mica che in questo pezzo oltre alla premiata ditta Gahan-Salogni-Eigner-Ford ha dato il suo contributo anche Hillier?!
6-/10


In definitiva, non mi pare che Memento Mori sia poi così distante dagli ultimi album. Meglio prodotto si, nel complesso meglio di SOTU e Delta e forse sui livelli di Spirit e PTA (nel quale tuttavia era presente la forma canzone), ma a conti fatti è un lavoro che non mi sta entusiasmando come avrei sperato.

Overall: 6/10

Il miglior disco dei DM post-Ultra (o di questo secolo, come scrive qualche testata)? Per me rimane sempre Exciter, di gran lunga.

Il tutto imho, chiaramente.
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violator88
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Messaggio da violator88 »

Memento Mori è un disco intelligente. Alcuni potrebbero dire furbo, o di mestiere. Forse, o anche. E' un album intelligente perchè Martin si spoglia dalla sua veste, arrivando a capire forse l'ineluttabilità del tempo. Less is more (op. cit. di Ultra memoria). Semplicità. Semplicità sorretta dal maggiore peso dato a ciò che circonda le parole.
Memento Mori è un concept, un concept sound.
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Hell'o
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Messaggio da Hell'o »

Non mi butto ancora su voti e giudizi su singole canzoni, sono ancora in fase di studio e ho bisogno di altri ascolti. Album nel complesso più che riuscito, canzoni più deboli per me wagging (una palla) e my fav stranger (occasione persissima perché ha grande potenziale).

Al momento mi sembra l'album migliore del post PTA sia per quanto riguarda le canzoni che per quanto concerne sound/arrangiamenti/produzione. L'interpretazione di Dave in generale tra le migliori di sempre, per quanto riguarda Martin e il suo canto sto notando che negli ultimi album utilizza sempre più il vibrato (si dice così quando fai tremolare la voce?), lo si nota molto più dal vivo ma lo sto notando anche in studio.

Una bella tavolozza di colori questo MM (ho fatto pure la rima)

Ps nel giudicare le prestazioni di una band con 40 anni sul groppone mi farò prima un giro per capire che cosa hanno fatto negli ultimi 20 anni i loro colleghi coetanei e i loro collaboratori dei tempi d'oro; così a naso non mi pare che nessuno abbia cacato capolavori universalmente riconosciuti ultimamente ma, più in generale, faccio fatica proprio a trovare anche in band molto più giovani dei DM qualche disco epocale che mi lasci senza fiato....sono cambiato io, loro, tutto?

IMHO
PaoloUltra
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Messaggio da PaoloUltra »

Non una prova maiuscola, ma un disco ben fatto, cantato divinamente, con produzione e arrangiamenti che cancellano lustri di insoddisfazione. Memento Mori non ha punti molto bassi, e veleggia su un livello qualitativo medio-alto. Per me sicuramente il migliore album dei Nostri da PTA in poi. Rispetto a questo, gli manca solo una hit clamorosa o, comunque, un brano indimenticabile.
Disco solido, insomma, che dovrà misurarsi col tempo che passa.

My cosmos is mine - Ottima apertura, eccellente anche dal vivo. Non si si sviluppa a dovere nella seconda parte, ma come intro ci siamo.
Wagging tongue - Più che sufficiente
Ghosts again - Il singolo di apertura: azzeccato, radiofonico, bello senza potersi paragonare ad altre pietre miliari
Don't say you love me - Cresce col tempo, bei bassi
My favourite stranger - Meno scadente di quanto pensassi
Soul with me - A me piace assai, spiazzante, grande Martin
Caroline's monkey - Bel brano, ritmo funkato, peccato per la chiosa brusca
Before we drown - Brano interessante, grande Martin nelle voci che accompagnano il crescendo finale
People are good - Cielo aiutaci (cit.) ad avere dai Depeche più brani così. Prossimo singolo?
Always you - La migliore dell'intero lotto, spinge che è una meraviglia
Never let me go - Nulla da rimproverare, funziona e porta verso lidi post-punk che mi piacciono
Speak to me - Finale prezioso, ce ne fossero.

Memento Mori 7.4/10

P.
vialedeigiardini
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Messaggio da vialedeigiardini »

Ascolto questo album a ripetizione, come difficilmente mi era capitato con gli altri. Seguo i DM dall'81 essendo nato all'inizio degli anni 70 e ho vissuto la loro crescita artistica negli anni, con momenti di picco e altri di depressione, sempre però ad opinione di chi ascolta.
Non avevo enormi aspettative da questo lavoro e invece sono rimasto piacevolmente sorpreso.
Innanzitutto le tracce sono tutte estremamente legate e parte di un tutt'uno che costituisce un'opera che inizia dove finisce e si ripete quasi in cerchio, con i suoni del finale di "Speak to me" che si riallacciano a "My cosmos is mine".
Lo trovo un lavoro maturo ed intimo, con un impianto sonoro davvero pazzesco: il lavoro di ingegneria sonora è stato svolto a parer mio in maniera egregia, la voce di Dave è ben contestualizzata a parte in "Ghosts again", dove non mi convince al 100%. Sono 12 tracce emozionanti, in particolare le ultime 6 che secondo me sono davvero belle e, in particolare, "Speak to me" la trovo splendida, ricca di pathos, emozionante, commovente e costituisce il picco di tutto il lavoro.
Probabilmente disponendo i pezzi in maniera diversa il tutto avrebbe avuto un impatto differente, e anche i giudizi ne avrebbero risentito, penso ad esempio ad un'apertura come "Never let me go" o "People are good" come primi pezzi, ma alla fine questa scaletta ha un senso.
Mi piace, è davvero bello. Ho amato Exciter, adoro Ultra, ma qui trovo della roba davvero meravigliosa a livello di suoni e frequenze. E' vero che nel complesso è un album molto emozionale dove le tracce sono legate l'un l'altra discostandosi da tutto ciò che è velatamente commerciale e che, diciamola francamente, non è musica per tutti.
Avrei preferito un tour con uno spettacolo più intimo, magari incentrato su più tracce di Memento Mori, che invece, dalle setlist dei primi due concerti, non sono proprio prese in considerazione. Peccato, ma è pur vero che negli stadi un effetto "ambient" del genere non puoi ottenerlo e, probabilmente, Memento Mori, non è un album da suonare negli stadi...
Un lavoro che complessivamente non sforna, secondo il mio punto di vista, pezzi particolarmente "catchy", ma che nella sua totalità ha saputo emozionarmi nel profondo durante l'ascolto. E questo è quello che cerco, nella musica, al giorno d'oggi.
La "perla": Speak to me
Le tracce migliori: Always you, Never let me go, People are good, Soul to me, Ghosts again
Le meno convincenti: Wagging tongue, My favourite stranger
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Hell'o
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Messaggio da Hell'o »

vialedeigiardini ha scritto:Le meno convincenti: Wagging tongue, My favourite stranger
Non solo concordo ma aggiungo che senza queste l'album sarebbe ancora più forte per me.
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Messaggio da violator88 »

violator88 ha scritto:Memento Mori è un disco intelligente. Alcuni potrebbero dire furbo, o di mestiere. Forse, o anche. E' un album intelligente perchè Martin si spoglia dalla sua veste, arrivando a capire forse l'ineluttabilità del tempo. Less is more (op. cit. di Ultra memoria). Semplicità. Semplicità sorretta dal maggiore peso dato a ciò che circonda le parole.
Memento Mori è un concept, un concept sound.
Per quello che vale, do un primo voto/giudizio ai singoli brani e al disco:

My Cosmos Is Mine 7
Wagging Tongue 6
Ghosts Again 5
Don't Say You Love Me 4,5
My Favourite Stranger 6,5
Soul With Me 5
Caroline's Monkey 6
Before We Drown 7,5
People Are Good 6,5
Always You 7
Never Let Me Go 7
Speak To Me 6,5

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Messaggio da dreamon22 »

Ascoltato stanotte, in cuffia.
Devo ancora assimilare tutto o gran parte.

Ma le prime sensazioni sono le seguenti: MAH, BOH

D'istinto, reputo Before We Drown il pezzo di spicco, ma uno spicco relativo, ovvero nulla di trascendentale.
Mi è parso tutto prodotto discretamente, nessun suono insulso, o quasi.
Linea percussiva abbastanza buona, ma anche qui, senso di amaro in bocca.

Non so quale possa essere il prox singolo perchè di primo impatto, nessuna delle songs ha caratteristiche tali, e questo è un punto debole che si ripete oramai da tempo.

Una cosa è certa, l'album è da riascoltare decine di volte per poterlo giudicare al meglio, ma l'unica cosa che mi sento di dire sicuramente, ora, è che Speak to Me è forse la più grande occasione sprecata di sempre dei DM. Si apre in modo memorabile, e continua così sino al cantato. Poi quando ci doveva essere il finale glorioso, memorabile, da urlo, quando doveva entrare una percussione alla Fail o alla Sweetest Perfection, che avrebbe reso il pezzo DEVASTANTE, invece subentra un'involuzione incredibile, e anche irritante, roba da togliersi le cuffie e lanciarle dalla finestra. Speak to Me finisce allo stesso modo di un ghiacciolo al sole, sotto 40 gradi.

Ma perchè??? :roll:

Mi dispiace che siano stati scomodati album come Ultra o altri paragoni che ora è meglio non ripetere.

Stavolta volare bassi, è stato fondamentale.

Confermo la metafora di Agony, la montagna ha partorito il topolino.

Al momento sufficienza stentata. Poi magari....boh...mah...
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Messaggio da stjarna15 »

vialedeigiardini ha scritto:un'opera che inizia dove finisce e si ripete quasi in cerchio, con i suoni del finale di "Speak to me" che si riallacciano a "My cosmos is mine".
verissimo ...

anche a me speak to me fa uscire la lacrimuccia ... ma più volte ...
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Messaggio da violator88 »

dreamon22 ha scritto: Confermo la metafora di Agony,la montagna ha partorito il topolino.
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Messaggio da Mr. Agony »

Ecco, un grazioso topolino.
Perchè grazioso lo è veramente.
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Messaggio da PaoloUltra »

dreamon22 ha scritto:
Una cosa è certa, l'album è da riascoltare decine di volte per poterlo giudicare al meglio, ma l'unica cosa che mi sento di dire sicuramente, ora, è che Speak to Me è forse la più grande occasione sprecata di sempre dei DM. Si apre in modo memorabile, e continua così sino al cantato. Poi quando ci doveva essere il finale glorioso, memorabile, da urlo, quando doveva entrare una percussione alla Fail o alla Sweetest Perfection, che avrebbe reso il pezzo DEVASTANTE, invece subentra un'involuzione incredibile, e anche irritante, roba da togliersi le cuffie e lanciarle dalla finestra. Speak to Me finisce allo stesso modo di un ghiacciolo al sole, sotto 40 gradi.

Ma perchè??? :roll:

Mi dispiace che siano stati scomodati album come Ultra o altri paragoni che ora è meglio non ripetere.

Stavolta volare bassi, è stato fondamentale.

Confermo la metafora di Agony, la montagna ha partorito il topolino.

Al momento sufficienza stentata. Poi magari....boh...mah...
Invece, vi dirò, Speak to me per me è perfetta così.
Il disco sta crescendo nel mio gradimento. Buona la prima parte, eccellente la seconda. Da Before we drown in poi la qualità si stabilizza a livelli ragguardevoli.
Sono contento. Bel disco, che si fa ascoltare volentieri, che rivela poco alla volta il suo valore nell'impasto tra testi, suoni, voci.
Siamo anni luce distanti dalla mediocrità degli ultimi album.
Poi, è vero, non ci sono singoli memorabili.
Me ne farò una ragione. Anche se, sul versante pop/commerciale, Always you potrebbe dire la sua.
Never let me go migliora ad ogni ascolto.
My cosmos is mine mi è sempre piaciuta.
Caroline's monkey è una mia passione: incompiuta, ma con il ritornello a due voci che mi piace assai.
Soul with me fa da spartiacque, con ironia e classe infinite.
Evviva.
P.

P.S. Anche Wagging tongue e My favourite stranger le trovo passabili.
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Messaggio da Hell'o »

dreamon22 ha scritto:Mi dispiace che siano stati scomodati album come Ultra o altri paragoni che ora è meglio non ripetere.

Stavolta volare bassi, è stato fondamentale.

Confermo la metafora di Agony, la montagna ha partorito il topolino.

Al momento sufficienza stentata. Poi magari....boh...mah...
La metafora del topolino viene usata per dire che il disco praticamente è una chiavica, ma il topino grazioso non è una pantegana di 9kg piena demmerda eh :wink:
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