bene! Chi era a Milano posti immediatamente la sua review!Depeche Dark Mode ha scritto: Mi hanno detto che la serata è stata ok e anche tutto il resto.
Recoil "Selected" + tour
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Leaveinsilence
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C'era grande attesa per il debutto dal vivo di Alan Wilder, finalmente decisosi a portare in concerto le sue produzioni soliste a marchio Recoil.
Lo testimonia, nell'ambito della data milanese del suo tour, l'afflusso massiccio di tanti storici fans dei Depeche Mode di 013, tutti accomunati dalla stima nei confronti di Alan, del suo sopraffino talento di musicista, così come si è espresso nell'ambito della sua determinante permanenza all'interno del gruppo inglese, al di là dello specifico apprezzamento nei confronti del progetto Recoil, troppo autoreferenziale per riscuotere i favori di un vasto pubblico.
Il concerto, in realtà, è più simile ad un colossale DJ set, che vede Alan affiancato dal fido Paul Kendall dietro due portatili ed un sintetizzatore Korg, mentre dietro di loro scorrono le immagini di un'astratta produzione cinematografica dello stesso Alan denominata Strange Hours: insomma, uno spettacolo che ricorda da vicino, attualizzandole, certe intuizioni dei primi grandi futuristi italiani, da Marinetti a Luigi Russolo, l'inventore dell'intonarumori, antesignano di tutti i moderni campionatori.
Il repertorio è improntato sui pezzi di Recoil, spesso rivoluzionati rispetto alle più soporifere versioni da studio (cosa che del resto Alan sapeva fare benissimo anche nei Depeche Mode), impreziosito dall’Aggro Mix di Never Let Me Down Again, a menzione dei bei tempi che furono.
Sgombrato il campo da ogni fraintendimento circa la sua natura, lo show di Alan non può che accrescere, ammesso che sia possibile, i rimpianti per il suo abbandono dei Depeche.
Tutto quello che nell'universo Depeche Mode è mancato, o comunque è apparso carente da quindici anni a questa parte, ebbene, ieri sera lo abbiamo come per incanto ritrovato: poderose percussioni sintetiche mixate con sontuosa maestria, ritmi forsennati che si rincorrono e si intrecciano in un incastro micidiale, cristalline sonorità elettroniche ad un tempo raffinate ed oscure, oniriche proiezioni ad alto contenuto evocativo, una cura ed un'attenzione spasmodica per i dettagli tecnici.
Alan sapeva come portare tutto questo nelle canzoni dei Depeche Mode, sapeva come tessere meticolosamente la sua estrosa trama intorno alle superbe, ma spoglie intuizioni di Martin Gore, creando quell'impasto magnetico che ha fatto la fortuna della band nel suo periodo d’oro.
Purtroppo, la sua dipartita ha creato un vuoto che nessuno è stato più capace di colmare, specie dal vivo: tutt'al più, a volte si è solo riusciti a metterci una pezza, a limitare i danni, in altre occasioni neppure quello.
Certo è che se qualcuno aveva ancora dei dubbi, lo show di ieri ha dimostrato che questo Alan, tornato peraltro anche in buona forma fisica, manca ancora disperatamente ai nostri, ma al tempo stesso, vedendo l'aspetto positivo, abbiamo avuto conferma che il ricco tesoro che si è portato via è ancora intatto: bisognerà vedere se il Nostro vorrà o potrà condividerlo nuovamente con i suoi vecchi compagni.
Un saluto,
Leave - The Numanoid
Lo testimonia, nell'ambito della data milanese del suo tour, l'afflusso massiccio di tanti storici fans dei Depeche Mode di 013, tutti accomunati dalla stima nei confronti di Alan, del suo sopraffino talento di musicista, così come si è espresso nell'ambito della sua determinante permanenza all'interno del gruppo inglese, al di là dello specifico apprezzamento nei confronti del progetto Recoil, troppo autoreferenziale per riscuotere i favori di un vasto pubblico.
Il concerto, in realtà, è più simile ad un colossale DJ set, che vede Alan affiancato dal fido Paul Kendall dietro due portatili ed un sintetizzatore Korg, mentre dietro di loro scorrono le immagini di un'astratta produzione cinematografica dello stesso Alan denominata Strange Hours: insomma, uno spettacolo che ricorda da vicino, attualizzandole, certe intuizioni dei primi grandi futuristi italiani, da Marinetti a Luigi Russolo, l'inventore dell'intonarumori, antesignano di tutti i moderni campionatori.
Il repertorio è improntato sui pezzi di Recoil, spesso rivoluzionati rispetto alle più soporifere versioni da studio (cosa che del resto Alan sapeva fare benissimo anche nei Depeche Mode), impreziosito dall’Aggro Mix di Never Let Me Down Again, a menzione dei bei tempi che furono.
Sgombrato il campo da ogni fraintendimento circa la sua natura, lo show di Alan non può che accrescere, ammesso che sia possibile, i rimpianti per il suo abbandono dei Depeche.
Tutto quello che nell'universo Depeche Mode è mancato, o comunque è apparso carente da quindici anni a questa parte, ebbene, ieri sera lo abbiamo come per incanto ritrovato: poderose percussioni sintetiche mixate con sontuosa maestria, ritmi forsennati che si rincorrono e si intrecciano in un incastro micidiale, cristalline sonorità elettroniche ad un tempo raffinate ed oscure, oniriche proiezioni ad alto contenuto evocativo, una cura ed un'attenzione spasmodica per i dettagli tecnici.
Alan sapeva come portare tutto questo nelle canzoni dei Depeche Mode, sapeva come tessere meticolosamente la sua estrosa trama intorno alle superbe, ma spoglie intuizioni di Martin Gore, creando quell'impasto magnetico che ha fatto la fortuna della band nel suo periodo d’oro.
Purtroppo, la sua dipartita ha creato un vuoto che nessuno è stato più capace di colmare, specie dal vivo: tutt'al più, a volte si è solo riusciti a metterci una pezza, a limitare i danni, in altre occasioni neppure quello.
Certo è che se qualcuno aveva ancora dei dubbi, lo show di ieri ha dimostrato che questo Alan, tornato peraltro anche in buona forma fisica, manca ancora disperatamente ai nostri, ma al tempo stesso, vedendo l'aspetto positivo, abbiamo avuto conferma che il ricco tesoro che si è portato via è ancora intatto: bisognerà vedere se il Nostro vorrà o potrà condividerlo nuovamente con i suoi vecchi compagni.
Un saluto,
Leave - The Numanoid
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ciao
un pò di gente...forse quasi pieno.
tutti felici e accoglienti...
il futurismo di leave forse era il necronomicon giger e alcuni video girati al contrario rispetto a quelli ufficiali di subhuman..ho pure intravisto una scimmia col cranio scoperchiato (può essere??)
esecuzione un pò tirata, nel senso che non ha lasciato nessuna tregua ad un pò di minimalismo, qualche assolo di sinth ma tutto molto corposo, piuttosto solido e alle volte plasticoso, per me troppo....ma è piaciuto a tutti.
bravo e in formissima.
ciao
un pò di gente...forse quasi pieno.
tutti felici e accoglienti...
il futurismo di leave forse era il necronomicon giger e alcuni video girati al contrario rispetto a quelli ufficiali di subhuman..ho pure intravisto una scimmia col cranio scoperchiato (può essere??)
esecuzione un pò tirata, nel senso che non ha lasciato nessuna tregua ad un pò di minimalismo, qualche assolo di sinth ma tutto molto corposo, piuttosto solido e alle volte plasticoso, per me troppo....ma è piaciuto a tutti.
bravo e in formissima.
ciao
Dan.. comè che non ti ho visto???
cmq, mi inchino alle parole del nostro numanoide, posso solo aggiungere che è stato tutto bellissimo.. pelle d'oca sull aggro mix, giuro!
per rispondere a Carlo, posso dire che non era pienissimo, ma eran tutti assolutamente rapiti, applausi sparsamente distribuiti in quasi riverente silenzio (niente urletti e gridolini) a confermare, per quanto mi riguarda, l'estremo rispetto che Alan si è guardagnato sul campo.
Credo che l'orario sia stato dalle 8,45 alle 10 (l'organizzazione Magazzini ha fatto chiudere tutto in estrema puntualità sbattendoci fuori anche in malo modo.. maleducati!)
013 presentissimo
Miss Kittin non era tra il pubblico, eravam fuori già da un pò quando è arrivata.
Su marte cè vita!
p.s.: considerazione mia e della Zetina alla visione di giger.. "e con questo da pure lo stacco ai nostri con corbijn"
credo che la considerazione generale si stata (e cito illustri parole):
"Tutto quello che nell'universo Depeche Mode è mancato, o comunque è apparso carente da quindici anni a questa parte, ebbene, ieri sera lo abbiamo come per incanto ritrovato"
un saluto specialissimo a MunGiorgia che ho rivisto con estremo piacere e immensa gioia
Godetevelo stasera!
Black
cmq, mi inchino alle parole del nostro numanoide, posso solo aggiungere che è stato tutto bellissimo.. pelle d'oca sull aggro mix, giuro!
per rispondere a Carlo, posso dire che non era pienissimo, ma eran tutti assolutamente rapiti, applausi sparsamente distribuiti in quasi riverente silenzio (niente urletti e gridolini) a confermare, per quanto mi riguarda, l'estremo rispetto che Alan si è guardagnato sul campo.
Credo che l'orario sia stato dalle 8,45 alle 10 (l'organizzazione Magazzini ha fatto chiudere tutto in estrema puntualità sbattendoci fuori anche in malo modo.. maleducati!)
013 presentissimo
Miss Kittin non era tra il pubblico, eravam fuori già da un pò quando è arrivata.
Su marte cè vita!
p.s.: considerazione mia e della Zetina alla visione di giger.. "e con questo da pure lo stacco ai nostri con corbijn"
credo che la considerazione generale si stata (e cito illustri parole):
"Tutto quello che nell'universo Depeche Mode è mancato, o comunque è apparso carente da quindici anni a questa parte, ebbene, ieri sera lo abbiamo come per incanto ritrovato"
un saluto specialissimo a MunGiorgia che ho rivisto con estremo piacere e immensa gioia
Godetevelo stasera!
Black
Miss Kittin è arrivata avvolta da un bel cappotto leopardato quando ormai eravamo a fare salotto fuori dai Magazzini.
Affluenza buona-ottima, alan ovviamente è stato accolto bene ma niente di trascendentale. Lui in splendida forma, Kendall invece deve smetterla di fare il furbino e cambiare la foto su Myspace dove compare assai più giovane nonostante la chioma bianca
Per quanto mi riguarda posso dire che è stato un bel regalo, musicalmente parlando mi è piaciuto, anche se a molti certi generi vanno difficilmente giù, però il tutto è stato impacchettato male. Non uno schermo ma un proiettore puntato su un telo troppo piccolo, le luci praticamente nulle.
Con poche accortezze in più sarebbe stato meglio e anche più coinvolgente.
Oltre al già citato Aggro Mix, tra i pezzi noti hanno buttato dentro anche Warm Leatherette.
Bocciato il merchandise, solo tristissime magliette con disegnata una lametta il tutto con colori orrendi.
Stranamente audio ottimo ai Magazzini, ma da questo punto di vista con i "tecnici" eravamo in buona mani stavolta
Un saluto a tutti quelli che ho avuto la fortuna di rivedere. Ci vediamo Mercoledì dagli U-Vox
Affluenza buona-ottima, alan ovviamente è stato accolto bene ma niente di trascendentale. Lui in splendida forma, Kendall invece deve smetterla di fare il furbino e cambiare la foto su Myspace dove compare assai più giovane nonostante la chioma bianca
Per quanto mi riguarda posso dire che è stato un bel regalo, musicalmente parlando mi è piaciuto, anche se a molti certi generi vanno difficilmente giù, però il tutto è stato impacchettato male. Non uno schermo ma un proiettore puntato su un telo troppo piccolo, le luci praticamente nulle.
Con poche accortezze in più sarebbe stato meglio e anche più coinvolgente.
Oltre al già citato Aggro Mix, tra i pezzi noti hanno buttato dentro anche Warm Leatherette.
Bocciato il merchandise, solo tristissime magliette con disegnata una lametta il tutto con colori orrendi.
Stranamente audio ottimo ai Magazzini, ma da questo punto di vista con i "tecnici" eravamo in buona mani stavolta
Un saluto a tutti quelli che ho avuto la fortuna di rivedere. Ci vediamo Mercoledì dagli U-Vox
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Grandissimo Alan. Un'esibizione strepitosa, a strange hour, un'ora di sublimi stimolazioni sensoriali: ha saputo creare una dimensione audio/visiva suggestiva, sensuale, potente. Un vero viaggio nelle onde sonore. Splendidi i video scelti (molti di H.R. Giger, il creatore di Alien): di forte impatto, ipnotici, perfettamente al servizio della musica. Maestro.
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