Nuovo progetto solista per Martin Gore
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a distanza di quasi 2 mesi.. sono cambiate le vostre impressioni sul disco? giusto per capire un pò quà dentro come vanno le cose.. io non mi sto azzardando a dare nessun giudizio ancora perchè, effettivamente, fatico ad ascoltarlo.. troppi riempitivi, IMHO, e i pezzi degni di nota durano troppo poco..
echoes ha scritto:Le mie impressioni non sono cambiate (anche perchè non ascolto MG da un pò) e probabilmente non cambieranno più perchè, come avevo già scritto, non so quando mi tornerà la voglia di ascoltarlo (per intero quanto meno).
io l'averò ascoltato 3 volte e con molta fatica... non riesco a metterlo nel lettore facilmente.. invece l'album nuovo di Susanne Sundfor uscito il 16 febbraio l'avrò ascoltato almeno 20 volte e continua a piacermi ancora un casino, anzi, forse anche più dell'inizio... peccato per il disco del Martino
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L'ho ascoltato poche volte. Non mi ha preso, lo trovo un lavoro anòdino, molto freddo e frammentario.Numanoid ha scritto:a distanza di quasi 2 mesi.. sono cambiate le vostre impressioni sul disco? giusto per capire un pò quà dentro come vanno le cose.. io non mi sto azzardando a dare nessun giudizio ancora perchè, effettivamente, fatico ad ascoltarlo
Poi ognuno può dilettarsi in progetti particolari e di nicchissima e ne ha tutto il diritto (vedi le cose che sta facendo John Frusciante da anni, o anche Scott Walker), però so che Martin avrebbe potuto fare ben altro.
Lo spirito di questo lavoro secondo me sta nel titolo di uno dei pezzi dell'album che è "Stealth" (chi padroneggia bene l'inglese capisce il senso più vero del termine).
MG è capitato in un momento in cui ascolto anche musica strumentale "astratta", nel mio caso è stata una nuova riscoperta di Martin. MG si "scolla" abbastanza dal Martin Gore "classico", certo ci sono delle connessioni forti, a tratti fortissime, con i DM ultima maniera; ma MG riesce a farmi dimenticare Martin Gore, a tratti mi sembra un lavoro di un artista che conosco poco e la cosa mi intriga e stupisce.
Faccio fatica -dopo soli due mesi- a collocarlo nella mia personale scala delle preferenze, vedremo nel tempo, per ora lo ascolto sempre con piacere insieme ad altra musica.
Faccio fatica -dopo soli due mesi- a collocarlo nella mia personale scala delle preferenze, vedremo nel tempo, per ora lo ascolto sempre con piacere insieme ad altra musica.
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Io non capisco molto frasi come questa. Un conto è quando si parla di Depeche, in cui in gioco ci sono almeno 5 o 6 persone coinvolte, con gusti diversi, e pressioni varie, un conto è questo caso, in cui Martin non aveva un piffero da fare, era da solo nel suo studio e ha scritto esattamente quello che voleva scrivere nei tempi in cui voleva e con i modi che voleva. Questa è completamente opera sua, è esattamente quello che voleva scrivere e, a detta delle interviste, ne è anche molto ma molto orgoglioso. Di sicuro non è stato svogliato. Si dice poteva fare altro, o poteva fare di più, quando invece un artista ha fatto precisamente quello che voleva. I processi creativi sono unici, compositi e stratificati. Un artista arriva all'opera conclusa passando attraverso labirinti mentali fatti di ispirazione, creatività e prove e, a meno che non sia insoddisfatto di come è venuto fuori il suo lavoro, per lui quella è l'opera, così come l'ha fatta. Poi è inutile che uno vada a dirgli: ma potevi farla più tecno, potevi farla più lunga, più sentimentale, questo è quello che ha fatto lui, se lo faceva un altro veniva un'opera diversa. Poi può piacere o no, quelli sono gusti, ma quello è anche il lavoro.Komete ha scritto:però so che Martin avrebbe potuto fare ben altro.
Komete, non ce l'ho con te, mi sono solo riallacciata alla tua frase
Sì ma l'hai decontestualizzata rispetto all'intero post.sofia ha scritto:Komete, non ce l'ho con te, mi sono solo riallacciata alla tua frase
In quello stesso post poco più su ho scritto che ogni artista è libero di produrre progetti particolari o di nicchia (anzi, ho scritto di nicchissima) e ho citato altri due musicisti (John Frusciante, Scott Walker), che stanno facendo lavori sperimentali diversissimi da ciò che li ha resi famosi.
Non ci piove sul fatto che Martin abbia fatto esattamente quello che voleva fare, e sicuramente l'ha fatto con convinzione e dedizione.
Solo che a me questo lavoro lascia indifferente, sia per come è stato strutturato che per il tipo di atmosfera che crea (frammentario, non decolla, non mi trascina dentro).
Conoscendo la cifra artistica di Martin - era questo il senso di "so che Martin avrebbe potuto fare ben altro" - e amando molto i suoi lavori solisti (i due Counterfeit), se avesse prodotto un altro tipo di album (non necessariamente cantato) lo avrei ascoltato moltissimo, mentre questo l'ho messo su un paio di volte e non mi è più venuta voglia di riascoltarlo.
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Ascoltato solo una volta per intero. Bei suoni, qualcosa ci sarebbe stato bene come intermezzo/intro/outro in Delta, e infatti la provenienza è quella, però un disco intero così non si regge.
Se questo progetto MG continuerà, spero in futuro tiri fuori qualcosa di più simile ai suoi dj set minimali, dark e con la giusta grinta, quelli li trovo molto intriganti.
O un'altra infornata di cover, ma non diciamolo per scaramanzia.
Se questo progetto MG continuerà, spero in futuro tiri fuori qualcosa di più simile ai suoi dj set minimali, dark e con la giusta grinta, quelli li trovo molto intriganti.
O un'altra infornata di cover, ma non diciamolo per scaramanzia.



