Soulsavers + Dave Gahan

Discussioni generali sui Depeche Mode

Moderatori: devotional, Miss Kaleid

Aria
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Messaggio da Aria »

Admin ha scritto:Già. Dunque, meditate...

Fab
Ma scusa su cosa dovremmo meditare sul fatto che a qualcuno la canzone potrebbe piacere , sul fatto che passino in radio ( io l'ho beccata solo una volta ) una canzone di Dave , io ho spulciato il testo e devo dire che non lo trovo banale né scontato esprime le proprie emozioni le propre angosce ancora molto presenti in lui , non è la canzone della mia vita ma nemmeno cosi' oscena .
Dave si mette in gioco più di tutti nel bene e nel male e secondo me questo è da apprezzare ,e ovvio che non si possa piacere a tutti ma credo che il motivo principale per il quale viene criticato pesantemente è che ha deciso di non vivere più esclusivamente dei depe chemode .....
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violator88
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Messaggio da violator88 »

Aria ha scritto: [...]ma credo che il motivo principale per il quale viene criticato pesantemente è che ha deciso di non vivere più esclusivamente dei depe chemode .....
Immagine

:)

...secondo me molti lo criticano solo ed esclusivamente proprio per ciò che fa nei Depeche, dato che più o meno ha deciso di traslare ciò che fa fuori anche dentro quell'orticello in cui per più di ventanni aveva avuto un ruolo ben preciso e delimitato, ruolo in cui sinceramente rendeva meglio rispetto a quello che ha deciso di intraprendere da un pò di tempo a questa parte. Dalle mie parti si suol dire a ciascuno il suo... Dave è un cantante, un frontman, non un songwriter...poi ci sarebbe da discutere anche su questo, (sempre all'interno dei Depeche si intende), ma questo è appunto un altro discorso.
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unokonomiyaki
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Messaggio da unokonomiyaki »

DEPECHED ▷△△ ‏@Ultra_Depeche
On Thursday Oct 15, @nprmusic will exclusively stream "Angels & Ghosts" in full #DaveGahan #soulsavers #DepecheMode

http://www.npr.org/music/
Aria
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Messaggio da Aria »

violator88 ha scritto:Immagine

:)

...secondo me molti lo criticano solo ed esclusivamente proprio per ciò che fa nei Depeche, dato che più o meno ha deciso di traslare ciò che fa fuori anche dentro quell'orticello in cui per più di ventanni aveva avuto un ruolo ben preciso e delimitato, ruolo in cui sinceramente rendeva meglio rispetto a quello che ha deciso di intraprendere da un pò di tempo a questa parte. Dalle mie parti si suol dire a ciascuno il suo... Dave è un cantante, un frontman, non un songwriter...poi ci sarebbe da discutere anche su questo, (sempre all'interno dei Depeche si intende), ma questo è appunto un altro discorso.
Ma scusate chi l'ha stabilito che i ruoli devono restare fissi e immutabili per sempre , chi lo dice che questa nuova condizione non stia bene anche a Martin , chi lo dice che a Martin il ruolo di David cantautore dispiaccia ( ovviamente direte non lo dice apertamente perché ha dovuto cedere al ricatto ),ma a parte tutto questo ,credete davvero che il ruolo più attivo di Dave all'interno della band possa fare una così grossa differenza sulla bruttezza o bellezza di un album , non pensate che in parte sia dovuto ai testi di Martin che non sempre sono eccellenti e al produttore di cui si sono nutriti negli ultimi anni , forse anche per pigrizia nel voler cercare nuovi sapori .....
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Messaggio da violator88 »

Aria ha scritto:Ma scusate chi l'ha stabilito che i ruoli devono restare fissi e immutabili per sempre , chi lo dice che questa nuova condizione non stia bene anche a Martin , chi lo dice che a Martin il ruolo di David cantautore dispiaccia ( ovviamente direte non lo dice apertamente perché ha dovuto cedere al ricatto ),ma a parte tutto questo ,credete davvero che il ruolo più attivo di Dave all'interno della band possa fare una così grossa differenza sulla bruttezza o bellezza di un album , non pensate che in parte sia dovuto ai testi di Martin che non sempre sono eccellenti e al produttore di cui si sono nutriti negli ultimi anni , forse anche per pigrizia nel voler cercare nuovi sapori .....
Ma guarda che difatti mica ho detto che il ruolo di David sia l'unico problema... questo è solo uno (dei tanti...troppi forse), taluni proprio da te elencati.
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Messaggio da unokonomiyaki »

<iframe allowfullscreen="true" webkitallowfullscreen="true" mozallowfullscreen="true" frameborder="0" scrolling="no" width="512" height="288" src="http://video-api.wsj.com/api-video/play ... "></iframe>

Intervista al Wall Street Journal, fresca fresca...
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Messaggio da Admin »

Aria ha scritto:Ma scusa su cosa dovremmo meditare......
Su nessuna delle cose che hai supposto, comunque.
Facciamo conto che non ho detto nulla, e amen. :)


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Messaggio da silver wing »

Una lunga intervista Russa a Dave tratta da "Meduza":

Http://meduza.io/feature/2015/10/14/kin ... hem-muzyka

E dall'intervista al "Wall Street Journal", Dave spiega come nacque "PJ"...

http://vk.com/video-24629043_171303556? ... ffc46044bf
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Messaggio da violator88 »

silver wing ha scritto:E dall'intervista al "Wall Street Journal", Dave spiega come nacque "PJ"...

http://vk.com/video-24629043_171303556? ... ffc46044bf
Anche i Depeche hanno avuto il loro personal jesus, Killed by a certain world, dead to the touch of their (...) human hands (semi cit.)

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Alessandro The Revelator
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Messaggio da Alessandro The Revelator »

Spero non sia già stato postato.

"Il 4 dicembre sarà pubblicato “Kubrick” nuovo album dei Soulsavers. Dopo la recente collaborazione con Dave Gahan la creatura musicale capitanata dal produttore Rich Machin percorre questa volta territori cinematici strumentali ispirati ai film di Stanley Kubrick."

Qui un primo estratto, Clay
http://www.rocklab.it/2015/10/14/soulsa ... e-kubrick/

Ah però, se me piace!
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Messaggio da unokonomiyaki »

L'album in streaming:

http://www.npr.org/2015/10/14/447246900 ... els-ghosts

Azz... in Italia non funge :(
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Messaggio da unokonomiyaki »

Ho appena letto su depechemode.de che i concerti del tour verranno trasmessi qui:

https://screen.yahoo.com/live/event/dav ... rc=default

Chissà se saranno tutti disponibili anche in Italia...

http://www.depechemode.de/alle-konzerte ... eam-40000/
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Messaggio da Miss Kaleid »

https://www.facebook.com/notes/depeche- ... 2303294881

Lee Hawkins - Angels & Ghosts è il tuo secondo progetto coi Soulsavers: com'è nato questo nuovo album?
Dave Gahan - Un volta finito il lavoro precedente, The Light the Dead See, non abbiamo smesso di scrivere canzoni. I Soulsavers sono costituiti da Rich Machin e Ian Glover, e poi vengono coinvolti altri musicisti per completare il progetto. Qualche anno fa Rich mi ha chiesto di collaborare a un album, e ci è sembrato naturale farne un secondo. Abbiamo continuato a scrivere, però abbiamo dovuto rimandare i lavori, perché stavo per entrare in studio coi Depeche Mode, la mia band, e coi Depeche le registrazioni occupano un anno di tempo, e poi all'incirca un altro anno se ne va via col tour.

LH - I Soulsavers hanno un loro stile ben preciso e riconoscibile, ma quando a loro ti unisci tu, Dave Gahan, che suoni così tanto "Depeche Mode", come fai a tenere separate le due cose? Deve essere dura, mi chiedo se sia possibile cambiare intonazione della voce, ad esempio, tu come ti regoli?
DG - Beh, dipende dal tipo di canzone che stai scrivendo e dalla strumentazione che usi... però ad essere sincero anche molta musica che i Depeche producono è intrisa di gospel e blues. Non sono poi così distanti a ben vedere. Però coi Soulsavers usiamo molte più chitarre, organo, batteria e cantanti gospel. Martyn LeNoble ha suonato il basso. Sono musicisti che suonano dal vivo intorno alla mia voce. Le idee che mi dà Rich quando scriviamo insieme sono spesso alla chitarra, o qualche semplice linea di organo, e mi concede molto spazio e atmosfera per sviluppare a mia volta le mie idee.

LH - Tutto questo mi fa pensare a quando nel 2004 sei andato dai Depeche e hai detto loro: "Sentite, ho bisogno di essere coinvolto nella fase di scrittura. E se non è possibile, non so se voglio continuare". Perché ci hai messo venticinque anni [Dave ride] per ottenere riconoscimento come autore? Come ti senti ora che puoi crescere ed esprimerti, oltre che coi Depeche, con altri progetti?
DG - Bella domanda! Non è che non avessi idee da sviluppare; ma sai, durante tutti quegli anni passati a lavorare con Martin Gore, che è un autore e compositore fantastico, mi sono sentito a mio agio in quel ruolo, che sostanzialmente consisteva in cantare creando una particolare atmosfera con la mia voce adatta al brano che stava scrivendo. Poi però ho realizzato il mio primo lavoro solista, Paper Monsters, e così facendo ho aperto una porta che non potevo più chiudere. Si è trattato di chiedere loro se ci si poteva venire incontro. All'epoca per Martin, e anche per il team che sta dietro ai Depeche, è suonata un po' come una minaccia; ma per me come artista non si trattava solo di lasciare il gruppo, sentivo la necessità di crescere, di spiccare il volo, e volevo che loro partecipassero con me a questa mia maturazione. Avevo bisogno di loro per riuscirci; così Martin alla fine mi ha appoggiato e dodici anni dopo siamo diventati come un team. Io e Martin formiamo un team in studio, entrambi contribuiamo con dei brani e in studio possiamo lavorarci su insieme.
LH - E male non ha certo fatto la nomination ai Grammy della tua prima canzone Suffer Well!
DG - [Ride] Ha fatto capire che stavo lavorando bene e che stavamo andando nella direzione giusta.

LH - Cosa pensi dello streaming e del file sharing?
DG - Siamo in circolazione da tempo sufficiente per aver visto prodursi il cambiamento. Coi Depeche abbiamo cercato di cambiare ciò che ci si aspettava dalla musica. Tantissimi anni fa, quando suonavamo musica elettronica, abbiamo incontrato moltissime resistenze, perché quello che facevamo non era nella norma, con mix, remix, ecc. Ci dicevano: "Un attimo, ma chi sta suonando il basso? e il batterista dov'è?", e questo capitava soprattutto in America. Quello che voglio dire è che la tecnologia esiste ed è in continua evoluzione: puoi sfruttarla o farti spaventare da essa.
LH - Però nel 2005, quando hai scritto la tua prima canzone col tuo gruppo, ed è tutto finito in rete, dovete aver perso un bel po' di royalties!
DG - La cosa ci ha toccati, ma tutto sta cambiando, la novità è l'avvento dello streaming. L'industria discografica deve trasformarsi e bisogna dare un compenso agli artisti per il loro lavoro - perché è di un lavoro che stiamo parlando. Se sei un artista emergente devi fare ben attenzione che il contratto che stai firmando ti tuteli, perché è giusto essere pagati per il proprio lavoro.

LH - Parlare con te di questo argomento è interessante, perché tu fai parte di quel mondo da più di 30 anni, e quando dico che vado a vedere un concerto dei Depeche, o magari che devo incontrare te, beh la reazione a volte che ottengo è: "Erano famosi negli anni '80". Certe persone non si rendono conto che ancora oggi riempite gli stadi! Come ci riuscite?
DG - Nonostante i cambiamenti dell'industria musicale, abbiamo conservato la nostra presenza dal vivo, e i fan sanno che torneranno dai nostri concerti con un ricordo da conservare, e che non resteranno delusi. E' questa la chiave della nostra longevità, non solo il songwriting. Nell'ultimo tour, il Delta Machine Tour, abbiamo avuto nel complesso il numero più consistente di spettatori di sempre.

LH - E quanti anni hai?
DG - Sono un cinquantenne, ne ho 53! roba da matti, in testa non me li sento, non mi sento poi molto più vecchio di mia figlia [ride].

LH - Come ti alleni? Le tue performance sono piuttosto fisiche, cosa che non vediamo spesso neanche dagli artisti più giovani.
DG - E' qualcosa che mi viene dalla musica. C'è chi mi batte, pensa a Mick Jagger. La musica è una cosa meravigliosa, ti mantiene giovane. Fare musica è un piacere e niente può essere paragonato a ciò che si prova nel crearla.

LH - Molte band non sono riuscite a restare unite e superare lo scoglio dei trent'anni. Avete avuto anche voi dei problemi: tu la tossicodipendenza, Martin l'alcolismo, Fletch la depressione. Eppure siete ancora insieme. Secondo me la fase critica per fortuna l'avete passata, e si potrebbe pensare che resterete uniti per sempre.
DG - E' la follia che ci tiene uniti! [ridono] Molti creativi hanno la mente iperattiva, ma per fortuna ora mettiamo tutta quell'energia esclusivamente nella musica. Martin è da anni che non beve, e quando si va in studio si lavora e basta. Quando eravamo ragazzi andavamo fuori a divertirci, ma devo essere onesto: quella è roba da giovani!

LH - Allora adesso quando siete in tour come vi relazionate: siete amici, soci di un'impresa, membri di una famiglia? perché siete cresciuti insieme.
DG - Siamo come una famiglia disfunzionale che a volte si riunisce, cena assieme ed è fantastico, e altre volte si tira dietro il cibo [ridono]. Non siamo cambiati poi tanto: ognuno ha la propria vita, e poi ci riuniamo e lavoriamo, ed è ciò che conta. Una volta che siamo sul palco, proviamo tutti le stesse emozioni e facciamo lo show migliore che possiamo. Siamo tanto fortunati da poterlo fare ancora, come dicevi prima tante band sono svanite nel nulla.

LH - Anche dal punto di vista del business dev'essere molto diverso da com'era in passato: suonavate nei localini e non racimolavate due nichelini, mentre adesso l'ultimo tour vi ha fruttato 30 milioni di dollari.
DG - Nei primi dieci anni di attività abbiamo fatto un album dietro l'altro, un tour dietro l'altro; ma è stato dopo quei dieci anni che abbiamo cominciato a fare dei soldi, grazie ai concerti, certamente, ma all'epoca si vendevano anche tanti dischi. Tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90 abbiamo pubblicato due album in particolare che hanno avuto molto successo, Violator e Songs of Faith and Devotion.

LH - Ho parlato col fanclub newyorkese; loro ogni mese organizzano un Depeche Mode party, ne hanno fatto uno persino su una nave. Ci sono fan da ogni parte del mondo che mi hanno inviato delle domande.
DG - E' una cosa che fanno in molti Paesi: organizzano serate a tema e party che possono addirittura raggiungere le 5/10 mila presenze!

LH - Andy McMinn ti chiede: Ti senti frustrato tra un tour e l'altro? vorresti essere più attivo coi Depeche, invece di lasciar passare gli abituali 3 anni che separano un album dal successivo? E' questo il motivo per cui hai registrato due album solisti e due coi Soulsavers? oppure quel tempo è vitale per la band per ricaricarsi e prepararsi al progetto successivo targato Depeche Mode?

DG - Hai risposto alla domanda in quest'ultima parte. Già lo scrivere canzoni porta via molto tempo (io ho già scritto qualcosa, e Martin lo stesso, per il prossimo progetto dei Depeche, qualunque esso sarà). Poi quando andiamo in studio mettiamo insieme il nostro team di lavoro - produttore, programmatore, ecc. Non è cosa immediata. Alla fine si parte per il tour: il tutto per un totale di circa tre anni. Sentiamo l'esigenza di prendere una pausa l'uno dall'altro. Io scrivo continuamente e in quei periodi di pausa ho avuto modo di lavorare a dei progetti che mi hanno aiutato a crescere come autore. Quando poi torno con la band, posso portare il mio entusiasmo e contribure alla sua evoluzione. Negli anni abbiamo attraversato delle fasi in cui abbiamo dovuto cambiare un po', o ri-registrare, o cambiare le nostre idee. Quando ci sono state delle defezioni, Vince Clarke all'inizio e successivamente Alan Wilder, abbiamo dovuto ripensare a come lavorare in studio.

LH - Un altro fan ti chiede: Congratulazioni per il tuo nuovo album con i Soulsavers. Tua figlia Stella Rose ha una gran bella voce: ti piacerebbe incidere un album con lei?
DG - Lei risponderebbe: "Neanche per idea, papà, per carità!" [ridono] Ha davvero una gran voce e se volesse fare la cantante, so che potrebbe benissimo farlo. Se mi chiedesse aiuto farei del mio meglio, ma non ne ha bisogno, Stella Rose è straordinaria, va da sola per la sua strada.

LH - Cecilia Castro dall'Argentina: sono una fan di Dave da quando ero piccola e i miei amici appaiono in ogni DVD dei Depeche con la bandiera dell'Argentina dal 2001. Il titolo del nuovo album è molto suggestivo: riguarda il passato?
DG - Per me gli angeli rappresentano le relazioni e le cose che mi accadono oggi e che sono informative. I fantasmi invece sono i ricordi del passato e anche del presente, che portiamo con noi e che potremo portare via quando moriremo.

LH - Un altro fan ti dice: Depeche Mode significa "Dispaccio di Moda"...
DG - E' colpa mia, ho rubato il nome a un giornale di moda. Ero al college nel 1978 e studiavo moda. A pensarci bene doveva essere il 1979; comunque la band aveva bisogno di un nome, dovevamo esibirci in un paio di locali a Londra. Il tipo di uno dei club mi chiese al telefono come si chiamava la band - all'epoca ci chiamavamo Composition of Sound, ma cercavamo un nuovo nome. Accanto a me c'era quella rivista e lessi semplicemente ciò che stava scritto in copertina. "Cosa???" "Ma sì, Depeche Mode". "Come???" Ok pensai, è il nome giusto.

LH - Chi è il più stiloso della band?
DG - Non posso che essere io, no? [ridono]

HL - Quando vedo quei giganteschi stadi pieni di gente che conosce a memoria tutte le vostre canzoni, mi chiedo: vi viene dedicato sufficente airplay alla radio, ed è ancora importante?
DG - Soprattutto i giovani ascoltano musica in un modo differente, lo vedo coi miei ragazzi. Usano molto lo streaming - i miei ascoltano gli album più della media, ma dev'essere l'influenza che esercito su di loro. Ho sempre cercato di far loro capire l'importanza di ascoltare un album intero, e non semplicemente una singola canzone. Mia figlia ascolta gli album - Florence + The Machine, Lana Del Ray, Beyoncè, di cui è una grande fan. Sempre meglio ascoltare l'album per intero, perché potresti non apprezzare quanto senti, o al contrario apprezzarlo molto. Tornando alla questione della radio, oggi è diverso e non la capisco ad essere sincero.

LH - Non è qualcosa di cui hai bisogno, però ad esempio Prince ha parlato diffusamente del suo senso di frustrazione...
DG - Non è più com'era una volta. Un tempo, se eri a NY e un brano veniva suonato continuamente alla radio, quell'artista poteva avere successo a NY, ma non necessariamente nella West Coast, dove c'erano altre radio. Oggi invece abbiamo associazioni di stazioni radio con la loro playlist, ed è difficile entrarne a far parte. Comunque il modo migliore per farsi sentire è fare concerti.


LH - E io non vedo l'ora! Grazie mille per essere venuto qui!
DG - Grazie a te per avermi invitato!


Intervista di LEE HAWKINS per THE WALL STREET JOURNAL

http://www.wsj.com/video/depeche-mode-g ... 94619.html


Traduzione a cura di Miss Kaleid per Depeche Mode Italia - Official © - E' vietata la riproduzione anche parziale di questo testo senza indicare i dovuti crediti alla pagina facebook Depeche Mode Italia - Official.
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Messaggio da echoes »

Bella intervista, grazie Miss.
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