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lilianlove
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Messaggio da lilianlove »

Un bel pantera/ gattone

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Un bel micio miao - di nome oklaoma

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Studio54
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Messaggio da Studio54 »

lilianlove ha scritto: Un bel micio miao - di nome oklaoma

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ma la foto è al contrario? :lol:
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Mithrandir79
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Messaggio da Mithrandir79 »

Per la serie improbabili animali da compagnia! :shock:

Bailey Jr, un bufalo per amico

http://www.repubblica.it/persone/2010/1 ... ef=HRESS-4

"L'unico problema è che Jim non è ancora riuscito addestrarlo per le funzioni corporali, quindi non di rado ai signori Sautner di aver qualche problema in salotto" Immagine
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*Francy*
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Messaggio da *Francy* »

Mithrandir79 ha scritto:Bailey Jr, un bufalo per amico
:shock: sarà mica una bufala :lol:
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sull' epitaffio di Botswain , il suo cane terranova, il poeta George Byron scrisse:

"Qui giacciono i resti di chi possedette bellezza senza vanità,
forza senza insolenza, coraggio senza ferocia e tutte le virtu'
dell' uomo senza i suoi vizi."


grande Byron, in poche parole ha descritto perfettamente quello che si pensa quando si ha un cane

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Messaggio da Mithrandir79 »

Quest'anno a ottobre dalle mie parti c'è stata un'invasione di

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e pure di

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che probabilmente se volevano magnà le prime! :lol:
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Messaggio da *Francy* »

qui invece c'è l' invasione delle puzzolenti cimici :evil:

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Niki86
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Messaggio da Niki86 »

lilianlove ha scritto:Storie meravigliose di cani eroi

Esistono cani che hanno compiuto atti eroici pur senza venire nominati nei libri. Questi cani hanno compiuto gesti strepitosi nei confronti dei loro padroni, gesti dettati dall’amore smisurato che questi cani avevano per i loro “genitori umani”.C’è la storia di Salty, un labrador che faceva da cane guida per non vedenti al suo padrone Omar Rivera. Il signor Rivera si trovava al 71esimo pianto del World Trade Center il giorno 11 settembre del 2001. Durante l’attacco terroristico Salty non si è separato dal suo padrone facendogli da guida attraverso tutti i piani dell’edificio sino all’uscita attraverso fumo e polvere. In Messico Rosco, un meticcio, ha affrontato la paura atavica degli animali per il fuoco svegliando con il suo incessante abbaiare, un bambino di quattro anni mentre dormiva profondamente in una casa interamente di legno dove era scoppiato un incendio. Rosco si è trattenuto talmente tanto nell’edificio che ha subito ustioni sul 30% del suo corpo ma il bambino è rimasto miracolosamente illeso.

I cani non hanno combattuto solo contro il fuoco. Buddy è un pastore tedesco che è stato addestrato per soccorrere il padrone durante le sue numerose crisi cardiache. Durante una crisi molto forte Buddy ha preso il telefono, ha composto il 911, l’equivalente del nostro 112, e ha appoggiato la cornetta vicino al suo padrone. L’operatore ha attivato la localizzazione della telefonata e ha mandato i soccorsi salvando il padrone di Buddy. Un Labrador, poi, ha soccorso la sua”mamma” in un modo stupefacente. La signora Parkhurst stava mangiando una mela quando un pezzo le è andato di traverso. Non riuscendo a respirare di prcuoteva il petto e Toby, il suo cane, le ha praticato praticamente la manovra di Heimlich salvandole la vita.
Che storie meravigliose... :)

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di questi in casa mia ce n'è due, padre e figlia! Sono straordinari
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Messaggio da lilianlove »

I cagnolini del video sono davvero simpatici, giocano come i bambini, manca a loro solo la parola.
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Messaggio da lilianlove »

Adottiamo una palla di spine

di Gabriella Montali

Novellara (Reggio Emilia), gennaio.

Con l'anno nuovo, adottiamo a distanza un riccio (Erinaceus europaeus), paghiamo cioè cibo e medicinali per il popolare porcospino terrore delle vipere, fino a qualche anno fa comune inquilino delle nostre campagne e che oggi rischia l'estinzione, vittima dei pesticidi e dei tanti automobilisti distratti che lo investono. Come fare? Semplice. Basta telefonare, scrivere o inviare direttamente denaro (l'offerta è libera) al centro SOS RICCI (338-71.99.857); info@sosricci.it; coordinate bancarie: Credem P 03032 - 66440 - 01.000.000. 6970), l'unico "ospedale" italiano per porcospini malati oppure orfani. E' interamente destinato alla riabilitazione di questi minuscoli mammiferi che esistevano già sessanta milioni di anni fa (prima del mammuth!) e che oggi stanno scomparendo.
"E' così: proprio in ragione del suo lunghissimo passato evolutivo, il riccio è un bioindicatore ideale", spiega Marina Setti, la biologa volontaria che da due anni coordina SOS RICCI, la health-farm per porcospini provenienti da ogni dove, affogata nella nebbia delle valli di Novellara. "Nelle migliaia di aculei-spia, come in altrettanti depositi", riprende la dottoressa Setti, autrice di Il riccio, ci sono anch'io!, "i ricci trattengono i più micidiali veleni che intossicano il nostro ambiente: arsenico, cadmio, piombo. In qualche modo consentendoci di valutarne l'impatto anche sulla nostra salute. Insomma: noi, forse, salveremo il riccio. Ma è già certo che lui prestandosi alle nostre mirate osservazioni sta già contribuendo al miglioramento della qualità della vita di tutti noi.
Le ricerche scientifiche su questi insettivori (che restituiamo allo stato selvatico appena guariti) le conduce Dino Scaravelli, zoologo dell'università di Bologna. Collabora con SOS RICCI insieme con il veterinario Pierfrancesco Bertoni e con la naturalista Carolina Jimenez. Insomma, siamo un'equipe piccola ma affiatata: il salvataggio dei nostri animaletti in difficoltà coinvolge ogni momento libero della nostra esistenza. Io, che pure sono sposata e mamma di due figli, non vado in vacanza da anni per dedicarmi alle mie "palle di spine".
In questo periodo ho 60 ricoverati adottabili, tutti sottopeso". continua la dottoressa. "Non raggiungono i g 400 (dovrebbero pesare circa g 700) e se non li mettessi all'ingrasso nel nostro centro (dove si cibano di carne tritata, banane e mele) morirebbero. Capita la stessa cosa a tutti i ricci che nascono in autunno, frutto di parti tardivi, troppo magri per sopravvivere all'inverno e alle esigenze del letargo. Automobilisti attenti (quelli che avvistandoli non li investono) li portano qui dopo averli raccolti lungo la strada: disidratati, con il "coperchio" di spine afflosciato, sembrano prugne secche.
"Poveri ricci: con il freddo che fa, non sanno dove trovare cibo. Gli insetti di cui sono ghiotti stanno sparendo dalle nostre campagne devastate dalle monocolture. Così, tentano l'avventura ed emigrano verso i sobborghi delle grandi città in cerca di qualcosa di cui nutrirsi. Ma facendolo rischiano moltissimo. Per esempio, attraversando le strade su cui corrono le automobili il loro destino è spesso segnato.
Oppure, capita loro di finire in tombini, pozzetti lasciati aperti, fontane o piscine. E anche in questo caso, pur sapendo nuotare, spesso non riescono ad uscire dall'acqua e affogano. Altre volte finiscono sventrati dai tosaerba o rimangono impigliati in reti metalliche non sollevate da terra. Eppure, per evitare la strage, basterebbe "rialzarle" di dieci centimetri. Un accorgimento rispettato nei giardini di Svizzera, Austria e Gran Bretagna. Lì i porcospini sono protetti non solo dalle leggi dello Stato, ma anche da cartelli segnaletici con la scritta "Attenti al riccio" e dai sottopassi. Lì i centri di recupero per porcospini feriti sono numerosi. In Italia ci siamo solo noi.
Ora ci troviamo nel periodo dell'anno "più economico": da settembre ad aprile, ai ricci basta poco cibo (spendiamo solo un euro al giorno). Da maggio a fine agosto, invece, accumulano "ciccia" e nutrirli costa molto di più. Allora, i piccoli abbandonati dalle mamme si lamentano, cercano la poppata in continuazione. Mangiano ogni tre ore, giorno e notte, togliendoci il sonno. Dovete sapere che questi piccoli, come tutti i porcospini intolleranti al lattosio, si nutrono solo di Esbilac (che viene importato dagli Stati Uniti), il sostituto del latte che più somiglia al latte di mamma riccia. Il guaio è che costa molto: 24 euro ogni confezione da g 170.
Il latte Esbilac lo inietto con siringhette da insulina, senza ago. E' davvero una vitaccia nutrirli e perfino medicarli. Quando hanno bisogno di cure, spesso, dobbiamo praticare loro l'anestesia totale, per evitare che mordano: hanno 23 denti!! Lo facciamo, per esempio, quando arrivano nel nostro centro con le ossa rotte, magari sfracellati da un pirata della strada.
Ma il "palla di spine" in realtà è un tenerone, e io che gli dedico la mia vita da cinque anni lo so bene", sottolinea la biologa. "L'ho capito fin dalla prima volta in cui mi sono imbattuta in un riccio: era piccolissimo e gemeva per il dolore delle ferite. Era rimasto vittima degli artigli di un gufo. Allora facevo la "dottoressa dei rapaci" per un'organizzazione di ornitologi. Falchi, gufi e civette erano i miei beniamini. Ma la sorte di quel piccolo riccio, vittima dei "miei" pennuti mi colpì moltissimo. E mi ha cambiato vita".
In effetti, vedere quel musino spuntare sotto la dura corazza di aculei fa davvero tenerezza. Forse adottare un riccio farebbe bene anche a noi.
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Messaggio da *Francy* »

Gatto mette in fuga gli alligatori
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Messaggio da lilianlove »

I gufi innamorati

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famigliola di civette

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Grazie ai bimbi l’assiolo è stato salvato

Liberato il rapace trovato all’asilo di Visome e curato dalla Provincia

BELLUNO. L’assiolo è un piccolo gufo, un rapace notturno molto raro e altrettanto bello. Domenica pomeriggio i bambini della scuola materna di Visome stavano facendo una festa con genitori e maestre nel cortile della scuola, quando si sono accorti che a terra c’era uno strano uccello.

L’hanno visto sofferente, quasi moribondo e, non sapendo cosa fare, hanno chiesto aiuto alla polizia provinciale. Gli agenti della reperibilità sono andati subito a Visome e hanno prelevato il piccolo rapace, con la speranza di poterlo recuperare.

Per fortuna l’assiolo era curabile: molto probabilmente aveva subito un trauma, ma le sue ali non erano rotte. Un agente della polizia provinciale lo ha preso in cura, lo ha portato a casa e, seguendo le indicazioni del veterinario della Provincia, è riuscito a salvare la vita al rapace.

Ieri l’assiolo ha dimostrato di riuscire a volare e a nutrirsi autonomamente e così gli agenti hanno deciso di liberarlo subito, perché meno tempo passa in cattività e più opportunità ha di sopravvivere. La liberazione è avvenuta ieri sera a Visome con i bambini che hanno “salvato” l’assiolo.
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Niki86
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lilianlove ha scritto:I gufi innamorati
Ma..è fatta con photoshop questa foto, o l'espressione di questi due animaletti è naturale?? Perchè se così fosse, sarebbe una delle cose più belle che abbia mai visto in vita mia! :D
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Messaggio da lilianlove »

No, no è un atteggiamento vero , di due gufi così detti come specie "allocchi", tendono sempre a stare molto vicini,sono affettuosi , la foto è un originale .
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Messaggio da *Francy* »

quest'immagine è stata scattata in una colonia di sterne artiche a latrabjarg, estremo punto occidentale d'europa,
in islanda e l'autore è un giovane svedese johan gehrish, 15 anni

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il pulcino piu' piccolo è fortissimo ...e molto affamato :P

qui sotto si vede meglio:
http://www.massimilianofrassi.it/blog/w ... erisch.jpg
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