spaventoso.Freestate ha scritto:i filmati sono impressionanti.
http://video.corriere.it/taranto-tromba ... 0d12eff407
non si sa ancora se oltre ai feriti ci sono dei morti.
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Il Colle “evita” la spending review. Aumento di stipendio di Napolitano scatena il Web
Il presidente della Repubblica percepirà dal 2013 un aumento di 8.835 euro che significa un 5,88% in più per il bilancio triennale del Quirinale. E intanto sul web si scatena l’indignazione. Nel Regno Unito la Regina Elisabetta costa meno.
Cosimo Nuzzo – 03 Dicembre 2012 – Mentre l'Italia permane in una crisi senza tempo, le aziende licenziano, i precari riempiono le strade e i cassintegrati svuotano le risorse dello Stato, lo stipendio del presidente della Repubblica è in costante aumento. Si proprio lui, Giorgio Napolitano, che dovrebbe essere d’esempio per gli italiani, colui che più di tutti dovrebbe attuare e sponsorizzare politiche volte al benessere della nazione.
Ma la colpa non è da attribuire esclusivamente al capo dello Stato. Le responsabilità maggiori sono da affidare (tanto per cambiare) all’inerzia del parlamento, che non ha osato allungare le forbici contro la più alta carica dello Stato, con quest’ultimo che, chiamato a un gesto di responsabilità, ha ben pensato di non rispondere (almeno questo).
Succede così che lo stipendio di Napolitano è l'unico ad aumentare in tutto il corporato pubblico, con i dati riscontrabili nella tabella 2 allegata alla legge di stabilità. Lo stipendio del presidente in carica solo per i primi mesi del 2013, sale di 8.835 euro all'anno, toccando i 248.017 euro. Buone notizie anche per il prossimo inquilino del Quirinale, che può già pregustare uno stipendio di 253.255 euro per il 2014.
Ciò che preoccupa è che Napolitano avrebbe potuto fermare il tutto, tagliarsi lo stipendio, e perderci, a livello personale, davvero poco, ma non ha fatto niente, come fece nel Luglio 2011 del resto. La presidenza della Repubblica è l'istituzione che registra l'incremento più alto in un quadro di tagli enormi: +5,88% in tre anni, contro una diminuzione della spesa del 5% per la Camera e del 6,21% per il Senato.
Insieme al Capo dello Stato, hanno evitato i tagli anche i suoi collaboratori. Le spese complessive del Quirinale sono infatti al secondo posto nella speciale classifica delle istituzioni più care, con un aumento del 3,52%.
Si ricordi inoltre che il Colle è già il Palazzo più esoso d'Europa: il suo bilancio vale sette volte e mezzo quello di Buckingham Palace e oltre due volte quello dell'Eliseo. Si tratta di soldi che vanno a finire nei conti dei dipendenti del Quirinale, non a spese di manutenzione. Il tutto mentre sui social network, dopo la diffusione della notizia, si innalzano i cori che gridano alla “vergogna”. Ma a questo ormai siamo più che abituati.
Fonte
best tantocaromifuquest'ermocolle
Il presidente della Repubblica percepirà dal 2013 un aumento di 8.835 euro che significa un 5,88% in più per il bilancio triennale del Quirinale. E intanto sul web si scatena l’indignazione. Nel Regno Unito la Regina Elisabetta costa meno.
Cosimo Nuzzo – 03 Dicembre 2012 – Mentre l'Italia permane in una crisi senza tempo, le aziende licenziano, i precari riempiono le strade e i cassintegrati svuotano le risorse dello Stato, lo stipendio del presidente della Repubblica è in costante aumento. Si proprio lui, Giorgio Napolitano, che dovrebbe essere d’esempio per gli italiani, colui che più di tutti dovrebbe attuare e sponsorizzare politiche volte al benessere della nazione.
Ma la colpa non è da attribuire esclusivamente al capo dello Stato. Le responsabilità maggiori sono da affidare (tanto per cambiare) all’inerzia del parlamento, che non ha osato allungare le forbici contro la più alta carica dello Stato, con quest’ultimo che, chiamato a un gesto di responsabilità, ha ben pensato di non rispondere (almeno questo).
Succede così che lo stipendio di Napolitano è l'unico ad aumentare in tutto il corporato pubblico, con i dati riscontrabili nella tabella 2 allegata alla legge di stabilità. Lo stipendio del presidente in carica solo per i primi mesi del 2013, sale di 8.835 euro all'anno, toccando i 248.017 euro. Buone notizie anche per il prossimo inquilino del Quirinale, che può già pregustare uno stipendio di 253.255 euro per il 2014.
Ciò che preoccupa è che Napolitano avrebbe potuto fermare il tutto, tagliarsi lo stipendio, e perderci, a livello personale, davvero poco, ma non ha fatto niente, come fece nel Luglio 2011 del resto. La presidenza della Repubblica è l'istituzione che registra l'incremento più alto in un quadro di tagli enormi: +5,88% in tre anni, contro una diminuzione della spesa del 5% per la Camera e del 6,21% per il Senato.
Insieme al Capo dello Stato, hanno evitato i tagli anche i suoi collaboratori. Le spese complessive del Quirinale sono infatti al secondo posto nella speciale classifica delle istituzioni più care, con un aumento del 3,52%.
Si ricordi inoltre che il Colle è già il Palazzo più esoso d'Europa: il suo bilancio vale sette volte e mezzo quello di Buckingham Palace e oltre due volte quello dell'Eliseo. Si tratta di soldi che vanno a finire nei conti dei dipendenti del Quirinale, non a spese di manutenzione. Il tutto mentre sui social network, dopo la diffusione della notizia, si innalzano i cori che gridano alla “vergogna”. Ma a questo ormai siamo più che abituati.
Fonte
best tantocaromifuquest'ermocolle
Olanda/ Guardalinee ucciso da tre baby calciatori
http://affaritaliani.libero.it/cronache ... 41212.html
http://affaritaliani.libero.it/cronache ... 41212.html
una roba assurda, orribile.*Francy* ha scritto:Olanda/ Guardalinee ucciso da tre baby calciatori
http://affaritaliani.libero.it/cronache ... 41212.html
repubblica
Berlusconi: "In molti mi chiedono di ricandidarmi"
Una nota del Cavaliere: "Il Paese è allo stremo, non possiamo restare a guardare. Nei prossimi giorni la decisione"
OMA - Poche ore dopo un vertice del Pdl finito male, Silvio Berlusconi ritorna a rilasciare dichiarazioni, con una nota ufficiale. E fa chiaramente capire che è pronto a ricandidarsi: "Me lo chiedono in molti, il paese è sull'orlo del baratro".
"Sono assediato dalle richieste dei miei perché annunci al più presto la mia ridiscesa in campo. La situazione oggi è ben più grave di un anno fa quando lasciai il governo". "Non lo posso consentire e ciò determinerà le scelte che prenderemo assieme nei prossimi giorni".
"L'economia è allo stremo - continua Berlusconi -, un milione di disoccupati in più, il debito che aumenta, il potere d'acquisto che crolla, la pressione fiscale a livelli insopportabili. Le famiglie italiane angosciate perché non riescono a pagare l'Imu. Le imprese che chiudono, l'edilizia crollata, il mercato dell'auto distrutto. Non posso consentire che il mio Paese precipiti in una spirale recessiva senza fine. Non è più possibile andare avanti così. Sono queste le dolorose constatazioni che determineranno le scelte che tutti insieme assumeremo nei prossimi giorni".
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Eccolo qua...per me ha pure pronti il nome e il simbolo del nuovo partito.
Una nota del Cavaliere: "Il Paese è allo stremo, non possiamo restare a guardare. Nei prossimi giorni la decisione"
OMA - Poche ore dopo un vertice del Pdl finito male, Silvio Berlusconi ritorna a rilasciare dichiarazioni, con una nota ufficiale. E fa chiaramente capire che è pronto a ricandidarsi: "Me lo chiedono in molti, il paese è sull'orlo del baratro".
"Sono assediato dalle richieste dei miei perché annunci al più presto la mia ridiscesa in campo. La situazione oggi è ben più grave di un anno fa quando lasciai il governo". "Non lo posso consentire e ciò determinerà le scelte che prenderemo assieme nei prossimi giorni".
"L'economia è allo stremo - continua Berlusconi -, un milione di disoccupati in più, il debito che aumenta, il potere d'acquisto che crolla, la pressione fiscale a livelli insopportabili. Le famiglie italiane angosciate perché non riescono a pagare l'Imu. Le imprese che chiudono, l'edilizia crollata, il mercato dell'auto distrutto. Non posso consentire che il mio Paese precipiti in una spirale recessiva senza fine. Non è più possibile andare avanti così. Sono queste le dolorose constatazioni che determineranno le scelte che tutti insieme assumeremo nei prossimi giorni".
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Eccolo qua...per me ha pure pronti il nome e il simbolo del nuovo partito.
- unokonomiyaki
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Re: repubblica
Chi? Chi??? Chi??????lucaDM82 ha scritto:Berlusconi: "In molti mi chiedono di ricandidarmi"
Re: repubblica
tutti quelli che senza un silvio dall'altra parte non potrebbero più scandalizzarsi, e tutti quelli che senza silvio dalla loro parte son peggio dei bambini che giocano a moscacieca di notte.unokonomiyaki ha scritto:Chi? Chi??? Chi??????
Re: repubblica
Una visione piuttosto anacronistica, la tua.In Gore ha scritto:tutti quelli che senza un silvio dall'altra parte non potrebbero più scandalizzarsi, e tutti quelli che senza silvio dalla loro parte son peggio dei bambini che giocano a moscacieca di notte.
il nano è politicamente un dead man walking.
edit: il Pdl decide che Passera se ne deve andare e sfiducia il governo Monti. Lo spread ritorna a salire, la corruzione anche. I risparmiatori ringraziano.
Re: repubblica
Freestate ha scritto:Una visione piuttosto anacronistica, la tua.
il nano è politicamente un dead man walking.
edit: il Pdl decide che Passera se ne deve andare e sfiducia il governo Monti. Lo spread ritorna a salire, la corruzione anche. I risparmiatori ringraziano.
Preciso la mia visione: parlavo di molti elettori di sinistra, che nonostante Berlusconi in un paese allo sbando come il nostro sia l'ULTIMO dei problemi non fanno altro che addossargli colpe per ogni cosa possibile. Non mi riferivo ai politici del PD, belle statuine ferme in attesa di riportare in auge la politica andreottiana del "stiamo fermi e speriamo che passi".
Il fatto che un dead man guidi la destra italiana dimostra quale sia il livello di quella parte politica.
Ancora ci si divide per termini obsoleti come "destra" e "sinistra".. finirà come negli anni dei moti studenteschi, quando i giovani missini e i comunisti iniziarono a ribellarsi assieme, e poi le due parti vennero divise per convenienza di stato (con Pasolini difendeva i poliziotti)?
[http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Valle_Giulia]
Ischia, i neofascisti di CasaPound sfilano con il Prc contro il caro-biglietti dei traghetti: polemiche e dubbi dei militanti antifascisti
Hanno sfilato assieme, uniti, nella loro lotta dal costo (giudicato troppo alto) dei biglietti di traghetti e aliscafi. Prc e CasaPound, antifascisti e neofascisti, alleanza politicamente impossibile, fianco a fianco. Con immancabili polemiche e accuse dalla Rete.
Venerdì 30 novembre, Ischia. Gli studenti di sinistra scendono in piazza per protestare, recita una nota del Prc, “contro la privatizzazione di due aziende nevralgiche per i trasporti pubblici del nostro territorio, la Caremar compagnia di navigazione regionale e la Eav bus, che è l’unica compagnia di trasporto terrestre”. Ma con loro ci sono anche i giovani di estrema destra: una presenza che era già stata preannunciata su Facebook (e di cui, quindi, erano a conoscenza anche i militanti del circolo ischitano della Rifondazione Comunista). “Cpi propone di di istituire un biglietto Sociale – la richiesta dei fascisti del terzo Millennio - che non superi il costo, per i residenti, di 1,20 Euro per i traghetti e di 3,50 euro per gli aliscafi, oltre il rilancio delle aziende pubbliche per il trasporto di massa”. La manifestazione si svolge senza incidenti.
A distanza di poche ore dal corteo iniziano a circolare le prime foto, sulla pagina di CasaPound Campania (come quella che pubblichiamo, e in cui si vedono chiaramente le bandiere del Prc accanto a quelle di Cpi).
Non ci vuole molto, perché la notizia irrompaneiforum dei collettivi di sinistra. Militanti indignati, rabbia e richiesta di dimissioni dei vertici locali del partito, con tanto di intervento dei dirigenti nazionali. E’ allora che il Prc decide di far circolare una nota con la quale fornisce la sua versione di fatti:
“Abbiamo partecipato ad una manifestazione indetta dagli studenti degli istituti superiori dell’isola. Purtroppo si è verificato un fatto spiacevole: ad un certo punto del corteo, uno sparuto gruppetto di ragazzi ha aperto uno striscione ed ha alzato tre bandiere. Lo striscione chiedeva genericamente un biglietto sociale per i trasporti, mentre le bandiere erano una di CasaPound, un’altra di colore nero con la folgore di Forza Nuova, la terza un tricolore. Abbiamo chiesto agli organizzatori di far togliere quei simboli. Lo striscione è stato fatto rimuovere immediatamente. Nonostante ciò, i ragazzi di questo gruppo non hanno abbandonato il corteo, anzi periodicamente rialzavano le bandiere, ponendosi sempre a brevissima distanza dallo spezzone dove noi avevamo il nostro striscione e le nostre bandiere. Quando hanno provato a riaprire lo striscione, alcuni di noi si sono avvicinati direttamente a loro. Ne è nato un diverbio finito, nuovamente, con la chiusura del loro striscione. Abbiamo deciso di non abbandonare la piazza a quella provocazione, forse sbagliando, ma comunque convinti che se ce ne fossimo andati, una piazza di cinquecento giovani sarebbe stata connotata come fascista. Il nostro circolo ha iniziato da questo autunno un dialogo con questi ragazzi, che intendiamo portare avanti anche col sostegno dell’ANPI di Napoli”.
Un comunicato con il quale si conferma che una volta venuti a conoscenza della presenza degli studenti di CasaPound, i ragazzi del Prc hanno continuato a sfilare con loro. Non solo: si conferma anche di aver avviato “un dialogo” con i militanti del movimento estremista di Iannone. Che pare essere in contrasto con le richieste, avanzate in questi anni da più esponenti democratici, di sciogliere una formazione dichiaratamente ispirata a Benito Mussolini.
Il comunicato stampa non piace a CasaPound, che un giorno dopo, rilancia: abbiamo manifestato assieme. Ecco la loro risposta:
"La partecipazione alla manifestazione è avvenuta dall’inizio alla fine con propri striscioni e bandiere ben in vista (come si può notare dalle foto della nostra pagina facebook ''Ischia vuole Biglietto Sociale'' ) e non si trattava di uno spento gruppo bensì di un folto gruppo di attivisti. Lo striscione di “Ischia Vuole Il Biglietto Sociale” è stato solo momentaneamente chiuso a causa delle forti raffiche di vento, perché in carta, e per riaprirlo in prossimità delle biglietterie delle società di navigazione. I militanti hanno aderito alla manifestazione fino alla fine della stessa e presenziavamo come cittadini e studenti, per noi giovani di CasaPound Italia la protesta è una protesta comune a tutti noi cittadini dell'isola".
[http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Valle_Giulia]
Ischia, i neofascisti di CasaPound sfilano con il Prc contro il caro-biglietti dei traghetti: polemiche e dubbi dei militanti antifascisti
Hanno sfilato assieme, uniti, nella loro lotta dal costo (giudicato troppo alto) dei biglietti di traghetti e aliscafi. Prc e CasaPound, antifascisti e neofascisti, alleanza politicamente impossibile, fianco a fianco. Con immancabili polemiche e accuse dalla Rete.
Venerdì 30 novembre, Ischia. Gli studenti di sinistra scendono in piazza per protestare, recita una nota del Prc, “contro la privatizzazione di due aziende nevralgiche per i trasporti pubblici del nostro territorio, la Caremar compagnia di navigazione regionale e la Eav bus, che è l’unica compagnia di trasporto terrestre”. Ma con loro ci sono anche i giovani di estrema destra: una presenza che era già stata preannunciata su Facebook (e di cui, quindi, erano a conoscenza anche i militanti del circolo ischitano della Rifondazione Comunista). “Cpi propone di di istituire un biglietto Sociale – la richiesta dei fascisti del terzo Millennio - che non superi il costo, per i residenti, di 1,20 Euro per i traghetti e di 3,50 euro per gli aliscafi, oltre il rilancio delle aziende pubbliche per il trasporto di massa”. La manifestazione si svolge senza incidenti.
A distanza di poche ore dal corteo iniziano a circolare le prime foto, sulla pagina di CasaPound Campania (come quella che pubblichiamo, e in cui si vedono chiaramente le bandiere del Prc accanto a quelle di Cpi).
Non ci vuole molto, perché la notizia irrompaneiforum dei collettivi di sinistra. Militanti indignati, rabbia e richiesta di dimissioni dei vertici locali del partito, con tanto di intervento dei dirigenti nazionali. E’ allora che il Prc decide di far circolare una nota con la quale fornisce la sua versione di fatti:
“Abbiamo partecipato ad una manifestazione indetta dagli studenti degli istituti superiori dell’isola. Purtroppo si è verificato un fatto spiacevole: ad un certo punto del corteo, uno sparuto gruppetto di ragazzi ha aperto uno striscione ed ha alzato tre bandiere. Lo striscione chiedeva genericamente un biglietto sociale per i trasporti, mentre le bandiere erano una di CasaPound, un’altra di colore nero con la folgore di Forza Nuova, la terza un tricolore. Abbiamo chiesto agli organizzatori di far togliere quei simboli. Lo striscione è stato fatto rimuovere immediatamente. Nonostante ciò, i ragazzi di questo gruppo non hanno abbandonato il corteo, anzi periodicamente rialzavano le bandiere, ponendosi sempre a brevissima distanza dallo spezzone dove noi avevamo il nostro striscione e le nostre bandiere. Quando hanno provato a riaprire lo striscione, alcuni di noi si sono avvicinati direttamente a loro. Ne è nato un diverbio finito, nuovamente, con la chiusura del loro striscione. Abbiamo deciso di non abbandonare la piazza a quella provocazione, forse sbagliando, ma comunque convinti che se ce ne fossimo andati, una piazza di cinquecento giovani sarebbe stata connotata come fascista. Il nostro circolo ha iniziato da questo autunno un dialogo con questi ragazzi, che intendiamo portare avanti anche col sostegno dell’ANPI di Napoli”.
Un comunicato con il quale si conferma che una volta venuti a conoscenza della presenza degli studenti di CasaPound, i ragazzi del Prc hanno continuato a sfilare con loro. Non solo: si conferma anche di aver avviato “un dialogo” con i militanti del movimento estremista di Iannone. Che pare essere in contrasto con le richieste, avanzate in questi anni da più esponenti democratici, di sciogliere una formazione dichiaratamente ispirata a Benito Mussolini.
Il comunicato stampa non piace a CasaPound, che un giorno dopo, rilancia: abbiamo manifestato assieme. Ecco la loro risposta:
"La partecipazione alla manifestazione è avvenuta dall’inizio alla fine con propri striscioni e bandiere ben in vista (come si può notare dalle foto della nostra pagina facebook ''Ischia vuole Biglietto Sociale'' ) e non si trattava di uno spento gruppo bensì di un folto gruppo di attivisti. Lo striscione di “Ischia Vuole Il Biglietto Sociale” è stato solo momentaneamente chiuso a causa delle forti raffiche di vento, perché in carta, e per riaprirlo in prossimità delle biglietterie delle società di navigazione. I militanti hanno aderito alla manifestazione fino alla fine della stessa e presenziavamo come cittadini e studenti, per noi giovani di CasaPound Italia la protesta è una protesta comune a tutti noi cittadini dell'isola".
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