La giovine Italia '90 vs '00
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Starkreality
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I Modà e simili non si possono sentire... lì c'è tutto tranne innovazione anzi. Direi che in questi ultimi 5-6 anni forse di più la fanno da padrone i Dj francesi con musica che è decisamente sotto la media. Dj tipo David Guetta e altri non li sopporto proprio più, anzi, mai sopportati. E così vanno avanti anche gruppi come i Daft Punk che però da dire, mi sembra abbiano ben poco. Probabilmente certi gruppi italiani non riescono più ad emergere anche per via di un mero problema economico: non ci sono più soldi per lanciare un gruppo nuovo anche se molto valido. I Baustelle sono stati decisamente sopravvalutati, almeno a mio avviso.
Ci siamo fermati ai Subsonica dal mio punto di vista. Poi è stata crisi nera.
Ci siamo fermati ai Subsonica dal mio punto di vista. Poi è stata crisi nera.
Sinceramente io i Negramaro li apprezzo molto. La voce baritenorile di Giuliano è piacevolissima. Lui ha un gran talento e credo che questa band si sia elevata non di poco rispetto a tutta la massa nei 2000 visto che la roba della De Filippi non merita nemmeno di essere presa in considerazione IMHO. Per il resto sono d'accordo con chi dice che gli anni 90 sono stati decisamente più prolifici di band e sperimentazione
ps baustelle ottimi
ps baustelle ottimi
come sempre sai che ti stimo quando esponi punti di vista impopolari qui dentro, per proteggere la popolarità fuori. Sai bene che sono spesso con te. Niente di male se guardi un programma Tv sulla musica e sulla scoperta di "eventuali talenti". Figurati! Il problema per me nasce quando ciò, il programma televisivo, vince sul discorso musicale. Una classifica di vendita non può essere piena nelle prime venti posizioni di Certezze ventennali e prodotti Talent. C'e' chiaramente qualcosa che non va, e i motivi che ho trovato io li ho esposti sopra. Purtroppo ci sono dentro.black c ha scritto:mmm.. discorso interessante..
cmq eccomi, colpevole di essere una che da anni guarda la De Filippi, solo quando arriva al serale.. mbè?![]()
ti è piaciuto il testo di una canzone dei Moda'. Ah niente da dire, ma un album intero riusciresti ad ascoltarlo? Secondo te, in un paese con cultura medioalta, è "plausibile" che i Modà riempano 4 volte per 4 giorni consecutivi il Forum?e giusto qualche sera fa, ospiti i modà, alzai gli occhi al cielo.. che palle, mi dissi e mi misi pure a fare altro.. finchè.. finchè non sentii quel testo.. e mi fermai ad ascoltarlo..
Purtroppo c'è un altro problema ma questo mi rendo conto che è del "campo". Ascoltando tre canzoni dei Moda' secondo me qualsiasi persona la domanda se la dovrebbe fare: perchè spaccano cosi tanto se alla fine sono perlomeno (concedimelo) "esili"?
La risposta sta ancora una volta nell' etichetta discografica. In questo caso la ULTRASUONI. Indovina chi c'è dietro la Ultrasuoni Srl? Incredibile (ma in Italia non tanto) ma i padroni della Ultrasuoni sono in ordine RTL, Radio Italia e RDS.
Ci siamo capiti? Sta roba è scandalosa... Tre Radio Nazionali con una loro Etichetta con tre gruppi in croce, di cui uno i Moda', piazzati a piacimento dappertutto durante la programmazione radiofonica di ben tre radio fondamentali del Music Control. Praticamente BLack voglio dire che se anche tu prendi una fisarmonica e scrivi un testo su Garbagnate e sei della Ultrasuoni, nel giro di un anno sei diventata la Nuova Bennato.
non ci sono più Blacky, sono rimaste solo due Major. La Sony, per il quale discorso musicale rimane cmq leggermente marginale, e la Universal che si è comprato tutto. Pure la Emi, ormai andata sotto la Universal. E' monopolio, si accordano tra di loro. Stop. e visto che hanno monopolio cosa fanno? Non investono nel progetto ma nel prodotto usa e getta. Questo soprattutto in Italia.son fuori dal discorso, non conosco il mondo discografico come voi due quassopra, ma non auspico un disgregamento delle case discografiche maggiori (credo tu abbia usato questo termine..)
poi credo e penso di non sbagliare, che il talent della De Filippi nel 2001 sia nato per aiutare, dare la famosa possibilità.. se poi per qualcuno è diventato il faro per produrre dischi sarà mica colpa della De Filippi.. anzi, a maggior ragione penso che ci sia qualcuno (e non qualcosa) di sbagliato..
Ma va ma Blacky, la De Filippi non ha fatto elemosina a nessuno. Ha creato un modo schiacciasassi di fare emotional-finto-real tv. E' stata geniale...ma tu credi che il centro dei programmi sia il talento dei ragazzi? il Centro del programma è sempre lo stesso da quando la De Filippi esiste, e da quando COstanzo l'ha costruita come un androide, e cioe' il Talk Shok, la discussione in Tv, il "dietrolequinte", l'intrallazzo.
Niente di male, ma è Tv. Non è "cultura Musicale". E' esibizione di una dote come contesto di un altro scopo.
non son sicuro di aver capito. cmq no, non è lo stesso ora. c'è molto meno spazio, e molti meno soldi. Molta meno professionalità, perchè c'è meno gente, e sottopagata e non cresciuta all'interno.ma dico, ma anche prima c erano le indipendenti, ruotavano intorno alle grandi, poi facevi il salto, se ce la facevi..
ora comè? le indipendenti scovano (come prima), lanciano (come prima) cedono l artista o l artista se ne va (come prima).. e poi.. torna???
Se entri dentro una discografica rischi di dover obbedire a tempistiche immonde, perchè non sei la priorita', perchè magari la priorita', è un disco di uno uscito da un taLent con canzoni scritte dagli stessi autori degli ultimi ventanni, che hanno nelle loro mani tutta la Siae.
E allora sei sei tipo un gruppo i Placebo, decidi di scappare e rivolgerti ad una indipendente. COn un prezzo da pagare però enorme.
a Volte cosi' enorme che alcuni tornano costretti dall' investimento. (Trent Reznor)
ma anche io! ma in questo caso il primo non può più promettere il secondo per il discorso sopra.non sono per l abbattimento, sono per la ri-qualificazione..
non ho ben capito cosa vuoi dirmi qui.tornando al discorso di prima, anche i modà, per quanto mi riguarda, mi han regalato un brivido.. (tra l altro proprio ora ci sono gli skunk anansie dalla De Filippi tiè!) e non me ne vergogno
(sinceramente mi han dato più brividi loro con una canzone che mille lagne dei negramaro..)
alle volte bisogna dare tempo.. anche solo per una singola perla
ma di una singola perla, quanti artisti sono conosciuti ancora oggi e arrivano magari dagli anni 60?
(marco, il duetto skin/emma? ne parliamo?)
cmq nella lista metterei anche fabi.. mi pare che non sia stato citato
tutta la vita. Uno dei migliori artisti italiani. Non ho dubbi. Concerto al Dal Verme da brividi.
sull'ultima ci avrei scommesso Francesco.francesco ha scritto:La musica di cui parlate, tutta la musica degli anni 90 Italica arriva dai circuiti Antagonisti dell'Autogestione, vera , unica e sola Palestra dalla quale si sono formati musicisti , manager, booking, e localari.
Dal 90 in Italia c'era stato un cambio epocale,complice l'esplosione del grunge e l'Hip hop, questi generi , di seguito veicolati e trasformati in tendenze sdoganavano la musica ai + , e la Major si comprarono tutto e tutti, complice MTV.
Questa è storia.
Francesco.
comunque... non posso darti torto. anzi, il movimento e i motivi sono proprio questi. Inevitabili forse ma alla lunga, in questo momento e nel nostro paese, devastanti.
Starkreality ma questi cosa centrano?Starkreality ha scritto:Direi che in questi ultimi 5-6 anni forse di più la fanno da padrone i Dj francesi con musica che è decisamente sotto la media. Dj tipo David Guetta e altri non li sopporto proprio più, anzi, mai sopportati. E così vanno avanti anche gruppi come i Daft Punk che però da dire, mi sembra abbiano ben poco.
Dai non è che ci sono stati solo i Subsonica eh!?
Niente, io sono convinto che ci sia un sacco di pigrizia anche da parte "nostra". Del fruitore.
Ultima modifica di Babylon il dom mag 12, 2013 11:46 pm, modificato 1 volta in totale.
iamyou ha scritto:Sinceramente io i Negramaro li apprezzo molto. La voce baritenorile di Giuliano è piacevolissima. Lui ha un gran talento e credo che questa band si sia elevata non di poco rispetto a tutta la massa nei 2000
io non sono in disaccordo. Penso che si siano seduti però, questo si.
questo lo diciamo tutti, lo dico anche io, è chiaro. Ma la musica, tanta, che cmq produciamo...non è che non ci arriva? MA c'è?Per il resto sono d'accordo con chi dice che gli anni 90 sono stati decisamente più prolifici di band e sperimentazione
Io sto parlando del perchè non arriva.
Non è che di punto in bianco IL MUSICISTA ITALIANO ha smesso di aver talento e fantasia. Il problema sta da un'altra parte.
- unokonomiyaki
- Angel

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Quoto questo ma ci sono diversi punti da te esposti che condivido, avendo anch'io, per una certa parte della mia vita, vissuto la cosa dall'interno (di un'etichetta indipendente, nello specifico).Babylon ha scritto:non è lo stesso ora. c'è molto meno spazio, e molti meno soldi. Molta meno professionalità, perchè c'è meno gente, e sottopagata e non cresciuta all'interno.
Se entri dentro una discografica rischi di dover obbedire a tempistiche immonde, perchè non sei la priorita', perchè magari la priorita', è un disco di uno uscito da un taLent con canzoni scritte dagli stessi autori degli ultimi ventanni, che hanno nelle loro mani tutta la Siae.
Prima c'era un circuito più vitale in ogni suo aspetto. Le vendite erano sostenute e anche le piccole etichette potevano avere la loro fetta di torta, potendo contare su circuiti di diffusione, promozione e distribuzione alternativi e motivati. Questo rendeva possibile investire in nuovi progetti, pensando più in grande di quanto non si riesca a fare oggi. Allo stato attuale, per chi è riuscito - faticosamente - a sopravvivere, non c'è altra scelta se non ridimensionare fortemente le produzioni. Il che, spesso, si riflette anche sulla loro qualità. E se riesci a combinare qualcosa, è estremamente difficile sfondare sul fronte promozionale, perché di spazi idonei ce ne sono sempre meno. E' vero, c'è la rete, ma questa per sua natura favorisce la polverizzazione delle proposte. In mancanza di quattrini, poi, è estremamente difficile investire su dei perfetti sconosciuti. Un tempo, in un mercato non asfittico come quello attuale, certi rischi potevi pure prenderteli e spesso le indipendenti erano da un lato la palestra per i giovani talenti e dall'altro un pungolo per le major, che in questo modo erano "costrette" ad occuparsi dei fenomeni emergenti. Basta pensare a quello che è successo in Italia nei primissimi anni '80...
Adesso, purtroppo, la priorità è la monetizzazione istantanea, che può avere anche una sua logica, ma è una logica miope. Finché non si troverà un modo per recuperare le risorse oggi disperse dal downloading, credo che non se ne verrà a capo...
- unokonomiyaki
- Angel

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eccomi, con ben due finestre aperte per poterti rispondere 
sul primo blocco di risposta siam d accordo, infatti ho ben detto che cè qualcUNO che non va..
perchè le scelte è qualcuno che le fa, non qualcosa
sul secondo blocco la risposta cè già nel primo post che ho fatto, infatti parlavo di una perla, credo anch io che un intero disco non lo potrei reggere, ma una volta (e qua mi sento vecchia mannaggia
) su una singola perla ci si ballava un estate, e ovviamente qualcuno ci guadagnava, la musica bene o male girava, il prodotto girava
per quanto riguarda il fatto che riempiono il forum per 4 giorni non mi pronuncio, entrano in gioco svariati fattori emozionali, pensa solo che nell 87 c era chi si scandalizzava che un gruppo come i duran duran riempisse san siro (a due anelli) e anche qua dentro cè molta gente che si domanda il perchè ancora oggi riempiono l arena di verona, per dire
ma voglio dire, pure un luis miguel era per noi uno sfigato patentato.. e sappiamo che carriera oggi ha alle spalle, condivisibile o meno, sono meccanismi emozionali di massa
il discorso della proprietà casa discografica.. non so, te la butto li..
anche negli anni 80 c era chi, con una sua casa discografica e una radio, lanciava a manetta meteore e non, che ad oggi ricordiamo tutti..
alcuni nomi? taffy, sandy marton, tracy spencer, jovanotti
era il signor claudio cecchetto
li piazzava in ogni dove.. festivalbar, azzurro, deejay television, radio deejay
anche qua, il mio pensiero non cambia.. è qualcuno che non va, non qualcosa, perchè abbiamo visto che il qualcosa in quella decade e oltre, funzionava
però l idea di diventare la nuova bennato potrebbe tentarmi
case discografiche.. lo so.. purtroppo la emi stava pure da ste parti, e quando vedi che "chiudono" ti piange un pò il cuore
non si dovrebbe permettere di avere il monopolio di tutto un universo in mano ad una sola etichetta.. e la concorrenza dove la lasciamo? al ti piace vincere facile?
ma non è solo questo, perchè oltre a non averla, fanno in modo che non si possa creare.. sbaglio? credo di no da come hai scritto..
e appunto, è un anomalia che cè in italia, come tante altre: penso alla telefonia ad esempio..
discorso de filippica
scusa è, ma lei o chi per lei, ha fatto solo il suo lavoro, e l ha fatto anche bene, visti i risultati
ma ribadisco, non è colpa sua se gli addetti a quest altro mondo non televisivo puntano su quello e solo su quello
lei televisivamente parlando è un mostro, quello che fa ha successo
diversamente, continuano a cadere negli insuccessi coloro i quali sfruttano e pure male, il prodotto finale che lei fa uscire dal suo talent
ovvio, la maggior parte saranno meteore, ma abbiam visto che di meteore qualcuno ci ha campato e pure bene (cecchetto)
ergo cè incapacità pure sullo "sfruttamento" di qualcosa che ti arriva già semi pronto, in quanto già conosciuto mediaticamente
se non sei capace di sfruttarlo al meglio, sarà mica colpa del fatto che fuori piove no?
il ritorno alle indipendenti.. si, ci siamo capiti, e anche qua non fai altro che rafforzare il mio pensiero.. è qualcuno che non va..
lo dici anche tu..molta meno professionalità.. il resto si, alcune possono essere attenuanti, altre le reputo scusanti, con le quali ci si giustifica (io mi giustifico cit Bluvertigo)
problematiche di quel genere ci sono sempre state, le so pure io che la musica l ho sempre vissuta da fuori
tentativi di cambiare, snaturare l artista, esercitare pressioni, ci sono sempre state.. pensa ai doors.. ma credo un pò tutti han subito pressioni all inizio, ma vuoi la volontà dell artista, vuoi c era qualcuno con la vista lunga, alla fine l essenza, nonostante i tentativi, veniva fuori
sono stata abbastanza stimolante?
io ci provo, magari non ci riesco e contribuisco al discorso con banalità assurde, non lo so, ma ci si prova và
che poi non credere, riesco a capire, anche se solo in parte, la frustrazione
sul primo blocco di risposta siam d accordo, infatti ho ben detto che cè qualcUNO che non va..
perchè le scelte è qualcuno che le fa, non qualcosa
sul secondo blocco la risposta cè già nel primo post che ho fatto, infatti parlavo di una perla, credo anch io che un intero disco non lo potrei reggere, ma una volta (e qua mi sento vecchia mannaggia
per quanto riguarda il fatto che riempiono il forum per 4 giorni non mi pronuncio, entrano in gioco svariati fattori emozionali, pensa solo che nell 87 c era chi si scandalizzava che un gruppo come i duran duran riempisse san siro (a due anelli) e anche qua dentro cè molta gente che si domanda il perchè ancora oggi riempiono l arena di verona, per dire
ma voglio dire, pure un luis miguel era per noi uno sfigato patentato.. e sappiamo che carriera oggi ha alle spalle, condivisibile o meno, sono meccanismi emozionali di massa
il discorso della proprietà casa discografica.. non so, te la butto li..
anche negli anni 80 c era chi, con una sua casa discografica e una radio, lanciava a manetta meteore e non, che ad oggi ricordiamo tutti..
alcuni nomi? taffy, sandy marton, tracy spencer, jovanotti
era il signor claudio cecchetto
li piazzava in ogni dove.. festivalbar, azzurro, deejay television, radio deejay
anche qua, il mio pensiero non cambia.. è qualcuno che non va, non qualcosa, perchè abbiamo visto che il qualcosa in quella decade e oltre, funzionava
però l idea di diventare la nuova bennato potrebbe tentarmi
case discografiche.. lo so.. purtroppo la emi stava pure da ste parti, e quando vedi che "chiudono" ti piange un pò il cuore
non si dovrebbe permettere di avere il monopolio di tutto un universo in mano ad una sola etichetta.. e la concorrenza dove la lasciamo? al ti piace vincere facile?
ma non è solo questo, perchè oltre a non averla, fanno in modo che non si possa creare.. sbaglio? credo di no da come hai scritto..
e appunto, è un anomalia che cè in italia, come tante altre: penso alla telefonia ad esempio..
discorso de filippica
scusa è, ma lei o chi per lei, ha fatto solo il suo lavoro, e l ha fatto anche bene, visti i risultati
ma ribadisco, non è colpa sua se gli addetti a quest altro mondo non televisivo puntano su quello e solo su quello
lei televisivamente parlando è un mostro, quello che fa ha successo
diversamente, continuano a cadere negli insuccessi coloro i quali sfruttano e pure male, il prodotto finale che lei fa uscire dal suo talent
ovvio, la maggior parte saranno meteore, ma abbiam visto che di meteore qualcuno ci ha campato e pure bene (cecchetto)
ergo cè incapacità pure sullo "sfruttamento" di qualcosa che ti arriva già semi pronto, in quanto già conosciuto mediaticamente
se non sei capace di sfruttarlo al meglio, sarà mica colpa del fatto che fuori piove no?
il ritorno alle indipendenti.. si, ci siamo capiti, e anche qua non fai altro che rafforzare il mio pensiero.. è qualcuno che non va..
lo dici anche tu..molta meno professionalità.. il resto si, alcune possono essere attenuanti, altre le reputo scusanti, con le quali ci si giustifica (io mi giustifico cit Bluvertigo)
problematiche di quel genere ci sono sempre state, le so pure io che la musica l ho sempre vissuta da fuori
tentativi di cambiare, snaturare l artista, esercitare pressioni, ci sono sempre state.. pensa ai doors.. ma credo un pò tutti han subito pressioni all inizio, ma vuoi la volontà dell artista, vuoi c era qualcuno con la vista lunga, alla fine l essenza, nonostante i tentativi, veniva fuori
sono stata abbastanza stimolante?
io ci provo, magari non ci riesco e contribuisco al discorso con banalità assurde, non lo so, ma ci si prova và
che poi non credere, riesco a capire, anche se solo in parte, la frustrazione
uno, ho letto anche il tuo post 
e chiedo
in che senso la rete favorisce la polverizzazione delle proposte?
e credo che il succo sia proprio quello che hai scritto dopo, più sotto
la monetizzazione istantanea
questo purtroppo è il male che accomuna molte professioni
se di professioni e professionisti si può ancora parlare
perchè sto indecisa se il male più grande che sta mandando in vacca non solo quel mondo sia il soldo o la mancanza di professionalità
logica miope.. forse.. speriamo
perchè ormai a me pare illogica cieca
e io sto fuori
e chiedo
in che senso la rete favorisce la polverizzazione delle proposte?
e credo che il succo sia proprio quello che hai scritto dopo, più sotto
la monetizzazione istantanea
questo purtroppo è il male che accomuna molte professioni
se di professioni e professionisti si può ancora parlare
perchè sto indecisa se il male più grande che sta mandando in vacca non solo quel mondo sia il soldo o la mancanza di professionalità
logica miope.. forse.. speriamo
perchè ormai a me pare illogica cieca
e io sto fuori
- unokonomiyaki
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Black, diversamente da quanto succedeva una volta adesso di musica in giro ce n'è tantissima (secondo me, troppa). Una volta, per ascoltare della musica dovevi necessariamente:
- accendere la radio o la televisione. Fino alla seconda metà degli anni '70 significava subire il monopolio Rai e quindi accedere esclusivamente a musica selezionata molto rigidamente da personale assunto esclusivamente per questa funzione: il "maestro programmatore". Raramente si poteva ascoltare qualcosa di alternativo e in Rai ci sono voluti maestri programmatori come Arbore e Boncompagni per riuscire a sdoganare le nuove cose che arrivavano dall'Inghilterra e dagli USA.
- infilarti in un negozio di dischi o a casa di qualcuno che gentilmente ti faceva ascoltare la sua collezione.
- dopo l'avvento della musicassetta, sperare che qualche amico ti facesse la copia del disco che ti interessava.
- andare ai concerti.
Tutte queste possibilità adesso sono moltiplicate per milioni di volte dalla presenza di Internet e della possibilità tecnica di scaricarne i contenuti con estrema facilità e a costo 0 (salvo quello della bolletta telefonica). Infatti adesso chiunque può mettere in rete i suoi contenuti. Il che significa che ci troviamo i Depeche Mode, ma anche il secondo cugino di tua madre che fa il chitarrista dilettante e si esibisce nelle feste di piazza. E purtroppo, di secondi cugini, in tutti i continenti, ce ne sono a bizzeffe. Di Depeche Mode, no. Quello che voglio dire è che la rete non riesce a funzionare da filtro. Ti becchi il bello (poco) e il brutto (tantissimo), e in questo mare magnum di offerta come ascoltatore rischi facilmente di perderti. In rete non c'è un Daniel Miller a cui mandare il demo che decide, dopo averti ascoltato, se vale la pena pubblicarti o no. In rete non c'è un progetto. Il che si traduce in una sovrabbondanza di offerta di scarsissima (se non nulla) qualità che annacqua pesantemente quello che di buono ci può essere.
Le case discografiche hanno capito con molto ritardo quello che stava succedendo e il motto "pochi, maledetti e subito" è diventato il modus operandi standard, con le conseguenze che conosciamo, anche sul piano della professionalità di chi ci lavora. Si sono comportate come l'oste che, per fronteggiare la concorrenza, alza i prezzi ma diminuisce le porzioni e ti rifila ingredienti di seconda scelta. Nell'immediato può funzionare, ma nel lungo periodo è una strategia suicida.
Adesso purtroppo la frittata è fatta e trovare una soluzione sarà difficilissimo...
- accendere la radio o la televisione. Fino alla seconda metà degli anni '70 significava subire il monopolio Rai e quindi accedere esclusivamente a musica selezionata molto rigidamente da personale assunto esclusivamente per questa funzione: il "maestro programmatore". Raramente si poteva ascoltare qualcosa di alternativo e in Rai ci sono voluti maestri programmatori come Arbore e Boncompagni per riuscire a sdoganare le nuove cose che arrivavano dall'Inghilterra e dagli USA.
- infilarti in un negozio di dischi o a casa di qualcuno che gentilmente ti faceva ascoltare la sua collezione.
- dopo l'avvento della musicassetta, sperare che qualche amico ti facesse la copia del disco che ti interessava.
- andare ai concerti.
Tutte queste possibilità adesso sono moltiplicate per milioni di volte dalla presenza di Internet e della possibilità tecnica di scaricarne i contenuti con estrema facilità e a costo 0 (salvo quello della bolletta telefonica). Infatti adesso chiunque può mettere in rete i suoi contenuti. Il che significa che ci troviamo i Depeche Mode, ma anche il secondo cugino di tua madre che fa il chitarrista dilettante e si esibisce nelle feste di piazza. E purtroppo, di secondi cugini, in tutti i continenti, ce ne sono a bizzeffe. Di Depeche Mode, no. Quello che voglio dire è che la rete non riesce a funzionare da filtro. Ti becchi il bello (poco) e il brutto (tantissimo), e in questo mare magnum di offerta come ascoltatore rischi facilmente di perderti. In rete non c'è un Daniel Miller a cui mandare il demo che decide, dopo averti ascoltato, se vale la pena pubblicarti o no. In rete non c'è un progetto. Il che si traduce in una sovrabbondanza di offerta di scarsissima (se non nulla) qualità che annacqua pesantemente quello che di buono ci può essere.
Le case discografiche hanno capito con molto ritardo quello che stava succedendo e il motto "pochi, maledetti e subito" è diventato il modus operandi standard, con le conseguenze che conosciamo, anche sul piano della professionalità di chi ci lavora. Si sono comportate come l'oste che, per fronteggiare la concorrenza, alza i prezzi ma diminuisce le porzioni e ti rifila ingredienti di seconda scelta. Nell'immediato può funzionare, ma nel lungo periodo è una strategia suicida.
Adesso purtroppo la frittata è fatta e trovare una soluzione sarà difficilissimo...
Secondo me il concetto di Talent sta andando un po' a scemare. Persino la gente che lo vince non ha la strada così facile, se gli va bene fa il boom iniziale e poi tendenza al buio e all'anonimato (perché subentra il successore dell'anno dopo) altrimenti nemmeno quello e va a finire che si dedica ad altro piuttosto che alla carriera musicale da solista (partecipazioni in musical o cose varie).
Dovrebbero modificare un po' la connotazione del Talent: chiamare gente che non mette soltanto la voce, canta cover e poi viene sparato nel mondo musicale senza avere cultura o esperienza, bensì chiamare gente che ha un certo tipo di proposta musicale, che suona, che scrive testi e che ha un obiettivo e quindi il Talent deve mostrare e far conoscere questi particolari progetti ed incentivarli.
Lo strumento del Talent non è sbagliato di partenza, bisogna vedere l'uso (l'abuso) che se ne fa.
Dovrebbero modificare un po' la connotazione del Talent: chiamare gente che non mette soltanto la voce, canta cover e poi viene sparato nel mondo musicale senza avere cultura o esperienza, bensì chiamare gente che ha un certo tipo di proposta musicale, che suona, che scrive testi e che ha un obiettivo e quindi il Talent deve mostrare e far conoscere questi particolari progetti ed incentivarli.
Lo strumento del Talent non è sbagliato di partenza, bisogna vedere l'uso (l'abuso) che se ne fa.
mmm.. viser.. e qua mi cadi sul fatto che il talent non me lo guardi
veGGogna
dalla defilippica cè un simpatico ragazzino che non solo canta anche le sue, ma spesso e volentieri le inventa al momento
è un rapper.. è bravo
e tieni conto che dico bravo quando il rap non è il mio genere
a parte pochi ascolti fine anni 80 di quelli che il rap lo sapevano fare..
che poi.. si parla di cultura ed esperienza.. passi per l esperienza, immaginando ore e ore passate in saletta a provare.. ma la cultura?
che mi rappresenta?
ci sono fior di cantanti che di cultura musicale ne avevan meno di zero quando han cominciato..
di che cultura si parla?

si uno, condivido..
però..
però.. riviste musicali e blog in rete ce nè..
anche noi avevamo ragazza in, cioè e balle varie
ora, è l impossibilità di "trasformare" di "creare" una apposita sezione in questi contesti che manca o è la professionalità, un qualcuno che ne capisce e che si possa mettere a fare un lavoro di questo genere che manca?
voglio dire, se crei una finestra di quel genere, non solo nelle riviste on line già conosciute, ma anche in blog seri, di settore, che si vogliono distinguere ed essere "un faro" una "possibilità", non si riuscirebbe ad incanalare almeno in parte, cominciando a fare le dovute scelte e i dovuti scarti?
non sarebbe di riferimento per le piccole e medie case discografiche?
non sarebbe un bel punto di partenza per quei gruppi o cantanti che hanno quel certo qualcosa che li fa prendere e tirar fuori dalla massa?
non sarebbe un bel modo di sfruttare la rete?
io butto li èh, non sono un oracolo e manco mi ci sento
veGGogna
dalla defilippica cè un simpatico ragazzino che non solo canta anche le sue, ma spesso e volentieri le inventa al momento
è un rapper.. è bravo
e tieni conto che dico bravo quando il rap non è il mio genere
a parte pochi ascolti fine anni 80 di quelli che il rap lo sapevano fare..
che poi.. si parla di cultura ed esperienza.. passi per l esperienza, immaginando ore e ore passate in saletta a provare.. ma la cultura?
che mi rappresenta?
ci sono fior di cantanti che di cultura musicale ne avevan meno di zero quando han cominciato..
di che cultura si parla?
si uno, condivido..
però..
però.. riviste musicali e blog in rete ce nè..
anche noi avevamo ragazza in, cioè e balle varie
ora, è l impossibilità di "trasformare" di "creare" una apposita sezione in questi contesti che manca o è la professionalità, un qualcuno che ne capisce e che si possa mettere a fare un lavoro di questo genere che manca?
voglio dire, se crei una finestra di quel genere, non solo nelle riviste on line già conosciute, ma anche in blog seri, di settore, che si vogliono distinguere ed essere "un faro" una "possibilità", non si riuscirebbe ad incanalare almeno in parte, cominciando a fare le dovute scelte e i dovuti scarti?
non sarebbe di riferimento per le piccole e medie case discografiche?
non sarebbe un bel punto di partenza per quei gruppi o cantanti che hanno quel certo qualcosa che li fa prendere e tirar fuori dalla massa?
non sarebbe un bel modo di sfruttare la rete?
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- unokonomiyaki
- Angel

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- Iscritto il: mar giu 16, 2009 11:06 pm
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Prima le testate specializzate di qualità erano qualche decina. Adesso in rete ne trovi a centinaia... Il problema, però, è che prima di arrivare lì devi avere in mano qualcosa e per produrre quel "qualcosa" devi avere soldi, che non ti entrano in cassa perché non vendi. E le mancate vendite non sono sempre collegate ad uno scarso interesse rispetto a ciò che pubblichi, ma al fatto che una buona fetta dei tuoi margini di guadagno viene risucchiata dalla rete.
Esempio personale. Negli anni '90 un certo artista aveva uno zoccolo duro di acquirenti che gli garantiva ad ogni uscita almeno 1.000 copie in prima battuta. All'inizio degli anni Duemila le copie sono diventate 300. Le altre 700 copie dove sono andate a finire?
Esempio personale. Negli anni '90 un certo artista aveva uno zoccolo duro di acquirenti che gli garantiva ad ogni uscita almeno 1.000 copie in prima battuta. All'inizio degli anni Duemila le copie sono diventate 300. Le altre 700 copie dove sono andate a finire?


