(ot) il thread delle belle notizie
Moderatori: devotional, Miss Kaleid
Margherita Hack: Nessuna Fine Del Mondo Nel 2012, Ma Nel 2036...
http://www.buonenotizie.it/?DrU_Btux
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è bello sapere che si possono fare certi incontri
http://tv.repubblica.it/edizione/palerm ... 6112/74477
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a proposito di incontri strani ma belli
Lady GaGa duetta con Sting. I due cantano insieme 'Stand By Me' a Las Vegas
http://www.mtv.it/news/news-detail.asp? ... ic+news%29

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http://www.corriere.it/esteri/11_ottobr ... primopiano
OSLO / LA SCELTA DEL COMITATO NORVEGESE: «RAFFORZARE IL RUOLO FEMMINILE NEL MONDO»
Il Nobel per la pace a tre donne
Sono la presidente liberiana Ellen Johnsonn Sirelaf, la connazionale Leymah Gbowee e la yemenita Karman
MILANO - Il Nobel della pace è stato assegnato oggi a Oslo a tre donne: la presidente della liberia Ellen Johnsonn Sirleaf, la connazionale Leymah Gbowee che lanciò una mobilitazione femminile contro la guerra civile, e l'attivista yemenita per la democrazia Tawakkul Karman.
LE MOTIVAZIONI - Il premio rappresenta, secondo le intenzioni del comitato per il Nobel, un riconoscimento del rafforzamento del ruolo delle donne, in particolare nei paesi in via di sviluppo. La Sirleaf è al di là di tutto la prima presidente donna di uno stato africano; la Gbowee è un'attivista pacifista; la Karman si occupa di diritti delle donne e democrazia nello Yemen, paese negli ultimi mesi in preda a gravi conflitti sociali e politici.
Ellen Johnson Sirleaf (Ap) LA PRIMA DONNA PRESIDENTE - La presidente liberiana era stata accreditata come possibile vincitrice già alla vigilia della proclamazione. Ellen Johnson Sirleaf, 72 anni e prima donna a guidare uno Stato africano, è considerata un «simbolo della nuova Africa». Giunta al potere dopo 14 anni di guerra civile la Sirleaf affronta fra tre giorni l'impegno delle elezioni per un secondo mandato. La scelta di premiarla con il Nobel potrebbe però non essere unanimemente condivisa nell'opinione pubblica: nel 1990 appoggiò infatti la ribellione sanguinaria Charles Taylor contro il presidente Doe, salvo poi presentarsi alle elezioni da avversaria dello stesso Taylor nel 1997. In precedenza era stata condannata a dieci anni di carcere dal regime di Doe, ma venne rilasciata e costretta ad espatriare negli Stati Uniti, dove assunse ruoli di responsabilità ai vertici di importanti istituti di credito e della Banca Mondiale. Caratteristica questa che, ha rilevato ad esempio Maso Notarianni di Emergency ai microfoni di Sky, non è molto compatibile con l'idea pacifista, essendo spesso le decisioni sui trasferimenti di denaro degli organismi internazionali alla base di scontri e conflitti tra stati e comunità.
Leymah Gbowee (Afp) LA PROMOTRICE DELLO «SCIOPERO DEL SESSO» - L'altra liberiana premiata è Leymah Gbowee, 39 anni, una militante pacifista e nonviolenta che ha contribuito a mettere fine alle guerre civili che hanno dilaniato il suo paese sino al 2003. Piccola, di carnagione chiara (per questo è soprannominata «rossa»), la Gbowee ha da poco pubblicato la sua autobiografia, «Mighty Be Our Powers: How Sisterhood, Prayer, and Sex Changed a Nation at War» («La forza dei nostri poteri: come le comunità di donne, la preghier e il sesso hanno cambiato una nazione in guerra»). Tra le iniziative più note dell'attivista, di etnia Kpellè, nota anche come la «guerriera della pace», va ricordato «lo sciopero del sesso», un'iniziativa che costrinse il regime di Charles Taylor ad ammetterla al tavolo delle trattative per la pace.
Tawakkol Karman durante una manifestazione anti Saleh dello scorso giugno (Ap) LA «GIORNALISTA SENZA CATENE» - La più giovane delle tre premiate ha appena 32 anni, esattamente come quelli del potere del presidente yemenita Ali Abdallah Saleh, tre figli e coraggio da vendere: Tawakkol Karman è un'attivista yemenita per i diritti umani, divenuta in poco tempo la leader della protesta femminile contro il regime yemenita. Giornalista e fondatrice dell'associazione «Giornaliste senza catene» eèmilitante nel partito islamico e conservatore Al Islah, primo gruppo di opposizione. Nel gennaio di quest'anno era stata arrestata dalle autorità yemenite, costrette poi a rilasciarla sotto la pressione delle manifestazioni in suo sostegno, che hanno portato in strada migliaia di persone.
Redazione Online
07 ottobre 2011 17:35
OSLO / LA SCELTA DEL COMITATO NORVEGESE: «RAFFORZARE IL RUOLO FEMMINILE NEL MONDO»
Il Nobel per la pace a tre donne
Sono la presidente liberiana Ellen Johnsonn Sirelaf, la connazionale Leymah Gbowee e la yemenita Karman
MILANO - Il Nobel della pace è stato assegnato oggi a Oslo a tre donne: la presidente della liberia Ellen Johnsonn Sirleaf, la connazionale Leymah Gbowee che lanciò una mobilitazione femminile contro la guerra civile, e l'attivista yemenita per la democrazia Tawakkul Karman.
LE MOTIVAZIONI - Il premio rappresenta, secondo le intenzioni del comitato per il Nobel, un riconoscimento del rafforzamento del ruolo delle donne, in particolare nei paesi in via di sviluppo. La Sirleaf è al di là di tutto la prima presidente donna di uno stato africano; la Gbowee è un'attivista pacifista; la Karman si occupa di diritti delle donne e democrazia nello Yemen, paese negli ultimi mesi in preda a gravi conflitti sociali e politici.
Ellen Johnson Sirleaf (Ap) LA PRIMA DONNA PRESIDENTE - La presidente liberiana era stata accreditata come possibile vincitrice già alla vigilia della proclamazione. Ellen Johnson Sirleaf, 72 anni e prima donna a guidare uno Stato africano, è considerata un «simbolo della nuova Africa». Giunta al potere dopo 14 anni di guerra civile la Sirleaf affronta fra tre giorni l'impegno delle elezioni per un secondo mandato. La scelta di premiarla con il Nobel potrebbe però non essere unanimemente condivisa nell'opinione pubblica: nel 1990 appoggiò infatti la ribellione sanguinaria Charles Taylor contro il presidente Doe, salvo poi presentarsi alle elezioni da avversaria dello stesso Taylor nel 1997. In precedenza era stata condannata a dieci anni di carcere dal regime di Doe, ma venne rilasciata e costretta ad espatriare negli Stati Uniti, dove assunse ruoli di responsabilità ai vertici di importanti istituti di credito e della Banca Mondiale. Caratteristica questa che, ha rilevato ad esempio Maso Notarianni di Emergency ai microfoni di Sky, non è molto compatibile con l'idea pacifista, essendo spesso le decisioni sui trasferimenti di denaro degli organismi internazionali alla base di scontri e conflitti tra stati e comunità.
Leymah Gbowee (Afp) LA PROMOTRICE DELLO «SCIOPERO DEL SESSO» - L'altra liberiana premiata è Leymah Gbowee, 39 anni, una militante pacifista e nonviolenta che ha contribuito a mettere fine alle guerre civili che hanno dilaniato il suo paese sino al 2003. Piccola, di carnagione chiara (per questo è soprannominata «rossa»), la Gbowee ha da poco pubblicato la sua autobiografia, «Mighty Be Our Powers: How Sisterhood, Prayer, and Sex Changed a Nation at War» («La forza dei nostri poteri: come le comunità di donne, la preghier e il sesso hanno cambiato una nazione in guerra»). Tra le iniziative più note dell'attivista, di etnia Kpellè, nota anche come la «guerriera della pace», va ricordato «lo sciopero del sesso», un'iniziativa che costrinse il regime di Charles Taylor ad ammetterla al tavolo delle trattative per la pace.
Tawakkol Karman durante una manifestazione anti Saleh dello scorso giugno (Ap) LA «GIORNALISTA SENZA CATENE» - La più giovane delle tre premiate ha appena 32 anni, esattamente come quelli del potere del presidente yemenita Ali Abdallah Saleh, tre figli e coraggio da vendere: Tawakkol Karman è un'attivista yemenita per i diritti umani, divenuta in poco tempo la leader della protesta femminile contro il regime yemenita. Giornalista e fondatrice dell'associazione «Giornaliste senza catene» eèmilitante nel partito islamico e conservatore Al Islah, primo gruppo di opposizione. Nel gennaio di quest'anno era stata arrestata dalle autorità yemenite, costrette poi a rilasciarla sotto la pressione delle manifestazioni in suo sostegno, che hanno portato in strada migliaia di persone.
Redazione Online
07 ottobre 2011 17:35
Polizia interrompe festa nozze McCartney
Residenti St. John's Wood la chiamano per musica troppo alta
- LONDRA, 11 OTT - Il ricevimento nuziale di Paul McCartney e Nancy
Shevell e' stato interrotto all'1.30 di ieri mattina dalla polizia,
che ha minacciato l'ex Beatle di confiscare le casse dello stereo se non
avessero abbassato il volume. I residenti del prestigioso quartiere
di St. John's non avevano gradito il chiasso. Le lamentele sono
tuttavia servite a poco. Dopo che la polizia ha lasciato la
scena, il volume e' tornato alto e McCartney cantava a
squarciagola i suoi successi.
ansa

Residenti St. John's Wood la chiamano per musica troppo alta
- LONDRA, 11 OTT - Il ricevimento nuziale di Paul McCartney e Nancy
Shevell e' stato interrotto all'1.30 di ieri mattina dalla polizia,
che ha minacciato l'ex Beatle di confiscare le casse dello stereo se non
avessero abbassato il volume. I residenti del prestigioso quartiere
di St. John's non avevano gradito il chiasso. Le lamentele sono
tuttavia servite a poco. Dopo che la polizia ha lasciato la
scena, il volume e' tornato alto e McCartney cantava a
squarciagola i suoi successi.
ansa
Paul, forever young !*Francy* ha scritto:Polizia interrompe festa nozze McCartney
Residenti St. John's Wood la chiamano per musica troppo alta
- LONDRA, 11 OTT - Il ricevimento nuziale di Paul McCartney e Nancy
Shevell e' stato interrotto all'1.30 di ieri mattina dalla polizia,
che ha minacciato l'ex Beatle di confiscare le casse dello stereo se non
avessero abbassato il volume. I residenti del prestigioso quartiere
di St. John's non avevano gradito il chiasso. Le lamentele sono
tuttavia servite a poco. Dopo che la polizia ha lasciato la
scena, il volume e' tornato alto e McCartney cantava a
squarciagola i suoi successi.
ansa
Credo che una notizia come questa sia epocale.
E che renda davvero l'idea di cosa significhi la parola "democrazia", che dal suo significato etimologico prende un senso concreto.
http://www.gqitalia.it/viral-news/artic ... r-italiano
E che renda davvero l'idea di cosa significhi la parola "democrazia", che dal suo significato etimologico prende un senso concreto.
http://www.gqitalia.it/viral-news/artic ... r-italiano
- lilianlove
- Angel

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Londra: in costruzione il ponte solare più grande al mondo
Sarà il simbolo della mobilità sostenibile ed ecologica nel cuore di una delle metropoli più importanti del pianeta: è il Blackfriars Bridge di Londra che si appresta a diventare il più grande ponte solare al mondo. Sono infatti iniziati da poco i lavori di installazione di oltre 4.400 pannelli, in grado di generare elettricità pari a 900.000 Kwh ogni anno.
E’ stato uno dei luoghi simbolo della Londra vittoriana ed industriale: nel 1886 venne costruito il Blackfriars Bridge, che dà il nome anche all’annessa stazione, un importante passante ferroviario della città.
Continuerà ad essere un luogo chiave della mobilità cittadina anche nei prossimi anni, grazie al progetto Network Rail che punta a migliorare le condizioni di alcune importanti stazioni londinesi, come appunto quella dei Blackfriars, aumentandone anche il rendimento energetico. “Stiamo realizzando una grande e moderna stazione” ha detto Lindsay Vamplew, direttore lavori per il Network Rail, “Il ponte dei Blackfriars fa parte della nostra storia ferroviaria: costruito nell’età del vapore, lo stiamo portando al passo con il XXI secolo grazie alla tecnologia solare, per creare una stazione che diventi un’icona per la città”.
Un simbolo che testimonierà ai cittadini, ancora di più, l’importante ruolo delle energie alternative: “Vedere che l’energia solare sta funzionando” ha affermato Derry Newman, direttore generale di Solarcentury, l’azienda britannica che sta eseguendo i lavori, “è un passo importante verso un futuro fatto di energia pulita“.
Oltre all’utilizzo dei pannelli solari, la stazione londinese verrà equipaggiata anche con altri mezzi per la produzione di energia sostenibile, come un impianto di recupero per l’acqua piovana o l’installazione di camini solari che permetteranno una migliore illuminazione, con fonti naturali, della stazione. Grazie all’energia così prodotta, si prevede che la stazione sarà in grado di auto-alimentersi con le fonti rinnovabili per il 50% del totale del suo consumo energetico.
Il termine dei lavori è previsto per la primavera del 2012: per questa data, i 6.000 metri quadrati di pannelli fotovoltaici saranno ormai installati e permetteranno un risparmio di CO2 pari a 511 tonnellate all’anno.Ma il ponte londinese non è l’unico esempio virtuoso del vecchio continente: a giugno 2011, l’Europa ha visto la posa di 16.000 pannelli solari anche sulla cima di un tunnel ferroviario in Belgio, nel tratto della linea ad alta velocità tra Anversa e Amsterdam
Sarà il simbolo della mobilità sostenibile ed ecologica nel cuore di una delle metropoli più importanti del pianeta: è il Blackfriars Bridge di Londra che si appresta a diventare il più grande ponte solare al mondo. Sono infatti iniziati da poco i lavori di installazione di oltre 4.400 pannelli, in grado di generare elettricità pari a 900.000 Kwh ogni anno.
E’ stato uno dei luoghi simbolo della Londra vittoriana ed industriale: nel 1886 venne costruito il Blackfriars Bridge, che dà il nome anche all’annessa stazione, un importante passante ferroviario della città.
Continuerà ad essere un luogo chiave della mobilità cittadina anche nei prossimi anni, grazie al progetto Network Rail che punta a migliorare le condizioni di alcune importanti stazioni londinesi, come appunto quella dei Blackfriars, aumentandone anche il rendimento energetico. “Stiamo realizzando una grande e moderna stazione” ha detto Lindsay Vamplew, direttore lavori per il Network Rail, “Il ponte dei Blackfriars fa parte della nostra storia ferroviaria: costruito nell’età del vapore, lo stiamo portando al passo con il XXI secolo grazie alla tecnologia solare, per creare una stazione che diventi un’icona per la città”.
Un simbolo che testimonierà ai cittadini, ancora di più, l’importante ruolo delle energie alternative: “Vedere che l’energia solare sta funzionando” ha affermato Derry Newman, direttore generale di Solarcentury, l’azienda britannica che sta eseguendo i lavori, “è un passo importante verso un futuro fatto di energia pulita“.
Oltre all’utilizzo dei pannelli solari, la stazione londinese verrà equipaggiata anche con altri mezzi per la produzione di energia sostenibile, come un impianto di recupero per l’acqua piovana o l’installazione di camini solari che permetteranno una migliore illuminazione, con fonti naturali, della stazione. Grazie all’energia così prodotta, si prevede che la stazione sarà in grado di auto-alimentersi con le fonti rinnovabili per il 50% del totale del suo consumo energetico.
Il termine dei lavori è previsto per la primavera del 2012: per questa data, i 6.000 metri quadrati di pannelli fotovoltaici saranno ormai installati e permetteranno un risparmio di CO2 pari a 511 tonnellate all’anno.Ma il ponte londinese non è l’unico esempio virtuoso del vecchio continente: a giugno 2011, l’Europa ha visto la posa di 16.000 pannelli solari anche sulla cima di un tunnel ferroviario in Belgio, nel tratto della linea ad alta velocità tra Anversa e Amsterdam



