Un grazie a Moro e a qualche altro utente (che mi perdonerà l'omissione del quote) per la considerazioneMoro 89 ha scritto:
soffermati quando vedi dei post scritti in verde, di solito ci son scritte cose interessanti.
Beh, bisogna riconoscere che fare peggio di Sounds sarebbe stato veramente difficile, ed anche se l'emozione della novità gioca quasi sempre per vincere debbo dire che non mi aspettavo effettivamente questo risultato.
Nel kat-caso se la giocano ad armi pressochè pari Secret To The End ed Alone, perchè nella prima ci sento del pop-elettronico tosto come l'evoluzione naturale del gruppo avrebbe dovuto abbracciare da tempo...giusto il refrain meritava di essere più succulento.
La seconda, più raffinata, è un bellissimo affresco di ciò che il nuovo pop-elettronico può proporre, sfatando ( se ce ne fosse bisogno ) l'accusa di genere condannato solo a ripetersi.
Ma non sono così da meno Welcome To My World e Broken.
La prima perchè il crescendo del refrain è fortunatissimo, specie dopo il primo atto, con l'entrata in scena del solletico elettronico e subito dopo con gli invocatissimi archi.
Broken, con la sua scorrevolezza un po' estiva ed un po' solenne è finalmente musica per le kat-orecchie, ma a me personalmente piace ancora di più il suo ritornello, squisitamente pop senza sbavature, riuscito anche il relativo finale voiceless che avrei gradito si allungasse un po di più.
Confermando il mio precedente post, come mi aspettavo che succedesse con un ascolto migliore ( un diffusore del PC in ufficio è completamente partito, scorreggiando tale e quale ad un effetto del famoso produttore ) ho rivalutato l'incedere di Hillier nel disco, ridimensionandolo, in effetti il suo disturbo è distribuito meno che in passato, certo è che quando agisce lo fa per distruggere.
Ribadisco anche che Slow senza l'assillo della trombetta da stadio sarebbe stato un benvenuto intermezzo blues.
E che stroficamente la slide guitar Goodbye promette molto facendosi perdonare un po di autoreferenzialismo ma, nel mio caso, sfocia sprattutto nel finale in un frastuono iperhillieriano da discreta antologia, ed il mono-refrain Goodbye non aiuta certo a rendermi il tutto piacevole.
Un disco che se avesse corretto due o tre songs ( Should be Higher, Soothe My Soul e Goodbye ) e ne avesse evitate altrettante ( My Little Universe, Angel e Soft Touch ) sarebbe stato davvero notevole, interrompendo più decisamente quella brutta tradizione cui sembrava destinato ad appartenere.
Heaven? Facoltativa. Ma visto che c'è il gruppeto delle extra metterla lì non mi avrebbe certo scandalizzato.
Alla fine Delta machine è disco che scongiura il peggio, e sperando che proprio le extra tracks si muovano nel suo corposo aspetto più riuscito, lo comprerò
best halfback








