(OT) - Che libro consigliate?
Moderatori: devotional, Miss Kaleid
chissà se piace anche questo a martin l. gore:

io ho i miei dubbi. e pur da estimatrice di eco ho fatto una fatica boia a finire il tomo, che ho trovato prolisso e dispersivo in maniera irritante, seppur scritto come al solito con stile impeccabile. peccato, perchè l'idea di partenza era interessante.
mò vado a spararmi un bel thriller da bifolchi che domani mattina è finito
tibet libero

io ho i miei dubbi. e pur da estimatrice di eco ho fatto una fatica boia a finire il tomo, che ho trovato prolisso e dispersivo in maniera irritante, seppur scritto come al solito con stile impeccabile. peccato, perchè l'idea di partenza era interessante.
mò vado a spararmi un bel thriller da bifolchi che domani mattina è finito
tibet libero
martin ha proprio ragioneFreestate ha scritto:uè.. il libro che piace anche a Martin L. Gore!
Brava Francy.
ora che ho finito "Chiedi alla polvere"
penso anch'io che quel libro sia un autentico capolavoro!
adesso sto leggendo:

nato per rincorrere di gianluca morozzi
un 22enne (gianluca, l'autore del libro) viene trascinato dagli amici a
zurigo ad un concerto di bruce springsteen, è il 7 aprile del 1993
colpo di fulmine, la sua esistenza cambia
da allora ha visto 50 concerti del boss in giro per il mondo
questo libro è una specie di diario, un appassionato atto
d'amore per bruce

venuto al mondo - margaret mazzantini
un bellissimo romanzo che narra la storia di Gemma e Diego,
marito e moglie, lei romana e lui di Genova che si
trovano a Sarajevo durante l'assedio nei primi anni '90.
Assistono così ad una guerra insensata che distrugge ogni
cosa e rende gli uomini simili a belve...
"Di notte la città sembra una bocca guasta di costruzioni
rose dall'interno come denti divorati da una carie.
Il buio diventa l'apocalisse. Non c'è traccia di vita. Le sirene degli
allarmi sono voci dimenticate da un'allerta che non
pare servire piu' a nessuno. Ogni notte Sarajevo muore. Resta
solo il vento, che cala dalle montagne e si aggira
come uno spirito inquieto in questa bocca sdentata."
"Sognai Sarajevo, la città che si ricomponeva come in
un film che va indietro, le rovine si sollevavano, i vetri
rotti tornavano a formare vetri intatti, finestre, vetrate di negozi.
Le serrande della Bascarsija si riaprivano, gli archi della biblioteca
nazionale tornavano a sollevarsi verso il cielo, tornò la ragazza
che portava i libri in quelle stanze ordinate.Tornò il lamento del
muezzin nei minareti intatti .Tornò l'estate e poi la neve, i caminetti
accesi, la parata per Tito, le majorette con i vestiti color turchese.."
C'e' poco da fare, non sono sintonizzata sulla lunghezza d'onda degli americani .
Mi sono letta Carver, la Munro, Morley Callaghan, Richard Yates: stili diversi - chi piu' asciutto chi piu' ricco - racconti piu' o meno sospesi /conclusi, ma tutti accomunati da una specie di narrazione asettica
che mi impedisce di calarmi pienamente nelle vicende.
Per quello che ho letto finora preferisco nettamente gli europei.
Mi sono letta Carver, la Munro, Morley Callaghan, Richard Yates: stili diversi - chi piu' asciutto chi piu' ricco - racconti piu' o meno sospesi /conclusi, ma tutti accomunati da una specie di narrazione asettica
che mi impedisce di calarmi pienamente nelle vicende.
Per quello che ho letto finora preferisco nettamente gli europei.
divertente e da leggere tutto d'un fiato:

Mia sorella è una foca monaca - Christian Frascella
è un sedicenne il protagonista di questo romanzo, un Perdente di talento
e c'è la Foca Monaca, la sorella (poco) sopportata
poi c'è un padre il Capo un (quasi) alcolista
la mamma non è presente (è fuggita con l'addetto della stazione di servizio)
gli studi lasciati a metà
l'esperienza (traumatica) di lavoro in una fabbrica dove si lavorano le lamiere
il tutto nella periferia torinese di fine anni Ottanta
(il Muro di Berlino è appena crollato)

Mia sorella è una foca monaca - Christian Frascella
è un sedicenne il protagonista di questo romanzo, un Perdente di talento
e c'è la Foca Monaca, la sorella (poco) sopportata
poi c'è un padre il Capo un (quasi) alcolista
la mamma non è presente (è fuggita con l'addetto della stazione di servizio)
gli studi lasciati a metà
l'esperienza (traumatica) di lavoro in una fabbrica dove si lavorano le lamiere
il tutto nella periferia torinese di fine anni Ottanta
(il Muro di Berlino è appena crollato)
a parte Carver (curiosità: che cosa hai letto di suo?) ed il suo minimalismo, che adoro, direi che farne una questione geografica non ha molto senso. Gli Americani sono una generazione giovane di autori e tra loro ve ne sono di Immensi. Da Stephen King (ebbene sì, un Grande Scrittore nonostante sia considerato di "genere") ai Padri Storici dell'hard boiled, su tutti il più Grande tra i narratori del Novecento: Raymond Chandler. Seguito ovviamente da altri Maestri come Dashiel Hammett (un po' l'iniziatore del genere), Jim Thompson fino al genialoide James Ellroy. Per non parlare poi di Scott Fitzgerald o Hemingway (Geni), fino alla mia passione smisurata per John Steinbeck (Furore lo so praticamente a memoria), per gli scrittori della beat generation (da Burroughs a Leary, passando per Kerouac), per i "cani sciolti" come Salinger, fino alla generazione più recente, quella dei Philip Roth o dei Cormac MacCarthy... Potrei continuare (se ci inoltriamo nella fantascienza ci vorrebbero altre due pagine) ma annoierei...Wave ha scritto:C'e' poco da fare, non sono sintonizzata sulla lunghezza d'onda degli americani .Per quello che ho letto finora preferisco nettamente gli europei.
- neuronifolli
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Sono fermamente convinto che Ballard sia stato uno dei più grandi scrittori inglesi del ventesimo secolo...ed ingabbiarlo nel genere fantascientifico è estremamente riduttivo...consiglio di leggere tutto di Ballard, dai racconti ai romanzi.
Per i racconti comincerei con la raccolta "Il gigante annegato" (edizione Urania)
Per i romanzi con "Deserto d'acqua" o "Hello America"...
- lilianlove
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Letto dopo averne visto la pubblicità nel corso di un telegiornale.
L'impressione definitiva, anche leggendo poi i commenti esplicativi che si trovano alla fine stessa dell'opera, è che si tratta di un libro che solo letto nella sua lingua originaria può essere capito a fondo. Un libro dedicato fondamentalmente al popolo brasiliano.
Per quanto mi riguarda, poco interessante come trama e come contenuti.. niente di nuovo sotto il sole, insomma.
Non capisco in base a che cosa si decida di pubblicizzare un libro piuttosto di un altro, specialmente quando si tratta di libri di origine extra-continentale.




