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Moderatori: devotional, Miss Kaleid
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quoto!grassiniettore ha scritto:Visto Argo qualche giorno fa: gran bel film, bravissimo ben affleck.
a proposito di storie vere, a Vienna ha debuttato il film sulla storia di Natascha Kampusch
(la ragazza rapita a 10 anni da Wolfgang Priklopil e tenuta prigioniera in una cella senza finestre per 8 anni)
lei aveva scritto un libro ma non sapevo avessero fatto un film
http://video.repubblica.it/spettacoli-e ... 661/119143
allucinante!
- Volevounnickpiucorto
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Per G.
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Che Tarantino fosse diventato grande lo avevamo già detto: il bello è che con Django non solo si riconferma, va oltre, e continua a denunciare divertendo come solo lui sa fare.
Così, sullo straccio di base del precedente Bastardi Senza Gloria, intesse la solita trama ad incastro che racconta la storia di uno schiavo 'liberato' alla ricerca della sua amata: una ricerca che però assurge a finalità ben più consistenti.
Al fianco del solito irresistible Christoph Waltz - che si riconferma punto fermo, il perno attorno al quale gira la giostra di attori in azione - Django si muove tra le fiamme dell'America bianca e orrendamente razzista e schiavista della seconda metà dell'800. Un moderno Sigfrido in cerca della sua Brumilde che, oltre a cercare di liberarla, cerca vendetta.
Di Caprio nei panni di Calvin Candie non era da Oscar ( sicuri sicuri? ) ma azzardatevi a dire che non è dannatamente bravo.
E l'interpretazione di Samuel L. Jackson è solo da inchino.
La storia funziona perché è finemente scritta.
Il ritmo funziona perché il film è genialmente diretto; se ci aggiungiamo prove d'attore memorabili e la solita colonna sonora da urlo ecco che la lezione di cinema è servita.
Quanto si diverte Tarantino!
Lo fa conducendo una critica asprissima - a tratti mascherata da ironia - nei confronti dell'americano bianco, razzista e feroce.
Lo fa raccontando il paese dei 'Calvin Candie', ricchi sfondati, ignoranti e sostenuti dai sottomessi ex-schiavi fedeli e lacchè.
Lo fa liberando uno dei tanti, tantissimi 'Django Freeman', incazzati, precari, sottomessi e schiaffeggiati.
Quello stesso mondo in cui si muovono anche tipi come 'King Schultz' , quelli scaltri ma armati di condivisibili propositi, quelli che rischiano grosso quando decidono di aiutare il prossimo rivoltandosi al Calvin Candie della situazione.
Un mondo tanto simile a quello in cui vivi tu.
A quello in cui vivo io.
Sbaglio?
Lunga vita al buon Quentin.
E lunga vita a Django.

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Che Tarantino fosse diventato grande lo avevamo già detto: il bello è che con Django non solo si riconferma, va oltre, e continua a denunciare divertendo come solo lui sa fare.
Così, sullo straccio di base del precedente Bastardi Senza Gloria, intesse la solita trama ad incastro che racconta la storia di uno schiavo 'liberato' alla ricerca della sua amata: una ricerca che però assurge a finalità ben più consistenti.
Al fianco del solito irresistible Christoph Waltz - che si riconferma punto fermo, il perno attorno al quale gira la giostra di attori in azione - Django si muove tra le fiamme dell'America bianca e orrendamente razzista e schiavista della seconda metà dell'800. Un moderno Sigfrido in cerca della sua Brumilde che, oltre a cercare di liberarla, cerca vendetta.
Di Caprio nei panni di Calvin Candie non era da Oscar ( sicuri sicuri? ) ma azzardatevi a dire che non è dannatamente bravo.
E l'interpretazione di Samuel L. Jackson è solo da inchino.
La storia funziona perché è finemente scritta.
Il ritmo funziona perché il film è genialmente diretto; se ci aggiungiamo prove d'attore memorabili e la solita colonna sonora da urlo ecco che la lezione di cinema è servita.
Quanto si diverte Tarantino!
Lo fa conducendo una critica asprissima - a tratti mascherata da ironia - nei confronti dell'americano bianco, razzista e feroce.
Lo fa raccontando il paese dei 'Calvin Candie', ricchi sfondati, ignoranti e sostenuti dai sottomessi ex-schiavi fedeli e lacchè.
Lo fa liberando uno dei tanti, tantissimi 'Django Freeman', incazzati, precari, sottomessi e schiaffeggiati.
Quello stesso mondo in cui si muovono anche tipi come 'King Schultz' , quelli scaltri ma armati di condivisibili propositi, quelli che rischiano grosso quando decidono di aiutare il prossimo rivoltandosi al Calvin Candie della situazione.
Un mondo tanto simile a quello in cui vivi tu.
A quello in cui vivo io.
Sbaglio?
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Vicious Wave
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Gongolante, sottoscrivo.
Potente, quest'ultimo Tarantino.
Non vedo maniera, ma feticcio. Feticcio per la sua stessa firma, per il suo
stesso gusto, per il Suo modo di far sogghignare sulle furbizie e sui
rimandi, e poi far godere sulle trovate perfette. Quel rap.
Da quel che era vividezza irreale del fumetto, credo di esser stata stretta
invece nella suspense del romanzo, nella ricchezza dell'attesa.
Oltre la sorpresa delle aspettative superate, quanto valore riesce a dare
alla mia certezza che non sarebbero state deluse.
Potente, quest'ultimo Tarantino.
Non vedo maniera, ma feticcio. Feticcio per la sua stessa firma, per il suo
stesso gusto, per il Suo modo di far sogghignare sulle furbizie e sui
rimandi, e poi far godere sulle trovate perfette. Quel rap.
Da quel che era vividezza irreale del fumetto, credo di esser stata stretta
invece nella suspense del romanzo, nella ricchezza dell'attesa.
Volevounnickpiucorto ha scritto: Lunga vita al buon Quentin.
E lunga vita a Django.
Oltre la sorpresa delle aspettative superate, quanto valore riesce a dare
alla mia certezza che non sarebbero state deluse.
non ho letto il libroFreestate ha scritto:era tanto che non vedevo un film senza capo né coda come questo.
Imbarazzante a dir poco.
il film regala poche emozioni
troppo sfilacciato e con buchi narrativi che lo rendono poco omogeneo
bravo John Malkovic
e non male anche il giovane attore sconosciuto che interpreta Gagarin
zero dark thirty
ho trovato stupenda la scena alla mensa
ho trovato fantastica la sua salita sull aereo
trovo ci sia del sublime nel fatto che deve la sua fine ad una donna
Argo
pur essendo il solito monoespressivo Ben (raggiunge livelli chuckeschi, ma in questo caso l allievo non supera il maestro, chuck è unico e inarrivabile) il film ti prende man mano che la storia scorre.
Non so se è un film da oscar, sicuramente lo è la storia in sè, talmente assurda da essere vera.
Black
ho trovato stupenda la scena alla mensa
ho trovato fantastica la sua salita sull aereo
trovo ci sia del sublime nel fatto che deve la sua fine ad una donna
Argo
pur essendo il solito monoespressivo Ben (raggiunge livelli chuckeschi, ma in questo caso l allievo non supera il maestro, chuck è unico e inarrivabile) il film ti prende man mano che la storia scorre.
Non so se è un film da oscar, sicuramente lo è la storia in sè, talmente assurda da essere vera.
Black
- Tufkad
- Angel

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Faccio tesoro del commento... E mi salvo appena in tempo.Freestate ha scritto:era tanto che non vedevo un film senza capo né coda come questo.
Imbarazzante a dir poco.
Nessuno invece ha visto questo?

Sembra il remake de Gli Intoccabili di De Palma, anche se Mickey Cohen è esistito davvero, Los Angeles non è Chicago e l'anno è il 1949 invece dei 30's. Viene da pensare che, alla fine, negli anni 30-40 in USA la lotta alla criminalità organizzata la si faceva davvero con squadre borderline.
Ad ogni modo, il film è godibilissimo, Sean Penn a dir poco monumentale, Josh Brolin alla Dick Tracy e Ryan Gosling a fare la parte del bello che a momenti manda tutto all'aria...
Molto divertente.





