(OT) - Isola del Giglio, affonda la Costa Concordia
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mi è stato riferito da un amico (non so poi se è vero) che s'era avvicinato effettivamente per fare il classico "saluto", comunque, come avevo immaginato.
Ha fatto una bella fesseria, non c'è che dire, e purtroppo è costata carissima.
E' una pratica comune, sia per navi passeggeri, che per navi mercantili, all'epoca per sommergibili, etc. solo che per fare il cretino è sceso in spiaggia con tutta la nave.
Se è andata effettivamente come mi è stato detto, è ancora più scemo. Era meglio se stava drogato...
Ha fatto una bella fesseria, non c'è che dire, e purtroppo è costata carissima.
E' una pratica comune, sia per navi passeggeri, che per navi mercantili, all'epoca per sommergibili, etc. solo che per fare il cretino è sceso in spiaggia con tutta la nave.
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ps. succede anche questo, nel marasma generale.
http://www.leggo.it/news/social/su_face ... 9423.shtml
non vedo l'ora di andare a teatro. in attesa, mi faccio un giro sulla pagina.
http://www.facebook.com/notes/fata-morg ... 8207412994
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non vedo l'ora di andare a teatro. in attesa, mi faccio un giro sulla pagina.
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Ora per pensiamo al Rischio Ambientale., sperando che la faccenda non affondi sotto le chiacchiere.
http://www.bioecogeo.com/2012/01/16/cos ... iglio.html
Costa Concordia, si teme l’emergenza ambientale: al dramma delle vittime e alla preoccupazione per i feriti, si aggiunge l’allarme per il paradiso terrestre che circonda il luogo in cui è affondata la nave da crociera, davanti all’isola del Giglio. L’isola fa parte infatti del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano e del Santuario dei Cetacei, area naturale marina protetta di interesse internazionale. Nelle cisterne del “gigante del mare” naufragato venerdì ci sarebbero infatti poco meno di 2.400 tonnellate di carburante, quantità che evoca i danni causati dall’affondamento, nel 2007, della nave da crociera Sea Diamond a Santorini.
In caso di sversamento dell’intero contenuto, secondo l’associazione Greenpeace la rovina sarebbe otto volte più grave della perdita del portacontainer greco Rena, incagliatosi a ottobre in Nuova Zelanda, che ha ucciso circa 20mila uccelli marini e inquinato decine di chilometri di costa. La nave italiana, una delle più grandi della flotta Costa Crociere, venerdì ha cominciato a imbarcare acqua dopo aver urtato uno scoglio procurandosi uno squarcio di oltre 70 metri.
Poi l’ordine del comandante – arrestato con l’accusa di abbandono della nave, omicidio colposo plurimo e disastro – di evacuare la nave, che dopo la mezzanotte si è adagiata su un fianco. Oltre al carburante, l’impatto ambientale del naufragio conta anche tonnellate di altre sostanze pericolose come lubrificanti, vernici, sostanze clorurate e amianto, nonché gli oggetti degli oltre 4000 passeggeri, alcuni dei quali particolarmente nocivi: basti pensare alle batterie di telefoni e fotocamere. Greenpeace chiede un piano d’urgenza per lo svuotamento delle cisterne di carburante.
«Potrebbe essere complicato se a causa delle basse temperature avesse assunto una consistenza semi-solida», spiega Alessandro Giannì, Direttore delle Campagne di Greenpeace, «perciò lo svuotamento deve essere avviato immediatamente, prima che eventuali mareggiate infliggano danni strutturali al relitto, causando la dispersione del carburante».
È d’accordo sull’urgenza anche Marco Marcelli, professore di Oceanografia biologica e Oceanografia applicata all’Università della Tuscia e di Ecologia marina e tutela delle risorse biologiche e naturali all’Accademia Navale di Livorno. «Prima si fa e meglio è», spiega Marcelli: «Un buon risultato sarebbe riuscire a rimuovere il relitto entro la primavera. Ci sono due ordini di rischi: un primo, relativo al carburante, per il quale è stato predisposto già un piano d’intervento dal Ministero dell’Ambiente, il che però non impedirà a una parte degli oli di penetrare nella catena alimentare con le conseguenze che possiamo facilmente immaginare. E poi c’è il danno all’ambiente marino: tanto per fare un esempio, l’ombra prodotta da una nave di quasi 300 metri per 35 ha grande influenza su specie che hanno bisogno di luce.
Secondo uno studio pubblicato da un gruppo di economisti su Nature, la Posidonia oceanica che qui vive è uno dei tre sistemi naturali con maggiore valore al mondo. Vanno valutati i concetti di “sensibilità ambientale” e di uso della zona di mare: balneazione, pesca, turismo. Un conto è dunque la messa in sicurezza, un conto è il danno al sistema per l’impatto sul fondale e la permanenza del relitto».
C’è il rischio che la struttura si sposti a causa del vento o delle correnti e procuri ulteriori danni? «Anche se la nave è molto grande e pesante, la forza del mare sa essere incredibile − chiarisce l’oceanografo − gli effetti vanno contenuti, perché l’area è davvero molto ricca: oltre alla Posidonia, c’è un’altra specie protetta e di alto pregio, la pinna nobilis, caratteristica di questa zona. Ho fiducia nell’intervento delle istituzioni ma credo che sia urgente che passi la logica di interventi compensativi: l’Italia è già molto avanti nel “trapianto” di alcune specie marine come la Posidonia. È questo a mio avviso, insieme alla celerità di intervento, il modo migliore per limitare i danni».
di Chiara Di Martino
http://www.bioecogeo.com/2012/01/16/cos ... iglio.html
Costa Concordia, si teme l’emergenza ambientale: al dramma delle vittime e alla preoccupazione per i feriti, si aggiunge l’allarme per il paradiso terrestre che circonda il luogo in cui è affondata la nave da crociera, davanti all’isola del Giglio. L’isola fa parte infatti del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano e del Santuario dei Cetacei, area naturale marina protetta di interesse internazionale. Nelle cisterne del “gigante del mare” naufragato venerdì ci sarebbero infatti poco meno di 2.400 tonnellate di carburante, quantità che evoca i danni causati dall’affondamento, nel 2007, della nave da crociera Sea Diamond a Santorini.
In caso di sversamento dell’intero contenuto, secondo l’associazione Greenpeace la rovina sarebbe otto volte più grave della perdita del portacontainer greco Rena, incagliatosi a ottobre in Nuova Zelanda, che ha ucciso circa 20mila uccelli marini e inquinato decine di chilometri di costa. La nave italiana, una delle più grandi della flotta Costa Crociere, venerdì ha cominciato a imbarcare acqua dopo aver urtato uno scoglio procurandosi uno squarcio di oltre 70 metri.
Poi l’ordine del comandante – arrestato con l’accusa di abbandono della nave, omicidio colposo plurimo e disastro – di evacuare la nave, che dopo la mezzanotte si è adagiata su un fianco. Oltre al carburante, l’impatto ambientale del naufragio conta anche tonnellate di altre sostanze pericolose come lubrificanti, vernici, sostanze clorurate e amianto, nonché gli oggetti degli oltre 4000 passeggeri, alcuni dei quali particolarmente nocivi: basti pensare alle batterie di telefoni e fotocamere. Greenpeace chiede un piano d’urgenza per lo svuotamento delle cisterne di carburante.
«Potrebbe essere complicato se a causa delle basse temperature avesse assunto una consistenza semi-solida», spiega Alessandro Giannì, Direttore delle Campagne di Greenpeace, «perciò lo svuotamento deve essere avviato immediatamente, prima che eventuali mareggiate infliggano danni strutturali al relitto, causando la dispersione del carburante».
È d’accordo sull’urgenza anche Marco Marcelli, professore di Oceanografia biologica e Oceanografia applicata all’Università della Tuscia e di Ecologia marina e tutela delle risorse biologiche e naturali all’Accademia Navale di Livorno. «Prima si fa e meglio è», spiega Marcelli: «Un buon risultato sarebbe riuscire a rimuovere il relitto entro la primavera. Ci sono due ordini di rischi: un primo, relativo al carburante, per il quale è stato predisposto già un piano d’intervento dal Ministero dell’Ambiente, il che però non impedirà a una parte degli oli di penetrare nella catena alimentare con le conseguenze che possiamo facilmente immaginare. E poi c’è il danno all’ambiente marino: tanto per fare un esempio, l’ombra prodotta da una nave di quasi 300 metri per 35 ha grande influenza su specie che hanno bisogno di luce.
Secondo uno studio pubblicato da un gruppo di economisti su Nature, la Posidonia oceanica che qui vive è uno dei tre sistemi naturali con maggiore valore al mondo. Vanno valutati i concetti di “sensibilità ambientale” e di uso della zona di mare: balneazione, pesca, turismo. Un conto è dunque la messa in sicurezza, un conto è il danno al sistema per l’impatto sul fondale e la permanenza del relitto».
C’è il rischio che la struttura si sposti a causa del vento o delle correnti e procuri ulteriori danni? «Anche se la nave è molto grande e pesante, la forza del mare sa essere incredibile − chiarisce l’oceanografo − gli effetti vanno contenuti, perché l’area è davvero molto ricca: oltre alla Posidonia, c’è un’altra specie protetta e di alto pregio, la pinna nobilis, caratteristica di questa zona. Ho fiducia nell’intervento delle istituzioni ma credo che sia urgente che passi la logica di interventi compensativi: l’Italia è già molto avanti nel “trapianto” di alcune specie marine come la Posidonia. È questo a mio avviso, insieme alla celerità di intervento, il modo migliore per limitare i danni».
di Chiara Di Martino
- Tufkad
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La bravata, se ricordi, la fece anche il pilota di un aereo da caccia americano...Miss Kaleid ha scritto:se la "leggerezza" l'avesse fatta il pilota di un arereo di linea
Si ricorda come Cermis, ti dice niente?
In quel caso, compassione da negare a priori, per un militare odioso e arrogante protetto da un muro di omertà intollerabile, e pressoché impunito una volta rimpatriato.
Qui ci troviamo di fronte a una persona che, nel momento in cui è stato chiamato a verificare se aveva le palle, si è dovuto dare risposta negativa. Di per sè è una constatazione terribile con la quale convivere per il resto dei tuoi giorni....
Per questo sarà condannato dalla giustizia e bollato a infamia imperitura.
Forse è sufficiente.
Francamente, però, comincio a trovare eccessivo questo sport del "tiro al coglione" che si è creato pressoché istantaneamente in tutta Italia: in un pomeriggio, decine di pagine su Facebook create solo per vomitare insulti. Telegiornali che incitano al linciaggio, persone comuni che si autoproclamano giudici e moralizzatori supremi...
Il comandante della nave si è rivelato sicuramente persona inadeguata al ruolo. E' in arresto, sarà processato e pagherà molto caro la stupidaggine che ha fatto. A me basta così.
- Tufkad
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Beh, se qualcuno di voi ha mai avuto un incidente stradale, la sensazione di "stordimento" nel continuare a dirsi "che cosa ho fatto"? osservando la macchina danneggiata è frequente.*Francy* ha scritto:dovrebbero avere piu' professionalità e piu' freddezza
quello sembrava completamente stordito
Figuriamoci a guardare un mostro da centinaia di milioni di euro... che nemmeno è tuo ma ti è stato "affidato"...
- Tufkad
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95 metri da riva... Spazio balneabile: ci arriva chiunque a nuoto, a quella distanza.devotional ha scritto:E' una pratica comune, sia per navi passeggeri, che per navi mercantili, all'epoca per sommergibili, etc. solo che per fare il cretino è sceso in spiaggia con tutta la nave.
Come girare per la strada contromano, con gli abbaglianti, in stato di ebbrezza, beccando tutti i rossi e in eccesso di velocità: un concentrato di errori e irregolarità che lascia esterrefatti.
- unokonomiyaki
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???unokonomiyaki ha scritto:Eppure Tuf io credo che in caso di incidente stradale la mia reazione non sarebbe la stessa di Schumacher...
Infatti, Schumacher è strapagato anche per sopportare incidenti stradali, che sono una variabile del fatto di portare un'auto al limite.
Per un pilota da corsa, l'incidente è cosa da pianificare.
- unokonomiyaki
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Schumacher è strapagato per tanti motivi, ma soprattutto perché è rappresenta l'eccellenza tra i piloti professionisti.
Allo stesso modo, il comandante di una nave di quel genere è (o meglio, dovrebbe essere) l'eccellenza in fatto di navigazione. L'ipotesi di dover fronteggiare un naufragio è tra gli eventi contemplati dal suo ruolo, come per un pilota di linea quella di dover tentare un ammaraggio, se necessario.
Insomma, nell'essere strapagati per fare i comandanti di una nave da crociera da oltre 4.000 passeggeri credo conti anche la competenza e la capacità di leadership in caso di bisogna...
Allo stesso modo, il comandante di una nave di quel genere è (o meglio, dovrebbe essere) l'eccellenza in fatto di navigazione. L'ipotesi di dover fronteggiare un naufragio è tra gli eventi contemplati dal suo ruolo, come per un pilota di linea quella di dover tentare un ammaraggio, se necessario.
Insomma, nell'essere strapagati per fare i comandanti di una nave da crociera da oltre 4.000 passeggeri credo conti anche la competenza e la capacità di leadership in caso di bisogna...
- neuronifolli
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Sarà stato certamente stordito ma...la storia della scatola nera mi fa pensare che una certa freddezza per pararsi il culo ancora era in circolo...Tufkad ha scritto:Beh, se qualcuno di voi ha mai avuto un incidente stradale, la sensazione di "stordimento" nel continuare a dirsi "che cosa ho fatto"? osservando la macchina danneggiata è frequente.
- Miss Kaleid
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Però di fare bravate che mettono a repentaglio la vita di migliaia di passeggeri e la sussistenza dell'ecosistema, le palle ce le aveva. Gli sono sparite tutto d'un botto quando il giochino si è fatto serio, ma dai. E ha comunque cercato di nascondere la "marachella" - poi si vedrà se ha pure tentato di inquinare le prove.Tufkad ha scritto:Qui ci troviamo di fronte a una persona che, nel momento in cui è stato chiamato a verificare se aveva le palle, si è dovuto dare risposta negativa.
Se l'è cercata lui. Poteva andare a guidare il tram, se proprio voleva. Non mi raccontate che non era a conoscenza delle responsabilità che il suo ruolo di Comandante gli imponevano, e che improvvisamente l'altra sera ha avuto la rivelazione della sua inettitudine e codardia. Chi ricopre quel ruolo dovrebbe avere ben altra stoffa...Di per sè è una constatazione terribile con la quale convivere per il resto dei tuoi giorni....
Francamente, però, comincio a trovare eccessivo questo sport del "tiro al coglione"
La gente ha sempre bisogno di dare addosso al cretino di turno per una sua necessità di sentirsi migliore, per rassicurarsi nel pensare di essere diversa, quando invece di esseri meschini ne incontri a ogni angolo.
Però questo qui l'ha fatta proprio grossa, a quanto sappiamo al momento, eh.
Ciao ragazzi.
Sono d'accordo con chi dice che appurate le "irresponsabilita'" di Schettino, sia piu' che sufficiente quello che la giustizia ha probabillmente in serbo per lui.
Il dileggio, il marchio di infame a vita, il linciaggio, francamente paiono eccessivi. Ormai si sa tutto di Schettino, persino chi e' stato il suo barbiere..quasi a voler istigare una sorta di eterna "vendetta".
La cazzata grossa l'ha fatta, lasciamo giudicare chi di dovere, penso che basti no?
P.S. A questo punto mi chiedo, fatte le dovute proporzioni in termini di morti e responsabilita', cosa meriterebbe quel camionista che ieri notte sul GRA ha travolto un auto con 5 ventenni a bordo, ammazzandoli tutti e ferendo una poliziotta..voi lo fareste ancora andare in giro? C'e' ancora spazio per il "partito dei buonisti" in Italia? Scusate l'OT
Sono d'accordo con chi dice che appurate le "irresponsabilita'" di Schettino, sia piu' che sufficiente quello che la giustizia ha probabillmente in serbo per lui.
Il dileggio, il marchio di infame a vita, il linciaggio, francamente paiono eccessivi. Ormai si sa tutto di Schettino, persino chi e' stato il suo barbiere..quasi a voler istigare una sorta di eterna "vendetta".
La cazzata grossa l'ha fatta, lasciamo giudicare chi di dovere, penso che basti no?
P.S. A questo punto mi chiedo, fatte le dovute proporzioni in termini di morti e responsabilita', cosa meriterebbe quel camionista che ieri notte sul GRA ha travolto un auto con 5 ventenni a bordo, ammazzandoli tutti e ferendo una poliziotta..voi lo fareste ancora andare in giro? C'e' ancora spazio per il "partito dei buonisti" in Italia? Scusate l'OT


