Mi sento emozionato come la prima volta che ho visto i Duran!!!
Spandau ballet Vs Duran duran
Moderatori: devotional, Miss Kaleid
Ieri sera squilla telefono, e dopo un pò mi ricordo del concerto, e sento le note di Only when you leave............che dire............fantiastico1
Grazie ZIna per la telefonata, è stata, sei stata, fantastica; emozionante sentirli anche solo per qulache minuto al telefono.
25 anni di musica vera, 25 anni che son passati, ahimè, troppo in fretta.
Per il resto c'è sempre una Blackyna che va al concerto degli SPandau con la mia maglia dei Duran's.
La Q c'era.
GRAZIE!
Grazie ZIna per la telefonata, è stata, sei stata, fantastica; emozionante sentirli anche solo per qulache minuto al telefono.
25 anni di musica vera, 25 anni che son passati, ahimè, troppo in fretta.
Per il resto c'è sempre una Blackyna che va al concerto degli SPandau con la mia maglia dei Duran's.
La Q c'era.
GRAZIE!
Bello bello bello!
Non Tony "gerry scotti" Hadley, ma il concerto che mi è piaciuto tanto tanto ma proprio TANTO!
Un forum d'Assago gremito da un età media decisamente alta. Le tribune erano piene, il parterre non da sold out, ma per una volta si respirava, non c'era fumo e ci si è goduti il concerto in piena tranquillità.
Loro davvero bravi, nessuna sbavatura, han suonato benissimo. Tony che grondava di sudore fin dall'inizio straordinario, non è un anguilla sul palco, ma si dava da fare, voce pazzesca fino alla fine.
La set list è stata da best of, c'è poco da spoilerare, dopo 20 non potevano fare diversamente
. Round and Round da lacrimuccia con le proiezioni sul maxi schermo. Sulle altre canzoni dai non dico nulla 
Bello il tour book, se potete prendetelo, costa 10 euro, ne vale la pena.
infine....già ieri sera con i 013ini presenti sono partite le discussioni, meglio la reunion degli spandau 2009/2010 o quella dei duran nel 2004/2005?
p.s. Spandau Ballet = Sassofono a oltranza!
Non Tony "gerry scotti" Hadley, ma il concerto che mi è piaciuto tanto tanto ma proprio TANTO!
Un forum d'Assago gremito da un età media decisamente alta. Le tribune erano piene, il parterre non da sold out, ma per una volta si respirava, non c'era fumo e ci si è goduti il concerto in piena tranquillità.
Loro davvero bravi, nessuna sbavatura, han suonato benissimo. Tony che grondava di sudore fin dall'inizio straordinario, non è un anguilla sul palco, ma si dava da fare, voce pazzesca fino alla fine.
La set list è stata da best of, c'è poco da spoilerare, dopo 20 non potevano fare diversamente
Bello il tour book, se potete prendetelo, costa 10 euro, ne vale la pena.
infine....già ieri sera con i 013ini presenti sono partite le discussioni, meglio la reunion degli spandau 2009/2010 o quella dei duran nel 2004/2005?
p.s. Spandau Ballet = Sassofono a oltranza!
- Tufkad
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Bellissimo concerto. Steve Norman sugli scudi (evviva il sassofono!), e musica ancora di gran classe.
E' difficile commentare, data la particolare natura dell'evento (pura "operazione nostalgia", o qualcos'altro?). Il termine giusto l'ha coniato, come sempre, il Numanoide (cui lascio il copyright, se vuole).
Io li ho trovati in gran spolvero, a parte Tony Hadley che è grosso come un armadio a due ante e piantato come una quercia. Sudato più di un wurstel già dopo due pezzi...
Ma la voce è ancora loud & clear.
Bello bello. Pubblico compostissimo ma entusiasta.
E' difficile commentare, data la particolare natura dell'evento (pura "operazione nostalgia", o qualcos'altro?). Il termine giusto l'ha coniato, come sempre, il Numanoide (cui lascio il copyright, se vuole).
Io li ho trovati in gran spolvero, a parte Tony Hadley che è grosso come un armadio a due ante e piantato come una quercia. Sudato più di un wurstel già dopo due pezzi...
Ma la voce è ancora loud & clear.
Bello bello. Pubblico compostissimo ma entusiasta.
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Leaveinsilence
- Ultra member

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Fra le innumerevoli reunion avvenute negli ultimi anni, quella degli Spandau Ballet fin dall'inizio mi è parsa la più sospetta. Troppo forti gli attriti, poi trascinatisi in una tormentata vicenda legale, che hanno spaccato di netto il gruppo in due tronconi, per indurre a ritenere fattibile, e soprattutto credibile, l'operazione.
Inoltre, dallo scioglimento (sia pure mai ufficializzato) del gruppo, ciascuno dei componenti si era avventurato su strade piuttosto diverse, sia pur con analoghi, scadenti, risultati, al di là di una serena vita familiare.
L'unico successo è stato quello ottenuto da Tony Hadley ad un reality show americano modello isola dei famosi, il che è tutto dire.
Date queste premesse, solo la prospettiva di montagne di quattrini poteva riunire i cinque musicisti, più che un boccale di birra, come non si stanca di ripetere il batterista della band, nonché grande mediatore (finanziario?), John Keeble.
E così è stato. Né i nostri han fatto nulla per dissipare i sospetti che circondavano l’operazione, anzi.
Prima un Greatest Hits con i loro pezzi più noti riarrangiati, giusto per rimpolpare le royalty, e poi un tour mondiale basato pressoché esclusivamente sulla riproposizione del loro classico repertorio nella forma più classica possibile.
Tutto ciò si è concretamente materializzato nell'ambito dello show milanese del gruppo cui ho potuto assistere, allestito, fin dall'appellativo del tour (Reformation) e dalle prime immagini proiettate in apertura di live, come una colossale operazione nostalgia.
Gli Spandau non ci provano nemmeno, ad essere attuali, a differenza di tante altre band loro coeve che, pur attingendo a piene mani dal loro passato, non rinunciano ad una certa evoluzione artistica (vedi in ordine sparso Simple Minds, U2, Duran Duran, Cure, ovviamente i Depeche Mode). Talora infilandosi in vicoli ciechi, prendendo degli svarioni, ma comunque assumendosi con dignità almeno un poco di rischio ad ogni nuova pubblicazione.
Il punto è proprio questo, l'arte, la grande assente di questa serata.
Di conseguenza, mai come in questo caso il giudizio sul concerto è terribilmente divaricato. A caldo, mi è venuto da dire splendido e patetico al tempo stesso.
Sul primo versante, i ritrovati Spands si son mostrati estremamente professionali, impeccabili nell'esecuzione dei brani, con il gigante (in ogni senso) Tony Hadley in forma smagliante, i fratelli Kemp a tessere le loro melodie accattivanti e con Steve Norman a inondare molti dei brani con il suo caratteristico, per quanto oggi del tutto fuori moda, sax.
Le canzoni, poi, anche se alcuni storceranno il naso, sono oggettivamente stupende, soprattutto quelle del periodo classico della band, a metà anni '80: Lifeline, True, Only When You Leave, I'll Fly For You, Through The Barricades, sono gemme di musica pop che rimangono scolpite nella storia della musica degli anni '80, oltre che nei nostri cuori. Facili, mielose finché si vuole, ma dotate di eleganza e fascino rari, soprattutto dati gli anni in cui sono state composte, quando, commercialmente parlando, era facile scadere nell'eccesso o nel cattivo gusto.
Meno riuscite, semmai, appaiono le timide incursioni in orizzonti funk - r'n'b tipo Chant No. 1 o Paint Me Down, anche se pure esse vengono proposte con la consueta inappuntabilità. Instinction, poi, vede Hadley duettare gustosamente con l'esuberante corista di colore della band.
E però, tra una smanceria e l'altra, tra un amarcord e l'altro, permane quest'aria di finzione, di artificiosità generale, perfino di auto-celebrazione fine a se stessa, specie laddove si tende ad insistere un po' troppo con quel "like twenty years ago", mentre sul maxischermo scorrono astute immagini vintage del gruppo, manco fosse una commemorazione funebre.
Uno show, insomma, rigorosamente per i fans di vecchia data e inclini al gusto della nostalgia, che in effetti affollavano a frotte il forum (probabilmente la media d'età è la più alta tra tutti i concerti cui mi è capitato di assistere, nonostante non si tratti della band più vecchia in assoluto; di gente sotto i trent'anni, praticamente, manco l'ombra, a meno di qualche ragazzino che si trascinava dietro ai genitori).
Ecco perché, dunque, il giudizio non può essere univoco, ma ambivalente, così come ambivalente è la conclusione che ne traggo, e cioè che questi riformati Spandau hanno sì un grande futuro, ma solo alle loro spalle!
La scaletta:
1.To Cut A Long Story Short
2.The Freeze
3.Highly Strung
4.Only When You Leave
5.I’ll Fly For You
6.Virgin
7.She Loved Like Diamond
8.Once More
9.Round And Round
10.Always In The Back Of My Mind
11.With The Pride
12.Through The Barricades
13.Instinction
14.Communication
15.Lifeline
16.Chant No.1
17.True
18.Fight For Ourselves
19.Gold
Un saluto,
Leave - The Numanoid
Inoltre, dallo scioglimento (sia pure mai ufficializzato) del gruppo, ciascuno dei componenti si era avventurato su strade piuttosto diverse, sia pur con analoghi, scadenti, risultati, al di là di una serena vita familiare.
L'unico successo è stato quello ottenuto da Tony Hadley ad un reality show americano modello isola dei famosi, il che è tutto dire.
Date queste premesse, solo la prospettiva di montagne di quattrini poteva riunire i cinque musicisti, più che un boccale di birra, come non si stanca di ripetere il batterista della band, nonché grande mediatore (finanziario?), John Keeble.
E così è stato. Né i nostri han fatto nulla per dissipare i sospetti che circondavano l’operazione, anzi.
Prima un Greatest Hits con i loro pezzi più noti riarrangiati, giusto per rimpolpare le royalty, e poi un tour mondiale basato pressoché esclusivamente sulla riproposizione del loro classico repertorio nella forma più classica possibile.
Tutto ciò si è concretamente materializzato nell'ambito dello show milanese del gruppo cui ho potuto assistere, allestito, fin dall'appellativo del tour (Reformation) e dalle prime immagini proiettate in apertura di live, come una colossale operazione nostalgia.
Gli Spandau non ci provano nemmeno, ad essere attuali, a differenza di tante altre band loro coeve che, pur attingendo a piene mani dal loro passato, non rinunciano ad una certa evoluzione artistica (vedi in ordine sparso Simple Minds, U2, Duran Duran, Cure, ovviamente i Depeche Mode). Talora infilandosi in vicoli ciechi, prendendo degli svarioni, ma comunque assumendosi con dignità almeno un poco di rischio ad ogni nuova pubblicazione.
Il punto è proprio questo, l'arte, la grande assente di questa serata.
Di conseguenza, mai come in questo caso il giudizio sul concerto è terribilmente divaricato. A caldo, mi è venuto da dire splendido e patetico al tempo stesso.
Sul primo versante, i ritrovati Spands si son mostrati estremamente professionali, impeccabili nell'esecuzione dei brani, con il gigante (in ogni senso) Tony Hadley in forma smagliante, i fratelli Kemp a tessere le loro melodie accattivanti e con Steve Norman a inondare molti dei brani con il suo caratteristico, per quanto oggi del tutto fuori moda, sax.
Le canzoni, poi, anche se alcuni storceranno il naso, sono oggettivamente stupende, soprattutto quelle del periodo classico della band, a metà anni '80: Lifeline, True, Only When You Leave, I'll Fly For You, Through The Barricades, sono gemme di musica pop che rimangono scolpite nella storia della musica degli anni '80, oltre che nei nostri cuori. Facili, mielose finché si vuole, ma dotate di eleganza e fascino rari, soprattutto dati gli anni in cui sono state composte, quando, commercialmente parlando, era facile scadere nell'eccesso o nel cattivo gusto.
Meno riuscite, semmai, appaiono le timide incursioni in orizzonti funk - r'n'b tipo Chant No. 1 o Paint Me Down, anche se pure esse vengono proposte con la consueta inappuntabilità. Instinction, poi, vede Hadley duettare gustosamente con l'esuberante corista di colore della band.
E però, tra una smanceria e l'altra, tra un amarcord e l'altro, permane quest'aria di finzione, di artificiosità generale, perfino di auto-celebrazione fine a se stessa, specie laddove si tende ad insistere un po' troppo con quel "like twenty years ago", mentre sul maxischermo scorrono astute immagini vintage del gruppo, manco fosse una commemorazione funebre.
Uno show, insomma, rigorosamente per i fans di vecchia data e inclini al gusto della nostalgia, che in effetti affollavano a frotte il forum (probabilmente la media d'età è la più alta tra tutti i concerti cui mi è capitato di assistere, nonostante non si tratti della band più vecchia in assoluto; di gente sotto i trent'anni, praticamente, manco l'ombra, a meno di qualche ragazzino che si trascinava dietro ai genitori).
Ecco perché, dunque, il giudizio non può essere univoco, ma ambivalente, così come ambivalente è la conclusione che ne traggo, e cioè che questi riformati Spandau hanno sì un grande futuro, ma solo alle loro spalle!
La scaletta:
1.To Cut A Long Story Short
2.The Freeze
3.Highly Strung
4.Only When You Leave
5.I’ll Fly For You
6.Virgin
7.She Loved Like Diamond
8.Once More
9.Round And Round
10.Always In The Back Of My Mind
11.With The Pride
12.Through The Barricades
13.Instinction
14.Communication
15.Lifeline
16.Chant No.1
17.True
18.Fight For Ourselves
19.Gold
Un saluto,
Leave - The Numanoid
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