Non tutti possono accedere ai secondi o permettersi i primi. Neppure per me il prezzo è un problema, ma cerco ugualmente di risparmiare ad ogni acquisto perché il prezzo di negozio di un qualunque prodotto musicale è francamente *esoso*.Freestate ha scritto:Per me il prezzo non è il problema. Chi afferma questo non credo conosca bene i negozi di musica. Sia quelli che resistono fisicamente, sia quelli virtuali reperibili in rete.
In Italia? Diciamo pure nel mondo..E poi parli di "perdita di curiosità" ma io ricordo benissimo i tempi in cui in un anno riuscivo a comprare non più di una decina di album e gli amici (salvo eccezioni di natura affettiva..) non compravano mai lo stesso perché ci si poteva far duplicare sulla cassettina. Potevo essere curiosissimo, ma non certo acquistare certe cose a scatola chiusa solo per soddisfare la mia curiosità.Freestate ha scritto:Esiste un problema culturale, profondo, che coinvolge una generazione che ha perso curiosità. Che consuma sempre più in fretta tutto, come se avesse una pistola puntata alla tempia. e che in Italia pensa sia del tutto legittimo riempirsi l'hard disk di musica scaricata illecitamente che se va bene si ascolta una sola volta, ma che però è in condivisione (un termine usato quanto mai a sproposito) con altri milioni di sconosciuti.
Oggi abbiamo la possibilità di reperire praticamente qualunque cosa ed è verissimo che si fa a gara ad avere gli HD più corposi di tutti e magari che li riempiamo di cose che ascoltiamo una sola volta se non, per mancanza di tempo, neppure quella ma ci piace conservare, ma..
..ma c'è un "ma": allarghiamo i nostri confini musicali, che altrimenti rimarrebbero stretti attorno alle solite cose che conosciamo, proviamo ad ascoltare generi diversi o band e artisti che non hanno alcuna diffusione commerciale, impariamo ad apprezzare quello con cui altrimenti non saremmo mai stati in contatto. E se la musica la amiamo davvero quello che apprezziamo particolarmente poi lo compriamo in originale mentre, ripeto, il resto non l'avremmo quasi sicuramente mai acquistato in ogni caso.
Anzi, dovresti sapere benissimo che il successo di alcuni artisti è venuto direttamente dal web tramite il passaparola (dato che non tutto riesce a passare sui canali di distribuzione tradizionali) e che sempre più si diffonde il fenomeno di autoproduzione/produzione di brani riservati alla rete.
Aggiungerei che se si potessero scaricare liberamente pure i libri - altra cosa che non ha un costo indifferente se uno è appassionato - magari il nostro paese non sarebbe agli infimi livelli culturali in cui si ritrova. Bene o male non potrai confutare l'opinione che la diffusione dei giornali gratuiti faccia sì che molte più persone leggano e si informino ogni giorno..
Quello che sottolineo sempre quando si entra in discussioni del genere è invece che, purtroppo, per la musica come per i film si stanno sempre più abbassando le pretese di *qualità" (parlo di quella tecnica) dei fruitori e ci si accontenta sempre di più della visione del divx ripreso dalla sala come dell'album rippato in 20mb in modo che prenda il minor posto possibile nell'ipod o nel telefonino. Ma questo è frutto anch'esso del progresso tecnologico e delle pressioni commerciali di chi vuole espandere le proprie fonti di lucro al di fuori dei canali tradizionali.
Pensiamo che si arrivano a pagare cifre non indifferenti per il download di un brano in pessimo .wma o per vedere un film o una partita nei 2" dello schermo di un cellulare o in streaming (solitamente a scatti) sul pc..





