Il Trittico degli anni Zero
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halo in reverse
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Sicuramente, tra gli album pubblicati fino ad ora nel nuovo secolo, Exciter è quello che, nel complesso, merita un voto più alto.
Seppure quando fu pubblicato spiazzò non poco i fan, che tanto avevano apprezzato Ultra, e tanto fu criticato; visto in prospettiva oltre dieci anni dopo, fa una gran figura, soprattutto pensando a ciò che gli è succeduto.
Se le composizioni dell'agave risentono del blocco dello scrittore, occorso a Gore nei mesi precedenti alla sua registrazione, tuttavia si può dire che raggiungono dei picchi ancora degni della storia dei DM.
E soprattutto, le sonorità e gli arrangiamenti, hanno una precisa direzione che, seppur minimalista, fa dire ancora una volta che i Depeche hanno tracciato una strada nella musica pop-elettronica.
Lo stesso Daniel Miller, nelle note di copertina dell'edizione remaster, pur ammettendo che Exciter non rientrerebbe in una ipotetica top five dei migliori loro album, dice che resterebbe sicuramente molto vicino.
Non altrettanto, penso, si possa dire dei successivi lavori del gruppo.
Se è vero che alcune cose sono notevoli, penso alla stessa Precious, a Wrong, ad alcune b-sides, come giustamente ricordato da Lettera; c'è sicuramente da rilevare un modo di lavorare e di produrre che è diventato piuttosto dozzinale e senza più quella spinta innovativa che faceva comunque distinguere i Depeche Mode dalla massa.
Le produzioni di stampo hilleriano, infatti, se da un lato ci hanno restituito una band serena e disposta a continuare una storia oramai ultratrentennale, dall'altro hanno steso una patina plasitificata che ha uniformato un po' tutte le tracce ad uno stile "electrorock" molto più impersonale e molto più di facile consumo, seppur fintamente "hard", in alcuni tratti.
La cosa che più dispiace è che diverse canzoni del buon Martin di PTA e SOTU avrebbero meritato miglior sorte e d avrebbero potuto passare alla storia DM, invece che finire nel dimenticatoio, come anche testimoniato dalla scarsa considerazione nelle scalette live persino dal gruppo stesso.
Per concludere, se la traccia che possiamo udire in questi giorni è il "biglietto da visita" dell'imminente album in uscita, singolo o meno che sarà, possiamo immaginare che quello che ci arriverà in mano nella prossima primavera sarà l'ennesimo CD DM-Hillier che finirà a prendere polvere negli scaffali.
Seppure quando fu pubblicato spiazzò non poco i fan, che tanto avevano apprezzato Ultra, e tanto fu criticato; visto in prospettiva oltre dieci anni dopo, fa una gran figura, soprattutto pensando a ciò che gli è succeduto.
Se le composizioni dell'agave risentono del blocco dello scrittore, occorso a Gore nei mesi precedenti alla sua registrazione, tuttavia si può dire che raggiungono dei picchi ancora degni della storia dei DM.
E soprattutto, le sonorità e gli arrangiamenti, hanno una precisa direzione che, seppur minimalista, fa dire ancora una volta che i Depeche hanno tracciato una strada nella musica pop-elettronica.
Lo stesso Daniel Miller, nelle note di copertina dell'edizione remaster, pur ammettendo che Exciter non rientrerebbe in una ipotetica top five dei migliori loro album, dice che resterebbe sicuramente molto vicino.
Non altrettanto, penso, si possa dire dei successivi lavori del gruppo.
Se è vero che alcune cose sono notevoli, penso alla stessa Precious, a Wrong, ad alcune b-sides, come giustamente ricordato da Lettera; c'è sicuramente da rilevare un modo di lavorare e di produrre che è diventato piuttosto dozzinale e senza più quella spinta innovativa che faceva comunque distinguere i Depeche Mode dalla massa.
Le produzioni di stampo hilleriano, infatti, se da un lato ci hanno restituito una band serena e disposta a continuare una storia oramai ultratrentennale, dall'altro hanno steso una patina plasitificata che ha uniformato un po' tutte le tracce ad uno stile "electrorock" molto più impersonale e molto più di facile consumo, seppur fintamente "hard", in alcuni tratti.
La cosa che più dispiace è che diverse canzoni del buon Martin di PTA e SOTU avrebbero meritato miglior sorte e d avrebbero potuto passare alla storia DM, invece che finire nel dimenticatoio, come anche testimoniato dalla scarsa considerazione nelle scalette live persino dal gruppo stesso.
Per concludere, se la traccia che possiamo udire in questi giorni è il "biglietto da visita" dell'imminente album in uscita, singolo o meno che sarà, possiamo immaginare che quello che ci arriverà in mano nella prossima primavera sarà l'ennesimo CD DM-Hillier che finirà a prendere polvere negli scaffali.
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Non posso non essere d'accordo..saturnz70 ha scritto:Sicuramente, tra gli album pubblicati fino ad ora nel nuovo secolo, Exciter è quello che, nel complesso, merita un voto più alto.
(...)le sonorità e gli arrangiamenti, hanno una precisa direzione che, seppur minimalista, fa dire ancora una volta che i Depeche hanno tracciato una strada nella musica pop-elettronica(...)
(...)Le produzioni di stampo hilleriano, infatti, se da un lato ci hanno restituito una band serena e disposta a continuare una storia oramai ultratrentennale, dall'altro hanno steso una patina plasitificata che ha uniformato un po' tutte le tracce ad uno stile "electrorock" molto più impersonale e molto più di facile consumo, seppur fintamente "hard", in alcuni tratti.
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E Sotu, Ale?halo in reverse ha scritto:Playing the Angel per i pezzi, a ruota il verdone per la produzione. Ah, unirne i pregi...
Statistiche, per quanto limitate a un forum (che comunque raccoglie diverse correnti di pensiero), semplicemente impietose.
Ancor più se si pensa che è limitata ai soli ultimi tre album.
