"Oltre il muro di Berlino" è edito da Goodfellas edizioni. Ha 200 pagine a colori, è arricchito rispetto all'originale di un capitolo scritto dal giornalista Giancarlo Riccio, e include un CD di musica underground anni '80 della DDR.

Moderatori: devotional, Miss Kaleid




ma perchè no? non ti è piaciuto quel film? a me il fatto che il regista (che poi è un artista ) sia andato a cercare quella frangia di fan, diciamo così, borderline mi è sembrata un'operazione interessante; voglio dire è ovvio che non tutti i fan dei dm siano quella cosa la, dunque sarebbe limitante focalizzarsi su quella tipologia di fan, ma non possiamo negare che la musica/testi/atmosfere dei nostri non attinga a piene mani dal disagio esistenziale.Guro Sanzo ha scritto:se quei capitoli dovessero essere una versione cartacea di "Our Hobby is Depeche Mode", allora è giusto che non ci siano.

Non mi è piaciuto per niente. Non so dirti neanche come ho fatto ad arrivare ai titoli di coda.Hell'o ha scritto:ma perchè no? non ti è piaciuto quel film?
grazie per la spiegazione, in effetti a me interessava solo sapere le motivazioni che stanno dietro un parere opposto al mio per discuterne un po'.Guro Sanzo ha scritto:Se il tuo paragone è per convincermi a farmi vedere quest'opera sotto una luce diversa...no, non attacca.
Ma se a te è piaciuto il film, rispetto la tua opinione.


E però non la capisco proprio come scelta. Hanno cercato di italianizzarlo, però boh, si stravolge un'opera, buona o cattiva che sia. Mah... facci sapere cosa ne pensiGuro Sanzo ha scritto:Preso di passaggio alla Feltrinelli due giorni fa, per fortuna non ho dovuto aspettare il 2030.
Purtroppo ho letto solo qualche pagina, all'inizio viene spiegato che due capitoli del libro originale sono stati omessi perchè parla di storie di fan tedeschi. Non so se sia una cosa bella o brutta, ma voglio pensarla così: se quei capitoli dovessero essere una versione cartacea di "Our Hobby is Depeche Mode", allora è giusto che non ci siano

C'è un errore di base nel tuo ragionamento. Quel documentario era stato commissionato dai Depeche Mode, e ovviamente sarebbe dovuto essere tutto tranne che provocatorio, offensivo, irrispettoso verso i loro fan.Hell'o ha scritto:grazie per la spiegazione, in effetti a me interessava solo sapere le motivazioni che stanno dietro un parere opposto al mio per discuterne un po'.
Capisco cosa dici ma credo che dietro quel progetto ci sia anche una provocazione del regista (che poi è un artista la cui ricerca infila sempre le dita nelle piaghe oscure inglesi) Jeremy Deller.
Ok io l'ho vista come un'opera d'arte contemporanea che indaga le derive fanatiche dell'essere fan di una band particolare come i depeche mode.
non sapevo che lo avessero commissionato, allora mi sa che l'errore lo hanno fatto pure i DM perché il buon Deller con le provocazioni ci lavora da sempre...a me comunque quel film è piaciuto, anche se un po' cinico mi è sembrato fastidiosamente vero. Sono curioso di vedere se questi protagonisti di spirit in the forest, così attenti a non apparire "sfigati" come i loro colleghi con Deller, sappiano in effetti uscirne fuori bene..io ho i miei grossi dubbi. imhoMiss Kaleid ha scritto:C'è un errore di base nel tuo ragionamento. Quel documentario era stato commissionato dai Depeche Mode...

Sono stata alla prima per la stampa milanese di Spirits, e sicuramente Anton e gli altri due registi, Pasqual Gutierrez e John Merizalde, hanno raccontato le loro storie con delicatezza e classe.Hell'o ha scritto:non sapevo che lo avessero commissionato, allora mi sa che l'errore lo hanno fatto pure i DM perché il buon Deller con le provocazioni ci lavora da sempre...a me comunque quel film è piaciuto, anche se un po' cinico mi è sembrato fastidiosamente vero. Sono curioso di vedere se questi protagonisti di spirit in the forest, così attenti a non apparire "sfigati" come i loro colleghi con Deller, sappiano in effetti uscirne fuori bene..io ho i miei grossi dubbi. imho
di questo ne ero abbastanza sicuro anche io, ma il "problema" per me sono certi fan; ad esempio a me il tipo che suona con i figli le canzoni dei dm mi mette un po' di tristezza (imho), io non lo giudico eh, ma questa è la mia personale sensazione vedendo alcuni suoi video sul tubo...magari Anton mi farà cambiare idea? Per ora visti i trailer e lette due cose sto progetto non mi esalta affatto, ma lo guarderò con curiosità sperando di essere smentito.Miss Kaleid ha scritto:Sono stata alla prima per la stampa milanese di Spirits, e sicuramente Anton e gli altri due registi, Pasqual Gutierrez e John Merizalde, hanno raccontato le loro storie con delicatezza e classe.

Oops...avevo dimenticato di parlarne un po', dopo averlo letto.Miss Kaleid ha scritto:Hanno cercato di italianizzarlo, però boh, si stravolge un'opera, buona o cattiva che sia. Mah... facci sapere cosa ne pensi