Delta Machine: commenti. Parte seconda.

Discussioni generali sui Depeche Mode

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saturnz70
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Messaggio da saturnz70 »

Intanto, non so voi, ma ultimamente in giro su varie radio sento sempre più spesso Heaven. A conferma che non è un pezzo facile e che forse aveva bisogno di tempo per farsi apprezzare.
Secondo me alla lunga si rivelerà un singolone.
Arrangiarla e suonarla alla ETS l'avrebbe resa sicuramente più immediata, ma forse così la sfida è più bella, e, forse, anche un po' educativa.
Giusto per sottolineare che i Depeche Mode sono grandi, al di là dei confini di un genere.
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Alessandro The Revelator
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Messaggio da Alessandro The Revelator »

saturnz70 ha scritto:Intanto, non so voi, ma ultimamente in giro su varie radio sento sempre più spesso Heaven. A conferma che non è un pezzo facile e che forse aveva bisogno di tempo per farsi apprezzare.
Secondo me alla lunga si rivelerà un singolone.
Arrangiarla e suonarla alla ETS l'avrebbe resa sicuramente più immediata, ma forse così la sfida è più bella, e, forse, anche un po' educativa.
Giusto per sottolineare che i Depeche Mode sono grandi, al di là dei confini di un genere.
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gigetto
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Messaggio da gigetto »

Credo che la dichiarazione piu' veritiera fatta dai nostri prima dell'uscita di Delta sia stata quella di definire l'album un qualcosa che faccia stare bene.
Dopo settimane di ascolto la Machine gira e rigira nel mio lettore,e stamattina mi sento benissimo con "Always"...
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AmandaSomebody
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Messaggio da AmandaSomebody »

Confesso di non avere ancora il cd, contribuirò alle copie vendute fra qualche giorno. Lo ascolto sul web e Macchina Delta mi piace molto. Quindi immagino che conoscendo già i testi ed avendo assimilato già il mood, quando finalmente suonerà nello stereo sarà qualcosa di sublime. Mi sento come quando sai di avere la "sacher torte" nel frigo e aspetti l'ora giusta per goderti da sola e con calma tutto quel cioccolato, un rapporto intimo in pieno regola :P
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-gio-
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Messaggio da -gio- »

AmandaSomebody ha scritto: Mi sento come quando sai di avere la "sacher torte" nel frigo e aspetti l'ora giusta per goderti da sola e con calma tutto quel cioccolato, un rapporto intimo in pieno regola :P
quoto sostituendo la sacher con 2 etti di roquefort e un bicchiere di nebbiolo.
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Messaggio da AmandaSomebody »

-gio- ha scritto:quoto sostituendo la sacher con 2 etti di roquefort e un bicchiere di nebbiolo.
Sul palato che sa di cioccolato, far scivolare il sapore del buon vino è un effetto stranissimo, ma a cui non rinuncio. Amo il buon vino rosso :P
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Alessandro The Revelator
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Messaggio da Alessandro The Revelator »

AmandaSomebody ha scritto:Amo il buon vino rosso :P
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Messaggio da AmandaSomebody »

Propongo un raduno di Devoti in vineria, adagiati sulle poltrone in silenzio e avvinazzati a godersi i nuovi suoni di Delta Machine - però ci vedo anche bene un dibattito live tra pro e contro Delta - modera l'oste :wink:
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Alessandro The Revelator
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Messaggio da Alessandro The Revelator »

AmandaSomebody ha scritto:Propongo un raduno di Devoti in vineria, adagiati sulle poltrone in silenzio e avvinazzati a godersi i nuovi suoni di Delta Machine - però ci vedo anche bene un dibattito live tra pro e contro Delta - modera l'oste :wink:
Bella idea! 8)
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deca
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i miei voti

Messaggio da deca »

Premetto doverosamente che, non essendo io il Verbo, tutto ciò che scrivo è frutto della mia pura opinione personale ed è a sua volta opinabile.

Voto all'album: 5
Preso atto che continuare ad affidarsi a Ben Hillier per la produzione significa seguire una pista già tracciata e incapace di introdurre vere novità stilistiche, i Depeche Mode sembrano aver rinunciato per sempre ad accattivarsi i favori del pubblico con canzoni destinate a fare epoca per i loro riff. Preso anche atto che il ritorno di Flood non ha dato alcun carattere all'opera, visto che ha solo mixato il tutto, resta la sensazione sgradevole che Martin Gore e soci continuino a perseguire una mediazione tra le sonorità elettroniche più pure e un background culturale dalle tinte mistiche, trascurando di essere lievi laddove pestano duro e di lasciare il segno laddove invece si muovono vaghi.
Da anni non ci lasciano una canzone che raccolga l'eredità strutturale e creativa di pezzi storici come "Enjoy the silence" o "Never let me down again". E da anni non riescono a produrre un album che non dia l'impressione di essere studiato a tavolino, con le pezze dei suoni ad effetto a sistemare le canzoni-riempitivo. In tal senso ritengo che "Ultra" sia stato l'ultimo disco realmente ispirato, variegato e aderente allo spirito artistico della band... e di tempo ne è passato davvero tanto.
Gahan invecchiando canta sempre meglio, senza dubbio. La maturità della sua voce, la padronanza tecnica, l'adattabilità timbrica ne fanno un supporto fondamentale non solo sul piano stilistico. Anche perchè visto l'annacquamento della scrittura di Gore in certi pezzi, solo la sua voce li rende riconoscibili come pezzi dei Depeche Mode.
Nel complesso "Delta Machine" suona ripetitivo e poco originale. Raffinato sì negli arrangiamenti - peraltro pedissequamente analoghi a quelli dei dischi precedenti - manca però di evoluzione creativa. E questo induce a credere che la vena buona si stia perdendo, lasciando spazio al potere del nome e di una carriera blasonata che ormai vive di rendita. Proporre un nuovo album diventa così un progetto sistematico che non è più in grado di lasciarci a bocca aperta e di farci tremare.

Pagella alla tracklist.

Welcome to my world: 4
Brano d'apertura dai toni vagamente pomposi e comunque scarsamente orecchiabile, più significativo nelle liriche che nei suoni, recitando una sorta di prologo e di sintesi dei concetti ricorrenti del'album. Riprende nella stesura armonica le tipicità della scrittura di Martin Gore, anche se dopo un trentennio c'è più sbadiglio che compiacimento.

Angel: 5
Una canzone dai toni mistico-blues che sembra presa di peso dall'album "Playing the angel", vuoi per le atmosfere, vuoi per i versi. E potrei dire anche vuoi per le sonorità; ma è un dato di fatto che la produzione di Hillier riprenda ancora una volta la falsariga del succitato disco e tutto "Delta Machine" fondamentalmente non aggiunge nulla di nuovo all'evoluzione dei DM in materia di arrangiamenti e suoni. Sostanzialmente noioso e autocitazionista, anche laddove cerca di sorprendere con incisi corali e un fraseggio ritmico sincopato.

Heaven: 6
Per la prima volta nella loro storia i DM puntano al pezzo lento e d'atmosfera per il primo singolo. Carta almeno parzialmente vincente che verte su suggestioni esoteriche (anche grazie al videoclip) e su una prova canora che sovrasta i quattro accordi della base. Nessun vero riff; piuttosto una melodia accattivante e un incedere di pianoforte puro che era ormai raro nella discografia degli ultimi quindici anni.

Secret to the end: 7
Una bella bassline, seppur prevedibile, incalza sul primo brano in scaletta firmato da Dave Gahan, che a quattro mani con Kurt Uenala tenta di essere più Depeche di Martin Gore e di ribadire la volontà di uno stile meno sofferente e meno mistico. Suoni penetranti e mood coinvolgente, benchè il testo non brilli per originalità

My little universe: 3
Un esercizio di stile stucchevole, che somiglia alle produzioni soliste di Thom Yorke (vedi "The Eraser") e mette in scena frizzi e lazzi elettronici per recitare una filastrocca meccanica e vacua. Tirata per le lunghe, oltretutto.Non ha nulla della fascinazione melodica del Gore che amo ed è inutile all'economia dell'album.

Slow: 4
Uno dei pochi riff riconoscibili di tutto "Delta Machine", che putroppo scade nei canoni blues più banali rifacendosi a mille altri pezzi già sentiti e digeriti negli ultimi sessant'anni. Votato al suo gusto personale, Martin Gore sembra non poter più fare a meno di pizzicare le corde strizzando l'occhio al manierismo di genere: ma il riff di "I feel you" era ben altra cosa.

Broken: 6
Altro brano firmato Gahan-Uenala, ricco di echi Depeche che ripescano dagli anni '80 strofe vocalizzate in tonalità molto bassa, non originalissimo, ma capace di creare attenzione. Melodia malinconica, liriche piuttosto leggere, ma la sufficienza ci può stare.

The child inside: 6
Martin Gore riserva per il suo cantato l'ennesima litania struggente ed intimista, venata di pessimismi e carezze, che non aggiunge nulla a quanto già espresso con canzoni analoghe recenti, come "Jezebel", "Damaged people" e "Breathe". Tuttavia ha una delicatezza e una scrittura che seducono.

Soft touch/Raw nerve: 4
Pezzo martellante che sembra voler mediare tra tradizione e modernità, finendo per annoiare al terzo ascolto per la prevedibilità dei ritornelli e per l'insistenza stridente dei suoni utilizzati. Indubbiamente uno dei brani più Depeche di tutto il disco, ma proprio per questo irritante in quanto messo lì a bella posta.

Should be higher: 6
Altra canzone Gahan-Uenala, ricamata su un ritmo terzinato e su atmosfere liriche che si accostano molto agli album solisti del Dave. Quantomeno propone una stesura più variata della media e un esercizio vocale inconsueto dove si sfiora il falsetto nella melodia naif del ritornello. Non certo epocale, ma colorito abbastanza per la sufficienza.

Alone: 8
A mio avviso la canzone migliore dell'album, ricca di spunti, ben arrangiata, a tratti imprevedibile negli squarci cosmici delle sue tastiere aperte e della bassline che si srotola quasi a livello subliminale. Qui si sente che Gore ha ritrovato l'ispirazione accorpandola alla cifra stilistica dei DM di oggi. E anche se il brano non ha un suo riff riconoscibile, nella sua interezza è di un'eleganza e di un'emotività notevoli.

Soothe my soul: 4
Un pezzo sopravalutato ante-litteram. Scelto come secondo singolo e corredato di un video b/w dai sottintesi erotici, non ha la grana fine che ha reso storici molti singoli dei DM. Altri vagheggiamenti rock-blues e un ritornello ripetitivo che imita vecchie cose ormai fuori tempo massimo. Anche nelle sonorità non aggiunge assolutamente nulla a quanto già sentito dal 2005 in poi.

Goodbye: 3
Chiudere una tracklist con un pezzo del genere, per giunta intitolandolo "Goodbye", sembra l'intenzione di scrivere un mezzo epitafio privo di qualsiasi ironia. Trascinandosi stancamente sulle note dell'ennesimo riff blueseggiante, rappresenta la volontà meno convincente di alchemizzare i generi e le epoche, come già accaduto - del resto - in "Sounds of the universe". Noioso al punto da non permettere mai di ascoltare l'album dall'inizio alla fine.

Long time lie: 4
Brano monocorde e poco convincente. Bonus track di scarto che pur gonfiata nelle sonorità non ha un vero sviluppo tale da renderl almeno cantabile.

Happens all the time: 8
Perchè questo pezzo è finito relegato tra le bonus track per chi ha acquistato la versione estesa di "Delta Machine"? Questa canzone ha una scrittura interessante ed è stata ben prodotta, al punto che lo impone come uno degli highlights di questa nuova opera. Firmato Gahan-Uenala, ha una vena molto Depeche e uno sviluppo accattivante. Meritava di essere nella tracklist principale. Mi piace moltissimo.

Always: 5
Altra canzone monocorde dai toni grevi incapace di farsi ricordare. Un po' meglio di alcune pecche vistose dell'intero disco, ma comunque indegno della genialità melodica di Martin Gore.

All that's mine: 6
Echi di Kraftwerk e di buona parte di storia del synthpop, con reminiscenze degli anni '80 e divertissment timbrico che lo rende più interessante negli arrangiamenti che nella scrittura. Anche questo poteva stare nella tracklist principale al posto di uno dei riempitivi di cui sopra.
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daniemt
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Messaggio da daniemt »

Anch'io sostituisco la sacher che odio, con una cheese cake fatta dal sottoscritto!!!
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daniemt
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Messaggio da daniemt »

Per fortuna deca non sei il verbo....hai una logica che dal mio punto di vista avrei bisogno di un paio di occhiali spessi
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-gio-
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Messaggio da -gio- »

il mio suggerimento.

anno vendemmia di sotu.
da consumare con delta.

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Tufkad
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Messaggio da Tufkad »

Ammazza, Deca, lo hai proprio massacrato...

Però, a ben leggere, pur all'interno di una severità per me eccessiva, la tua è una critica ben motivata e, per alcuni aspetti, condivisibile.
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katullo
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Messaggio da katullo »

anche se per me l'album la sufficienza alla fine la strappa ( media dei voti a parte ) la recensione di Deca, senza ne genuflessioni, e ne appoggi vari, mi trova mooolto d'accordo.
Speriamo solo di poterlo digitare!
Che il Cielo ci aiuti, tutti! :)

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