Trovo fastidioso dover far ricominciare almeno 3/4 volte un brano meraviglioso come Featherlight quando sarebbe potuto durare tranquillamente, molto, di più
P.S. niente cover, ve prego.
Moderatori: devotional, Miss Kaleid

Assolutamente daccordo.ElectricFriend ha scritto:Bei suoni, qualcosa ci sarebbe stato bene come intermezzo/intro/outro in Delta, e infatti la provenienza è quella, però un disco intero così non si regge.
Se questo progetto MG continuerà, spero in futuro tiri fuori qualcosa di più simile ai suoi dj set minimali, dark e con la giusta grinta, quelli li trovo molto intriganti.
O un'altra infornata di cover, ma non diciamolo per scaramanzia.
Sono daccordo. Sviluppare maggiormente alcuni pezzi ed escluderne del tutto altri sicuramente avrebbe migliorato il risultato finale.alanwilder91 ha scritto:Quello che è mancato a MG, secondo me, è stato il "coraggio" di dilatare i brani oltre misura, fino alla nausea. Bastavano 4/5 tracce in meno per dare alle altre la possibilità di decollare e contorcersi su se stesse come un buon mantra richiede, piuttosto che castrarsi sul più bello.
alanwilder91 ha scritto:P.S. niente cover, ve prego.

Concordo... ad esempio Immunity di Jon Hopkins ha 8 tracce di durata dai 5 minuti ai 12 minuti, ed è un disco che ti trascina dentro con tutte le scarpe.alanwilder91 ha scritto:Quello che è mancato a MG, secondo me, è stato il "coraggio" di dilatare i brani oltre misura, fino alla nausea. Bastavano 4/5 tracce in meno per dare alle altre la possibilità di decollare e contorcersi su se stesse come un buon mantra richiede, piuttosto che castrarsi sul più bello.
Trovo fastidioso dover far ricominciare almeno 3/4 volte un brano meraviglioso come Featherlight quando sarebbe potuto durare tranquillamente, molto, di più![]()
P.S. niente cover, ve prego.





Opinione interessante, ma io la penso in modo opposto: è il risultato quello che conta, il processo creativo per me è del tutto irrilevante.the_love_thief ha scritto:mi riesce difficile però stabilire cosa manchi all'album, o se gli manchi qualcosa, visto che è stato concepito nella massima libertà mentale e ha seguito un processo di creazione senza costrizioni e forzature da parte di altri, e in linea di massima sarebbe auspicabile per qualsiasi album.

Beh allora è rilevante eccome, visto che siamo passati da Stjarna a PinkingKomete ha scritto:Opinione interessante, ma io la penso in modo opposto: è il risultato quello che conta, il processo creativo per me è del tutto irrilevante.
In particoolare non credo che "un processo di creazione senza costrizioni e forzature da parte di altri" sia la cosa migliore e auspicabile per qualsiasi album: anzi, credo che spesso le produzioni migliori nascano proprio da processi creativi tormentati, sotto pressione o con forti tensioni personali o artistiche.
Ne è un esempio emblematico The Wall dei Pink Floyd, in cui Waters e Gilmour già stentavano a parlarsi e Waters era tormentato dai suoi demoni.
E infatti mi sono fatta l'idea che Martino dia il meglio di sé, dal punto di vista creativo, proprio nel secondo stato, cfr. ad esempio Black Celebration, SOFAD, Ultra e Playing The Angel, tutti scritti in condizioni abbastanza estreme di pressione o tensione.
Può anche darsi che lo sia, a me interessa comunque il risultato finaleiamyou ha scritto:Beh allora è rilevante eccome, visto che siamo passati da Stjarna a Pinking
