Erlend Øye, manuale del turista elettropop
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Erlend Øye, manuale del turista elettropop
Visto che il forum sul technopop è un pò stantio, mi piacerebbe riavvivarlo un pò, magari con questa recensione, tratta da Kataweb, del disco di Erlend Oye, sul quale a suo tempo mi ero già espresso:
Erlend Øye, manuale
del turista elettropop
"Ci avevano creduto in molti, due anni fa: il new acoustic movement sembrava l'ultima frontiera del pop, e nomi come Turin Brakes e Kings Of Convenience erano diventati comuni, non solo fra gli addetti ai lavori. I due norvegesi, poi, avevano inventato un titolo diventato presto uno slogan: Quiet Is The New Loud. E via con chitarre ispirate a Neil Young, armonie vocali rubate a Simon & Garfunkel, citazioni dall'opera omnia di Bob Dylan. E' durato poco, per fortuna: il nuovo album dei Turin Brakes, atteso per marzo, promette cambiamenti radicali, ma difficilmente potrà sorprendere come Unrest di Erlend Øye, da oggi nei negozi. Il debutto solista del cantante dei Kings Of Convenience è infatti un bignami della musica elettronica attuale. I dieci brani che lo compongono sono stati composti e realizzati in dieci città diverse, con altrettanti collaboratori: c'è il dj francese Minitza, i Prefuse 73 da Barcellona e l'americano Soviet da Shelton, Connecticut; l'Italia è rappresentata dai Jolly Music. I romani Francesco De Bellis e Mario Pierro sono ormai più famosi all'estero che in patria, come mostrano anche le eccellenti recensioni delle riviste specializzate; Øye canta la loro Prego Amore dal gusto vagamente retrò con lo stupore di un turista scandinavo abbagliato dal sole del Mediterraneo. Del turista nordico ha la puntigliosa curiosità e l'aspetto: alto, un po' impacciato, con occhiali grossi e spessi da studente sempre chino sui libri. Eppure, sono i club e le discoteche i luoghi dove Erlend Øye è più famoso, almeno dopo la collaborazione con i connazionali Röyksopp. Sua è infatti la voce di Poor Leno e Remind Me, i due singoli tratti da Melody A. M. che hanno portato al successo la band di Bergen. I Röyksopp ricambieranno il favore rimissando un brano di Quiet Is The New Loud in Versus, il secondo album dei Kings of Convenience. Che mostra come la musica di Erlend ed Eirik possa funzionare bene anche in chiave elettronica: decostruite e reinventate da artisti come Four Tet, Ladytron, Andy Votel, Bamboo Soul, le canzoni non perdono nulla della loro atmosfera intimista, ma svelano lontane e insospettabili parentele, che vanno dai Pet Shop Boys agli Abba, dai Kraftwerk ai Bronski Beat.
A proposito di Unrest, Erlend Øye cita invece gli A-ha, altri connazionali famosi: "Questo album – ha dichiarato – è la mia risposta a Hunting High And Low, il primo disco che ho comprato, in cassetta". Sarà. Ma l'iniziale Ghost Trains, scritta con l'americano Morgan Geist (Metro Area), è un brano inattuale e modernissimo. Come Sudden Rush, forse l'episodio che più rimanda ai brani con i Röyksopp, e che non a caso è uno dei singoli estratti dall'album: voce in evidenza, un giro di basso di chiara derivazione anni Ottanta, tastiere discrete, ritmica incalzante ma non troppo. Complici stavolta gli svedesi Kompis, tra i tanti ospiti scandinavi del disco: in The Talk compare Bjorn Torske, mago dell'house norvegese, finlandesi sono Mr Velcrofastener (Symptom Of Disease) e Timo & Villunki (A While Ago And Recently). Date le premesse, il rischio era di confezionare una raccolta di brani troppo diversi tra loro: invece la vocalità sommessa di Erlend Øye riesce a rendere Unrest un lavoro omogeneo e coerente. Un disco vagamente malinconico, ma in fondo ottimista: come Like Gold, che accompagna il ritorno a casa dopo un viaggio durato dieci canzoni. Oggi il goffo ragazzotto norvegese vive a Berlino e il suo nuovo compagno di strada si chiama Schneider Tm."
Erlend Øye, manuale
del turista elettropop
"Ci avevano creduto in molti, due anni fa: il new acoustic movement sembrava l'ultima frontiera del pop, e nomi come Turin Brakes e Kings Of Convenience erano diventati comuni, non solo fra gli addetti ai lavori. I due norvegesi, poi, avevano inventato un titolo diventato presto uno slogan: Quiet Is The New Loud. E via con chitarre ispirate a Neil Young, armonie vocali rubate a Simon & Garfunkel, citazioni dall'opera omnia di Bob Dylan. E' durato poco, per fortuna: il nuovo album dei Turin Brakes, atteso per marzo, promette cambiamenti radicali, ma difficilmente potrà sorprendere come Unrest di Erlend Øye, da oggi nei negozi. Il debutto solista del cantante dei Kings Of Convenience è infatti un bignami della musica elettronica attuale. I dieci brani che lo compongono sono stati composti e realizzati in dieci città diverse, con altrettanti collaboratori: c'è il dj francese Minitza, i Prefuse 73 da Barcellona e l'americano Soviet da Shelton, Connecticut; l'Italia è rappresentata dai Jolly Music. I romani Francesco De Bellis e Mario Pierro sono ormai più famosi all'estero che in patria, come mostrano anche le eccellenti recensioni delle riviste specializzate; Øye canta la loro Prego Amore dal gusto vagamente retrò con lo stupore di un turista scandinavo abbagliato dal sole del Mediterraneo. Del turista nordico ha la puntigliosa curiosità e l'aspetto: alto, un po' impacciato, con occhiali grossi e spessi da studente sempre chino sui libri. Eppure, sono i club e le discoteche i luoghi dove Erlend Øye è più famoso, almeno dopo la collaborazione con i connazionali Röyksopp. Sua è infatti la voce di Poor Leno e Remind Me, i due singoli tratti da Melody A. M. che hanno portato al successo la band di Bergen. I Röyksopp ricambieranno il favore rimissando un brano di Quiet Is The New Loud in Versus, il secondo album dei Kings of Convenience. Che mostra come la musica di Erlend ed Eirik possa funzionare bene anche in chiave elettronica: decostruite e reinventate da artisti come Four Tet, Ladytron, Andy Votel, Bamboo Soul, le canzoni non perdono nulla della loro atmosfera intimista, ma svelano lontane e insospettabili parentele, che vanno dai Pet Shop Boys agli Abba, dai Kraftwerk ai Bronski Beat.
A proposito di Unrest, Erlend Øye cita invece gli A-ha, altri connazionali famosi: "Questo album – ha dichiarato – è la mia risposta a Hunting High And Low, il primo disco che ho comprato, in cassetta". Sarà. Ma l'iniziale Ghost Trains, scritta con l'americano Morgan Geist (Metro Area), è un brano inattuale e modernissimo. Come Sudden Rush, forse l'episodio che più rimanda ai brani con i Röyksopp, e che non a caso è uno dei singoli estratti dall'album: voce in evidenza, un giro di basso di chiara derivazione anni Ottanta, tastiere discrete, ritmica incalzante ma non troppo. Complici stavolta gli svedesi Kompis, tra i tanti ospiti scandinavi del disco: in The Talk compare Bjorn Torske, mago dell'house norvegese, finlandesi sono Mr Velcrofastener (Symptom Of Disease) e Timo & Villunki (A While Ago And Recently). Date le premesse, il rischio era di confezionare una raccolta di brani troppo diversi tra loro: invece la vocalità sommessa di Erlend Øye riesce a rendere Unrest un lavoro omogeneo e coerente. Un disco vagamente malinconico, ma in fondo ottimista: come Like Gold, che accompagna il ritorno a casa dopo un viaggio durato dieci canzoni. Oggi il goffo ragazzotto norvegese vive a Berlino e il suo nuovo compagno di strada si chiama Schneider Tm."
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Uhmmm.... Mau... mi stai facendo incuriosire sempre di piu'... devo tenere da parte un po' di euri se riesco... questo disco non mi pare male... oltretutto mi era piaciuto molto l'ultimo di Beck che mi ricorda un po' il sound dei King of Convenience , e quello dei Royksopp , dove canta Erlend... la scena musicale si fa sempre piu' interessante.... anche i Scheider TM devono essere miei... ah! i soldi...
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...sono sceso in miniera per recuperare 'sto 3D
alura, eravamo rimasti all'esordio solita di Oye, in piena cornice electro-pop...ora lo ritorviamo gino paolizzato a cantare in italiano atmosfere anni 60

qui un estratto:
http://www.ondarock.it/news.php?id=2151
copertina disco [8.7]
alura, eravamo rimasti all'esordio solita di Oye, in piena cornice electro-pop...ora lo ritorviamo gino paolizzato a cantare in italiano atmosfere anni 60

qui un estratto:
http://www.ondarock.it/news.php?id=2151
copertina disco [8.7]
- unokonomiyaki
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