Finalmente una delle mie preferite dell'albogaugahan ha scritto:Deep Inside
Gus Gus // Kompakt Digital
GusGus - Arabian Horse
Moderatori: devotional, Miss Kaleid
- violator88
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- Iscritto il: ven feb 27, 2009 7:17 pm
- Località: Catania (Skyfall)
Sono ancora in pieni postumi, quindi condivido.
A Reykjavík c'è un solo locale storico, dove storico vuol dire attivo dal 2001.
E' la più grande location per certi concerti, dove grande vuol dire nemmeno metà Alcatraz.
A giugno chiuderà, perché il proprietario dello stabile ha deciso di destinare la struttura ad altro.
Si chiama Nasa ed i GusGus praticamente ci vivono.
L'hanno inaugurato, ci hanno presentato Arabian Horse e ci hanno suonato in serate assurde, come la festa di fine anno di un liceo un mese fa.
Ieri gli hanno dato il loro personale addio, con un concerto temporalmente racchiuso in due ore e un quarto, musicalmente sconfinato.
Ogni volta che toccano un palco fanno qualcosa di straordinario, sono un gruppo di razza purissima, quella purezza che sfiora la follia. Anzi, ci sguazza.
Ieri hanno fatto ancora di più, ieri sono stati una cavalcata su Varenne tra le rocce laviche d'Islanda.
Hanno finito, abbiamo finito, esausti e persino commossi.
L'intro, Selfoss, diventa più lunga ad ogni performance.
Stavolta è durata oltre venti minuti, con sipario chiuso su cui erano proiettati gli smanettatori là dietro, Biggi l'ingegnere e Bongo il presidente.
Qui li conoscono quasi tutti, a tutti almeno una volta sarà capitato di incontrare Biggi da Zara a comprare indumenti di pizzo nero, però dietro quella cascata di manopole ti dimentichi che sono loro e diventano divinità elettriche inarrivabili.
Quando pensi che Selfoss potrebbe durare per sempre, e ti andrebbe anche bene così, lascia il passo ad Arabian Horse (stavolta, di solito è la penultima).
Entra Daniel con tutto il suo stile, Högni con la sua perfetta imponenza e la Urður con la sua severa femminilità.
Sempre magnetici, spesso animaleschi, ti trascinano dove sono loro, persi senza scampo nella loro musica.
One More Reason di Earth si interseca con Within You, in cui Högni dà fondo ai polmoni.
Va detto che il ragazzo è un peripatetico, non ce la fa a non camminare ininterrottamente.
Però sta affinando la tecnica, sta acquisendo sicurezza e carisma: prima camminava perché non riusciva a stare fermo, ora cammina per occupare spazio, per esserci.
Non è più l'ultimo arrivato, adesso lo lasciano fare.
E quella voce magmatica che tocca suoni gelidi mi spezza.
La ripresa del singolo di Earth scivola in Add This Song.
Daniel è un elfo, un cantante, un coreografo, un cabarettista.
Poi le altre imprescindibili dell'ultimo album e David, Over in chiusura.
Tenete presente che ognuna dura mediamente undici minuti e non sarà mai uguale al concerto precedente.
Ringraziamenti e saluti, si baciano tutti sulla bocca tra di loro, offrono Fragolino al pubblico.
Escono, io non mi ricordo come mi chiamo ma mi ricordo che bisogna urlare “meira”.
Rientra Biggi, che è colui il quale, oltre ad indossare pizzo nero e scarpe col tacco, porta avanti la baracca.
Poi Bongo, l'aizzatore di folle, infine gli altri ed il Nasa viene giù.
Non l'hanno salutato, l'hanno incenerito.
Vi prego, se vi capitano, che l'abbiate già fatto o no, andate a vederli.
Sono il più sano strumento di divaricazione neurale che si possa immaginare.
Dicono che probabilmente saranno in Italia a settembre, ma sono Islandesi e non ce la fanno a pianificare con troppo anticipo.
E nel frattempo, oltre agli altri mille progetti musicali paralleli, collaborano con la compagnia nazionale di danza: http://www.id.is/syning/103221
A Reykjavík c'è un solo locale storico, dove storico vuol dire attivo dal 2001.
E' la più grande location per certi concerti, dove grande vuol dire nemmeno metà Alcatraz.
A giugno chiuderà, perché il proprietario dello stabile ha deciso di destinare la struttura ad altro.
Si chiama Nasa ed i GusGus praticamente ci vivono.
L'hanno inaugurato, ci hanno presentato Arabian Horse e ci hanno suonato in serate assurde, come la festa di fine anno di un liceo un mese fa.
Ieri gli hanno dato il loro personale addio, con un concerto temporalmente racchiuso in due ore e un quarto, musicalmente sconfinato.
Ogni volta che toccano un palco fanno qualcosa di straordinario, sono un gruppo di razza purissima, quella purezza che sfiora la follia. Anzi, ci sguazza.
Ieri hanno fatto ancora di più, ieri sono stati una cavalcata su Varenne tra le rocce laviche d'Islanda.
Hanno finito, abbiamo finito, esausti e persino commossi.
L'intro, Selfoss, diventa più lunga ad ogni performance.
Stavolta è durata oltre venti minuti, con sipario chiuso su cui erano proiettati gli smanettatori là dietro, Biggi l'ingegnere e Bongo il presidente.
Qui li conoscono quasi tutti, a tutti almeno una volta sarà capitato di incontrare Biggi da Zara a comprare indumenti di pizzo nero, però dietro quella cascata di manopole ti dimentichi che sono loro e diventano divinità elettriche inarrivabili.
Quando pensi che Selfoss potrebbe durare per sempre, e ti andrebbe anche bene così, lascia il passo ad Arabian Horse (stavolta, di solito è la penultima).
Entra Daniel con tutto il suo stile, Högni con la sua perfetta imponenza e la Urður con la sua severa femminilità.
Sempre magnetici, spesso animaleschi, ti trascinano dove sono loro, persi senza scampo nella loro musica.
One More Reason di Earth si interseca con Within You, in cui Högni dà fondo ai polmoni.
Va detto che il ragazzo è un peripatetico, non ce la fa a non camminare ininterrottamente.
Però sta affinando la tecnica, sta acquisendo sicurezza e carisma: prima camminava perché non riusciva a stare fermo, ora cammina per occupare spazio, per esserci.
Non è più l'ultimo arrivato, adesso lo lasciano fare.
E quella voce magmatica che tocca suoni gelidi mi spezza.
La ripresa del singolo di Earth scivola in Add This Song.
Daniel è un elfo, un cantante, un coreografo, un cabarettista.
Poi le altre imprescindibili dell'ultimo album e David, Over in chiusura.
Tenete presente che ognuna dura mediamente undici minuti e non sarà mai uguale al concerto precedente.
Ringraziamenti e saluti, si baciano tutti sulla bocca tra di loro, offrono Fragolino al pubblico.
Escono, io non mi ricordo come mi chiamo ma mi ricordo che bisogna urlare “meira”.
Rientra Biggi, che è colui il quale, oltre ad indossare pizzo nero e scarpe col tacco, porta avanti la baracca.
Poi Bongo, l'aizzatore di folle, infine gli altri ed il Nasa viene giù.
Non l'hanno salutato, l'hanno incenerito.
Vi prego, se vi capitano, che l'abbiate già fatto o no, andate a vederli.
Sono il più sano strumento di divaricazione neurale che si possa immaginare.
Dicono che probabilmente saranno in Italia a settembre, ma sono Islandesi e non ce la fanno a pianificare con troppo anticipo.
E nel frattempo, oltre agli altri mille progetti musicali paralleli, collaborano con la compagnia nazionale di danza: http://www.id.is/syning/103221
- LoveInItself
- Master

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- Iscritto il: sab nov 26, 2011 2:28 am
- Località: roma
Moolto interessante. Rincaro la dose.
http://www.youtube.com/watch?v=eGdAipbn ... ure=relmfu
http://www.youtube.com/watch?v=eGdAipbn ... ure=relmfu
- alanwilder91
- Angel

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- Iscritto il: dom lug 19, 2009 5:42 pm
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